Connect with us

Gli Eroi del Collezionismo

Matteo Melodia, quando gli albori del calcio s’intrecciano con la storia di famiglia

Published on

IOGIOCOPULITO.IT (Federico Baranello) – Nel mondo del collezionismo ci sono nomi che fanno la differenza. Ci sono nomi che sono sinonimo di “pezzi rari”, spesso “unici”. Dire Matteo Melodia significa dire una delle collezioni di cimeli calcistici più importanti in assoluto. Sicuramente il più grande collezionista al mondo di biglietti, i classici tagliandi di ingresso agli stadi, ma non solo.

Matteo è un quarantatreenne milanese con una grande, anzi grandissima, passione per il calcio e per il collezionismo. Passioni che hanno radici provenienti da lontano, sin dagli albori di questo gioco nella penisola italica. Passioni che diventano una questione di famiglia.

Siamo nel 1909 quando il bisnonno di Melodia, Arturo Bistoletti, diventa “Socio effettivo” del Foot Ball Club Internazionale, l’attuale Inter. Nella tessera, facente parte della collezione di Matteo, fa bella mostra di se la firma del primo Presidente dell’Inter, Giovanni Paramithiotti. Bistoletti è un alto funzionario di un noto istituto bancario milanese. È un uomo di cultura, una persona curiosa e si avvicina a questo sport che sta attraversando la sua fase pionieristica. Si innamora al punto che nel 1913 decide di diventare arbitro per la Sez. Lombardia.

Un arbitro anche molto considerato se è vero, come è vero, che a lui viene data la responsabilità di arbitrare un incontro molto delicato: la partita di andata tra Genova e Bologna valevole per il titolo di “Campione della Lega Nord” del 15 giugno 1924 e che assegna un posto per la Finalissima Scudetto con la vincente della “Lega Sud”. Per la cronaca avrà la meglio il Genoa che riuscirà a conquistare l’accesso alla finalissima ai danni del Bologna e poi a vincere il suo nono scudetto, ma anche l’ultimo sino ad oggi, contro il Savoia. Assolutamente da vedere lo strumento di lavoro dell’epoca: il fischietto. Come assolutamente da leggere, e fare proprio, è quel foglio battuto a macchina da considerarsi come “referto” per la Federazione. Un documento d’altri tempi, poesia allo stato puro.

Splendida è anche la foto di Bistoletti tra Renzo De Vecchi, Capitano del Genova, e Carlo Bigatto, Capitano della Juventus, ritratti l’8 aprile 1923 durante appunto Genova – Juventus.

Questi sono solo alcuni “pezzi” di un archivio preziosissimo dove il valore affettivo e il valore storico s’intrecciano inesorabilmente. Basti solo pensare a tutte le comunicazioni intercorse tra Bistoletti e la Federazione: un valore inestimabile. Tutto questo materiale è giunto poi nelle mani del figlio di Arturo, Leopoldo. Anche quest’ultimo si appassiona al calcio e diventa “Guardalinee” in serie C oltre a far parte del direttivo dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri) di Milano. È anche un grande collezionista di francobolli e monete.

Anche il papà di Matteo, Alberto, ama il calcio, che pratica a livello dilettantistico. Trasmette al figlio la passione per il Milan: “Papà è abbonato dal 1963”, ci dice Matteo, “E ancora oggi non si perde una partita”.

