19 GENNAIO 1991 – 25 anni fa ci lasciava l’ingegner Roma: Dino Viola

LAROMA24.IT (Federico Baranello) – “Non batte più il Cuore di Roma”: così il mensile La Roma titola il numero del Gennaio 1991 a pochi giorni dalla scomparsa dell’Ing. Dino Viola. Un Cuore, quello del Presidente Viola, che ha permesso alla società capitolina di salire definitivamente nel calcio italiano che conta.

Nato il 22 aprile 1915 ad Aulla, in provincia di Massa Carrara, si trasferisce a Roma, dove s’innamora dei colori giallorossi di Campo Testaccio. Nel 1942 è di stanza a Pontedera come Ufficiale dell’Aeronautica e la Roma, la sua Roma, è di scena a Livorno. Insieme alla moglie Flora, che diventerà in seguito alla sua morte il primo presidente donna in serie A, decidono di andare a vedere la partita percorrendo in bicicletta 40 km. Lo sforzo è ripagato perché la compagine giallorossa vince per 0-2 con reti di Pantò e Amadei, mantenendo il punto di vantaggio sul Torino. La settimana successiva la Roma sarà Campione d’Italia per la prima volta. Nel 1963 entra nel consiglio della società giallorossa sino al 1971. Poi rientra sempre come consigliere nel 1975 con l’intento questa volta di rilevarla completamente.

Durante la presidenza di Alvaro Marchini” racconta Flora Viola in un’intervista per La Roma del Febbraio 1991 “Dino ricopriva la carica di Vice Presidente. Se non ricordo male eravamo a metà degli anni sessanta. Causa un’ulcera, mio marito fu ricoverato e operato d’urgenza: una paura incredibile. Il giorno in cui lasciò l’ospedale per tornare a casa mi disse: Mi sarebbe proprio dispiaciuto morire. Pensai che facesse riferimento alla famiglia. Nient’affatto. Non ho ancora fatto nulla per la mia Roma, aggiunse con tono categorico. Insomma era diventato il suo chiodo fisso”.  Nel Maggio del 1979 il chiodo fisso diventa realtà e acquisisce il pacchetto di maggioranza. Cede tutte le sue attività e si dedica a tempo pieno alla gestione della sua Roma. Saranno anni fantastici, indescrivibili, dove la “Rometta” diventa “Magica”. La coppia Viola-Liedholm vince subito due Coppe Italia nell’80 e nell’81.  Sempre nell’81 sfiora lo scudetto, nell’anno del gol annullato a Turone. Inizia la guerra ai poteri forti del calcio.

Poi nell’83 lo scudetto che “scaccia un incubo e libera dalla prigionia di un sogno”, come disse all’indomani della vittoria.

Come dimenticare poi nell’anno successivo la più bella cavalcata della Roma in Europa. E quella finale con il Liverpool. Si… quel maledetto 30 Maggio del 1984.

Ancora due Coppe Italia nell’84 e nell’86. E Roma-Lecce che rende di nuovo prigionieri di un sogno.

Tante battaglie: la rescissione con Falcao, l’acquisto di Cerezo e l’ingaggio di Eriksson come allenatore quando i regolamenti lo impedivano. In mezzo tanti calciatori da Di Bartolomei a Falcao, da Boniek a Voeller, da Ancelotti ad Aldair. Ma anche Giannini, Conti, Pruzzo, Maldera, Tancredi, Berthold, Rizzitelli e tanti, tantissimi altri. Solo quattro allenatori durante il suo mandato: Liedholm, Eriksson, Radice e Bianchi. Poi il caso Lipopill, poco prima della sua morte, che ha visto il Presidente combattere per difendere i suoi due ragazzi, Carnevale e Peruzzi. Del resto ha sempre difeso tutti coloro che avevano a cuore le sorti della Roma, prima di tutto i tifosi.

Un grande rammarico: non essere riuscito a dare alla Roma uno Stadio tutto per se.

Il giorno dopo la sua morte, avvenuta il 19 gennaio 1991, all’Olimpico scende il Pisa. Ma scende anche tanta tristezza per quel Cuore che si è fermato. Un minuto di raccoglimento e Capitan Giannini insieme a Nela depongono un mazzo di fiori nel posto abitualmente occupato dal Presidente Viola. La squadra è sotto choc e l’aspetto tecnico passa in secondo ordine. Dalla Sud si alzano alcuni striscioni: “In 12 anni hai dato molto…..ieri tutto”, “C’hai lasciato un vuoto incolmabile…Addio Caro Presidente”, “Roma, dai 7 colli, tramanderà la storia di un uomo che, da solo, le ha dato tanta gloria”.

Forse è il presidente più amato come dimostrano anche gli striscioni di domenica scorsa in Tribuna Tevere nella partita con il Verona: “Dino e Flora Viola per sempre nei nostri cuori”. È sempre una questione di Cuore quando si parla di Viola.

Noi non ti piangiamo caro Presidente, “perché piange il debole, i forti non piangono mai”.

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