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Il Calcio Racconta

Il Rimini e la curiosa storia della maglia del 1956/57: un dono del Vicenza

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Francesco Fanini) – Uno dei riferimenti concreti e identitari più antichi e vicini alla fondazione del Rimini Calcio, non può che essere la maglia, amatissima dai tifosi, a quarti contrapposti biancorossi, comunemente detta “a scacchi”.

Almeno dal 1920, da quando cioè si è usciti dalla fase pionieristica e ci si è accostati in modo più organizzato alla pratica del calcio, è stata questa la foggia prescelta dai progenitori del Club, un disegno ancor oggi originale e pressoché unico in Italia. Nel corso del tempo la divisa storica è stata alternata con altre, ma è sempre rimasta la prediletta: è questa, per tutti, “la maglia del Rimini”. I colori, il bianco e il rosso, sono gli stessi utilizzati sin dalla fondazione, perché sono quelli della “Unione Sportiva Libertas”, da cui nel 1912 (tramite l’organizzazione di una “Sezione calcio”) prese avvio la pratica del calcio in città. Colori che derivano da quelli dello stemma comunale.

La maglia da gioco indossata dal Rimini Calcio nella stagione sportiva 1956/57 ha però una storia tutta speciale da raccontare. Ciò che ad un primo sguardo colpisce l’attenzione degli sportivi è infatti la singolare somiglianza con le tradizionali casacche utilizzate dal Vicenza Calcio ed è in particolare la “R” stilizzata cucita sul petto a suscitare più di un quesito, essendo questa immediatamente riconducibile al marchio della celebre azienda laniera di Schio, la Lanerossi, che dal 1953 aveva rilevato la gestione del sodalizio calcistico veneto.

E’ grazie alle testimonianze dirette di giocatori dell’epoca, quali ad esempio Federico Bernucci, che in quegli anni difendeva i pali della porta biancorossa alternandosi nel ruolo con altri due nomi altrettanto noti agli sportivi riminesi come Giano Pattini ed Egisto Cola, che questa curiosità viene soddisfatta.

Grazie all’attivissimo e appassionato dirigente dell’epoca Gianfranco Catrani, conosciuto e stimato commerciante di biancheria scomparso nel 2016 all’età di 85 anni, che aveva stretto rapporti di amicizia con un collega della società vicentina, il Rimini era riuscito a ricevere in gentile omaggio la fornitura di due mute complete da parte della Lanerossi Vicenza. Erano tempi in cui spesso e volentieri si era costretti a tirare la cinghia per questioni di bilancio ed un simile cadeaux (dagli stessi colori sociali) poteva rappresentare una bella occasione di risparmio, oltre a risultare un indumento qualitativamente più confortevole rispetto alle spartane divise da gioco confezionate artigianalmente per i ragazzi di mister Godoli.

Quella primizia (la Rimini Calcio non aveva mai avuto in precedenza casacche a strisce verticali) durò tuttavia lo spazio di tre giornate, poiché divenne oggetto di una contestazione di natura regolamentare che di fatto vietò alla squadra di vestire “la replica” di un altro Club. Fu così che la Società guidata dal Presidente dott. Bonizzato decise di modificare i connotati della maglia, eliminando il logo “R” (inizialmente visto di buon occhio in quanto elemento di richiamo al nome della città), ma cercando di mantenerne pressoché inalterato il disegno nel proseguo della stagione. Per gli almanacchi, il Rimini si classificò al 2° posto in quel torneo di Promozione Emiliana/Girone A, aggiudicandosi l’ammissione in IV Serie Interregionale.

Nelle foto seguenti le due maglie indossate dal Rimini nella stagione 1956/57, “prima” e “dopo” la rettifica

 

FOTO 1 (MAGLIA CON “R”) : Da sinistra: VANZOLINI, LUCCHI, FOSSATI, BUDRIESI, BADOCCO, BERNUCCI, l’allenatore GODOLI. Accosciati: BETTOLI, TADEI, RIZZO, GRANDVILLE, GAMBI, il massaggiatore TAMAGNINI.

 

FOTO 2 (MAGLIA SENZA “R”) : in piedi da sinistra: PATTINI, GAMBI, VANZOLINI, LUCCHI, RIZZO, BUDRIESI. Accosciati: FOSSATI, UGOLINI, BETTOLI, BADOCCO, TADEI

 

Pagina Facebook – “Rimini 100” – Una Storia Biancorossa

 

Francesco Fanini, riminese classe ’64; tifoso della “maglia a scacchi” e appassionato della sua storia, ha curato con gli amici Raoul De Bonis e Giulio Zavatta il volume “Rimini 100”, nel 2012, anno del Centenario del Club romagnolo. Tra una giornata scolastica, è un maestro, e un match vissuto sugli spalti del “Romeo Neri", si occupa insieme allo storico Cristiano Cerbara, di tenere costantemente aggiornata la pagina facebook “Rimini 100” - Una Storia Biancorossa.

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Legnano dice addio a Franco Pian

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – E’ morto a 96 anni Franco Pian, ex terzino sinistro, compagno di squadra di Bearzot, tra il 1947 e il 1950…”, così oggi riporta la Gazzetta dello Sport.

Chi era Franco Pian? Nasce a Gradisca d’Isonzo nel 1922 ed era cresciuto nel Venezia. Passa poi al Pieris, nel campionato 1940-41 in serie C, e poi alla Salernitana nella stagione successiva. Poi al Pro Gorizia prima di passare nel 1947 all’Inter dove esordisce il 05 ottobre 1947 a Genova, in Sampdoria-Inter (1-4). A Milano disputa tre stagioni.

Nel ’50 viene ceduto al Legnano ed è qui che diventa una bandiera vestendo la maglia dei lilla per sei stagioni: due in Serie A e quattro in Serie B, collezionando un totale di 183 presenze. Nel 1950/51 contribuisce alla promozione nella massima serie, giocando 30 incontri. Nella stagione successiva gioca 32 partite in A che vede però una retrocessione per il Legnano. Nella stagione successiva, 1952/53, una nuova promozione in A e Pian la vive da grande protagonista collezionando 32 presenze.

Nella stagione successiva in serie A Pian fu schierato dal Mister Galluzzi in 28 incontri. Retrocesso quindi nuovamente in Serie B, Pian assicura le proprie prestazioni per altre due stagioni consecutive: nel 1954/55 e 1956/57.

Lo storico lilla Igino Monti lo ricorda così dalle pagine del sito sportlegnano.it: “Terzino sinistro, Pian arrivò dall’Inter: era un giocatore molto tecnico, poco falloso, un bravo terzino. Ha giocato le promozioni dei Lilla. E’ stato un punto di riferimento della difesa. Quasi sempre presente, un punto fisso, lo ricordo come un giocatore corretto ed elegante. Faceva coppia con Asti, decisamente più grintoso, più mastino nei contrasti in quello che allora era come modulo il Sistema“.

Chiude la sua carriera con la Biellese e si dedica, a Milano, al suo negozio di strumenti musicali.

La foto ritrae Pian con la formazione che ottenne la promozione in Serie A nel 1952/53 (Pian è il terzo da destra fra i giocatori in piedi- www.museolilla.statistichelilla.it – Collezione Eugenio Raimondi).

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“Buon Volo Amico Mio” – Nella ricorrenza della scomparsa Luigi Martini ricorda l’amico Re Cecconi

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Oggi tutto il mondo del calcio ha rivolto il suo pensiero ad un artista del pallone, mancato proprio il 18 gennaio di 42 anni fa. Infatti quella sera Luciano Re Cecconi insieme a Pietro Ghedin, suo compagno nella Lazio entrarono nella gioielleria dove si consumò il tragico evento. Un evento forse dettato dallo scherzo di Re Cecconi, forse no… qualche mistero ancora oggi rimane. I fatti dicono che il gioielliere mise fine alla vita del calciatore con un colpo di pistola. Luigi Martini, grande amico di Luciano, ne soffrì molto. Qualche minuto fa ha voluto ricordare Luciano con un post su facebook:

:< Cinque minuti al lancio>così urlava il direttore di lancio della brigata paracadutisti folgore di Pisa. Sul c119 erano seduti su due file di venti i paracadutisti che di lì a poco si sarebbero lanciati nel vuoto da trecento metri. Tra tutti spiccava una chioma color del sole, era lui Luciano seduto al mio fianco. Era cominciato tutto tre mesi prima quando gli dissi che io mi sarei iscritto al corso paracadutisti. :< ma tu sei proprio un pirla> Mi disse in dialetto milanese la tua fortuna sono la gambe e te le vuoi giocare così, io non ti seguo. Lo guardai e gli dissi:< Io comincio domani> Il giorno dopo finito l’allenamento lo trovai nella mia macchina, mi guardò e mi disse:< vengo anch’io >:<Tre minuti al lancio , in piedi, agganciare > comanda il maresciallo che dirigeva il lancio. In quel momento gli anziani intonano una canzone che inizia con <a noi la morte non ci fa paura…>Luciano mi guarda scuotendo la testa allora vedo le sue labbra muoversi ma non capisco per il frastuono:<pronti al lancio >urla ancora il maresciallo e poi tutti fuori , in volo. Sai Luciano io lo so perché sei venuto in volo con me, sei venuto per guardarmi le spalle, come facevi in campo quando io partivo per incrociare il campo e lasciavo la marcatura di avversari come Mazzola, Causio, Bruno Conti, Claudio Sala e tu scalavi in copertura per proteggermi perché allora con la marcatura ad uomo io sarei stato il responsabile.Sai Luciano dopo che quel maledetto proiettile ti ha strappato la vita io ho perso di più di un amico ho perso l’amico che mi guardava le spalle. Io l’ho capito subito che senza te tutto sarebbe cambiato e che non aveva più senso continuare con il calcio. E poi chissà cosa mi ha detto prima del lancio… ma si io lo so :< Pirla vai>mi hai gridato. È stato un bellissimo volo Luciano e noi piloti diciamo che un pilota non muore mai, vola solo un po’ più in alto. Buon volo Amico mio

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Si è spento oggi Masinga. Protagonista del calcio inglese e italiano degli anni ’90

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Alessandro Lancellotti) – Negli anni ’90 a Salerno, proveniente dalla squadra Svizzera del San Gallo, arrivò l’attaccante sudafricano Philemon Raul Masinga, noto come “Phil Mazinga”, nato a Klerksdorp (28 giugno 1969) nei pressi di Johannesburg.
Masinga crebbe calcisticamente nel Kaizer Chiefs, per poi giocare in patria con lo Jomo Cosmos e il Mamelodi Sundowns. In quest’ultima squadra di Pretoria segnò 98 reti in 108 presenze.
Nel 1994 fu acquistato dal Leeds United e si trasferì in Inghilterra dove trovò il suo connazionale e coetaneo Lucas Radebe suo compagno di squadra anche in nazionale.
Con la squadra dello Yorkshire, segnò 5 reti in 2 anni: il primo goal lo mise a segno il 27 agosto 1994 contro il Chelsea nella gara persa per 3-2 dai Leeds.
Segnò poi due doppiette contro Arsenal e Queens Park Ranger. Nella stagione 1996-97 si trasferì in Svizzera nelle fila dei biancoverdi del San Gallo dove in dieci presenze non segnò alcuna rete.
Durante il mercato di gennaio del 1997 venne acquistato dalla Salernitana del presidente Aniello Aliberti che militava in serie B e si classificò 15a in quel campionato cadetto. Masinga siglò 4 reti: la prima il 23 marzo del 1997 a Cesena; poi una doppietta contro il Brescia il 23 marzo 1997 nella gara vinta per 4-1 e infine una sua rete decise la gara contro il Castel di Sangro il 25 maggio 1997.
Dopo questa stagione fu acquisito dal Bari di Eugenio Fascetti e del presidente Vincenzo Matarrese, esordendo così in massima serie, e trovando in attacco un giovane Nicola Ventola. La prima rete con i galletti pugliesi arrivò il 2 novembre 1997 nella partita vinta per 3-2 al Castellani di Empoli. In Puglia rimase dal 1997 al 2001 collezionando 75 presenze e 24 reti. Nel campionato 1998-99 fu anche il miglior cannoniere della squadra e la sua presenza in campo infiammava le domeniche allo Stadio San Nicola di Bari. Solo in quella stagione mise a segno 11 reti.
Da ricordare quella sua doppietta che regalò la vittoria del Bari a San Siro contro l’Inter il 1 novembre 1998.
Dopo l’esaltante esperienza nei campionati italiani Masinga si trasferì negli Emirati Arabi Uniti dove concluse la carriera con l’Al-Wahda.
In Nazionale esordì in competizioni ufficiali nel 1996 in Coppa D’Africa, proprio in Sud Africa dove i “Bafana Bafana” vinsero la loro prima competizione battendo in finale la Tunisia. Nel 1998 partecipò sia alla Coppa d’Africa sia al Mondiale di Francia. Nella coppa continentale il Sudafrica arrivò secondo perdendo per 2-0 la finale contro l’Egitto a Ouagadougou in Burkina Faso. Mentre a Francia ’98 inserita nel gruppo C con Francia, Danimarca e Arabia Saudita, la nazionale di Città del Capo collezionò una sconfitta e due pareggi venendo eliminata al primo turno.
Philemon Raul Masinga si è spento oggi 13 gennaio 2019 a 49 anni dopo una lunga malattia.

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