29 APRILE 2001 – Il derby del “Prendiamoli a pallonate”

LAROMA24.IT (Federico Baranello) – Il 29 aprile di uno degli anni più belli della storia giallorossa, va in scena il Derby. Non è mai una partita come le altre e questo spesso costituisce un limite. Figuriamoci quando sei primo in classifica. La Roma si presenta infatti con sei punti di vantaggio sulla seconda, la Juventus, e sette sulla terza, cioè quelli presenti all’Olimpico proprio per la “stracittadina”. Che nostalgia di quei Derby in cui gli sfottò riempivano l’attesa già parecchie ore prima del calcio d’inizio. E in questo in particolare sono numerosissimi. Si inizia con “Couto…interruptus”, “Scommesse, spareggi, doping: sei la vergogna di Roma…anzi di Albano”, “Noi primi, voi…doping”, “Shampoo al nandrolone, creatina nel sapone” “Torna a casa, Lazie…”, “La storia del burino nun regge, sei tu il pastore del gregge”, “Tutte le strade ve portano a Roma”, “Pe nun favve sentì nostalgia de casa: bee, bee, muu, muuu, coccodè, coccodè”. E ancora “Roma nun te conosce”, “SS Lazio 1900, da cento anni pagate l’affitto”, “Burino, te vojo fa’ ‘na rima, alza l’occhi e guarda chi sta prima”. E questi solo per citarne alcuni. Ma c’è spazio anche per Anna Falchi: “Te sei scoperta laziale, ma se vinceva l’Acireale, te spojavi uguale”. Ovviamente non mancano riferimenti al vero eroe della partita d’andata: lui, il solo ed inimitabile Paolo Negro. Allora spuntano “Nesta, marcate Negro”, “Peruzzi, Nesta e Negro: tre passaggi, in porta”, “Famme marcà da Negro”, “Figo Pallone d’oro…Negro, Tapiro d’oro”. Il tutto al ritmo di “Paolo Negro Gol”.

Poi sulle note di “Roma, Roma, Roma” le squadre entrano in campo e la coreografia prende il posto degli striscioni di sfottò.

La Coreografia, la “C” maiuscola è d’obbligo, della Sud è semplicemente meravigliosa. Ah quanto manchi ora mia cara Sud! Due stecche con le sagome dei giocatori da Calcio Balilla, da bigliardino per dirla alla romana, sovrastano la curva ai lati del tabellone. I distinti coperti da un tricolore rosso, bianco e arancione. La Sud completamente vestita di verde a riprodurre il rettangolo di gioco e in basso la scritta “PRENDIAMOLI A PALLONATE”. Poi migliaia di palloni cominciano a rotolare dall’alto sino a cadere sulla pista d’atletica. Fantastico!

Il campo regala un primo tempo non attraente dal punto di vista estetico, ma dal gioco decisamente maschio. La Roma all’inizio della ripresa passa in vantaggio colpendo in pochi minuti prima con Batistuta, che regala la sua “Mitraglia”, e poi con Delvecchio si porta sul 2-0. Nedved, e Castroman a pochi secondi dalla fine, fissano il punteggio sul due pari. Un po’ di sconforto certo, ma un’altra giornata va in archivio e, complice il pareggio della Juventus, nulla cambia al vertice. Forse non è stata vinta la battaglia, ma quello che conta è arrivare a vincere la guerra il 17 Giugno successivo.

Ah, c’è anche la coreografia di quelli nati al “Pippa Nera”, i quali preferiscono poggiare tutto con un offesa alla Città Eterna. Di fatto sancisce la loro estraneità da questa città. Certo, nulla di nuovo.

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