30 ottobre 1977- 40 anni dalla morte di Renato Curi

GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – C’è stato un tempo in cui le partite di campionato si giocavano la domenica, tutte insieme, tutte alla stessa ora. Nelle sale da pranzo il profumo del sugo domenicale si mischiava con quello delle paste prese nella pasticceria di fiducia, acquistate dal capofamiglia. Le radioline si sintonizzavano su “Tutto il calcio Minuto per Minuto”. Era il rito domenicale. Un rito familiare. Profumo di un calcio ormai scomparso.

Anche quella domenica, quella maledetta domenica, il 30 settembre 1977, 40 anni fa. Nulla era diverso, nulla faceva presagire la disgrazia.

Piove! Piove allo stadio di Pian di Massiano dove arriva la Juventus. Quarantamila spettatori fanno da cornice alla sfida tra il “Perugia dei Miracoli” e la “Vecchia Signora”. Alla mezz’ora del primo tempo un temporale si abbatte su Perugia. Un piccolo infortunio per Renato Curi in un contrasto: si allontana dal campo ma rientra subito.

Proveniente dal Como, Curi arriva a Perugia nella stagione 1974/75 dove vince il campionato di serie B conquistando la storica prima promozione nella massima serie per i Grifoni in cui si dimostra grande e autentico protagonista. Proprio lui, nel maggio 1976, aveva siglato la rete con la quale il Perugia sconfisse la Juventus. Forse non è dotato di due piedi d’oro, ma è sicuramente un instanca­bile perno del centrocampo, sempre al centro dell’azione. E‘ alla sua quarta stagione a Perugia e la squadra occupa, alla quinta giornata, la vetta della classifica insieme a Genoa, Juventus e Milan.

Piove! C’è l’intervallo e inizia poi il secondo tempo.

Furino sta per battere un fallo laterale. È il 5’ minuto del secondo tempo. Renato Curi si lascia cadere. “Ero il più vicino al povero Curi” racconta Morini, “… stavo seguendo il pallone…quando ho visto Curi accasciarsi al suolo come fulminato. Non riusciva a respirare, aveva gli occhi rovesciati e ho capito che era grave” (Cit. Stampa Sera, 31 ottobre 1977). Bettega e Morini chiedono aiuto alle panchine. “Via, via, mi tiro su”… le sue ultime parole.

Piove! Piove sui tentativi di animarlo. Si dirà che aveva un cuore matto, lui stesso ci scherzava. Forse troppa leggerezza nei controlli. Noi sappiamo solo che, sentenze a parte, un ragazzo di ventiquattro anni è stato strappato dall’affetto dei suoi cari. Troppo presto, maledettamente presto.

Piove… piove su un ragazzo di 24 anni.

Per non dimenticare Renato Curi.

 

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