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Gli Eroi del Collezionismo

Il Regno delle figurine e il suo Re: il più grande collezionista al mondo e il suo tesoro senza tempo

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IOGIOCOPULITO.IT (Federico Baranello) – “Ce l’ho”, “mi manca”, “ce l’ho”, “mi manca”… quante volte abbiamo pronunciato questo ritornello? Tutti noi abbiamo collezionato almeno una volta le figurine dei calciatori. Quanti ricordi, quante emozioni. Il profumo della colla che si sprigionava all’apertura del pacchetto rimane come un segno indelebile della nostra infanzia. Non lo si dimentica più, come il sugo domenicale della nonna. Indimenticabili sono anche quelle lunghe trattative che caratterizzavano gli scambi. E poi i giochi con le “figu” con l’obiettivo di accaparrarsi quelle degli amici o dei compagni di classe. Si poteva vincere girando di scatto la figurina e sperare di avere quella con il numero più alto, oppure ribaltando quelle dell’avversario con una botta “secca”, o soffiando, sul tavolo. Ci si divertiva anche quando, dopo averle fatte scivolare da un muro, si discuteva quale fosse atterrata più vicino al muro stesso. La fantasia non aveva limite ai giochi che si facevano con le figurine. Altro che PlayStation. Si aspettava un pacchetto di figurine come si aspettava il Natale. E spesso era una sorta di premio che i genitori ci davano per esserci comportati “bene”. Infine quella sensazione di soddisfazione nell’attaccare la figurina che permetteva di completare l’album. Una soddisfazione mista a malinconia, perché completare un album significava terminare l’emozione, in attesa della stagione successiva: “E la cosa stupenda è che questo si ripete continuamente, c’è sempre un’altra stagione…E che male c’è in questo? Anzi, è piuttosto confortante se ci pensi…“(Cit. Nick Hornby, Febbre a 90°). Questa passione, man mano che si cresce, conosce il tramonto. In altri casi è invece l’alba di qualcosa di più importante. Così è stato per Gianni Bellini: il Re delle figurine. Un Re con tanto di investitura da parte del “Times”: “Gianni Bellini is a grand-father with the passion of a schoolboy. The Italian print worker is considered the world’s greatest collector of Panini footballer stickers” (Cit. The Times, 10 giugno 2014).

“Ho 54 anni, sposato da 34, una figlia di 33 e un nipotino che comincia ad affacciarsi al mondo delle figurine dei calciatori”, ci confida Gianni, “Ho iniziato a comprargliele e devo confessare che qualche volta il pacchetto lo apro io… sai quell’odore…Io gli ho spiegato che il pacchetto si apre, si “annusa” e poi i doppioni si devono scambiare con gli altri. Queste sono le regole del gioco e cerco di tramandargliele. Lavoro da quasi quarant’anni in una tipografia e abito a San Felice sul Panaro, provincia di Modena. Un paese che negli ultimi anni è salito tristemente agli onori della cronaca per via del tremendo terremoto del maggio 2012 che qui fece tre vittime. Io e la mia famiglia siamo stati più fortunati perché nulla di grave è successo alla nostra casa. Ho riscoperto però in quel periodo il valore della solidarietà”. Qui la voce si fa seriosa: “In quei giorni ho ricevuto tanti messaggi, tante telefonate: da alcuni esponenti della FIGC, dalla Panini, dai tanti collezionisti in ogni parte del mondo. Tutti, oltre a manifestare la loro solidarietà appunto e dichiarandosi dispiaciuti per quanto successo, si sono interessati a me e alla mia famiglia. In tanti ci hanno messo a disposizione le loro case. È proprio vero che ci si ritrova nei brutti momenti, nei momenti di difficoltà”. Gianni fa una piccola pausa, poi riprende, “Ho tifato Milan sino all’avvento delle Pay-Tv, poi il calcio moderno non mi ha più trasmesso ciò che mi trasmetteva prima, troppo business. Ho seguito il Modena anche in trasferta nel periodo che dalla C è salito in A nel 2002. Seguo molto anche la Nazionale e quando riesco vado a vederla. In generale ora seguo le squadre della nostra zona, meno blasonate ma forse un calcio più vero, più vicino a quello che io amo.

Ma come si diventa il più grande collezionista al mondo in questo ambito? ”Negli anni ’70 la Panini per promozione regalava gli album. Ovviamente ne arrivò uno anche nella nostra casa e lo prese mio fratello che è un po’ più grande di me. Ricordo, come fosse ora, la prima figurina che io vidi, la prima che io toccai: il mitico Sergio Carantini del Lanerossi Vicenza, bandiera del calcio biancorosso degli anni sessanta e inizi settanta, scomparso nel 2015. Era l’album del 71/72. Da lì ho iniziato la mia avventura con gli album. Ricordo poi che, diversamente da oggi, non esistevano gli aggiornamenti per il calcio mercato. Allora io prendevo un doppione di un giocatore trasferito, ritagliavo il viso e il nome e lo attaccavo su un giocatore doppione della nuova squadra. Erano di fatto gli aggiornamenti, un po’ arrangiati ma efficaci. Ho un aneddoto da raccontare circa l’album del 72/73, un album a cui, proprio per questo aneddoto, sono particolarmente legato. Mi mancava solo una figurina per completarlo, Ivano Bordon, mitico portiere dell’Inter. Avevo 495 doppioni e il compagno di classe che lo aveva doppio ne voleva cinquecento in cambio. Comprai un pacchetto per raggiungere il numero necessario. Lo apro…chi ti trovo dentro? Ivano Bordon. Ero talmente felice che regalai comunque tutti i miei doppioni a quel compagno di classe. Ora ho circa 4.000 album di cui circa 2.500 solo Panini, gli altri 1.500 circa sono edizioni diverse come Vanderhout, Navarrete, Bergmann Verlag, Topps, F.K.S., AGE Educatif, Salo, Epoch, Ediciones Este e Mabilgrafica, solo per citarne i maggiori”.

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“Sino al 1984 sono stato un collezionista abbastanza tranquillo. Poi è scattata una molla evidentemente, qualcosa. Ho cominciato ad inserire degli annunci su riviste e giornali, anche esteri. Li la svolta…cominciai a ricevere lettere a non finire, oltre 500 a settimana con il postino che mi diceva che se le volevo dovevo recarmi in posta, lui non le avrebbe più consegnate. In alcuni casi l’ho rincorso per farmi consegnare la corrispondenza, c’era il “frutto” degli scambi e degli acquisti, ma anche le richieste di informazione da parte di altri collezionisti. Ho contatti con la Panini qui a Modena, li conosco perfettamente, ci scambiamo opinioni, collaboriamo. È davvero una fortuna averli così vicino a me. Io ho una rete di oltre 250 corrispondenti in tutto il mondo. Solo in Brasile ne ho 15, perché ogni regione fa il suo Album: quello del Campionato Paulista, quello Carioca, quello Pernambucano e così via. Poi ci sono quelli dei diversi club come il Corinthians, del Palmeiras, dell’Internacional per citarne qualcuno. Solo per ricordare ai miei corrispondenti di prendermi l’album nuovo invio 4 mail l’anno ad ognuno. Solo queste mail, per tutti i 250 corrispondenti, sono mille. Poi rispondono, mi chiedono. Io rispondo di nuovo. In un anno invio oltre 5.000 mail. Dedico a questa attività oltre 3 ore al giorno di media. Ma sono indietro con oltre 150.000 figurine da attaccare. Solo per recuperare tutti gli album nuovi e relative figurine servono tra i 3.000 e i 4.000 euro l’anno. Ma questa è la mia passione”. Gianni è un fiume in piena tanta è la passione e l’entusiasmo. I numeri che ci racconta sono impressionanti, numeri da capogiro: 5.000 album, 250 corrispondenti in oltre 60 paesi, 150.000 figurine ancora da attaccare e ogni giorno ne arrivano di nuove. Oltre tre ore al giorno di lavoro a cui va sommato anche l’impegno economico. Ma dove tiene tutta questa quantità di album e figurine… “Vi ricordate il film “Fantozzi contro tutti” in cui la moglie aveva riempito la casa di pane perché innamorata del panettiere? Beh casa mia è un po’ così, invece delle posate nel cassetto trovi le figurine” ci racconta in maniera scherzosa Gianni, “A parte gli scherzi ho una stanza solo per me e le mie collezioni: il mio Regno. Poi da quando mia figlia si è sposata la sua stanza è diventata la stanza degli ospiti…e gli ospiti sono le mie figurine. In garage poi ho una specie di “Caveau” dove tengo le cose meno importanti. Li ci sono interi scatoloni con la corrispondenza, intendo proprio le lettere ricevute, scambiate nel corso di questi tanti anni da collezionista. Devo dirlo, devo essere sincero: la mia vera fortuna è di avere accanto mia moglie Giovanna. Una moglie che ha capito la mia passione e non mi ha mai creato un problema. Quando mi arriva qualcosa di nuovo, di speciale, io sono felice, ma lei fa finta di nulla sembra distaccata, non interessata. Poi il giorno dopo mi chiede “Cosa ti è arrivato? Chi te lo ha mandato? Come lo hai contattato?”. Ecco lei è il mio grande punto di appoggio e per questo io la ringrazio. Da qualche anno poi faccio le mostre e lei viene con me. Mentre io mi soffermo con gli organizzatori dal punto di vista tecnico, decidiamo cosa far vedere e cosa mettere in evidenza, lei ormai segue la parte organizzativa: fa le foto dei locali, partecipa all’organizzazione della sala e alla disposizione del materiale. Insomma è una collaboratrice davvero importante per me. Una volta, come tutte le coppie del mondo, ci fu una discussione. Lei andò nella mia stanza, prese un album e me lo strappò davanti gli occhi, volendo colpirmi nel mio punto più debole. Dopo dieci giorni gli ripresentai l’album nuovo, lo recuperai in tempo record. Mi guardò e mi disse “Neanche il gusto di farti un dispetto”, e ci mettemmo a ridere. Non ricordo nemmeno perché litigammo”. Ma noi uomini non lo capiamo di solito.

“Un giorno mi contattò il figlio di un noto industriale, non faccio nomi chiaramente. Mi chiese di poter vedere la collezione. Prendemmo appuntamento e venne a casa mia. Trascorremmo insieme un paio d’ore e si mostrò molto interessato. Ci prendemmo poi un caffè seduti intorno ad un grande tavolo che ho in cucina. C’era anche mia moglie. Parlando, parlando mi disse che era interessato a rilevare tutto, tutta la mia collezione. Prese il blocchetto degli assegni e mi disse “Metta lei la cifra”. C’ho pensato una frazione di secondo, ma mia moglie inaspettatamente mi faceva segno di no con il capo. Declinai l’offerta. Non rividi più quella persona, sono passati oltre dieci anni.

“Ho album che provengono da tutto il mondo e le particolarità sono tantissime. In Australia per esempio ho dei corrispondenti ma recentemente, per recuperare alcuni album, mi sono rivolto a Federico Piovaccari che nel 2015 si trasferì ai Western Sydney Wanderers. Dal Giappone ho tutti gli album a partire dal 1985, sono di una qualità superiore a partire dalla consistenza della carta sino alle statistiche presenti sugli album”…certo una sofisticazione da intenditori. “Sono molto legato all’album di Mexico 70’, è stato il primo album internazionale della Panini. Anche quello del campionato belga del 1972/73 è un album strepitoso per l’epoca. Talmente mi piace che ne ho diverse copie. E poi tanti, tanti altri provenienti da tutto il mondo. “.

C’è anche un grande lavoro di manutenzione:Ogni stagione sposto tutti gli album per arearli e spolverarli. Cambio loro posizione, quelli sotto li sposto sopra e viceversa. Un lavoro di circa 10 giorni, anche perché poi rivedendoli riaffiorano alcuni ricordi e allora comincio a sfogliarli. Un po’ come si fa quando si sistemano le scatole con le foto di famiglia: sai quando inizi e mai quando finisci. Per me è la stessa cosa.”

“Nel corso degli anni sono cambiato come collezionista, come sono cambiato come uomo ovviamente. All’inizio ero puro entusiasmo: rincorrevo il postino per sapere se erano arrivate lettere, buste, pacchi. Facevo 300/400 km in macchina per andarmi a prendere un album, una figurina, non badando nemmeno troppo alle condizioni di conservazione. Ora sono indubbiamente più professionale, ho un “nome” e le persone mi conoscono e sanno come voglio i “pezzi”.”

Anche le cifre che girano intorno le figurine sono cifre di tutto rispetto “Un album di Mexico ’70 in buone condizioni può arrivare intorno i 3.500/4.000 euro. Una singola figurina anche un centinaio d’euro. I primi scudetti del 62/63 possono valere intorno i 150 euro l’uno. Poi ci sono le rarità, come per esempio nel 2003 la Panini preparò l’album del campionato inglese pensando di aver vinto i diritti per poterlo stampare. Poi l’asta non andò effettivamente secondo i loro desideri e gli album erano però già stampati. Distrussero tutto ma qualche copia si trova e vale intorno i 2.500 euro, pur essendo un album recente”.

Gianni ci racconta anche alcune curiosità:Ci sono alcuni evidenti errori nelle collezioni dei calciatori. Ne cito due a titolo di esempio. C’è una figurina di Ernesto Castano, giocatore della Juventus, nell’album 69/70. La stessa foto è stata utilizzata per la figurina dell’album 70/71 con la differenza che il giocatore si trasferì nel Lanerossi Vicenza. Quest’ultima figurina è stata stampata al contrario con una maglia del Vicenza. Oppure è divertente come nell’album dei Mondiali del ’78 in Argentina viene utilizzata una foto per Archie Gemmill, giocatore scozzese, e la stessa foto è stata utilizzata per Italia ’90, ben dodici anni dopo. Tutti sanno che la figurina di Pizzaballa è un icona delle figurine “rare”, ma pochi sanno che la prima figurina della Panini fu Bruno Bolchi dell’Inter. Curioso è anche l’album dei Mondiali 2006 che nella versione Israeliana si sfoglia al contrario. Tra le curiosità segnaliamo anche la partecipazione di Gianni ad un film, “Mi manca Riva. Viaggio di un collezionista di figurine”, nel 2012 regia di G. Gagliardi.

La figurina, specchio della società: così sono i calciatori e così è il mondo, o viceversa? Le Panini ci fanno compagnia dalla Dolce Vita anni ’60, una società speranzosa post bellica, sino ai nostri giorni, dove la speranza sembra terminata. Ma qual è il futuro delle figurine in un epoca dove ci sono album virtuali? “I numeri dicono che il futuro della figurina è roseo”, aggiunge il nostro “Re”, “le statistiche indicano che il trend è in forte ascesa, continuamente. Il mio sogno? Mi piacerebbe creare un Museo. Non è detto che il mio sogno non si realizzi, ci sto lavorando”.

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Classe ’68, appassionato di un calcio che non c’è più. Collezionista e Giornalista, emozionato e passionale. Ideatore de GliEroidelCalcio.com. Un figlio con il quale condivide le proprie passioni. Un buon vino e un sigaro, con la compagn(i)a giusta, per riempirsi il Cuore.

Gli Eroi del Collezionismo

Dicembre 1999 – Le figurine cambiano “pelle” e diventano (anche) “multimediali”

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GLIEROIDELCALCIO.COM – “Con le «playcards» le figurine Panini diventano multimediali. Presentate oggi, sono le eredi di quelle di carta: nella figurina Cd – rom c’è tutto quello che si deve sapere e vedere di ogni giocatore: statistiche, immagini di azioni e gol, ma anche suoni e un commento con la voce di Bruno Pizzul. Le play-cards, disponibili per 15 campioni e in vendita in busta chiusa a cinquemila lire l’una, si affiancano alla «tradizionale» raccolta su album”.

Così La Stampa dell’11 dicembre 1999 riporta la notizia della pubblicazione dei nuovi album della Panini, la storica azienda nata dai due fratelli Benito e Giuseppe Panini che, al fianco dei consueti e storici album di figurine affiancano a partire da questo momento, delle Cards molto più tecnologiche rispetto alle “antenate” figurine.

 

Le Card si utilizzano come un normalissimo cd rom, anche se la forma rettangolare può facilmente trarre in inganno. Perplessità che svanisce nel momento in cui si infilavano nel lettore per scoprire una monografia fatta di foto e immagini in movimento, per leggere statistiche e articoli e interviste oltre le radiocronache di Bruno Pizzul.

Le Card di questa “prima” collezione:

1/15.  Márcio Amoroso
2/15.  Roberto Baggio
3/15.  Gabriel Omar Batistuta
4/15.  Oliver Biehroff
5/15.  Enrico Chiesa
6/15.  Alessandro Del Piero
7/15.  Filippo Inzaghi
8/15.  Roberto Mancini
9/15.  Vincenzo Montella
10/15.  Ronaldo
11/15.  Marcelo Salas
12/15.  Giuseppe Signori
13/15.  Francesco Totti
14/15.  Christian Vieri
15/15.  George Weah

Per terminare l’album era necessario comunque ricorrere allo scambio, ma la poesia delle figurine con la colla era davvero altra cosa…

 

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Asta Bolaffi “Sport Memorabilia”: per la maglia di Pelè 30.000 Euro

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La maglia della Nazionale brasiliana indossata da O’ Rey Pelè nell’incontro amichevole Brasile-Jugoslavia del 18 luglio 1971 ha raddoppiato le stime iniziali arrivando a 30.000 euro. Al secondo posto 25.000 euro, la leggendaria maglia gialla del Tour de France del 1952 di Fausto Coppi e al terzo posto la maglia blu della Juve indossata da Luciano Spinosi nel ritorno della finale di Coppa delle Fiere contro il Leeds Utd (1-1) disputata a Leeds il 3 giugno 1971, aggiudicata a 9.400 euro. L’asta si è chiusa con un realizzo totale di 266.000 euro oltre il 70% dei lotti venduti. Centinaia i partecipanti connessi da ogni parte del mondo, in particolare da Stati UnitiHong KongBelgioBulgariaMadagascar e persino dal remoto arcipelago delle Vanuatu nel Pacifico meridionale.
Grande soddisfazione per questo risultato eccezionale che ha superato le nostre aspettative” ha commentato Matteo Armandi, responsabile del dipartimento Sport memorabilia, “Per noi raggiungere un successo così importante e in così poco tempo è una vittoria”.
Aggiudicata la maglia del Napoli di Maradona della stagione 1989-1990, 7.500 euro, la maglia della Nazionale olandese di calcio 1971 di Ruud Krol venduta a 5.300 euro e la maglia Milan-Inter indossata nel 1965 dal campione Antonio Valentin Angelillo aggiudicata a 5.000 euro. 

Vai al comunicato stampa di Aste Bolaffi

Vai ai risultati dell’asta per ogni singolo lotto

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Oggi l’asta di cimeli sportivi: ai nostri microfoni Matteo Armandi, Responsabile del dipartimento “Sport Memorabilia” di Aste Bolaffi.

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Per chi ama il calcio e la sua storia, per i collezionisti più o meno “incalliti” e per i “semplici” tifosi l’attesa è finita, il 5 dicembre è arrivato. Oggi infatti avrà luogo il tanto atteso appuntamento con la prestigiosa casa d’aste Bolaffi, in modalità internet live, dove verranno battuti i tanti cimeli presenti nel ricco catalogo che, per chi ha avuto la fortuna di sfogliarlo, consente di compiere un viaggio nel passato e di poter tornare a respirare antichi profumi. Profumi che riportano alle gesta degli eroi della propria infanzia o di quella dei propri genitori che hanno tramandato ricordi ed emozioni con i loro racconti.

È la quarta edizione organizzata dalla maison torinese che ha intrapreso nel 2016 un percorso in un mercato in continua crescita. Abbiamo fatto il punto della situazione con Matteo Armandi, Responsabile del dipartimento “Sport Memorabilia” di Aste Bolaffi.

“Un appuntamento che ormai è quasi una consuetudine possiamo dire”, ci dice Matteo Armandi, “Siamo giunti alla quarta edizione a conferma di un mercato in cui vogliamo essere presenti. Un mercato, quello italiano, ancora tutto da sviluppare, ma riteniamo ci siano grandi possibilità di crescita. Chiaramente parliamo di una nicchia e questo lo sappiamo, ma l’asta dedicata ai cimeli sportivi, e in particolare di quelli legati al calcio, desta sempre molto interesse e curiosità. E questo non può che farci piacere, ci dona la forza e la spinta per proseguire”. Il tono del nostro interlocutore è palesemente quello di chi crede nel progetto e nelle sue potenzialità.

Continuiamo l’analisi del mercato e della clientela…” I clienti che si rivolgono a noi si suddividono principalmente in due macro categorie: il cliente preparato, già collezionista da molto tempo che, giustamente, in alcuni casi ci contatta anche solo per correggerci. La comunicazione in questo ambito non è semplice, noi cerchiamo di offrire sempre il massimo della chiarezza, quindi ben vengano segnalazioni e consigli. Siamo di fronte ad un cliente esperto e abituato alla trattativa diretta con il possessore della maglia o del cimelio. Nella maggior parte dei casi riscontriamo anche grande educazione nel contattarci e muoverci eventuali critiche. Nella seconda macrocategoria troviamo invece il cliente solitamente mosso dalla passione per un solo pezzo legato ad un ricordo familiare o comunque alla propria infanzia, non un collezionista comunque. Abbiamo anche un grande seguito all’estero, infatti nelle precedenti aste molti “pezzi” sono andati oltre confine. Questo ci consente di sottolineare ancora una particolarità riscontrata in questi anni: all’estero parliamo di investitori, abituati a guardare questo mercato come una delle possibilità per poter diversificare i propri investimenti. Nel nostro paese parliamo invece di collezionisti, mossi principalmente dall’amore o per i propri colori o per il campione del cuore”.

La conversazione è piacevole, allora ci dilunghiamo sul futuro di questo mercato… “Da un certo punto di vista potrei dire che è un mercato molto imprevedibile. Viviamo in un’epoca di speculazione, di forti alti e grandi bassi. Poi non posso fare a meno di constatare come sia invece un mercato in ascesa costante, al ritmo del 20% circa l’anno in termini di partecipanti. In futuro magari potremmo prevedere di aumentare i nostri appuntamenti annuali…”.

Perché bisognerebbe partecipare a questa asta? “Perché in primis stiamo parlando di oggetti o certificati o di provenienza certa, quindi questo è già di per sé una garanzia”, ci risponde Armandi, “Poi perché si possono trovare delle autentiche particolarità e rarità come la maglia della Nazionale brasiliana indossata da Pelè nel 1971, le 35 medaglie vinte dall’ex calciatore rossonero Giuseppe Sabadini, tra cui la medaglia d’oro per i vincitori della Coppa delle Coppe del 1973. Inoltre sono presenti anche le collezioni di maglie degli ex calciatori Christian Riganò, Vittorio Pusceddu e soprattutto Antonio Valentin Angelillo, tra cui la inedita maglia indossata con la rappresentativa “Milan-Inter” in occasione dell’amichevole contro il Chelsea, disputata a San Siro il 13 ottobre 1965. E se non bastasse ci sono anche la maglia della finale di Coppa dei Campioni ’83-’84, Liverpool-Roma di Gary Gillespie, la maglia della Dinamo Kiev di Oleh Blochin della finale di Coppa delle Coppe stagione ‘74-’75, la maglia della Juventus indossata da Luciano Spinosi in occasione del ritorno della finale di Coppa delle Fiere contro il Leeds Utd disputata a Leeds il 3 giugno 1971 e scambiata a fine partita con l’avversario Mick Jones“.

Qui il professionista diventa un appassionato e si lascia andare alle sue emozioni, alle sue preferenze… “C’è una maglia di cui mi sono innamorato, è quella di Ramon Diaz dell’Avellino stagione 1984-’85, una maglia proveniente dalla famiglia Angelillo, numero 9 verde in stoffa cucito… emozione pura… per me”.

Ci stiamo per congedare ma Armandi ci tiene a dire ancora qualcosa, “Volevo sottolineare anche la bellezza e l’importanza delle maglie della nostra Nazionale. In primis quella di Gaetano Scirea nei Mondiali del 1986 in Messico, ma anche quella di Gianpiero Marini indossata dal centrocampista interista nel mitico “Mundial” 1982 in Spagna e la maglia di Giampiero Boniperti col numero 8, da lui spesso indossata in nazionale. Ecco, forse se possiamo indicare ancora una differenza con l’estero questa riguarda proprio il rapporto con la rappresentativa nazionale: all’estero è molto considerata e di conseguenza anche il collezionismo relativo. In Italia invece è un po’ bistrattata, da noi vige il “tutto per il proprio club”.

Ringraziamo Matteo Armandi per la sua disponibilità ricordandovi che alle 15,00 inizierà l’asta in modalità Internet Live.

In bocca al lupo…

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