Connect with us

Gli Eroi del Collezionismo

Nel Museo dell’Avvocato Gabriele Pescatore, il “Signor Roma” del Collezionismo

Published on

IOGIOCOPULITO.IT (Federico Baranello) “Un tifoso della Roma a Porta Portese non trova granché, in quanto le cose più belle se le accaparra Gabriele Pescatore che dice di alzarsi presto la mattina e invece, secondo me, dorme lì” (Cit. Il Romanista, M. Izzi, 3 novembre 2011).

Gabriele Pescatore è un avvocato di quarantasette anni, sposato con Barbara e padre di quattro splendidi figli. È un grande appassionato di musica tanto da scrivere su una rivista molto nota del settore: “Il Mucchio Selvaggio”, la più antica rivista italiana di Rock fondata nel 1977. Qui è Consulente alla Redazione e si occupa di Colonne sonore e Sonorizzazioni. Nel suo DNA c’è un gene, quello che si occupa del collezionismo, che ha assunto una dimensione sconosciuta ai più: grandissimo collezionista di vinili, ne possiede oltre 15.000 (avete letto bene, non è un errore), ma per noi è soprattutto il più grande collezionista di memorabilia dell’A.S. Roma.

Gabriele ci riceve nella sua abitazione: vinili e cimeli giallorossi ci danno il benvenuto. C’è profumo di storia nell’aria. C’è la passione come motore trainante. Passioni, quella per il calcio e per la Roma, trasmesse dal papà: “Mio padre, professore di Diritto Commerciale alla Sapienza, era un grande appassionato di calcio. Andavamo a vedere tutte le partite all’Olimpico” ci confida Gabriele, “…anche quando non giocava la Roma perché, se amavi il calcio, non c’erano alternative all’epoca. E noi amavamo davvero questo gioco e in TV se ne vedeva poco. Io sono il più grande di tre fratelli e a cinque anni cominciai a frequentare lo stadio insieme a mio padre e i suoi amici. Era ancora il periodo della Rometta quando ricevetti il mio primo abbonamento in Monte Mario, stagione 1977/78”. Come tutte le collezioni esiste un inizio: “Ho cominciato tenendo tutti i biglietti delle partite cui andavo. Così… semplicemente per conservare un ricordo. Poi cominciai a farmi portare i biglietti da chi andava in trasferta. Conservavo gelosamente anche i giornaletti distribuiti all’Olimpico, come “Roma Mia”. Quando ero bambino, attendevo con ansia tutta l’estate per vedere il nuovo abbonamento, ero curiosissimo. Trascorrevo l’estate a chiedermi come sarebbe stato quello nuovo. A metà anni ‘80 ho cominciato a frequentare i mercatini a Roma e poi anche in altri parti d’Italia. Si trovavano oggetti in grande quantità. Non era così raro nemmeno trovare foto anni ’40. Oggi sarebbe impensabile. Ricordo anche che allo stadio scattavo foto alle tifoserie avversarie che poi scambiavo o con altre foto riguardanti il tifo giallorosso o comunque con biglietti, sciarpe, gagliardetti, programmi etc. Inserivo gli annunci sul Guerin Sportivo e SuperTifo che avevano appunto una sezione per i collezionisti. Ciò mi permise di farmi conoscere ovunque in Italia e all’estero. Certo gli scambi non erano velocissimi all’epoca. Ci voleva tempo. All’estero poi era necessario anche qualche mese, aumentando in me il fascino del collezionare. Anche gli annunci che facevo pubblicare sul periodico “Porta Portese” avevano un grande riscontro e ricevevo un bel numero di telefonate. Con tale metodo trovai cose interessantissime. Diciamo che negli anni ’80 e primi ’90 si aveva la possibilità di poter recuperare molti “pezzi”: non eravamo in molti a collezionare e le cifre, dal punto di vista economico, non erano esagerate. A metà anni 90 arrivò Ebay e tutto il mondo sembrava fare una sola cosa: collezionare. Fu un momento incredibile. Il mondo era in preda ad un profondo cambiamento; il collezionismo non poteva fare eccezione. Tutto diventò molto più veloce e ognuno di noi, da quel momento, è riuscito a impreziosire la propria collezione con oggetti provenienti anche dal punto più sperduto del mondo”.

Gabriele è pieno di passione mentre ci racconta la storia della sua vasta collezione dedicata alla Roma. Noi siamo persi, non sappiamo su cosa puntare lo sguardo, dove focalizzare l’attenzione. Una quantità di memorabilia incredibile anche solo da immaginare. I biglietti, il suo “Primo Amore”, partono dagli anni ’30. Possiamo trovare un Roma – Juventus del 31/32, giocata a Campo Testaccio e conclusasi 2-0 con una doppietta di Bernardini. C’è anche un curiosissimo biglietto di Bologna – Roma del 32/33, in concomitanza con l’adunata nazionale degli Alpini allo Stadio Littoriale. E ancora un Palermo – Roma del 1934 e un Derby della stagione 42/43. E poi un curiosissimo biglietto della partita di Mitropa Cup del 29 giugno 1955 tra Vojvodina e Roma giocata a Novi Sad. E questi sono solo alcuni. C’è poi anche il tagliando relativo all’amara serata del Maggio 1984. Era il 30 Maggio…la partita più importante e la più triste. Fa troppo caldo per pensarci…

“Non è una collezione statica” continua Gabriele, “ogni partita devi ingegnarti per capire come poter trovare il biglietto o il programma, come ad esempio quelli della tournée americana appena conclusa”.

Gabriele ci mostra gli abbonamenti. Sono di una bellezza rara, che lascia senza parole. “Un giorno mi telefonò un mio amico che conosceva perfettamente la mia passione. Mi disse che c’era un negoziante nei pressi del Colosseo che aveva appeso nel suo locale alcuni abbonamenti e foto a partire dagli anni ’40. Credo di essere uscito da casa mentre dall’altro capo del filo ancora stavano parlando. Arrivato sul posto, il negoziante mi raccontò che era un abbonato di vecchia data e che contestualmente al rinnovo annuale comprava una foto della squadra. Ricordo anche una lunghissima trattativa per alcune tessere appartenute a Luigi Freddi, giornalista e politico, vicesegretario dei fasci italiani all’estero e responsabile della politica cinematografica italiana e nonché fondatore di Cinecittà. Tali tessere mi sono costate un’intera estate di trattativa. La più estenuante in assoluto”. I nostri occhi si posano su di un Capolavoro: “E’ un abbonamento della stagione 1936/37. Da questa stagione la società decise di abbandonare i cartoncini preferendo della plastica rigida, una sorta di vinile sottile in cui fa bella mostra di se la Lupa Capitolina sormontata dal fascio littorio. Ogni tessera veniva poi anche siglata dal Commendator Biancone che, così facendo, ne garantiva l’autenticità”. Gabriele però ha un piccolo cruccio: ”Alla mia collezione manca l’abbonamento del 1951/52, l’anno della “B”. Prima o poi lo troverò”.

Alcuni oggetti della collezione sono stati esposti durante le Mostre di Testaccio del 2007 e del 2014. Buona parte della collezione è invece visibile all’indirizzo www.museodellaroma.it. Un sito dove è possibile ammirare oggetti riferibili alla squadra capitolina mai visti prima. Un museo virtuale che, come lo stesso Gabriele ci dice e scrive nella sua Home Page, è “una personalissima esperienza e una dimostrazione d’amore verso i colori giallo ocra e rosso pompeiano…per far comprendere agli appassionati delle cose antiche e ai patiti del moderno, ai cultori del football degli avi come a quelli cresciuti con le imprese di Francesco Totti negli occhi, ai tifosi (non solo della Roma) che visiteranno le decine di sudate pagine, che senza il rispetto della Tradizione e del Passato non vi può essere Futuro degno di tale nome”.

Tradizione, Passato e Futuro sono parole scritte con la lettera maiuscola. Non un caso.

Un museo in cui si può navigare tra le diverse sessioni: dischi, figurine, gagliardetti, spartiti musicali e pubblicazioni di tutti i tipi ed epoche. Programmi delle partite e foto dei giocatori, ma anche tanti documenti storici come carte intestate, cartoline, certificati azionari, contratti e perfino menù. Non basta, anche le “Relazioni sociali”, tessere, adesivi, medaglie, distintivi, bandiere, sciarpe. È presente anche una sezione dedicata alla Polisportiva.

”Con le vecchie foto mi diverto molto” prosegue Gabriele, “perché non sempre è facile identificarle e collocarle nella partita corretta. Allora bisogna rivedere i tabellini, chi ha giocato quel giorno, oppure bisogna riconoscere qualcosa in lontananza come un campanile, una montagna alle spalle del campo. Un gran lavoro insomma, ma anche di grande soddisfazione”.

Cerchiamo di scoprire quale è il pezzo forte della collezione, alla domanda Gabriele non ha dubbi: “Certamente un labaro completamente ricamato, consegnato dal Capitano della Fortitudo-Pro Roma Attilio Ferraris IV a quello del Bologna F.B.C., il nazionale Geppe Della Valle. L’occasione fu l’incontro valido per la sesta giornata del girone di andata del Campionato di Prima Divisione (Girone B) disputato presso il campo dello Sterlino il 14 novembre 1926 e conclusosi con la vittoria dei felsinei per 2 a 1. E’ un labaro di grandi dimensioni (cm 55×50). Ricordo anche che lo pagai un milione…di lire chiaramente. Un pezzo che ha un valore inestimabile non fosse altro perché l’ha avuto in mano Ferraris IV”. Gli occhi di Gabriele sono raggianti.

 

Tanti gli oggetti, gli aneddoti e le curiosità presenti nella collezione, come questa cartolina:

Una cartolina del 1963, molto rara, utilizzata dall’allora Vice Presidente dell’A.S. Roma Franco Evangelisti per sponsorizzare la sua candidatura nelle fila della Democrazia Cristiana. Davvero singolare.

Una serata molto particolare quella passata con Gabriele. Una serata di mezza estate in cui le stelle cadenti fanno da cornice a una preziosissima collezione. E’ stato come camminare attraverso il tempo, un tempo scandito nei simboli e nelle scritte sugli abbonamenti, sui biglietti e su tutti i cimeli. Un percorso dal 1927, anzi prima, sino a oggi. Non vorrei andar via, ma si è fatto tardi.

Grazie Gabriele per questo splendido viaggio.

Classe ’68, appassionato di un calcio che non c’è più. Collezionista e Giornalista, emozionato e passionale. Ideatore de GliEroidelCalcio.com. Un figlio con il quale condivide le proprie passioni. Un buon vino e un sigaro, con la compagn(i)a giusta, per riempirsi il Cuore.

Gli Eroi del Collezionismo

Un “Goal” per l’Università: quando “il collezionismo” finanzia la ricerca

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Da venerdi 16 a domenica 18 novembre, presso la splendida cornice dell’Aula Magna dell’Università degli studi di Pavia, Football – Collection Italy si mette in mostra per sostenere il progetto “DiVino Argento”

“Il progetto”, ci dice la dottoressa Barbara Vigani del Dipartimento di Scienze del Farmaco di UNIPV, “nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Chimica e quello di Scienze del Farmaco e coniuga la tradizione, campagna e cultura del vino, con la Chimica sicura, la Green Chemistry. Si basa infatti sullo sfruttamento della capacità che possiedono alcune sostanze naturali provenienti dai prodotti di scarto della lavorazione dell’uva, le classiche vinacce, di trasformare i sali d’argento in nanoparticelle d’argento per il trattamento delle ulcere cutanee gravi. In questo modo anche uno scarto agroalimentare sarà valorizzato e non sarà considerato solo un rifiuto da smaltire. I fondi raccolti verranno interamente utilizzati per finanziare borse di studio, che sono i nostri goal, di giovani ricercatori. Un primo goal, al raggiungimento di 12.500 Euro, consentirà di finanziare una borsa di studio di sei mesi per un giovane ricercatore. Ovviamente al raggiungimento di importi più elevati si potrà finanziare un periodo maggiore o assegnare più borse di studio”.

Ringraziando la Dottoressa Vigani per la sua cortesia, ci chiediamo: come possono le maglie da calcio finanziare la ricerca? “Siamo orgogliosi e fieri” ci dice Massimiliano Scali di Football – Collection Italy, “di poter mettere a disposizione di un fine così nobile la nostra collezione di maglie. Faremo un’esposizione nella splendida Aula Magna dell’Università di Pavia dal 16 al 18 novembre. Ci sarà la possibilità, tramite un piccolo contributo, di poter visionare una buona parte della nostra collezione di maglie degli anni ’60, ’70 e ’80 oltre ad altri cimeli storici. Inoltre ci sarà l’opportunità, più unica che rara, di poter vestire e farsi fotografare con le maglie originali dei campioniSaranno tre giorni molto impegnativi dove gli appuntamenti si susseguiranno con un ritmo davvero incalzante. Interverranno, tra gli altri, i figli di Mario Trebbi, indimenticabile difensore del Milan con cui vinse due scudetti e una Coppa dei Campioni a cavallo degli anni ’50 e ’60. Interverranno telefonicamente anche gli ex calciatori Pelagalli e Pasinato dando vita ad un Derby a distanza, oltre a Pierino Prati e Giovanni Lodetti che ci hanno confermato la loro presenza. Ma non mancheranno altri ospiti… Ci sarà poi anche “Tutto il calcio… minuto per minuto” con le voci dei telecronisti storici imitati da Roberto Valentino. In questi giorni poi, per annunciare ai pavesi l’evento, abbiamo trovato la disponibilità di alcuni negozianti che ci hanno concesso di poter utilizzare le loro vetrine per esporre alcune maglie: devo dire che anche questa è una particolarità nella già particolare collaborazione tra noi e l’Università. Tra le tante maglie che i visitatori potranno incontrare possiamo annunciare che esporremo la maglia della Nazionale italiana alle Olimpiadi di Roma del ’60 e tante tante altre sorprese. L’iniziativa è nobile e invito tutti all’università per contribuire alla ricerca. Siamo tutti speranzosi per l’iniziativa e per quel che riguarda me e Roberto, il mio socio, abbiamo cercato di prepararla nel migliore dei modi. La certezza è quella di aver dato il massimo”.

Ora non resta che andare a Pavia …

Il Programma:

Continue Reading

Gli Eroi del Collezionismo

Mezzo Secolo d’Azzurro – La mostra itinerante di Mauro Grimaldi (VIDEO)

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello – Paolo Laurenza) – Siamo andati a trovare Mauro Grimaldi, vice presidente della Lega Pro, di fatto ormai il Presidente, presso lo spazio eventi del Carré Français a Roma dove è stata allestita la mostra Mezzo Secolo d’Azzurro, curata da Grimaldi stesso. L’occasione di incontrarlo deriva anche dalla presentazione della sua ultima fatica letteraria, il libro storico La Nazionale del Duce, uno spaccato sul calcio, sulla propaganda e sullo sport del Ventennio.

Alla mostra si può ammirare il pallone con il quale l’Italia vinse in Francia nel 1938 il Campionato mondiale di calcio e ci sono i giornali originali dei primi anni del ‘900 che raccontano le imprese dei calciatori azzurri. Si respira aria di leggenda in questa sala dove il calcio non è visto solo come sport ma descrive un popolo, una nazione, una storia, tra palloni, foto, tessere e biglietti.

La mostra, promossa dall’Associazione Sant’Anna di Aldo Rossi Merighi e con il patrocinio ANCI Liguria e Piemonte, Lega Pro e Lega Dilettanti, sarà a Roma sino al 21 ottobre per poi divenire itinerante in numerose città italiane.

Mauro Grimaldi ci ha lasciato alcune dichiarazioni sugli obiettivi che la mostra si propone e ci anticipa alcune delle piazze che verranno “toccate” dalla manifestazione. Non perdetevi il video…

Gli Eroi del Calcio

Federico Baranello – Paolo Laurenza

Continue Reading

Gli Eroi del Collezionismo

Passione e nostalgia…la collezione dedicata all’Udinese di Antonello Schiavello

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – “La passione per il collezionismo la coltivo sin da piccolo quando, con mio padre, andavo a vedere le partite casalinghe dell’Udinese, la squadra della mia città d’origine. Erano gli anni ‘70 e ricordo con nostalgica memoria, che conservavo gelosamente tutti i biglietti e i programmi delle partite cui assistevo”.

Inizia così il nostro incontro con Antonello Schiavello, tifosissimo e collezionista di cimeli dei bianconeri friulani.

Antonello è un cinquantaduenne di Udine, trasferitosi a Levane in provincia di Arezzo nel 1995 per “inseguire i suoi sogni”: l’amore per Lucia, sua moglie. Ora è perfettamente integrato in questa sua “seconda” terra, che l’ha accolto e alla quale è grato, pur mantenendo una sana nostalgia verso la terra d’origine. E proprio la nostalgia ricorre nelle parole e nel tono di quest’uomo, una voce pacata, ma ferma e decisa: “Sono cresciuto dando calci ad un pallone, com’era normale all’epoca per dei bambini. Collezionavo le figurine e ascoltavo “Tutto il calcio minuto per minuto”. Giocavamo a pallone in cortile sotto casa nella piazzetta antistante dove c’era un negozio di abbigliamento, la cui vetrina, protetta dalla saracinesca, era la nostra porta. Di tanto in tanto facevamo suonare l’allarme a forza di pallonate. Non è necessario raccontare i danni fatti e i rimproveri presi nel corso del tempo. Ovviamente quello era uno dei tanti luoghi dove passavamo il tempo con il nostro miglior amico: il pallone. Si giocava ovunque ci fossero due metri di terra o di prato. Ci si andava a dormire con il pallone. Quando poi ero più grandicello, ci si affrontava tra squadre di quartiere dando vita così a dei tornei bellissimi. Poi andai a giocare con il “San Gottardo di Udine”, ero un’ala sinistra, ero bravo eh…”. Vista la serietà che riconosciamo al nostro interlocutore, c’è da credergli.

“Purtroppo non andavo bene a scuola”, continua Antonello, “e la mia famiglia mi fece lasciare il calcio, a me che avevo in testa solo quello. Con mio padre andavamo al vecchio Stadio Moretti a vedere l’Udinese, anche se io all’epoca avevo una grandissima passione per il Milan, ammiravo Gianni Rivera. In quel periodo, un giorno, senza sapere come, sono riuscito a entrare dentro lo spogliatoio del Milan. Certo non c’erano gli sbarramenti che ci sono ora, quindi immagino sia stato più facile. Mi riportarono fuori Albertosi e Rivera: incredibile. In quegli anni l’Udinese era in serie C ed io andavo a vedere alcune amichevoli di prestigio. Poi la promozione in B del 1977/78 e quella in A del 1978/79. Poi arrivò Zico, e il mondo non fu più come prima… cominciai a frequentare la curva e seguire il movimento Ultrà, pur rimanendone sempre un po’ defilato. In maniera inconsapevole cominciai a raccogliere da terra anche i tagliandi usati da altri spettatori, oltre a conservare i miei. Non sapevo ancora che proprio grazie a quei primi biglietti sarebbe iniziato il mio fantastico viaggio all’interno di un mondo affascinante, pregno di passione autentica: il mondo del collezionismo. Un viaggio che ancora sto facendo. All’epoca non esisteva il collezionismo o comunque non era diffuso, oggi invece è diventato un business e qualcuno cerca di approfittarsi della nostra passione provando a ingannare i veri collezionisti”. C’è sincero rammarico per questo da parte di Antonello.

“Mi sono reso conto di essere un collezionista nei primi anni ’90, quando ho cominciato a guardare le cose che avevo accumulato. Non l’ho deciso di collezionare, mi ci sono ritrovato piano piano. Da quel momento, cioè da quando ho realizzato di esserlo, ho iniziato ad avere un approccio metodico”. Una metodologia che ha portato Antonello ad avere oltre 300 maglie da gioco indossate, 200 distintivi, 150 gagliardetti, palloni, scarpe, statue, sciarpe, libri, giornali e riviste, 1500 tra cartoline e fotografie, monete e medaglie e materiale della Curva Nord.

Nella collezione sono presenti anche le Tessere degli anni ’20 e biglietti oltre a tute, figurine e abbonamenti.

Questo slideshow richiede JavaScript.

“Tra le maglie che valgono di più, c’è sicuramente quella di Zico utilizzata a Torino contro la Juventus nell’83/84, quella blu, bellissima. Ho ricevuto tante richieste e offerte per quella maglia, ma per me conta il valore affettivo non quello economico. Altro pezzo cui sono molto legato è il contratto di un giocatore che qualcuno ha anche definito “bidone” e/o “meteora, ha avuto invece una media partita ottima: Herbert Neumann. Sono riuscito a recuperare il suo contratto relativo alla stagione 1980/81, con l’importo ben visibile, 100 milioni del vecchio conio, e le firme oltre che del giocatore anche dell’Amministratore Delegato dell’Udinese che all’epoca era Franco Dal Cin. Un “pezzo” a cui sono legato molto più che a una maglia, davvero importante per me”. Qui Antonello fa una pausa, evidentemente si gode ancora questa reliquia dopo averne parlato. A domanda precisa poi risponde: “Il mio sogno? Una maglia anni 40 … questo è il mio desiderio da collezionista dell’Udinese. Colgo anche l’occasione per ringraziare mia moglie Lucia, davvero una pazienza infinita. E’ lei che durante le mostre mi aiuta, mi supporta e mi sopporta. Certo, quando vede che ancora arriva della corrispondenza con delle “cose” si domanda “Ma dove le mettiamo? … prima o poi dovremmo uscire noi da casa”.

 

Antonello ha una collezione spaventosa, ed è anche molto scrupoloso come lui stesso ammette: “Sono molto pignolo, per esempio le figurine devono essere tutte originali con la velina, nessuna da recupero entra nella mia collezione. Discorso diverso ovviamente per quelle che si attaccavano con la colla”.

Il nostro amico poi si sofferma su una “sezione” molto particolare della sua collezione…”Si tratta di qualcosa di unico nel suo genere, firmata subbuteo. Dal 1896, anno di nascita dell’Udinese, e sino ad oggi, ho conferito incarico a un maestro di Firenze di ricreare, fedelmente in ogni particolare, un giocatore del Subbuteo per ogni stagione sportiva con la maglia della società friulana. Inoltre, ho fatto creare altre “pedine” con le seconde, terze e maglie speciali, nonché i palloni particolari e storici utilizzati dalla squadra. Ora possiedo una preziosissima e unica “storia della maglia” dell’Udinese in versione subbuteo. Credo davvero di essere l’unico collezionista in Italia a possedere una simile raccolta. Chiaramente nei prossimi anni la collezione sarà aggiornata con la creazione di nuovi “calciatori” che vestiranno le nuove maglie”. 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Nel 2016 il nostro amico ha anche organizzato una mostra: “A Montevarchi, provincia di Arezzo, ho voluto rendere omaggio al club in occasione dei suoi 120 anni di storia. Una mostra importante per me in un contesto che non era nella regione di appartenenza della squadra, credo caso più unico che raro, sicuramente insolito. Per me è stato importante far conoscere una realtà diversa dalla Fiorentina ai ragazzi, infatti, sono venute molte scuole calcio locali, oltre a ex calciatori come Calori e “Ciccio” Graziani. Insomma mi sono ritrovato in molti servizi media-giornalistici della regione, un grande successo e una soddisfazione enorme. Per l’occasione mi sono premurato di offrire alcuni prodotti tipici friulani. Insomma per alcuni giorni il Friuli è stato in Toscana”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Quello che per noi è assolutamente chiaro è che quel bambino che raccoglieva da terra i biglietti delle partite esiste ancora. È nascosto dietro le sembianze di un uomo, ma è ancora lì. Quel bambino non perde occasione per incrementare la sua raccolta e accorciare in qualche modo la distanza con la sua terra d’origine. Un rapporto con la sua collezione, e gli oggetti a essa riferiti, che vanno oltre il semplice possesso, un legame che allevia la nostalgia.

“Grazie a questa mia passione ho avuto la possibilità di conoscere tantissima gente appassionata con la quale condividere idee e realizzare progetti più o meno importanti. Ho conosciuto tanti ex calciatori e dirigenti dell’Udinese tramite i quali sono riuscito ad avere alcuni oggetti o maglie. E poi la mia costante e mirata ricerca in ogni “dove”.

“Udinese nella pelle, per la vita e, domani lassù… nel paradiso fra le stelle…” (Antonello Schiavello)

Nello SlideShow ancora tanti oggetti della collezione di Antonello, e parliamo di una piccolissima parte…

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Continue Reading

più letti

WP-Backgrounds Lite by InoPlugs Web Design and Juwelier Schönmann 1010 Wien
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: