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Gli Eroi del Collezionismo

La Mostra di Maglie del Cagliari dal ’65 a oggi: la Collezione di Simone Gallus

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Il 26 e il 27 Maggio a Bortigali, in provincia di Nuoro, presso la sala espositiva comunale San Giuseppe, andrà in scena la “Mostra di magliette originali del Cagliari Calcio dal 1965 a oggi”. Bortigali è la sede dell’omonimo Cagliari Club, dedicato a “Riva e Conti bandiere rossoblù”, che ha voluto presentarsi in maniera diversa e “decisa” alla manifestazione “Primavera nel cuore della Sardegna 2018”.

Per chiunque, in Sardegna ma non solo, voglia organizzare qualcosa di simile che riguarda la squadra rossoblù, la porta a cui bussare è una sola, quella di Simone Gallus. Simone infatti è colui che mette a disposizione la sua collezione privata fatta di maglie e cimeli di ogni tipo sul Cagliari e non solo. Quando gli impegni di lavoro lo consentono parte con la sua auto piena di “calcio vintage” e si dirige verso i luoghi deputati alle mostre. Lo abbiamo raggiunto per cercare di saperne di più su di lui e sulla sua splendida collezione.

“Sono un consulente finanziario dal 1994” esordisce ai nostri microfoni Simone, “ho quasi cinquant’anni, abito a Quartu Sant’Elena, sono sposato con Sonia e abbiamo due splendide bambine. Il calcio è storia e cultura, ed è quello che io cerco di trasmettere quando espongo la mia collezione. Per me è anche una sorta di sofferenza per averlo sempre giocato poco. Quando ero piccolo mio padre mi bucava il pallone con il coltello, non voleva io ci giocassi. Alla fine riuscivo comunque a tirare i classici “due calci” in strada, come tutti. Avrei voluto però cimentarmi in maniera più seria. Durante gli studi di Architettura mi appassionai al Cagliari e alle sue vicende. Mentre disegnavo ascoltavo le partite alla radio. Era intorno la fine degli anni ’80”.

Nella stagione 1993/94 scocca una prima scintilla verso il collezionismo… “Era l’annata di quella fantastica cavalcata in Europa del Cagliari, la Coppa UEFA. In una di quelle serate europee vidi un ragazzo che indossava una maglia dell’’82, con sponsor ARIOSTEA e cominciai ad avere il desiderio di possederla. Un desiderio che di tanto in tanto riaffiorava. Nel 2004 mia moglie mi fece per regalo una maglia, una maglia da store, della A-Line in occasione del mio compleanno. Rimasi folgorato. Ebbene sì, la mia prima maglia fu una semplice e commerciale maglia da negozio. Qui inizia la mia avventura in questo mondo, il mondo del collezionismo. Quella maglia è la mia Numero Uno”. 

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Nasce quindi un’attività di grande ricerca e di studio che ha portato Simone ad avere oggi oltre duecentocinquanta maglie del Cagliari e un centinaio di altre squadre. Una passione che lo porta a percorrere chilometri per procurarle e portarle dapprima verso casa e poi in mostra caricando manichini, maglie, scarpini, gagliardetti, biglietti, abbonamenti, palloni e cimeli vari sul furgone. E’ dotato anche di una moquette verde per riprodurre il campo da calcio. Insomma siamo di fronte ad un professionista vero sia nella sua attività professionale sia nel collezionismo. Non mancano gli aneddoti o le curiosità circa le modalità con cui è riuscito a procurarsi alcune maglie… “Qualche tempo fa” prosegue Simone, “mi contattò un gruppo di Bari, un’associazione culturale, dicendomi di aver trovato una maglia incorniciata all’interno di un quadro con il vetro. L’avevano acquisita credendo che all’interno ci fosse un bavaglino del Cagliari. Invece aprendola si sono accorti che era una maglia più volte ripiegata su se stessa, la maglia di Angelo Domenghini del 1969/70. E’ stata talmente tanti anni in quella cornice che sul vetro è rimasto impresso lo stemma dei Quattro Mori, e anche nella parte posteriore c’è impressa la forma della maglia… sembra la Sacra Sindone”. Il tono della sua voce sale quando ricorda come è riuscito a “conquistare” alcuni pezzi…”Lo scorso anno durante Cagliari – Lazio ho visto un ragazzino di 15 anni con una maglia della stagione 1976/77 indossata da Oreste Lamagni. L’ho seguito, l’ho aspettato, alla fine ho chiesto alla persona che lo accompagnava alcune informazioni. La maglia era di uno zio del ragazzo e mi diedero il numero di telefono. Nei giorni successivi lo contattai e mi disse che non voleva cederla. Alla fine dopo qualche tentativo ci siamo accordati. Una volta invece mi chiamarono per dirmi che avevano una maglia di Albertosi con le firme dei giocatori dello scudetto. Recatomi sul posto dopo tre ore di macchina mi resi conto che era la maglia di Angelo Colombo del 1963/64 con le firme della squadra dello Scudetto apposte anni dopo. Ne valse comunque la pena fare tanti chilometri. Insomma le occasioni a volte capitano, però è anche vero che bisogna procurarsele, ci vuole impegno e costanza, saper sfruttare alcuni momenti”. Insomma sempre “all’erta” aggiungiamo noi.

 

Negli ultimi anni Simone e la sua collezione hanno percorso tantissimi chilometri, ma c’è ancora tanta voglia di recuperare reperti e poterli esporre. Insomma una mostra a cui non si può proprio mancare.

“Ho un sogno” ci confida il nostro amico prima di congedarci, “vorrei riuscire ad esporre a Ginevra e New York…”. Certi che accadrà, quel giorno, lo racconteremo dalle nostre pagine.

“Forza Casteddu”

 

Classe ’68, appassionato di un calcio che non c’è più. Collezionista e Giornalista, emozionato e passionale. Ideatore de GliEroidelCalcio.com. Un figlio con il quale condivide le proprie passioni. Un buon vino e un sigaro, con la compagn(i)a giusta, per riempirsi il Cuore.

Gli Eroi del Collezionismo

Proposta di legge per la tutela del “Collezionismo minore”, Grimaldi: “Penso ad un grande museo del calcio …”

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Lo scorso 11 febbraio, presso la sala stampa della Camera dei Deputati è stata presentata la proposta di legge per istituire la prima Fondazione a tutela del collezionismo minore. Promotore l’Onorevole Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati, che ha partecipato alla conferenza stampa insieme al presidente dell’associazione “Sant’Anna” Aldo Rossi Merighi, l’avvocato Carlo Sallustio dello Studio Nunziante Magrone e il consigliere delegato della Federcalcio Servizi, Mauro Grimaldi.

Proprio a Grimaldi, curatore anche della mostra itinerante “Un secolo d’Azzurro”, abbiamo voluto porgere alcune domande.

Grimaldi, cosa dobbiamo attenderci a breve?

“Qui in Italia, ragionare a breve e medio termine è sempre complicato, soprattutto conoscendo i tempi della politica, tanto più in questo momento storico. È importante, però, sottolineare una presa di coscienza del tema da parte della politica e dobbiamo ringraziare l’On.le Cirielli che ha sposato questa causa. Di certo, alla base di questa Proposta di legge esiste un’esigenza di normare un’area di grande interesse culturale, sociale ed economico. Oggi, il collezionismo minore è qualcosa in più di settore di nicchia. Dobbiamo ragionare su decine di migliaia di collezionisti, distribuiti in modo capillare sul territorio che assolvono ad un compito importante, quello della conservazione della memoria storica della quotidianità. La nostra vita, i nostri ricordi si rapportano ad una serie di oggetti che hanno scandito la nostra crescita umana e culturale. Ed è attraverso questi oggetti che la nostra memoria si rende disponibile al ricordo, all’emozione”.

Quali le opportunità per i piccoli collezionisti?

“Attualmente questo è un settore senza una politica precisa. Tutto è lasciato all’iniziativa del singolo. Non esiste nessun tipo di tutela. C’è bisogno di un coordinamento che consenta di promuovere in modo organico le attività di quest’area culturale. Ampliare la visibilità delle varie iniziative, promuovendo convegni, incontri, seminari. Mettere a disposizione spazi, dialogando con gli Enti istituzionali, sia locali che nazionali, per organizzare mostre o iniziative culturali che valorizzino il collezionismo minore. Servono tavoli di confronto che consentano di ragionare anche sotto l’aspetto fiscale, tributario. Poi va sottolineata la necessità di far emergere questa rete del collezionismo minore che a mio parere è ancora sottostimata e non è un aspetto da sottovalutare perché più la rete dei collezionisti è capillare, più la memoria storica viene salvaguardata”.

La cultura e il collezionismo possono creare un indotto importante?

“Questo è un Paese assetato di cultura e mai come in questo momento storico è fondamentale dialogare attraverso la cultura. Incrementare l’attività espositivo-museale, creare eventi attorno a questo significa aprire scenari nuovi sul territorio, coinvolgere appassionati, giovani, creare sinergie con le scuole. Tutto questo è in grado di creare un indotto importante sia in termini economici che sociali”.

Roma sarebbe al centro di questo Progetto, finalmente un museo del collezionismo e, per quel che ci riguarda, anche sul calcio…

“Roma è una delle possibilità che ci siamo dati ma non possiamo escludere altre ipotesi. Bisogna aprire un dialogo con gli enti locali, con le istituzioni. Capire se vi sono spazi disponibili per avviare questo progetto. Penso ai tanti locali nella disponibilità del Comune di Roma che potrebbero essere avviati a questo genere di attività culturali. Penso agli immobili sequestrati alla mafia che si potrebbero rivalutare sotto l’aspetto social. Immagino un grande Museo del Collezionismo degli oggetti della quotidianità per costruire un grande viaggio nella memoria. Penso ad un grande museo del calcio dove ogni collezionista potrebbe esporre temporaneamente qualcosa e disegnare un grande affresco di questa fantastica storia”.

Ora la domanda che ci sta più a cuore, forse la più difficile… tempi di realizzazione?

“Ci sono troppe incognite. Siamo ancora in una fase iniziale, comunque è stato fatto un passo importante nell’inserire questo atto all’interno del contesto parlamentare. E di questo dobbiamo dare atto ad Aldo Rossi Merighi, Presidente dell’Associazione Sant’Anna e Sabrina Trombetti che con il loro impegno hanno reso possibile quello che fino a poco tempo fa sembrava impossibile. Ora bisogna insistere, non lasciare cadere la cosa, nel portare avanti questo progetto con il supporto di tutti gli appassionati, fare squadra ed avere molta pazienza”.

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Gli Eroi del Collezionismo

Il “Colbacco” di Giagnoni, e il suo tremendismo, al Museo del Toro

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GLIEROIDELCALCIO.COM – “Il Toro, la sua storia, la sua leggenda. Il tremendismo che Gustavo Giagnoni aveva trasmesso ai suoi giocatori. Oggi, il simbolo di quel colbacco che simboleggiava il tremendismo di quella squadra, è esposto al Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata. Grazie di cuore al figlio Ilio, che lo ha messo a disposizione del museo per l’omaggio dei tifosi”.

Con questo comunicato ufficiale dal proprio sito, museodeltoro.itil Museo da il benvenuto al Colbacco di Giagnoni.

Museo del Grande Torino e della leggenda Granata

 Via G.B. La Salle n. 87 –  10095 Grugliasco TO

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Gli Eroi del Collezionismo

Presentata una “Proposta di Legge” per la tutela del collezionismo minore. A Roma Fondazione e museo permanente

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“Tutti conosciamo l’importanza mondiale che nei secoli e tutt’oggi riveste il collezionismo, grazie al quale è stato possibile creare prestigiose collezioni museali. L’Italia racchiude un notevole patrimonio culturale e storico dell’umanità, tutelato e promosso dalla nostra Costituzione e dal Codice dei Beni culturali (Codice Urbani). Partendo da questa premessa riteniamo opportuno attribuire la giusta rilevanza al settore del collezionismo minore che, pur differenziandosi dalla categoria del collezionismo d’arte, racchiude cimeli e reperti che costituiscono eccellenti testimonianze dell’evoluzione storica e culturale della nostra Nazione. A tal fine si darà vita ad una Fondazione e un museo permanente, nella città di Roma, per promuovere e tutelare il collezionismo minore”.

Lo dichiara il Questore della Camera dei deputati Edmondo Cirielli (FdI) che, questa mattina, presso la sala stampa di Palazzo Montecitorio, ha presentato una proposta di legge sul collezionismo minore.

“Il collezionismo (che va dal settore tessile a quello pittorico fino a quello meccanico/automobilistico e anche sportivo) è presente nella nostra Nazione da secoli – ha proseguito Cirielli – ed attraverso esso si possono conoscere moltissime sfaccettature delle epoche storiche. Tradizioni in fondo mai abbandonate; il collezionismo minore consente di ricercare nel passato le radici, le usanze e soprattutto i valori che sono all’origine della nostra identità. Non solo, rappresenta anche un modo simbolico per individuare e classificare le sensazioni di una comunità nazionale. Mi affascina l’idea della tutela dello Stato che entra anche nell’aspetto tradizionale di una nazione e nel suo essere comunità. Pertanto, oggi, abbiamo presentato la prima proposta di legge, in assoluto, nella storia parlamentare, che mira ad attribuire la giusta dignità a questo fenomeno che registra un notevole indotto economico sia in Italia che a livello internazionale. Di qui la nascita di una Fondazione che possa collegarsi ad associazioni nazionali, senza scopo di lucro, per promuovere mostre ed eventi del collezionismo minore. Mi adopererò – ha concluso – affinché tale proposta venga sostenuta da tutti i gruppi parlamentari che hanno a cuore la storia, la tradizione e la cultura della nostra Patria”.

Hanno partecipato alla conferenza stampa, oltre all’on. Cirielli, il presidente dell’associazione “Sant’Anna” Aldo Rossi Mirighi, l’avvocato Carlo Sallustio dello Studio Nunziante Magrone; il consigliere delegato della Federcalcio Servizi, Mauro Grimaldi. A moderare l’incontro l’avvocato Guido Cecinelli del Collegio di Garanzia del Coni.

Soddisfatto il presidente Rossi Merighi: “L’avvento di Internet e dei social network in pochi anni ha completamente rivoluzionato il mondo del collezionismo minore: da semplice settore di nicchia è ormai un fenomeno di massa su scala globale. Sta diventando una vera e propria professione soprattutto per le nuove generazioni. Per questo motivo chiediamo di dare voce agli oltre 100 mila collezionisti presenti in Italia mediante l’istituzione di una Fondazione che li tuteli”.

Gli fa eco il consigliere Grimaldi: “Quando parliamo di memoria collettiva il riferimento va all’identità culturale di un popolo e di ciascuno di noi. La memoria collettiva è fatta di quotidianità, di piccoli oggetti, non certo delle grandi opere d’arte. Non esiste un collezionismo di seria a e uno di serie b. La preservazione della memoria storica passa attraverso la conservazione di tanti oggetti e più è capillare la rete del collezionismo più la memoria storica viene salvaguardata”.

Nei dettagli della proposta di legge è entrato l’avvocato Sallustio: “Il collezionismo è stato sin qui preso in esame dalla normativa in un’ottica frammentaria, avendo riguardo a singoli profili. È il caso, ad esempio, della tutela dei beni culturali in relazione alle collezioni d’arte. La novità di questo disegno di legge è la definizione e qualificazione quanto meno del collezionismo cd. minore, ma che minore certamente non è per numero di appassionati e per il rilievo culturale e di costume che riveste. Ciò rappresenta un presupposto importante per la sua valorizzazione e promozione come fenomeno culturale e sociale, in quanto strumento privilegiato per conoscere la storia, la cultura e l’evoluzione del costume e della società italiana”.

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