In un contesto così non si poteva non essere influenzati da questa passione per il calcio. Matteo all’inizio non si rende conto di cosa ci sia a casa del nonno: “Sapevo che c’era tantissimo materiale, ma non me ne curavo. Cominciai, invece, a collezionare i biglietti, la mia vera passione”. Una passione che lo porta ad essere il maggior collezionista mondiale del genere: “Iniziai nell’87, avevo quattordici anni. All’epoca pubblicavo alcune inserzioni sui giornali, sul Guerin Sportivo e SuperTifo, dove cercavo altri appassionati. Ci furono poi gli Europei dell’88 in Olanda e cominciai a scambiare i biglietti del Milan con quelli degli Europei con un ragazzo olandese. Entrai in un mondo fantastico. Divenni letteralmente pazzo per questi pezzetti di carta. Mi procurai anche un timbro con i miei recapiti e lo apponevo, come da moda dell’epoca, dietro ai biglietti. Era un metodo pubblicitario fenomenale. Ci si rendeva conto di come un biglietto scambiato in Italia poteva arrivare in un qualsiasi luogo al mondo. Con il senno di poi forse abbiamo deturpato dei biglietti, ma non c’erano molti altri metodi all’epoca per farsi pubblicità. Poi le cose sono cambiate molto, nel bene e nel male. Con l’avvento di Internet si ha ora la possibilità di arrivare davvero ovunque, dove altrimenti non ci saremmo nemmeno sognati di poter arrivare. Dall’altra si è perso un po’ di poesia, di sentimento. È tutto un grande mercato”. Matteo ora possiede spille, tessere, abbonamenti, cartoline, gagliardetti, palloni, foto d’epoca (alcune anche autografate) e gli immancabili album Panini. Ma il primo amore, i biglietti, non si scorda mai: “Ho la collezione più importante al mondo. Oltre a quelli del Milan a partire dagli anni ‘30, ho anche alcuni vecchissimi biglietti come un tagliando dell’Inter del Campo a Via Goldoni 61, datato tra il 1928, data in cui venne intitolato il campo al secondo Capitano nerazzurro Virgilio Fossati, e il 1930, data che ne sancì la chiusura”.

“Per oltre trent’anni ho cercato il biglietto di Benfica-Barcellona del 1961 giocata a Berna. Sono proprio questi ritrovamenti che ti danno una carica pazzesca, che ti fanno capire che nulla è impossibile. Danno la forza per cercare ancora, e ancora, e ancora! Danno la forza per andare avanti. Ora posseggo tutti i tagliandi delle finali di Coppa dei Campioni.

“Inoltre, a partire dal 1962, ho tutti i biglietti delle partite dei Mondiali. Ma il pezzo forte”, ed è lì che si fa la differenza aggiungiamo noi, “sono i mondiali del ’34 e del ’38. Me ne mancano cinque per ognuno dei mondiali. Dieci in tutto. Completare i Mondiali del ’34 è il mio sogno”.

Matteo possiede dei pezzi dall’assoluto valore storico, come quello relativo alla prima partita della Nazionale a Roma del Marzo 1928 contro l’Ungheria (4-3) allo Stadio del P.N.F. Sino ad allora si era giocato solo nei campi situati al Nord. Oppure il Pass di Italia – Belgio del 21 maggio 1922 o Italia -Francia del 4 dicembre del 1938 a Napoli allo Stadio Partenopeo. O ancora Milan – Benfica di Coppa Latina del 1956.

 

Matteo ha viaggiato in lungo e in largo per trovare ciò che desiderava: “Il biglietto più bello per me è Italia – Grecia del 1934: un capolavoro. Qualche volta mi ritrovo da solo a contemplare alcuni miei pezzi e il sacrificio è appagato dalla soddisfazione. Ripenso anche ai colpi di fortuna ma anche a quella visione paragonabile ad un imprenditore: cioè prendere un pezzo che magari non mi serve ma che può permettermi di arrivare a ciò che desidero, per un futuro scambio. Non ho mai pensato di smettere, anche se gli ultimi anni non li colleziono più, a partire più o meno dal 2000. Sono biglietti che si cancellano con il tempo. È un collezionismo destinato a finire perché oggi si stampa da casa, si ricarica sulle card, si entra con i codici a barre o con il cellulare. Peccato davvero. Una memoria storica che non avremo più”.

Questo viaggio con Matteo per il momento termina qui, ci ripromettiamo di tornare per poter ammirare altro, per farci raccontare ancora qualche situazione o avvenimento particolare. Ci rendiamo conto che abbiamo visto molto, ma troppo poco rispetto a quanto si poteva vedere, toccare e vivere. “Solo una precisazione” ci dice Matteo prima di congedarci “Quando non ci sarò più …i biglietti mi seguiranno”. Dapprima una risata, poi ci rendiamo conto che ha detto sul serio.

Classe ’68, appassionato di un calcio che non c’è più. Collezionista e Giornalista, emozionato e passionale. Ideatore de GliEroidelCalcio.com. Un figlio con il quale condivide le proprie passioni. Un buon vino e un sigaro, con la compagn(i)a giusta, per riempirsi il Cuore.

