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Gli Eroi del Collezionismo

Dino Alinei: il Napoli e la sua collezione…Anema e Core!

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IOGIOCOPULITO.IT (Federico Baranello) – Napoli è sinonimo di storia, cultura, politica, economia, arte e natura. E’ sinonimo di musica, teatro e buona cucina. Napoli è la fantasia al potere, conosciuta in tutto il mondo con le sue stravaganze, bellezze e contraddizioni che la rendono unica. Napoli è la città del sole e del mare, che abbraccia uno dei golfi tra i più belli e celebrati al mondo. Se si pensa poi a Napoli con l’occhio di chi segue il calcio, non si può non pensare a Maradona che con la città ha creato un binomio indissolubile: Campá cu te, sempe cu te, pe’ nun muri’! Un Amore mai sopito quello dei napoletani per “El Pibe de Oro”, un amore grande come quello che prova Dino Alinei per il suo Napoli.

Vinicio e Dino Alinei

 Dino ha sessantasei anni, è un Medico Radiologo, “fidanzato con Fedora quando ancora le figurine si attaccavano con la colla e sposato poi nel 1977” ci dice. Dino non è tifoso del Napoli, lui con il Napoli ci fa l’amore…”Cominciai a frequentare lo stadio all’età di quattro anni sulle spalle di mio padre: era Napoli – Torino del 1955 (2-2), allo stadio al Vomero, prima di campionato ed esordio per Vinicio. Dopo 2’ Vinicio segna. Ero piccolo ma ho ancora negli occhi la festa per quel gol: gli abbracci, le urla, i mortaretti, rimasi scioccato. Da allora non ho più smesso di andare allo stadio, non ho più smesso di seguire il mio Napoli. Ero bambino ma leggevo il Corriere dello Sport e Il Calcio Illustrato e quando a scuola ero chiamato a scrivere un tema, usavo dei vocaboli che sbalordivano le maestre: erano tutti termini presi in prestito dal mondo del calcio. Molte di quelle riviste fanno parte ora della mia collezione, nel senso che sono proprio quelle che avevo da bambino, oltre a tutte quelle che ho trovato in seguito nel corso degli anni”.

La voce di Dino ha un timbro deciso e fiero, con quell’inflessione tipica di queste parti, ma al contempo ricercata e nobile. Il Napoli è tradizione di famiglia in casa Alinei, …Anema e Core, “Papà era l’otorino di fiducia del Napoli negli anni che vanno dal ’62 al ’74 ed aveva la Tessera di Servizio per accedere allo Stadio, ma non voleva nulla gratis, non voleva sembrare uno che approfittava della situazione e così comprava anche l’abbonamento con il quale faceva il suo ingresso. Ebbe un passato da calciatore in serie C con la Bagnolese negli anni ’40. Arrivò Amadei a Napoli, prima da calciatore e poi da allenatore, e diventò un amico di famiglia. Veniva spesso a casa nostra. Noi abitavamo in un palazzo in centro storico e lui arrivava ogni mercoledì con la sua Giulietta gialla. Non vi dico cosa succedeva sotto casa, una ressa infinita di gente. Appena arrivava a casa nostra chiedeva sempre a mia madre se poteva preparare la “panzanella”, ne era ghiottissimo. Mi ricordo anche che vidi Napoli – Juventus (2-1) del 6 dicembre 1959, in braccio alla moglie di Amadei, la Sig. Rita. Io ero sulle sue gambe e lei per il nervosismo che la partita gli trasmetteva, senza rendersene conto, si mise il mio colletto del cappotto in bocca: me lo rovinò tutto”.

