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Gli Eroi del Collezionismo

Il Regno delle figurine e il suo Re: il più grande collezionista al mondo e il suo tesoro senza tempo

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IOGIOCOPULITO.IT (Federico Baranello) – “Ce l’ho”, “mi manca”, “ce l’ho”, “mi manca”… quante volte abbiamo pronunciato questo ritornello? Tutti noi abbiamo collezionato almeno una volta le figurine dei calciatori. Quanti ricordi, quante emozioni. Il profumo della colla che si sprigionava all’apertura del pacchetto rimane come un segno indelebile della nostra infanzia. Non lo si dimentica più, come il sugo domenicale della nonna. Indimenticabili sono anche quelle lunghe trattative che caratterizzavano gli scambi. E poi i giochi con le “figu” con l’obiettivo di accaparrarsi quelle degli amici o dei compagni di classe. Si poteva vincere girando di scatto la figurina e sperare di avere quella con il numero più alto, oppure ribaltando quelle dell’avversario con una botta “secca”, o soffiando, sul tavolo. Ci si divertiva anche quando, dopo averle fatte scivolare da un muro, si discuteva quale fosse atterrata più vicino al muro stesso. La fantasia non aveva limite ai giochi che si facevano con le figurine. Altro che PlayStation. Si aspettava un pacchetto di figurine come si aspettava il Natale. E spesso era una sorta di premio che i genitori ci davano per esserci comportati “bene”. Infine quella sensazione di soddisfazione nell’attaccare la figurina che permetteva di completare l’album. Una soddisfazione mista a malinconia, perché completare un album significava terminare l’emozione, in attesa della stagione successiva: “E la cosa stupenda è che questo si ripete continuamente, c’è sempre un’altra stagione…E che male c’è in questo? Anzi, è piuttosto confortante se ci pensi…“(Cit. Nick Hornby, Febbre a 90°). Questa passione, man mano che si cresce, conosce il tramonto. In altri casi è invece l’alba di qualcosa di più importante. Così è stato per Gianni Bellini: il Re delle figurine. Un Re con tanto di investitura da parte del “Times”: “Gianni Bellini is a grand-father with the passion of a schoolboy. The Italian print worker is considered the world’s greatest collector of Panini footballer stickers” (Cit. The Times, 10 giugno 2014).

“Ho 54 anni, sposato da 34, una figlia di 33 e un nipotino che comincia ad affacciarsi al mondo delle figurine dei calciatori”, ci confida Gianni, “Ho iniziato a comprargliele e devo confessare che qualche volta il pacchetto lo apro io… sai quell’odore…Io gli ho spiegato che il pacchetto si apre, si “annusa” e poi i doppioni si devono scambiare con gli altri. Queste sono le regole del gioco e cerco di tramandargliele. Lavoro da quasi quarant’anni in una tipografia e abito a San Felice sul Panaro, provincia di Modena. Un paese che negli ultimi anni è salito tristemente agli onori della cronaca per via del tremendo terremoto del maggio 2012 che qui fece tre vittime. Io e la mia famiglia siamo stati più fortunati perché nulla di grave è successo alla nostra casa. Ho riscoperto però in quel periodo il valore della solidarietà”. Qui la voce si fa seriosa: “In quei giorni ho ricevuto tanti messaggi, tante telefonate: da alcuni esponenti della FIGC, dalla Panini, dai tanti collezionisti in ogni parte del mondo. Tutti, oltre a manifestare la loro solidarietà appunto e dichiarandosi dispiaciuti per quanto successo, si sono interessati a me e alla mia famiglia. In tanti ci hanno messo a disposizione le loro case. È proprio vero che ci si ritrova nei brutti momenti, nei momenti di difficoltà”. Gianni fa una piccola pausa, poi riprende, “Ho tifato Milan sino all’avvento delle Pay-Tv, poi il calcio moderno non mi ha più trasmesso ciò che mi trasmetteva prima, troppo business. Ho seguito il Modena anche in trasferta nel periodo che dalla C è salito in A nel 2002. Seguo molto anche la Nazionale e quando riesco vado a vederla. In generale ora seguo le squadre della nostra zona, meno blasonate ma forse un calcio più vero, più vicino a quello che io amo.

Ma come si diventa il più grande collezionista al mondo in questo ambito? ”Negli anni ’70 la Panini per promozione regalava gli album. Ovviamente ne arrivò uno anche nella nostra casa e lo prese mio fratello che è un po’ più grande di me. Ricordo, come fosse ora, la prima figurina che io vidi, la prima che io toccai: il mitico Sergio Carantini del Lanerossi Vicenza, bandiera del calcio biancorosso degli anni sessanta e inizi settanta, scomparso nel 2015. Era l’album del 71/72. Da lì ho iniziato la mia avventura con gli album. Ricordo poi che, diversamente da oggi, non esistevano gli aggiornamenti per il calcio mercato. Allora io prendevo un doppione di un giocatore trasferito, ritagliavo il viso e il nome e lo attaccavo su un giocatore doppione della nuova squadra. Erano di fatto gli aggiornamenti, un po’ arrangiati ma efficaci. Ho un aneddoto da raccontare circa l’album del 72/73, un album a cui, proprio per questo aneddoto, sono particolarmente legato. Mi mancava solo una figurina per completarlo, Ivano Bordon, mitico portiere dell’Inter. Avevo 495 doppioni e il compagno di classe che lo aveva doppio ne voleva cinquecento in cambio. Comprai un pacchetto per raggiungere il numero necessario. Lo apro…chi ti trovo dentro? Ivano Bordon. Ero talmente felice che regalai comunque tutti i miei doppioni a quel compagno di classe. Ora ho circa 4.000 album di cui circa 2.500 solo Panini, gli altri 1.500 circa sono edizioni diverse come Vanderhout, Navarrete, Bergmann Verlag, Topps, F.K.S., AGE Educatif, Salo, Epoch, Ediciones Este e Mabilgrafica, solo per citarne i maggiori”.

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“Sino al 1984 sono stato un collezionista abbastanza tranquillo. Poi è scattata una molla evidentemente, qualcosa. Ho cominciato ad inserire degli annunci su riviste e giornali, anche esteri. Li la svolta…cominciai a ricevere lettere a non finire, oltre 500 a settimana con il postino che mi diceva che se le volevo dovevo recarmi in posta, lui non le avrebbe più consegnate. In alcuni casi l’ho rincorso per farmi consegnare la corrispondenza, c’era il “frutto” degli scambi e degli acquisti, ma anche le richieste di informazione da parte di altri collezionisti. Ho contatti con la Panini qui a Modena, li conosco perfettamente, ci scambiamo opinioni, collaboriamo. È davvero una fortuna averli così vicino a me. Io ho una rete di oltre 250 corrispondenti in tutto il mondo. Solo in Brasile ne ho 15, perché ogni regione fa il suo Album: quello del Campionato Paulista, quello Carioca, quello Pernambucano e così via. Poi ci sono quelli dei diversi club come il Corinthians, del Palmeiras, dell’Internacional per citarne qualcuno. Solo per ricordare ai miei corrispondenti di prendermi l’album nuovo invio 4 mail l’anno ad ognuno. Solo queste mail, per tutti i 250 corrispondenti, sono mille. Poi rispondono, mi chiedono. Io rispondo di nuovo. In un anno invio oltre 5.000 mail. Dedico a questa attività oltre 3 ore al giorno di media. Ma sono indietro con oltre 150.000 figurine da attaccare. Solo per recuperare tutti gli album nuovi e relative figurine servono tra i 3.000 e i 4.000 euro l’anno. Ma questa è la mia passione”. Gianni è un fiume in piena tanta è la passione e l’entusiasmo. I numeri che ci racconta sono impressionanti, numeri da capogiro: 5.000 album, 250 corrispondenti in oltre 60 paesi, 150.000 figurine ancora da attaccare e ogni giorno ne arrivano di nuove. Oltre tre ore al giorno di lavoro a cui va sommato anche l’impegno economico. Ma dove tiene tutta questa quantità di album e figurine… “Vi ricordate il film “Fantozzi contro tutti” in cui la moglie aveva riempito la casa di pane perché innamorata del panettiere? Beh casa mia è un po’ così, invece delle posate nel cassetto trovi le figurine” ci racconta in maniera scherzosa Gianni, “A parte gli scherzi ho una stanza solo per me e le mie collezioni: il mio Regno. Poi da quando mia figlia si è sposata la sua stanza è diventata la stanza degli ospiti…e gli ospiti sono le mie figurine. In garage poi ho una specie di “Caveau” dove tengo le cose meno importanti. Li ci sono interi scatoloni con la corrispondenza, intendo proprio le lettere ricevute, scambiate nel corso di questi tanti anni da collezionista. Devo dirlo, devo essere sincero: la mia vera fortuna è di avere accanto mia moglie Giovanna. Una moglie che ha capito la mia passione e non mi ha mai creato un problema. Quando mi arriva qualcosa di nuovo, di speciale, io sono felice, ma lei fa finta di nulla sembra distaccata, non interessata. Poi il giorno dopo mi chiede “Cosa ti è arrivato? Chi te lo ha mandato? Come lo hai contattato?”. Ecco lei è il mio grande punto di appoggio e per questo io la ringrazio. Da qualche anno poi faccio le mostre e lei viene con me. Mentre io mi soffermo con gli organizzatori dal punto di vista tecnico, decidiamo cosa far vedere e cosa mettere in evidenza, lei ormai segue la parte organizzativa: fa le foto dei locali, partecipa all’organizzazione della sala e alla disposizione del materiale. Insomma è una collaboratrice davvero importante per me. Una volta, come tutte le coppie del mondo, ci fu una discussione. Lei andò nella mia stanza, prese un album e me lo strappò davanti gli occhi, volendo colpirmi nel mio punto più debole. Dopo dieci giorni gli ripresentai l’album nuovo, lo recuperai in tempo record. Mi guardò e mi disse “Neanche il gusto di farti un dispetto”, e ci mettemmo a ridere. Non ricordo nemmeno perché litigammo”. Ma noi uomini non lo capiamo di solito.

“Un giorno mi contattò il figlio di un noto industriale, non faccio nomi chiaramente. Mi chiese di poter vedere la collezione. Prendemmo appuntamento e venne a casa mia. Trascorremmo insieme un paio d’ore e si mostrò molto interessato. Ci prendemmo poi un caffè seduti intorno ad un grande tavolo che ho in cucina. C’era anche mia moglie. Parlando, parlando mi disse che era interessato a rilevare tutto, tutta la mia collezione. Prese il blocchetto degli assegni e mi disse “Metta lei la cifra”. C’ho pensato una frazione di secondo, ma mia moglie inaspettatamente mi faceva segno di no con il capo. Declinai l’offerta. Non rividi più quella persona, sono passati oltre dieci anni.

“Ho album che provengono da tutto il mondo e le particolarità sono tantissime. In Australia per esempio ho dei corrispondenti ma recentemente, per recuperare alcuni album, mi sono rivolto a Federico Piovaccari che nel 2015 si trasferì ai Western Sydney Wanderers. Dal Giappone ho tutti gli album a partire dal 1985, sono di una qualità superiore a partire dalla consistenza della carta sino alle statistiche presenti sugli album”…certo una sofisticazione da intenditori. “Sono molto legato all’album di Mexico 70’, è stato il primo album internazionale della Panini. Anche quello del campionato belga del 1972/73 è un album strepitoso per l’epoca. Talmente mi piace che ne ho diverse copie. E poi tanti, tanti altri provenienti da tutto il mondo. “.

C’è anche un grande lavoro di manutenzione:Ogni stagione sposto tutti gli album per arearli e spolverarli. Cambio loro posizione, quelli sotto li sposto sopra e viceversa. Un lavoro di circa 10 giorni, anche perché poi rivedendoli riaffiorano alcuni ricordi e allora comincio a sfogliarli. Un po’ come si fa quando si sistemano le scatole con le foto di famiglia: sai quando inizi e mai quando finisci. Per me è la stessa cosa.”

“Nel corso degli anni sono cambiato come collezionista, come sono cambiato come uomo ovviamente. All’inizio ero puro entusiasmo: rincorrevo il postino per sapere se erano arrivate lettere, buste, pacchi. Facevo 300/400 km in macchina per andarmi a prendere un album, una figurina, non badando nemmeno troppo alle condizioni di conservazione. Ora sono indubbiamente più professionale, ho un “nome” e le persone mi conoscono e sanno come voglio i “pezzi”.”

Anche le cifre che girano intorno le figurine sono cifre di tutto rispetto “Un album di Mexico ’70 in buone condizioni può arrivare intorno i 3.500/4.000 euro. Una singola figurina anche un centinaio d’euro. I primi scudetti del 62/63 possono valere intorno i 150 euro l’uno. Poi ci sono le rarità, come per esempio nel 2003 la Panini preparò l’album del campionato inglese pensando di aver vinto i diritti per poterlo stampare. Poi l’asta non andò effettivamente secondo i loro desideri e gli album erano però già stampati. Distrussero tutto ma qualche copia si trova e vale intorno i 2.500 euro, pur essendo un album recente”.

Gianni ci racconta anche alcune curiosità:Ci sono alcuni evidenti errori nelle collezioni dei calciatori. Ne cito due a titolo di esempio. C’è una figurina di Ernesto Castano, giocatore della Juventus, nell’album 69/70. La stessa foto è stata utilizzata per la figurina dell’album 70/71 con la differenza che il giocatore si trasferì nel Lanerossi Vicenza. Quest’ultima figurina è stata stampata al contrario con una maglia del Vicenza. Oppure è divertente come nell’album dei Mondiali del ’78 in Argentina viene utilizzata una foto per Archie Gemmill, giocatore scozzese, e la stessa foto è stata utilizzata per Italia ’90, ben dodici anni dopo. Tutti sanno che la figurina di Pizzaballa è un icona delle figurine “rare”, ma pochi sanno che la prima figurina della Panini fu Bruno Bolchi dell’Inter. Curioso è anche l’album dei Mondiali 2006 che nella versione Israeliana si sfoglia al contrario. Tra le curiosità segnaliamo anche la partecipazione di Gianni ad un film, “Mi manca Riva. Viaggio di un collezionista di figurine”, nel 2012 regia di G. Gagliardi.

La figurina, specchio della società: così sono i calciatori e così è il mondo, o viceversa? Le Panini ci fanno compagnia dalla Dolce Vita anni ’60, una società speranzosa post bellica, sino ai nostri giorni, dove la speranza sembra terminata. Ma qual è il futuro delle figurine in un epoca dove ci sono album virtuali? “I numeri dicono che il futuro della figurina è roseo”, aggiunge il nostro “Re”, “le statistiche indicano che il trend è in forte ascesa, continuamente. Il mio sogno? Mi piacerebbe creare un Museo. Non è detto che il mio sogno non si realizzi, ci sto lavorando”.

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Classe ’68, appassionato di un calcio che non c’è più. Collezionista e Giornalista, emozionato e passionale. Ideatore de GliEroidelCalcio.com. Un figlio con il quale condivide le proprie passioni. Un buon vino e un sigaro, con la compagn(i)a giusta, per riempirsi il Cuore.

Gli Eroi del Collezionismo

Un “Goal” per l’Università: quando “il collezionismo” finanzia la ricerca

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Da venerdi 16 a domenica 18 novembre, presso la splendida cornice dell’Aula Magna dell’Università degli studi di Pavia, Football – Collection Italy si mette in mostra per sostenere il progetto “DiVino Argento”

“Il progetto”, ci dice la dottoressa Barbara Vigani del Dipartimento di Scienze del Farmaco di UNIPV, “nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Chimica e quello di Scienze del Farmaco e coniuga la tradizione, campagna e cultura del vino, con la Chimica sicura, la Green Chemistry. Si basa infatti sullo sfruttamento della capacità che possiedono alcune sostanze naturali provenienti dai prodotti di scarto della lavorazione dell’uva, le classiche vinacce, di trasformare i sali d’argento in nanoparticelle d’argento per il trattamento delle ulcere cutanee gravi. In questo modo anche uno scarto agroalimentare sarà valorizzato e non sarà considerato solo un rifiuto da smaltire. I fondi raccolti verranno interamente utilizzati per finanziare borse di studio, che sono i nostri goal, di giovani ricercatori. Un primo goal, al raggiungimento di 12.500 Euro, consentirà di finanziare una borsa di studio di sei mesi per un giovane ricercatore. Ovviamente al raggiungimento di importi più elevati si potrà finanziare un periodo maggiore o assegnare più borse di studio”.

Ringraziando la Dottoressa Vigani per la sua cortesia, ci chiediamo: come possono le maglie da calcio finanziare la ricerca? “Siamo orgogliosi e fieri” ci dice Massimiliano Scali di Football – Collection Italy, “di poter mettere a disposizione di un fine così nobile la nostra collezione di maglie. Faremo un’esposizione nella splendida Aula Magna dell’Università di Pavia dal 16 al 18 novembre. Ci sarà la possibilità, tramite un piccolo contributo, di poter visionare una buona parte della nostra collezione di maglie degli anni ’60, ’70 e ’80 oltre ad altri cimeli storici. Inoltre ci sarà l’opportunità, più unica che rara, di poter vestire e farsi fotografare con le maglie originali dei campioniSaranno tre giorni molto impegnativi dove gli appuntamenti si susseguiranno con un ritmo davvero incalzante. Interverranno, tra gli altri, i figli di Mario Trebbi, indimenticabile difensore del Milan con cui vinse due scudetti e una Coppa dei Campioni a cavallo degli anni ’50 e ’60. Interverranno telefonicamente anche gli ex calciatori Pelagalli e Pasinato dando vita ad un Derby a distanza, oltre a Pierino Prati e Giovanni Lodetti che ci hanno confermato la loro presenza. Ma non mancheranno altri ospiti… Ci sarà poi anche “Tutto il calcio… minuto per minuto” con le voci dei telecronisti storici imitati da Roberto Valentino. In questi giorni poi, per annunciare ai pavesi l’evento, abbiamo trovato la disponibilità di alcuni negozianti che ci hanno concesso di poter utilizzare le loro vetrine per esporre alcune maglie: devo dire che anche questa è una particolarità nella già particolare collaborazione tra noi e l’Università. Tra le tante maglie che i visitatori potranno incontrare possiamo annunciare che esporremo la maglia della Nazionale italiana alle Olimpiadi di Roma del ’60 e tante tante altre sorprese. L’iniziativa è nobile e invito tutti all’università per contribuire alla ricerca. Siamo tutti speranzosi per l’iniziativa e per quel che riguarda me e Roberto, il mio socio, abbiamo cercato di prepararla nel migliore dei modi. La certezza è quella di aver dato il massimo”.

Ora non resta che andare a Pavia …

Il Programma:

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Mezzo Secolo d’Azzurro – La mostra itinerante di Mauro Grimaldi (VIDEO)

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello – Paolo Laurenza) – Siamo andati a trovare Mauro Grimaldi, vice presidente della Lega Pro, di fatto ormai il Presidente, presso lo spazio eventi del Carré Français a Roma dove è stata allestita la mostra Mezzo Secolo d’Azzurro, curata da Grimaldi stesso. L’occasione di incontrarlo deriva anche dalla presentazione della sua ultima fatica letteraria, il libro storico La Nazionale del Duce, uno spaccato sul calcio, sulla propaganda e sullo sport del Ventennio.

Alla mostra si può ammirare il pallone con il quale l’Italia vinse in Francia nel 1938 il Campionato mondiale di calcio e ci sono i giornali originali dei primi anni del ‘900 che raccontano le imprese dei calciatori azzurri. Si respira aria di leggenda in questa sala dove il calcio non è visto solo come sport ma descrive un popolo, una nazione, una storia, tra palloni, foto, tessere e biglietti.

La mostra, promossa dall’Associazione Sant’Anna di Aldo Rossi Merighi e con il patrocinio ANCI Liguria e Piemonte, Lega Pro e Lega Dilettanti, sarà a Roma sino al 21 ottobre per poi divenire itinerante in numerose città italiane.

Mauro Grimaldi ci ha lasciato alcune dichiarazioni sugli obiettivi che la mostra si propone e ci anticipa alcune delle piazze che verranno “toccate” dalla manifestazione. Non perdetevi il video…

Gli Eroi del Calcio

Federico Baranello – Paolo Laurenza

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Passione e nostalgia…la collezione dedicata all’Udinese di Antonello Schiavello

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – “La passione per il collezionismo la coltivo sin da piccolo quando, con mio padre, andavo a vedere le partite casalinghe dell’Udinese, la squadra della mia città d’origine. Erano gli anni ‘70 e ricordo con nostalgica memoria, che conservavo gelosamente tutti i biglietti e i programmi delle partite cui assistevo”.

Inizia così il nostro incontro con Antonello Schiavello, tifosissimo e collezionista di cimeli dei bianconeri friulani.

Antonello è un cinquantaduenne di Udine, trasferitosi a Levane in provincia di Arezzo nel 1995 per “inseguire i suoi sogni”: l’amore per Lucia, sua moglie. Ora è perfettamente integrato in questa sua “seconda” terra, che l’ha accolto e alla quale è grato, pur mantenendo una sana nostalgia verso la terra d’origine. E proprio la nostalgia ricorre nelle parole e nel tono di quest’uomo, una voce pacata, ma ferma e decisa: “Sono cresciuto dando calci ad un pallone, com’era normale all’epoca per dei bambini. Collezionavo le figurine e ascoltavo “Tutto il calcio minuto per minuto”. Giocavamo a pallone in cortile sotto casa nella piazzetta antistante dove c’era un negozio di abbigliamento, la cui vetrina, protetta dalla saracinesca, era la nostra porta. Di tanto in tanto facevamo suonare l’allarme a forza di pallonate. Non è necessario raccontare i danni fatti e i rimproveri presi nel corso del tempo. Ovviamente quello era uno dei tanti luoghi dove passavamo il tempo con il nostro miglior amico: il pallone. Si giocava ovunque ci fossero due metri di terra o di prato. Ci si andava a dormire con il pallone. Quando poi ero più grandicello, ci si affrontava tra squadre di quartiere dando vita così a dei tornei bellissimi. Poi andai a giocare con il “San Gottardo di Udine”, ero un’ala sinistra, ero bravo eh…”. Vista la serietà che riconosciamo al nostro interlocutore, c’è da credergli.

“Purtroppo non andavo bene a scuola”, continua Antonello, “e la mia famiglia mi fece lasciare il calcio, a me che avevo in testa solo quello. Con mio padre andavamo al vecchio Stadio Moretti a vedere l’Udinese, anche se io all’epoca avevo una grandissima passione per il Milan, ammiravo Gianni Rivera. In quel periodo, un giorno, senza sapere come, sono riuscito a entrare dentro lo spogliatoio del Milan. Certo non c’erano gli sbarramenti che ci sono ora, quindi immagino sia stato più facile. Mi riportarono fuori Albertosi e Rivera: incredibile. In quegli anni l’Udinese era in serie C ed io andavo a vedere alcune amichevoli di prestigio. Poi la promozione in B del 1977/78 e quella in A del 1978/79. Poi arrivò Zico, e il mondo non fu più come prima… cominciai a frequentare la curva e seguire il movimento Ultrà, pur rimanendone sempre un po’ defilato. In maniera inconsapevole cominciai a raccogliere da terra anche i tagliandi usati da altri spettatori, oltre a conservare i miei. Non sapevo ancora che proprio grazie a quei primi biglietti sarebbe iniziato il mio fantastico viaggio all’interno di un mondo affascinante, pregno di passione autentica: il mondo del collezionismo. Un viaggio che ancora sto facendo. All’epoca non esisteva il collezionismo o comunque non era diffuso, oggi invece è diventato un business e qualcuno cerca di approfittarsi della nostra passione provando a ingannare i veri collezionisti”. C’è sincero rammarico per questo da parte di Antonello.

“Mi sono reso conto di essere un collezionista nei primi anni ’90, quando ho cominciato a guardare le cose che avevo accumulato. Non l’ho deciso di collezionare, mi ci sono ritrovato piano piano. Da quel momento, cioè da quando ho realizzato di esserlo, ho iniziato ad avere un approccio metodico”. Una metodologia che ha portato Antonello ad avere oltre 300 maglie da gioco indossate, 200 distintivi, 150 gagliardetti, palloni, scarpe, statue, sciarpe, libri, giornali e riviste, 1500 tra cartoline e fotografie, monete e medaglie e materiale della Curva Nord.

Nella collezione sono presenti anche le Tessere degli anni ’20 e biglietti oltre a tute, figurine e abbonamenti.

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“Tra le maglie che valgono di più, c’è sicuramente quella di Zico utilizzata a Torino contro la Juventus nell’83/84, quella blu, bellissima. Ho ricevuto tante richieste e offerte per quella maglia, ma per me conta il valore affettivo non quello economico. Altro pezzo cui sono molto legato è il contratto di un giocatore che qualcuno ha anche definito “bidone” e/o “meteora, ha avuto invece una media partita ottima: Herbert Neumann. Sono riuscito a recuperare il suo contratto relativo alla stagione 1980/81, con l’importo ben visibile, 100 milioni del vecchio conio, e le firme oltre che del giocatore anche dell’Amministratore Delegato dell’Udinese che all’epoca era Franco Dal Cin. Un “pezzo” a cui sono legato molto più che a una maglia, davvero importante per me”. Qui Antonello fa una pausa, evidentemente si gode ancora questa reliquia dopo averne parlato. A domanda precisa poi risponde: “Il mio sogno? Una maglia anni 40 … questo è il mio desiderio da collezionista dell’Udinese. Colgo anche l’occasione per ringraziare mia moglie Lucia, davvero una pazienza infinita. E’ lei che durante le mostre mi aiuta, mi supporta e mi sopporta. Certo, quando vede che ancora arriva della corrispondenza con delle “cose” si domanda “Ma dove le mettiamo? … prima o poi dovremmo uscire noi da casa”.

 

Antonello ha una collezione spaventosa, ed è anche molto scrupoloso come lui stesso ammette: “Sono molto pignolo, per esempio le figurine devono essere tutte originali con la velina, nessuna da recupero entra nella mia collezione. Discorso diverso ovviamente per quelle che si attaccavano con la colla”.

Il nostro amico poi si sofferma su una “sezione” molto particolare della sua collezione…”Si tratta di qualcosa di unico nel suo genere, firmata subbuteo. Dal 1896, anno di nascita dell’Udinese, e sino ad oggi, ho conferito incarico a un maestro di Firenze di ricreare, fedelmente in ogni particolare, un giocatore del Subbuteo per ogni stagione sportiva con la maglia della società friulana. Inoltre, ho fatto creare altre “pedine” con le seconde, terze e maglie speciali, nonché i palloni particolari e storici utilizzati dalla squadra. Ora possiedo una preziosissima e unica “storia della maglia” dell’Udinese in versione subbuteo. Credo davvero di essere l’unico collezionista in Italia a possedere una simile raccolta. Chiaramente nei prossimi anni la collezione sarà aggiornata con la creazione di nuovi “calciatori” che vestiranno le nuove maglie”. 

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Nel 2016 il nostro amico ha anche organizzato una mostra: “A Montevarchi, provincia di Arezzo, ho voluto rendere omaggio al club in occasione dei suoi 120 anni di storia. Una mostra importante per me in un contesto che non era nella regione di appartenenza della squadra, credo caso più unico che raro, sicuramente insolito. Per me è stato importante far conoscere una realtà diversa dalla Fiorentina ai ragazzi, infatti, sono venute molte scuole calcio locali, oltre a ex calciatori come Calori e “Ciccio” Graziani. Insomma mi sono ritrovato in molti servizi media-giornalistici della regione, un grande successo e una soddisfazione enorme. Per l’occasione mi sono premurato di offrire alcuni prodotti tipici friulani. Insomma per alcuni giorni il Friuli è stato in Toscana”.

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Quello che per noi è assolutamente chiaro è che quel bambino che raccoglieva da terra i biglietti delle partite esiste ancora. È nascosto dietro le sembianze di un uomo, ma è ancora lì. Quel bambino non perde occasione per incrementare la sua raccolta e accorciare in qualche modo la distanza con la sua terra d’origine. Un rapporto con la sua collezione, e gli oggetti a essa riferiti, che vanno oltre il semplice possesso, un legame che allevia la nostalgia.

“Grazie a questa mia passione ho avuto la possibilità di conoscere tantissima gente appassionata con la quale condividere idee e realizzare progetti più o meno importanti. Ho conosciuto tanti ex calciatori e dirigenti dell’Udinese tramite i quali sono riuscito ad avere alcuni oggetti o maglie. E poi la mia costante e mirata ricerca in ogni “dove”.

“Udinese nella pelle, per la vita e, domani lassù… nel paradiso fra le stelle…” (Antonello Schiavello)

Nello SlideShow ancora tanti oggetti della collezione di Antonello, e parliamo di una piccolissima parte…

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