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Gli Eroi del Collezionismo

Matteo Melodia, quando gli albori del calcio s’intrecciano con la storia di famiglia

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IOGIOCOPULITO.IT (Federico Baranello) – Nel mondo del collezionismo ci sono nomi che fanno la differenza. Ci sono nomi che sono sinonimo di “pezzi rari”, spesso “unici”. Dire Matteo Melodia significa dire una delle collezioni di cimeli calcistici più importanti in assoluto. Sicuramente il più grande collezionista al mondo di biglietti, i classici tagliandi di ingresso agli stadi, ma non solo.

Matteo è un quarantatreenne milanese con una grande, anzi grandissima, passione per il calcio e per il collezionismo. Passioni che hanno radici provenienti da lontano, sin dagli albori di questo gioco nella penisola italica. Passioni che diventano una questione di famiglia.

Siamo nel 1909 quando il bisnonno di Melodia, Arturo Bistoletti, diventa “Socio effettivo” del Foot Ball Club Internazionale, l’attuale Inter. Nella tessera, facente parte della collezione di Matteo, fa bella mostra di se la firma del primo Presidente dell’Inter, Giovanni Paramithiotti. Bistoletti è un alto funzionario di un noto istituto bancario milanese. È un uomo di cultura, una persona curiosa e si avvicina a questo sport che sta attraversando la sua fase pionieristica. Si innamora al punto che nel 1913 decide di diventare arbitro per la Sez. Lombardia.

Un arbitro anche molto considerato se è vero, come è vero, che a lui viene data la responsabilità di arbitrare un incontro molto delicato: la partita di andata tra Genova e Bologna valevole per il titolo di “Campione della Lega Nord” del 15 giugno 1924 e che assegna un posto per la Finalissima Scudetto con la vincente della “Lega Sud”. Per la cronaca avrà la meglio il Genoa che riuscirà a conquistare l’accesso alla finalissima ai danni del Bologna e poi a vincere il suo nono scudetto, ma anche l’ultimo sino ad oggi, contro il Savoia. Assolutamente da vedere lo strumento di lavoro dell’epoca: il fischietto. Come assolutamente da leggere, e fare proprio, è quel foglio battuto a macchina da considerarsi come “referto” per la Federazione. Un documento d’altri tempi, poesia allo stato puro.

Splendida è anche la foto di Bistoletti tra Renzo De Vecchi, Capitano del Genova, e Carlo Bigatto, Capitano della Juventus, ritratti l’8 aprile 1923 durante appunto Genova – Juventus.

Questi sono solo alcuni “pezzi” di un archivio preziosissimo dove il valore affettivo e il valore storico s’intrecciano inesorabilmente. Basti solo pensare a tutte le comunicazioni intercorse tra Bistoletti e la Federazione: un valore inestimabile. Tutto questo materiale è giunto poi nelle mani del figlio di Arturo, Leopoldo. Anche quest’ultimo si appassiona al calcio e diventa “Guardalinee” in serie C oltre a far parte del direttivo dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri) di Milano. È anche un grande collezionista di francobolli e monete.

Anche il papà di Matteo, Alberto, ama il calcio, che pratica a livello dilettantistico. Trasmette al figlio la passione per il Milan: “Papà è abbonato dal 1963”, ci dice Matteo, “E ancora oggi non si perde una partita”.

In un contesto così non si poteva non essere influenzati da questa passione per il calcio. Matteo all’inizio non si rende conto di cosa ci sia a casa del nonno: “Sapevo che c’era tantissimo materiale, ma non me ne curavo. Cominciai, invece, a collezionare i biglietti, la mia vera passione”. Una passione che lo porta ad essere il maggior collezionista mondiale del genere: “Iniziai nell’87, avevo quattordici anni. All’epoca pubblicavo alcune inserzioni sui giornali, sul Guerin Sportivo e SuperTifo, dove cercavo altri appassionati. Ci furono poi gli Europei dell’88 in Olanda e cominciai a scambiare i biglietti del Milan con quelli degli Europei con un ragazzo olandese. Entrai in un mondo fantastico. Divenni letteralmente pazzo per questi pezzetti di carta. Mi procurai anche un timbro con i miei recapiti e lo apponevo, come da moda dell’epoca, dietro ai biglietti. Era un metodo pubblicitario fenomenale. Ci si rendeva conto di come un biglietto scambiato in Italia poteva arrivare in un qualsiasi luogo al mondo. Con il senno di poi forse abbiamo deturpato dei biglietti, ma non c’erano molti altri metodi all’epoca per farsi pubblicità. Poi le cose sono cambiate molto, nel bene e nel male. Con l’avvento di Internet si ha ora la possibilità di arrivare davvero ovunque, dove altrimenti non ci saremmo nemmeno sognati di poter arrivare. Dall’altra si è perso un po’ di poesia, di sentimento. È tutto un grande mercato”. Matteo ora possiede spille, tessere, abbonamenti, cartoline, gagliardetti, palloni, foto d’epoca (alcune anche autografate) e gli immancabili album Panini. Ma il primo amore, i biglietti, non si scorda mai: “Ho la collezione più importante al mondo. Oltre a quelli del Milan a partire dagli anni ‘30, ho anche alcuni vecchissimi biglietti come un tagliando dell’Inter del Campo a Via Goldoni 61, datato tra il 1928, data in cui venne intitolato il campo al secondo Capitano nerazzurro Virgilio Fossati, e il 1930, data che ne sancì la chiusura”.

“Per oltre trent’anni ho cercato il biglietto di Benfica-Barcellona del 1961 giocata a Berna. Sono proprio questi ritrovamenti che ti danno una carica pazzesca, che ti fanno capire che nulla è impossibile. Danno la forza per cercare ancora, e ancora, e ancora! Danno la forza per andare avanti. Ora posseggo tutti i tagliandi delle finali di Coppa dei Campioni.

“Inoltre, a partire dal 1962, ho tutti i biglietti delle partite dei Mondiali. Ma il pezzo forte”, ed è lì che si fa la differenza aggiungiamo noi, “sono i mondiali del ’34 e del ’38. Me ne mancano cinque per ognuno dei mondiali. Dieci in tutto. Completare i Mondiali del ’34 è il mio sogno”.

Matteo possiede dei pezzi dall’assoluto valore storico, come quello relativo alla prima partita della Nazionale a Roma del Marzo 1928 contro l’Ungheria (4-3) allo Stadio del P.N.F. Sino ad allora si era giocato solo nei campi situati al Nord. Oppure il Pass di Italia – Belgio del 21 maggio 1922 o Italia -Francia del 4 dicembre del 1938 a Napoli allo Stadio Partenopeo. O ancora Milan – Benfica di Coppa Latina del 1956.

 

Matteo ha viaggiato in lungo e in largo per trovare ciò che desiderava: “Il biglietto più bello per me è Italia – Grecia del 1934: un capolavoro. Qualche volta mi ritrovo da solo a contemplare alcuni miei pezzi e il sacrificio è appagato dalla soddisfazione. Ripenso anche ai colpi di fortuna ma anche a quella visione paragonabile ad un imprenditore: cioè prendere un pezzo che magari non mi serve ma che può permettermi di arrivare a ciò che desidero, per un futuro scambio. Non ho mai pensato di smettere, anche se gli ultimi anni non li colleziono più, a partire più o meno dal 2000. Sono biglietti che si cancellano con il tempo. È un collezionismo destinato a finire perché oggi si stampa da casa, si ricarica sulle card, si entra con i codici a barre o con il cellulare. Peccato davvero. Una memoria storica che non avremo più”.

Questo viaggio con Matteo per il momento termina qui, ci ripromettiamo di tornare per poter ammirare altro, per farci raccontare ancora qualche situazione o avvenimento particolare. Ci rendiamo conto che abbiamo visto molto, ma troppo poco rispetto a quanto si poteva vedere, toccare e vivere. “Solo una precisazione” ci dice Matteo prima di congedarci “Quando non ci sarò più …i biglietti mi seguiranno”. Dapprima una risata, poi ci rendiamo conto che ha detto sul serio.

Classe ’68, appassionato di un calcio che non c’è più. Collezionista e Giornalista, emozionato e passionale. Ideatore de GliEroidelCalcio.com. Un figlio con il quale condivide le proprie passioni. Un buon vino e un sigaro, con la compagn(i)a giusta, per riempirsi il Cuore.

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  1. Pingback: 23 giugno 1998 – L’ultimo gol del “Divin Codino” Baggio in Nazionale – di Federico Baranello

  2. Pingback: I Mondiali raccontati attraverso i biglietti delle finali: tra storia e grafica – di Federico Baranello

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Centenario Foggia – Il Comitato ‘Rossoneri per sempre’ e il sogno del Museo: “Costruiamolo insieme”

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GLIEROIDELCALCIO.COM – Con un post su Facebook, il Comitato “Rossoneri per sempre” lancia il suo appello affinché tutti i tifosi dei Satanelli contribuiscano alla creazione del “Museo del Foggia Calcio”…

“Scartabellare vecchi ricordi. Magari pure impolverarsi. Andare a cercare in quell’angolo dell’armadio un pizzico di evasione e di serenità in grado di distrarci. E, intanto, contribuire fattivamente ad una tra le più affascinanti iniziative alle quali stiamo lavorando da un pò ❤️🖤

👉 Il Comitato “Rossoneri per Sempre” vuole costruire un vero e proprio museo, aperto a tutti.
E ti chiede una mano. Vorremmo che tu, in qualsiasi posto di italia e del mondo, anche attraverso una donazione temporanea (garantiamo ovviamente sulla restituzione del prezioso materiale) mettessi a disposizione di tutti il tuo ricordo, il tuo cimelio, il tuo pezzettino di storia del Foggia.
Che bello sarebbe riuscire a realizzare un’opera del genere? Con il sostegno di tutti, con l’impegno di ogni tifoso.

Questa emergenza e questa tristezza nella quale siamo precipitati finirà prima o poi. E quella malinconia che ci attanaglia, potremmo trasformarla in una bella galleria di ricordi condivisi da tutti.

📩 Come fare? Scrivici a questa mail, prendi contatti con noi. Aspettiamo il tuo materiale o la tua richiesta di chiarimenti qui: rossoneripersempre2019@gmail.com.”

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Il Museo del Calcio di Coverciano resta regolarmente aperto al pubblico

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“Durante l’emergenza sanitaria COVID-19, il Museo del Calcio resta regolarmente aperto al pubblico.

Al fine di garantire a tutti i visitatori una sicura fruizione del Museo, sono state adottate misure specifiche di pulizia e disinfezione degli spazi, sono stati installati dispenser per l’igienizzazione delle mani ed esposte le linee guida presenti nell’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

L’accesso al percorso espositivo verrà regolato seguendo le indicazioni delle autorità nazionali al fine di evitare una eccessiva compresenza di visitatori e consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro.

Tutto il personale del Museo del Calcio è a disposizione per maggiori informazioni”

Questo il messaggio pubblicato sul sito del Museo in cui si informa di aver adottato misure specifiche per garantire a tutti i visitatori una sicura fruizione degli spazi espositivi.

Vai al comunicato del Museo del Calcio

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La Juventus, le stelle, la maglia…

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Luca Ferrario) – Le stelle e la Juventus. Un rapporto nato con l’arrivo della prima stella nel 1958 dopo la conquista del 10° titolo. Diventate due nel 1982 dopo la conquista del 20°. Proprio le due stelle sono protagoniste nella seconda metà degli anni ‘90 del nuovo design della kappa sport per le maglie dei bianconeri. Non più piccole e ricamate sul petto ma grandi e stampate sulle spalle dei campioni bianconeri. Le due grosse stelle gialle fanno il loro esordio nel 1994 sulla divisa da trasferta della Juventus.

Rimasta nei cuori dei tifosi per l’accoppiata scudetto (dopo 9 anni) e coppa Italia. Stilisticamente semplice, con i colori di Torino e per la prima volta in assoluto, con il logo societario sul petto. Nella stagione successiva, la 1995-96, vengono confermate le due stelle mentre il logo societario, per far posto allo scudetto, viene inserito all’interno della scollatura a V del colletto.

Maglia iconica. Simbolo dell’ultimo successo bianconero in Champions League.

Sempre nella stagione 95-96, mai utilizzata in partite ufficiali (solo in un’amichevole di fine campionato contro il Vicenza), è ora un cult per i collezionisti la terza maglia nera.A partire dalla stagione 1996-97, la kappa modificò sia il design delle maglie da trasferta sia le famose stelle, non più gialle ma blu. Nonostante la vittoria in supercoppa europea e in campionato, la maglia non suscita buoni ricordi nei tifosi bianconeri; fu infatti, scaramanticamente riproposta nella finale, persa, di Champions League contro i tedeschi del Borussia Dortmund.

Ancora blu su blu le stelle della divisa da trasferta che accompagnano i bianconeri nella stagione 1997-98, in parte simile a quella della stagione precedente. Da ricordare la vittoriosa trasferta di Kiev (1-4) nei quarti di finale di Champions League.

Arriviamo alla fine degli anni ‘90. La prima Juve di Marcello Lippi è ormai al capolinea. Il 7 febbraio 1999 il tecnico toscano consegna le dimissioni, dopo la bruciante sconfitta interna (2-4) con il Parma di Crespo & C. Seguirà un deludente 7° posto e l’eliminazione, dopo 3 finali consecutive, nelle semifinali di Champions League. Di pari passo meno fascino rivestono le ultime stelle proposte dalla kappa. Questa volta nere, poste sulle spalle della terza maglia (bianca) dei bianconeri. Con una particolarità. Lo stemma societario all’interno della stella stessa, per fare posto allo scudetto sul petto.

Nella stagione successiva, 1999-00, lo stemma societario torna sul petto mentre sulle maniche, oltre le stelle, compaiono delle bande con logo kappa.

O le ami o le odi. Per qualcuno pacchiane e troppo appariscenti, per altri iconiche e tra le migliori realizzate dalla kappa sport insieme alle maglie kombat dell’Italia e della Roma a cavallo tra fine anni novanta ed inizio nuovo millennio. Di sicuro entrate nella storia non solo dei tifosi bianconeri ma anche nel mondo del collezionismo, grazie al loro design innovativo e insolito.

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