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La Penna degli Altri

Legnano-Varese, 99 anni di storia del calcio lombardo

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SPORTLEGNANO.IT (Gianfranco Zottino) – C’è solo una gara tra quelle del Girone A dell’Eccellenza Lombardia che può vantare un passato importante. Stiamo parlando del derby lombardo tra i lilla del Legnano ed i biancorossi del Varese.

Due squadre di grandi tradizioni calcistiche, con un grande passato alle spalle ed un presente che le vede entrambe in corsa per tornare al più presto in categorie più prestigiose.

La prima volta che le due squadre incrociarono i loro destini fu nel lontano 19 ottobre del 1919, quando il Legnano si presentò a Varese per disputare la seconda giornata di andata del suo primo campionato nella massima divisione nazionale. La partita fu vinta con un brillante 3-0 dai lilla, andati in rete con Sodano nel primo tempo e con Malaspina e Motta nella ripresa. Nella gara di ritorno, giocata nella Città del Carroccio il 30 novembre dello stesso anno, il Legnano bissò il risultato, con i gol di Motta, Pirovano e Sodano.

Per ritrovare nuovamente le due squadre sullo stesso campo di dovranno attendere ben diciotto anni, nel Campionato di Serie C Girone B 1936/37, quando il 10 gennaio del 1937 i varesini si imposero al “Pisacane” per 2-1, con una doppietta di Gatti nella prima mezzora e gol della bandiera del lilla Erba al 42′.

Lilla e biancorossi giocarono, sempre in Serie C, per altri sei campionato consecutivi, fino al 1942/43, con un bilancio di una vittoria per il Legnano (3-2 nel 1940/41) e cinque pareggi.

Nel 1944/45, con i campionati bloccati dalla Seconda Guerra Mondiale, si disputò il Torneo Benefico Lombardo, organizzato dalla Repubblica Sociale Italiana, che vide nuovamente Legnano e Varese giocare nel derby, ma solo in quello di Varese, finito 0-0 nella ripetizione della gara, dopo che la prima, finita 2-1 per i biancorossi, fu annullata per irregolarità. Il derby al “Pisacane“, infatti, non fu giocato a causa del ritiro dalla competizione dei varesini.

Legnano-Varese tornò in cartellone nel 1946/47 in Serie B e vide la vittoria del lilla per 1-0 grazie alla rete del polacco Janecky, militare in forza al Corpo Militare Polacco giunto in Italia al fianco degli alleati, che compare nella foto, tratta da “Il Calcio Illustrato”.

L’anno successivo, sempre tra i cadetti, nuova vittoria dei padroni di casa, questa volta per 4-1, con gol di Zidarich (su rigore), Lupi, Capra I e Caprile per i lilla e di Trapanelli per i biancorossi.

Per i lilla tra la fine degli anni ’40 e la prima metà degli anni ’50 si aprì la seconda stagione d’oro della loro vita, con due promozioni in Serie A che ancora restano nella memoria di molti tifosi con i capelli bianchi. Questo fece in modo che per ritrovare il derby lombardo si dovette attendere una decina di anni, quando entrambe le squadre si ritrovarono in Serie C.

Dal 1958/59 al 1962/63, infatti, il “Pisacane” ospitò Legnano-Varese per cinque stagioni consecutive, con un bilancio di una vittoria per i lilla (1-0 nel 1962/63), due pareggi ed altrettante vittorie degli ospiti (0-1 nel 1960/61 e 0-2 l’anno successivo).

Il destino che avrebbe poi atteso i due team negli anni ’60 e ’70 fu decisamente di verso opposto: il Varese su e giù tra Serie A e cadetti, il Legnano sempre più giù fino alla Serie D.

Per questo motivo prima di tornare a vedere un Legnano-Varese si dovette attendere più di vent’anni, precisamente il 18 maggio del 1986, quando il “Pisacane” ospitò nuovamente il derby lombardo nel Campionato di Serie C1 1985/86, finito con un pareggio per 1-1 con le reti di Tirapelle per i padroni di casa al 62′ e rigore ospite al 71′ di Ravot. Il Varese finì quella stagione al penultimo posto, retrocedendo in Serie C2, categoria nella quale fu raggiunto dal Legnano due stagioni dopo, nel 1987/88, quando i biancorossi si imposero per 2-1 con le reti di Porciatti e Mazzola. a cui si inframezzò il momentaneo pareggio di Bertini.

Nei due campionati successivi, sempre in Serie C2, vittoria legnanese per 2-0 nel 1988/89 grazie a Rovellini e Dall’Orso e pareggio ad occhiali nel 1989/90.

Dopo la pausa di un anno, dovuta alla promozione in Serie C1 del Varese, si tornò a parlare di derby nel 1991/92, quando i lilla, ormai con un piede nel dilettanti si imposero con un sorprendente 4-2 sui varesini, in corsa per la promozione. La parentesi nel Campionato Nazionale Dilettanti per il Legnano durò solo un anno, ma le due squadre tornarono a giocare insieme in Serie C2 nel 1994/95 e nel 1995/96, con due vittorie degli ospiti, entrambe per 1-0.

Per tornare a vedere il derby lombardo al “Pisacane“, che bel frattempo avrebbe cambiato denominazione in “Giovanni Mari“, si dovette attendere oltre un decennio, quando nel 2006/07 in Serie C2 i varesini si sarebbero imposti per 1-0 grazie alle rete di Ferrario.

La storia recente delle due squadre le vedrà entrambe arrivare al fallimento, i legnanesi dopo una parentesi in Prima Divisione di Lega Pro, i varesini dopo stagioni tra i cadetti.

Per la prima volta nella loro secolare storia, lilla e biancorossi nel 2015/16 si trovarono a disputare il derby tra i dilettanti dell’Eccellenza, derby che andò agli ospiti con il risultato di 1-0 grazie alla marcatura di Marrazzo.

Entrambe le compagini però ottennero la promozione in Serie D, dove giocarono tra loro sul campo del Legnano il 20 novembre 2016, con vittoria biancorossa per 4-1.

Il bilancio delle gare tra Legnano e Varese dal 1929/30, primo anno della Serie A a girone unico posto e pertanto anno zero delle statistiche calcistiche italiane, vede 24 incontri disputati (2 in Serie B, 12 in Serie C, 1 in Serie C1, 7 in Serie C2, 1 in Serie D ed 1 in Eccellenza) con 6 vittorie per i lilla, 9 pareggi e 9 vittorie dei biancorossi.

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14 novembre 1934, la battaglia di Highbury

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SPORTSENATORS.IT (Luca Marianantoni) – Si gioca a Londra l’amichevole di calcio Italia-Inghilterra, passata alla storia come la “battaglia di Highbury”.

I Maestri inglesi contro i Campioni del Mondo. Pozzo fiuta l’inganno e vorrebbe declinare un invito stuzzicante perchél’intenzione dell’Inghilterra è quella di sconfiggere gli azzurri per privarli idealmente del titolo di Campioni del Mondo. Ma la sfida solletica molto l’ambiente politico. Mussolini in persona si dichiara favorevole alla sfida: bisogna andare a Londra. Batterli o comunque non perdere, e Pozzo non può dire di no.

Le premesse della sfida anticipano l’acre battaglia che si svilupperà sul campo. Gli inglesi preparano tutto per benino e annunciano a sorpresa che l’incontro verrà disputato non a Wembley, stadio maestoso e imperiale, certamente sede degnissima per accogliere l’Italia Campione del Mondo, ma in quella autentica trappola di fango che è il campo dell’Arsenal. E ovviamente viene scelto il mese di novembre, nelle peggiori condizioni atmosferiche possibili, per mettere gli azzurri in difficoltà estreme.

L’Italia scende in campo senza troppi tremorisebbene dopo pochi minuti accada l’imponderabile: il maestoso centromediano Luisito Monti, che detta i tempi della difesa, s’infortuna e i padroni di casa vanno in rete tre volte, al 3′ e al 10′ con Brook, al 12′ con Drake.

Tuttavia nella ripresa l’Italia si trasforma: Meazza segna una doppietta sfiorando ripetutamente, con Guaita e Ferrari, il gol del clamoroso pareggio. Gli oltre 61 mila spettatori di Highbury applaudono i 22 eroi in campo, senza distinzioni di maglia. L’Italia del calcio ha guadagnato il rispetto di tutto il pubblico britannico. I leoni di Highbury escono dalla cronaca di una partita infernale e entrano direttamente nella leggenda del calcio mondiale. Gli inglesi vincono la sfida, ma l’Italia si dimostra una squadra vera.

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Antonio Marcolini, bomber nella storia del Savona ma non solo

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SAVONANEWS.IT (Roberto Vassallo) – L’ex attaccante scomparso nella notte verrà ricordato come uno di quei giocatori che hanno lasciato un segno indelebile nella memoria degli appassionati: la Serie B con il Bari e i successi con gli Striscioni e la Cairese le pagine più belle di una lunga carriera.

Un triste risveglio ha scosso stamane il mondo del calcio savonese. La notizia della scomparsa di Antonio Marcolini si è infatti rapidamente diffusa in tutta la nostra provincia, lasciando esterrefatti appassionati e addetti ai lavori del “pallone” locale. Il perché è facilmente comprensibile: l’ex attaccante del Savona è uno di quei giocatori che hanno lasciato un segno indelebile nella storia degli Striscioni, ma non solo.

Nato a Verona il 24 ottobre del 1950, Marcolini ha esordito nel calcio dei grandi con la maglia biancoblu collezionando qualche presenza in prima squadra tra il 1967 e il 1969. Dopo una stagione al Rapallo, l’affermazione all’ombra della Torretta (in Serie C) che gli vale la chiamata del Bari in Serie B: due stagioni nella serie cadetta con i pugliesi, dopodiché ancora tanta terza serie con un lungo peregrinare fra Grosseto, Alessandria, Pro Vasto e Triestina prima del ritorno al “Bacigalupo” nella stagione 1978-’79, la prima della Serie C2.

Un’annata particolare per gli striscioni, iniziata in piena crisi societaria e raddrizzata con l’avvento di Michele Viano alla presidenza e di Valentino Persenda in panchina: punti fermi di quella rifondazione biancoblu furono l’ex milanista Pierino Prati e proprio Marcolini, capaci di condurre la squadra ad una salvezza da brividi ottenuta solamente all’ultima giornata con il 2-0 rifilato in trasferta al Derthona.

Un’altra salvezza (questa volta più comoda) in Serie C2 nella stagione successiva è invece il preludio al passaggio tra i dilettanti, alla Cairese. Tre stagioni in gialloblu ricche di soddisfazioni: la vittoria del campionato di Prima Categoria ’80-’81 (con l’invidiabile score di 29 presenze e 34 reti) e della Promozione ’81-’82, a cui si aggiunge una stagione di alto livello in Serie D.

Infine Albenga, Varazze (in versione allenatore giocatore) e Carcarese seguite dall’esperienza come tecnico alla guida del Quiliano. Poi spazio al figlio Michele, ex calciatore professionista (in serie A con Bari, Atalanta e Chievo Verona) e oggi allenatore (l’ultima esperienza nella passata stagione alla guida dell’Alessandria con cui ha vinto la Coppa Italia di Serie C).

Questa notte il tragico epilogo di una vita vissuta sui campi di calcio, laddove ha saputo lasciare un ricordo che sempre vivrà nella memoria dei tanti che hanno corso al suo fianco o che semplicemente lo hanno visto giocare.

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Correva l’anno 1930: Stabile arrivava al Genoa

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GENOACFC.IT – Lo chiamavano ‘El Filtrador’ per l’abilità a incunearsi tra i difensori. Usava la fantasia come ago per pungere gli avversari. Le cronache raccontano che quando Guillermo Stabile sbarcò a Ponte dei Mille ci fossero migliaia di tifosi genoani in festa ad attendere il centravanti della nazionale argentina. Il primo capo-cannoniere nella storia dei Campionati del Mondo (8 gol in 4 partite in Uruguay). Era il 14 novembre del 1930. Il presidente di allora, Guido Sanguineti, lo aveva raggiunto a Barcellona, durante il viaggio di nozze, per scortarlo sino a Genova via nave. Due giorni dopo al Ferraris si giocava una partita con il Bologna. ‘El Filtrador’ si presentò con una tripletta. Così. Tanto per gradire. Il primo passo verso l’ingresso nella Hall of Fame del club di calcio più antico in Italia.

Finte e proprietà di palleggio, dribbling e numeri d’autore. Una visione di gioco sopraffina che gli permetteva di vedere oltre i confini altrui. Solo i ripetuti infortuni, tra gambe spezzate e lesioni al ginocchio, frenarono parzialmente la parabola di Guillermo con i colori rossoblù. Una storia che esce dagli anni Trenta perpetuandosi sino ai nostri giorni. I capelli impomatati, lo sguardo fiero. Una famiglia di dieci fratelli di origine italiana. Era nato a Buenos Aires. La città della “Boca” e delle casette che ricordavano la Liguria. Al Genoa iniziò la carriera di allenatore come vice durante il mandato di un altro fuori-concorso come Luigin Burlando. Ancora oggi è l’allenatore che ha vinto il maggior numero di volte (6) la Coppa America. Vanta una serie di conquiste. E oltre un centinaio di panchine con la nazionale argentina.

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