Gli Eroi del Collezionismo

Natalino Lanzini e l’Atalanta: una collezione da urlo

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Siamo a Bergamo nel 1907, due sono le squadre di calcio: il Bergamo Football Club e la Giovane Orobia. Proprio da una scissione di quest’ultima che gli studenti liceali Eugenio Urio, Giulio e Ferruccio Amati, Alessandro Forlini e Giovanni Roberti fondano il 17 ottobre la Società Bergamasca di Ginnastica e Sports Atletici Atalanta.

Atalanta è una figura della mitologia greca, una eroina nota per le sue doti agonistiche: la leggenda narra di come si volle concedere in sposa solamente a chi sarebbe riuscito a batterla in una gara di corsa, dove i perdenti sarebbero stati uccisi. I fondatori del club si affidano dunque alla mitologia per dare forma alla loro passione. La stessa passione che prova anche Natalino Lanzini, il nostro amico collezionista di cimeli della Dea. Natalino ha 52 anni, originario della provincia di Bergamo, trasferitosi per lavoro da oltre 30 anni a Sacile in provincia di Pordenone.

Natalino Lanzini

“Sono un Maresciallo dei Carabinieri” ci dice, “sono un chimico e lavoro alle dipendenze della Sezione Chimica. Sono padre di due figli maschi di 16 e 12 anni. Da buon bergamasco l’amore per la Dea è affare di famiglia. Un amore e una passione che mi è stata trasmessa dagli zii e dai miei cugini, mentre a mio padre il calcio non interessava”.

“Per me l’ATALANTA è tutto, dopo la mia famiglia, ovviamente”, continua Natalino, “ed entra quotidianamente in maniera massiccia nella mia vita, a partire dagli aggiornamenti sulle vicende della squadra tramite giornali e internet, sia per i contatti con i miei amici con i quali condividiamo la stessa passione sia per interagire con altri collezionisti con i quali ci teniamo in contatto in modo particolare con i social”.

Come nasce un collezionista… “Sono diventato un collezionista iniziando a conservare i biglietti delle partite a cui assistevo, anche se in verità “nasco” prima come collezionista di cartoline stadi di calcio, italiani ed esteri. Ovviamente, come succede più o meno a tutti, mi sono poi “allargato” acquistando il materiale da commercianti o scambiandolo con altri collezionisti. Attualmente colleziono praticamente tutto ciò che è inerente l’Atalanta ma ho anche sviluppato, nel tempo, interesse per altre tematiche”. Quest’ultima specifica è particolarmente piena di orgoglio e allora Natalino snocciola una lista… “cartoline e documenti del mio paese originario, Palosco, in provincia di Bergamo, alcuni biglietti di partite che mi hanno colpito per i motivi più vari come ad esempio quello di Italia – Corea dei mondiali del 1966, materiale dell’Udinese calcio, cartoline degli stadi di Bergamo, Brescia, Udine, Trieste, Gorizia e Pordenone. Ma anche biglietti di Olimpiadi, Mondiali e Europei di calcio”.

Insomma cercare di seguire Natalino in questa lista è davvero complicato per noi, e mentre snocciola la lista noi ci ritroviamo con la stessa espressione che ha reso celebre “L’urlo” di Munch.

“I pezzi che considero migliori sono sicuramente la prima cartolina conosciuta dell’Atalanta, 1913, con i colori sociali bianconeri… quella che appare su wikipedia per intenderci”, la sua voce diventa sempre più orgogliosa, “poi la cartolina della squadra schierata a Brescia nel 1919, prima di disputare lo spareggio per un posto in serie A contro l’altra squadra di Bergamo, la Bergamasca appunto, che poi verrà inglobata nel nome completo attuale: Atalanta e Bergamasca Calcio; l’abbonamento “omaggio” rilasciato al costruttore dello stadio Brumana nel 1928, Ing DE BENI; la cartolina del 59/60 costruita in studio con la foto del campione europeo di pugilato dei pesi leggeri, Livio Minelli, bergamasco e atalantino, contornata dalle foto piccole della rosa atalantina di quell’anno, ovviamente autografata da tutti… Inutile dire che sono legato a tutti i pezzi in maniera morbosa e non saprei sceglierne uno in particolare. Paradossalmente i pezzi più costosi non sono nemmeno i più rari o importanti: tra questi, ci sono 3 foto-cartoline del 1928, scattate durante l’inaugurazione dello stadio “Brumana” di Bergamo e prese in blocco per poter avere la squadra dell’Atalanta schierata in campo nella circostanza”. Roba da urlare veramente questa volta…