Dino non poteva che essere un grande tifoso del Napoli vista la sua infanzia, ma qualcosa scatta dentro di lui al punto di farlo diventare anche un collezionista: “Come la maggior parte di coloro che raccolgono memorabilia iniziai a collezionare le figurine. I miei genitori me le compravano solo se mi comportavo bene, erano un premio alla mia condotta. Si trattava delle figurine sagomate e cartonate, che risultavano pesanti, come quelle Cremifrutto che ritraevano il giocatore in piedi, in commercio dal 1962 al 1966. Bellissime. Ricordo anche quelle che si prendevano dal dispenser delle “Gomme masticanti”: inserivi 10 lire e giravi la manovella. Poi sono passato al cartaceo, in particolare i biglietti delle partite. Prima erano bellissimi, con delle grafiche davvero spettacolari, in particolare quelli della nazionale italiana. Erano tutti dell’Istituto Grafico Bertello di Borgo San Dalmazzo. Ora continuo a collezionarli, ma ritengo abbia poco senso, non mi attraggono molto hanno perso il loro fascino…quella poesia insita. Arrivato poi a una certa età sono stato più attratto dagli oggetti del campo, dalle “reliquie” possiamo dire, maglie in particolare. Ora è più facile trovare maglie ma prima un calciatore ci faceva l’intera stagione e spesso anche più di una. Bisognava arrivare a lui direttamente o entrare nella cerchia dei suoi familiari. Una curiosità …alcune maglie le ho trovate tramite il “mercato delle pezze” a Ercolano. Tutte le mattine alle 04:00”, nuje ca perdimmo ‘a pace e ‘o suonno, “iniziava il mercato, un mercato che esiste ancora. Scaricavano balle di abbigliamento usato piene di tutto e io compravo a scatola chiusa. Devo dire che così facendo ho acquistato anche un sacco di cose inutili, perché l’accordo era che tutto quello che era “azzurro” era mio. Ora devo dire che con WhatsApp è più facile, ti fanno una foto e decidi se t’interessa o meno. Prima o andavo personalmente oppure se mi chiamavano dovevo prendermi tutto. Con questo metodo una volta trovai addirittura una maglia di Pontel del 1961, da non credere”.

Dino è una valanga di ricordi ed emozioni che potrebbero sconfinare in concitazione, ma lui no, lui parla “assestato”: “Una volta, in un mercatino, trovai una figurina di Dolo Mistone terzino sinistro e bandiera del Napoli da metà anni ’50 a metà anni ’60. Misi la figurina nel portafoglio per poi sistemarla in collezione come faccio sempre. Quella volta me ne dimenticai e mi rimase nel portafoglio per qualche tempo. Un giorno, mentre ero a lavoro al centro diagnostico, ho sentito di un paziente che una volta entrato ha esordito dicendo Buongiorno, ho un appuntamento mi chiamo Dolo Mistone. Non credetti alle mie orecchie, andai fuori dal mio studio e arrivai nella segreteria e lo vidi. Tirai fuori la figurina, così per fargliela vedere, solo per fargli piacere. Invece lui ha creduto che io me la volessi far autografare. In realtà io non volevo perché comunque mi avrebbe deturpato la figurina, ma non ebbi il coraggio di dirgli di no. Ce l’ho ancora così. Fu un grande giocatore, e giocò praticamente sempre e solo con il Napoli. Era un terzino che si lanciava in attacco e a tal proposito diceva: se si lancia in attacco Facchetti lo chiamano “fluidificante”, se lo faccio io sono pazzo. Fu una grande bandiera del Napoli in un periodo difficilissimo”.

Dino ha una collezione immensa fatta di tantissime foto, figurine, dischi, sciarpe, bandiere gagliardetti, programmi, biglietti e maglie. Tra i tanti “pezzi” anche gli statuti del Naples Foot-ball Club e dell’Unione Sportiva Internazionale in Napoli del 1916, antesignane della compagine azzurra: due pezzi più unici che rari.

Nel 1979 Dino ha anche conseguito il patentino di Allenatore Dilettanti: docente in quell’edizione il bicampione del mondo nel ‘34 e nel ‘38 Giovanni Ferrari. Dino è stato anche il Presidente dell’Associazione Italiana Napoli Club per un triennio a partire da fine anni ’90. L’Associazione, nel periodo di Maradona, ha raggiunto oltre 900 club affiliati in tutto il mondo.

“Il collezionismo è cambiato molto, così com’è cambiata molto la società, con il sempre crescente utilizzo della tecnologia. Ora siamo facilitati nel trovare e cercare il “pezzo” mancante, anzi vediamo “cose” che non sapevamo nemmeno esistessero. Il sapore della ricerca diretta, il frugare in cataste di cose impolverate, sporcarsi le mani era un’emozione diversa. La tecnologia ci consente di avere il mondo in casa, ma i vantaggi tecnologici sono vanificati dall’assenza di emozione. Certo ora ho un archivio elettronico, foto disponibili tramite mail, WhatsApp e altre diavolerie varie, ma al contempo la tecnologia ha decretato la fine di alcuni tipi di collezionismo quali biglietti e abbonamenti per esempio, che ora sono caricati su di una card o stampati a casa su carta A4”.

Dalla terrazza di casa sopra Mergellina Dino ci saluta, e noi lo ringraziamo per aver condiviso la sua storia a tinte azzurre. “Il mio desiderio?” aggiunge Dino, “è trovare quello che non ho ancora trovato”.

Dino, sulle spalle del padre nel 1955 al Vomero e nel 1981 è lui a portare sulle spalle il figlio al San Paolo. Nel 2011 è il nipote a salire sulle sue spalle: la dinastia degli Alinei continua.

 

Classe ’68, appassionato di un calcio che non c’è più. Collezionista e Giornalista, emozionato e passionale. Ideatore de GliEroidelCalcio.com. Un figlio con il quale condivide le proprie passioni. Un buon vino e un sigaro, con la compagn(i)a giusta, per riempirsi il Cuore.

Gli Eroi del Collezionismo

FIGURINE FOREVER la 2^ edizione a Bologna

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GLIEROIDELCALCIO.COM – Domani 12 gennaio a Bologna torna “Figurine Forever”, la manifestazione giunta alla sua seconda edizione. L’appuntamento per gli appassionati delle figurine è presso il grande spazio dell’Estragon Club, al Parco Nord. Lo scorso anno l’edizione fu caratterizzata, e non poteva essere diversamente, dai mondiali di calcio, mentre quest’anno il calcio sudamericano e la Panini d’oltreoceano sono i protagonisti.

Abbiamo raggiunto Gianni Bellini, il più grande collezionista al mondo di figurine dedicate al calcio e ideatore, insieme a Emiliano Nanni, di Figurine Forever:

“In primis è un’occasione per incontrarsi”, esordisce ai nostri microfoni Gianni Bellini, “…incontrarsi mentre intorno c’è una mostra, un mercatino, un luogo per scambiare i doppioni ma anche la possibilità di giocare a Subbuteo. La mostra riguarda gli album Panini dedicati alla Copa America, ma si potranno ammirare anche album dei vari campionati dei paesi latinoamericani come Brasile, Argentina, Cile, Messico, Uruguay, Perù, ecc., tutti provenienti dalla mia collezione. Ci sarà anche una parte dedicata al calcio femminile e in particolare alle Azzurre, qualificate ai mondiali di Francia 2019. Sarà poi presente un’Area espositori composta dai migliori professionisti del settore oltre ad una parte dedicata al libero scambio tra collezionisti di figurine e cards nuovi o del passato, non solo calcistici. Inoltre, la grande novità di questa edizione di Figurine Forever, ci sarà l’area dimostrativa Subbuteo che, grazie alla collaborazione con Bologna Tigers, permetterà di apprezzare durante tutta la giornata la magia di questo gioco con partite ed esibizioni del club felsineo. Alle ore 11:30 avrà inizio un talk show condotto da Giorgio Comaschi, che vede tra i partecipanti gli ex calciatori Eraldo Pecci e Franco Colomba, l’attore Andrea Santonastaso e Carlo Alberto Cenacchi autore del libro ENEAS. Insomma un fitto programma per una giornata speriamo indimenticabile”.

Gianni è davvero emozionato e preso dall’evento e ci tiene a farci una precisazione: “Questa manifestazione è nata intorno ad un tavolo di un Bar e piano piano sta diventando importante. Come importante è la collaborazione con l’Istituto Ramazzini, infatti l’intero ricavato della giornata sarà devoluto alla ricerca e alla prevenzione del cancro. Venite, divertiamoci e facciamo anche un’opera buona. Mi sembra giusto”.

Allora se domani siete a Bologna…

Grazie Gianni

 

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A Ostia arriva il “Viaggio con la storia del calcio”

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Dal 12 di Gennaio a Ostia, presso il Litus Roma Hostel, avrà luogo la mostra itinerante denominata “Viaggio con la storia del calcio”. Il percorso, giunto alla tredicesima tappa, è un’esposizione di cimeli della storia dei Mondiali dal 1930 ad oggi, dove è possibile “incontrare” le maglie dei campioni del passato che consentiranno di ripercorrere oltre novant’anni di storia del calcio nazionale e internazionale. Tra gli oggetti esposti, oltre duemila reliquie, è possibile ammirare il pallone usato in Scozia-Inghilterra del 1872, prima partita internazionale giocata, i palloni e gli scarpini utilizzati nel primo Mondiale di calcio del 1930 oltre le maglie autentiche di “Campioni senza tempo” quali Cruijff, Maradona, Pelé e Falcao. Tutto il materiale esposto racconterà, come già accaduto nelle altre sedi dove la mostra ha fatto tappa, la storia del calcio ma anche quella del “Bel Paese”. La mostra sarà inaugurata il 12 gennaio alle ore 11,00 alla presenza del Presidente Nazionale Aics Bruno Molea, del Presidente del X Municipio Giuliana Di Pillo e dall’Assessore allo Sport e cultura Silvana Denicolò e resterà aperta sino a domenica 27 gennaio. Inoltre per l’occasione la mostra vedrà ulteriori due sezioni dedicate alla Lazio e alla Roma grazie alla collaborazione di Lazio 100 e all’Unione Tifosi Romanisti che esporranno ulteriori cimeli delle due compagini romane.

 

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“Football Memorabilia”: Internet Live il 13 Dicembre. Giulio Filippo Bolaffi, A.D. dell’omonima casa d’aste, racconta la terza vendita all’incanto in questo settore

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Anche quest’anno, il terzo di seguito, i collezionisti, gli appassionati di calcio e della sua storia, i tifosi ma anche “semplici” investitori, avranno la loro asta dedicata ai cimeli del calcio sul sito Astebolaffi.it. Infatti, la famosa e prestigiosa casa d’aste decide di investire ancora, e in maniera più convinta e decisa, nella memorabilia del gioco più bello del mondo. Il calcio, che muove interessi e sentimenti, si conferma ancora una strada che la casa d’aste ha intenzione di continuare a percorrere e esplorare. Un viaggio che cerchiamo di capire e scoprire con l’Amministratore Delegato, nonché Presidente, della stessa casa organizzatrice della vendita all’incanto, Giulio Filippo Bolaffi.

“Questa terza asta è un logico proseguimento del cammino intrapreso tre anni or sono” ci dice Bolaffi, “Nella prima ci ritrovammo a sfruttare alcune circostanze contingenti che ci avevano portato, ai margini di una trattativa molto diversa, allo Statuto di fondazione del Milan del 1900. Riuscimmo a predisporre la prima vendita all’incanto del genere in Italia ma con pochi “pezzi” tra cui, oltre al già citato Statuto, la maglia di Gigi Riva dello storico scudetto sardo, la maglia di Zoff della stagione 1977/78. L’asta, che comunque fu un gran successo, conteneva una ventina di lotti circa: andarono tutti venduti. A quel punto ci abbiamo creduto e abbiamo pensato di continuare con la seconda asta lo scorso anno: 83 lotti, tra cui una collezione di gagliardetti appartenuti all’arbitro Daniele Tombolini, la maglia di Saadi Gheddafi, figlio del dittatore libico, alcune maglie appartenute ad Andrea Agostinelli, ex giocatore della Lazio e non solo, tra cui una maglia di Maradona. Inoltre anche la maglia di Riva dei “Mondiali” del 1974 e i guanti di Dino Zoff utilizzati durante il Mundial vincente di Spagna ’82, oltre alla splendida maglia del Brasile di Pelè indossata nel 1971. Insomma fu qualcosa di più strutturato rispetto alla prima. L’asta attuale, come poc’anzi detto, è l’asta del consolidamento, delle certezze ma anche delle speranze. Un campo in cui abbiamo investito creando un apposito dipartimento strutturato e con un responsabile. Insomma una sola asta annuale, al momento, ma scadenzata e nota al mercato e per la quale si lavora costantemente. Pian piano ci stiamo creando la nostra autorevolezza in questo settore e le persone ci contattano sempre più per affidarci le loro collezioni. Abbiamo infatti valutato nel corso di quest’ultimo anno molti più oggetti. Ovviamente, come anche negli altri settori, abbiamo svolto una cernita importante scartando oggetti non degni o di dubbia provenienza, oppure perché abbiamo ritenuto che non avessero “dignità collezionistica” o semplicemente erano rovinati o danneggiati. Insomma noi eseguiamo costantemente delle valutazioni in ambito qualità e autenticità. Poi capita anche che gli oggetti rispettino tutti gli standard da noi ritenuti imprescindibili ma semplicemente poi non si trovano gli accordi con i relativi proprietari. In questa asta proponiamo oltre 200 lotti composti da una grande varietà di oggetti”. Qui la voce di Filippo Bolaffi assume un tono pregno di soddisfazione…Abbiamo tra i nostri lotti il contratto, il primo da professionista, di un giovanissimo Boniperti, ceduto alla società F.C. Juventus dal club dilettantistico A.C. Momo, con le firme autografe del giocatore, dei rappresentanti dei due club e della F.I.G.C. Il contratto presenta due curiosi errori di battitura, uno sul nome di battesimo, Gianpiero anziché Giampiero, e l’altro sulla data di nascita, 14 luglio, anziché 4 luglio. Un documento che definirei romantico, di un calcio ormai purtroppo troppo lontano. Inoltre è presente anche una pittura ad olio di Gigi Meroni, grande genio calcistico del Torino. Il calciatore era famoso per la sua eccentricità fuori dal campo espressa anche con la pittura. Il quadro viene venduto accompagnato da numerose fotografie di Meroni nella sua vita privata e non, tra cui una con la sua famosa “gallina da passeggio”. Inoltre abbiamo importanti “pezzi” della Juventus anni ‘80 come la maglia di Michael Laudrup nella rara versione gialloblu, la maglia indossata da Gaetano Scirea nella stagione 1985/86 e la maglia di Platini della stagione 1984-85. Siamo poi entrati in possesso di una selezione di maglie del giocatore degli anni ‘60 Mario Trebbi, come quella del Benfica indossata dal difensore Raul Machado durante la finale della Coppa dei Campioni 1962-63 contro il Milan e scambiata proprio con Trebbi a fine gara. Un pezzo da Museo. Stessa provenienza per la maglia Crylor della Società Sportiva Monza 1912, rossa con banda bianca verticale e stemma del club, indossata da Mario Trebbi durante le stagioni 1969-73. Inoltre anche la seconda maglia del Napoli indossata da Maradona, nell’unica volta della sua carriera in cui giocò con il numero 9, avendo in quell’occasione ceduto la sua 10 all’erede designato, un giovanissimo Gianfranco Zola. Presenti anche altri cimeli quali fotografie autografate, programmi ufficiali e svariate maglie delle nazionali, tra cui alcune dell’Italia come quella di Albertosi”.

Insomma pezzi importanti, esclusivi che donano prestigio alla casa Bolaffi. Un’asta che ancora non muove i volumi di quelle in altri settori, ma …” l’asta fa parlare molto di se”, continua l’A.D., “anche se non è la più importante al momento in termini economici. È proprio questa la differenza con altre aste più consolidate, il calcio ha una cassa di risonanza enorme, riesce a far parlare di se in modo importante. Anche in azienda si respira un’aria diversa perché si entra in contatto con degli oggetti, come le maglie ad esempio, che suscitano a tutti delle emozioni, anche se non sei un collezionista. Inoltre anche in azienda capita di incontrare persone più o meno note nell’ambito del mondo del calcio e questo rende il settore e questa asta più “sexy” di altre. Non a caso anche le richieste di interviste si moltiplicano in questo periodo”. Poi una precisazione: “Il calcio si conferma come un mercato in cui vogliamo dire la nostra. Un mercato ancora poco conosciuto ma che crediamo possa crescere. E la crescita passa anche attraverso una “educazione all’asta”, perché si tratta di una modalità molto diversa dalle altre”.  

Ora non ci resta che attendere il 13 Dicembre. Manca poco.

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Qui puoi trovare il catalogo completo dell’asta

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