 

Ma cosa cerca ancora un collezionista come Natalino… “Sto cercando la “Giostra dei footballers” dell’Atalanta, in metallo, e il biglietto di Coppa delle Coppe del 1987/88 Ofi Creta vs Atalanta giocata in Grecia: è l’unico delle coppe atalantine che mi manca”.

“Collezionare mi ha permesso di visitare moltissimi posti stupendi” ci dice, “ma, soprattutto, ho avuto la possibilità di conoscere persone meravigliose con cui sono diventato AMICO nel vero senso della parola. Ho conosciuto anche qualche testa di legno, ma questo capita nella vita. In famiglia tutti mi hanno sempre sostenuto nella mia passione e nella ricerca di nuovi “pezzi”, accompagnandomi spesso a mostre e mercatini. Lo stesso dicasi per i miei amici, che immancabilmente arrivano dai loro viaggi con cartoline stadi o biglietti di partite a cui hanno assistito”.

I cartoni animati

Ci salutiamo con Natalino e come al solito chiediamo qualche consiglio per chi volesse cominciare a collezionare… “Consigli non mi sento di darne, anche perché vedo che dietro di noi latitano le nuove leve… Ovviamente spero che uno dei miei figli segua le mie orme, anche se dubito che lo faccia il mio primogenito, che crede che Stromberg e Papu Gomez siano i nomi di cartoni animati stranieri”.

 

 

 

Continue Reading

Gli Eroi del Collezionismo

Teramo, presentato il progetto per il Museo. Ai nostri microfoni il Presidente del “Club Biancorosso”

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Sabato scorso, il 10 aprile, presso la sala polifunzionale della Provincia di Teramo, è stato presentato il progetto per la creazione del Museo del Teramo Calcio. Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, il Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, il gestore dello stadio Sabatino Cantagalli, l’autore della “Storia del calcio teramano” Elso Simone Serpentini, l’architetto che curerà la realizzazione dello spazio Stefano Corona, Gianni Gebbia dell’Associazione amici del calcio teramano e il Presidente del Club Biancorosso Giuseppe Bracalenti.

Noi de Gli Eroi del Calcio abbiamo raggiunto Bracalenti per farci raccontare lo stato dell’arte di questo che, sino a poco tempo fa, sembrava un qualcosa destinato a rimanere tra i sogni… “Si, un sogno che diventa (quasi) realtà”, ci dice il Presidente del Club Biancorosso, “dobbiamo lavorarci ancora molto, ma la strada ora è quella giusta. Lo merita la nostra storia, centosei anni di calcio… possiamo affermare che a Teramo si fa calcio da sempre. Una storia che ha toccato il suo apice nel 2015 con la conquista della serie B. Purtroppo, per i noti fatti (ndr ci si riferisce alla retrocessione in Lega Pro e penalizzazione di 6 punti per responsabilità diretta del presidente Campitelli reo di aver concordato con il Savona la vittoria), ci è stata preclusa questa possibilità. Fu un momento bellissimo per la città tutta, siamo rimasti tutta la notte in piazza a festeggiare. Un sogno… e poi ci siamo svegliati bruscamente. Ma da quel momento, vissuto in quel modo così intenso, è nata l’idea del Museo che abbiamo portato avanti in maniera determinata. Possiamo contare su tanta passione: quella di questa piazza che ama la propria squadra. Sappiamo che tanti collezionisti conservano cimeli, documenti, foto e filmati che raccontano la storia di questa città e della sua squadra di calcio. Il gestore dello stadio, Sabatino Cantagalli, ci ha concesso in comodato d’uso gratuito uno spazio all’interno dello stadio stesso che diventerà quindi un’esposizione permanente. Avremo anche una sala convegni e auspichiamo davvero che possa essere la sede di importanti presentazioni di libri e momenti di discussione interdisciplinari. L’idea è quella di creare un percorso multimediale e raccontare il binomio calcio/città con un approccio socio-cultural-economico; un percorso che definisco didattico. Questi aspetti sono quelli che ho veramente a cuore…” … Giuseppe, a questo punto mi permetto di dargli del tu, fa una pausa, segno davvero che questi temi lo coinvolgono molto. Respira… e riparte…” Teramo città e la squadra di calcio hanno quasi sempre vissuto in una relazione inversamente proporzionale. Quando la città ha attraversato periodi floridi e di fermento economico, la squadra non è mai andata particolarmente bene. Al contrario, quando la città ha attraversato momenti di difficoltà, la squadra ha conseguito buoni risultati, come se fungesse da traino alla ripresa. Comunque questa è una piazza ad alta vocazione sportiva: oltre al calcio, che vede anche altre società più piccole in città, sono ampiamente e ben rappresentati il Basket e la Pallamano”.

Poi, con una certa soddisfazione ci dice: “Abbiamo ricevuto anche il patrocinio del Comune, della Provincia e speriamo ora in quello della Regione Abbruzzo, sarebbe davvero importante. Abbiamo anche coinvolto l’Università di Teramo, un ateneo davvero importante per il Centro Sud e non solo. In particolare abbiamo un ottimo rapporto con la Facoltà di Scienze della Comunicazione: sarà importante nel percorso di ricostruzione dell’aspetto storico sportivo. Al nostro fianco abbiamo fortemente voluto l’Associazione Amici del Calcio Teramano, che già nel 2013 hanno curato l’esposizione del centenario. Un’esperienza che abbiamo a bordo”.

Tempi? Risorse economiche? … “Il progetto è già operativo praticamente. Costituiremo un comitato che si occuperà delle varie operazioni di realizzazione e ci divideremo in gruppi di lavoro con compiti specifici. E’ un progetto complesso e dobbiamo considerarlo necessariamente a medio-lungo termine, sarebbe impossibile pensare di fare tutto in poco tempo. Se proprio mi devo sbilanciare su una data direi non prima di un anno, forse qualcosa in più. Sappiamo dove trovare il materiale, ma bisogna contattare i singoli collezionisti, siglare accordi, inventariare il materiale. CI saranno tante persone che lavoreranno a questo nostro sogno e ognuno apporterà la sua forza lavorativa e organizzativa, mosso solo dalla passione per questi colori e questa città. Dal punto di vista economico ci saranno alcuni sponsor, ci sarà una raccolta fondi anche tramite il lancio di una campagna di Crowdfunding. Io ci credo”.  

Auguriamo il massimo a questo progetto, sperando che anche la società, oggi assente, faccia suo il progetto.

“Si parlava di passione”, prosegue Bracalenti, “è per questo che il coinvolgimento delle scuole è importante: chi conosce la storia, la sua storia, ama ancora di più la sua città e la squadra di calcio che la rappresenta. Sogno bambini che “girano” in città con la maglia del Teramo e non con le maglie delle squadre più blasonate. Il senso di appartenenza è importante e faccio mio il motto “Tifa la squadra della tua città”.

Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori,
sulla Luna e sulla Terra
fate largo ai sognatori!
(Gianni Rodari)

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Continue Reading

Gli Eroi del Collezionismo

Una collezione, una ragione di vita: Fabio Celani e la maglia dell’Ascoli

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Ascoli, una città le cui origini sono circondate dal mistero; di certo si è registrata la presenza umana durante quella che viene comunemente definita l’età della pietra, abitata certamente nell’epoca neolitica. Una storia tra misteri e leggende come quella che narra che venne fondata da un gruppo di Sabini instradati da un “picchio”, uccello sacro a Marte. Dall’unione dei Sabini con le altre popolazioni autoctone nacquero i Piceni.

Ascoli, i Piceni e il Picchio… tutti elementi racchiusi nei simboli che raccontano la storia anche dell’Ascoli Calcio e di quel grande attaccamento alla maglia che Costantino Rozzi andava professando e ricercando tra le varie doti di chi era chiamato a dare il suo contributo alla causa bianconera.

“Prima di tutto c’è l’Ascoli, poi c’è l’Ascoli e poi ancora l’Ascoli” amava ripetere il Presidentissimo, e deve averlo preso davvero alla lettera il nostro amico Fabio Celani, che dell’Ascoli ha fatto la sua vera passione creando una collezione di assoluto valore storico dedicato alla maglia “Bianconera”.

Fabio ha trentatré anni, convive con Sara, e svolge la sua attività professionale nella “Carbon valley” di Ascoli. Un passato di calciatore in Prima Categoria con squadre locali, segue il suo Ascoli spessissimo anche in trasferta, mentre in casa non manca davvero mai.

“La mia passione per l’Ascoli nasce all’età di 3 anni”, ci racconta Fabio “ … quando mio padre mi portava allo stadio. Da lì è nato un amore folle per questi colori, un amore folle per questa maglia. Ricordo perfettamente gli anni della Serie C a metà anni ’90, anni bui. Anni che comunque hanno fortificato la mia fede per questi colori. Per me l’Ascoli oggi rappresenta un pezzo della mia vita che con il tempo cresce sempre di più”… Amen.

Nella poesia l’amore occupa certamente un posto privilegiato e si manifesta in molti modi… “Divento collezionista già in tenera età, da piccolissimo. Ho sempre avuto un amore per le maglie, addirittura da piccolo compravo quelle da bancarella, alle fiere o ai mercati, che costavano 10 mila lire. Con il tempo poi, in coincidenza con i primi lavori e i primi soldi guadagnati, ho iniziato a comprare maglie “buone”. In realtà all’inizio collezionavo tutte le maglie, poi con il tempo mi sono specializzato solo su quelle dell’Ascoli. Ora ne ho oltre 200, qualcuna appesa nell’armadio, alcune in un baule, altre in delle scatole”.

“Non penso ci sia qualche maglia che reputo migliore di altre”, prosegue Fabio “per me tutti i pezzi sono unici, anche una semplice maglia di stagioni recenti. Chiaramente le maglie in lanetta anni 60/70/80 hanno un fascino diverso, ma per me sono tutte importanti”… sostanzialmente è come se avessimo chiesto ad un papà a quale figlio vuole più bene… ma c’è un però … ”I pezzi cui sono più legato sono quelli che riesco a prendere personalmente in trasferta, le conservo ancora sporche. La maglia più costosa credo sia una della “Del Duca Ascoli”, mentre quella più particolare per la modalità con cui ne sono entrato in possesso è una Adidas con sponsor “Olio San Giorgio”, appartenuta a Dirceu. È una maglia molto rara, davvero difficile da trovare e l’ho trovata su eBay. Ero al matrimonio di un mio caro amico e vidi quest’annuncio con un prezzo veramente ridicolo. Ho pensato fosse falsa ma ho rischiato, mi tremavano le mani nel fare il classico “compralo subito”.

Fabio non è appagato da quanto ha in collezione: “Cerco ovviamente tutte le maglie Ascoli che mancano alla collezione, in modo particolare una “Pop 84” con sponsor giallo. Sono molto rare, mi piacerebbe averla”.  

Fabio ha anche parole carine per la sua compagna: ”Sara s’interessa della mia collezione e anche lei mi aiuta, come i miei amici del resto, a trovarne qualcuna. Anzi, dopo un po’ che eravamo fidanzati andammo a casa sua e mi disse di aprire un baule dove sicuramente c’erano delle maglie dell’Ascoli…trovai quattro maglie anni ’70 e ’80, dei modelli rari indossate con la Roma e con l’Inter, Cocif ed Ennerre. Spettacolo vero!”

(Le quattro maglie che Sara ha regalato a Fabio)

“Collezionare mi trasmette una sensazione unica” ci confessa Fabio, “avere certi pezzi storici in casa che ti fanno compagnia tutte le sere, è veramente bello. Le guardo, le ammiro, mi fermo in contemplazione”.

Fabio prima di salutare ci lascia un consiglio: Chi si vuole avvicinare al collezionismo non si deve far prendere dalla smania di avere le maglie e spendere tanti soldi senza senso. Le maglie arrivano quando meno te lo aspetti e anche a prezzi bassi…”

Prima di tutto c’è l’Ascoli, poi c’è l’Ascoli e poi ancora l’Ascoli. Grazie Fabio.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Continue Reading

Newsletter

più letti

WP-Backgrounds Lite by InoPlugs Web Design and Juwelier Schönmann 1010 Wien
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: