Connect with us

Il Calcio Racconta

Si è spento oggi Masinga. Protagonista del calcio inglese e italiano degli anni ’90

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM (Alessandro Lancellotti) – Negli anni ’90 a Salerno, proveniente dalla squadra Svizzera del San Gallo, arrivò l’attaccante sudafricano Philemon Raul Masinga, noto come “Phil Mazinga”, nato a Klerksdorp (28 giugno 1969) nei pressi di Johannesburg.
Masinga crebbe calcisticamente nel Kaizer Chiefs, per poi giocare in patria con lo Jomo Cosmos e il Mamelodi Sundowns. In quest’ultima squadra di Pretoria segnò 98 reti in 108 presenze.
Nel 1994 fu acquistato dal Leeds United e si trasferì in Inghilterra dove trovò il suo connazionale e coetaneo Lucas Radebe suo compagno di squadra anche in nazionale.
Con la squadra dello Yorkshire, segnò 5 reti in 2 anni: il primo goal lo mise a segno il 27 agosto 1994 contro il Chelsea nella gara persa per 3-2 dai Leeds.
Segnò poi due doppiette contro Arsenal e Queens Park Ranger. Nella stagione 1996-97 si trasferì in Svizzera nelle fila dei biancoverdi del San Gallo dove in dieci presenze non segnò alcuna rete.
Durante il mercato di gennaio del 1997 venne acquistato dalla Salernitana del presidente Aniello Aliberti che militava in serie B e si classificò 15a in quel campionato cadetto. Masinga siglò 4 reti: la prima il 23 marzo del 1997 a Cesena; poi una doppietta contro il Brescia il 23 marzo 1997 nella gara vinta per 4-1 e infine una sua rete decise la gara contro il Castel di Sangro il 25 maggio 1997.
Dopo questa stagione fu acquisito dal Bari di Eugenio Fascetti e del presidente Vincenzo Matarrese, esordendo così in massima serie, e trovando in attacco un giovane Nicola Ventola. La prima rete con i galletti pugliesi arrivò il 2 novembre 1997 nella partita vinta per 3-2 al Castellani di Empoli. In Puglia rimase dal 1997 al 2001 collezionando 75 presenze e 24 reti. Nel campionato 1998-99 fu anche il miglior cannoniere della squadra e la sua presenza in campo infiammava le domeniche allo Stadio San Nicola di Bari. Solo in quella stagione mise a segno 11 reti.
Da ricordare quella sua doppietta che regalò la vittoria del Bari a San Siro contro l’Inter il 1 novembre 1998.
Dopo l’esaltante esperienza nei campionati italiani Masinga si trasferì negli Emirati Arabi Uniti dove concluse la carriera con l’Al-Wahda.
In Nazionale esordì in competizioni ufficiali nel 1996 in Coppa D’Africa, proprio in Sud Africa dove i “Bafana Bafana” vinsero la loro prima competizione battendo in finale la Tunisia. Nel 1998 partecipò sia alla Coppa d’Africa sia al Mondiale di Francia. Nella coppa continentale il Sudafrica arrivò secondo perdendo per 2-0 la finale contro l’Egitto a Ouagadougou in Burkina Faso. Mentre a Francia ’98 inserita nel gruppo C con Francia, Danimarca e Arabia Saudita, la nazionale di Città del Capo collezionò una sconfitta e due pareggi venendo eliminata al primo turno.
Philemon Raul Masinga si è spento oggi 13 gennaio 2019 a 49 anni dopo una lunga malattia.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Classe ’82, tifoso del Vicenza, appassionato di statistica calcistica e collaboratore di vari programmi radiofonici e televisivi oltre a quotidiani. Laureato in Storia e laureando in Demo Etno Antropologia. Nutre amore particolare per gli inni musicali delle squadre di calcio di cui colleziona i vinili. Cultore dei marchi e delle sponsorizzazioni nel mondo del calcio. Vanta citazioni in numerosi libri sulla storia del calcio. Insomma un “folle” appassionato del gioco più bello del mondo.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il Calcio Racconta

20 marzo 1994 – Il Brescia trionfa in Europa

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM (Paolo Laurenza) – Tornei come la Mitropa Cup del dopoguerra, il Torneo Anglo-Italiano, la Coppa di Lega Italo-Inglese non si disputano più da decenni. Sebbene questi tornei dopo un iniziale successo hanno spesso perso l’interesse nel pubblico, rimangono pietre miliari per molte società che senza di questi non avrebbe mai potuto disputare incontri internazionali al di fuori di qualche amichevole estiva.

Tra queste società figura il Brescia Calcio, che 25 anni fa a Wembley si aggiudicò il Torneo Anglo-Italiano in finale contro il Notts County. Il Brescia disputò il torneo dopo essere retrocessa l’anno prima in una lotta salvezza estremamente avvincente ricordata anche per il coinvolgimento della Fiorentina che, arrivata a pari punti con Brescia ed Udinese, retrocesse per la classifica avulsa. Il Brescia perse poi lo spareggio salvezza con l’Udinese e qui è il paradosso dei tornei riservati alle squadre retrocesse: sarebbe stato meglio non parteciparvi, ma una volta che si partecipa vincerlo può essere un riscatto.

Il Torneo Anglo-Italiano conobbe varie fasi, è curioso ricordare come ai suoi albori venisse dato un punto in più per ogni rete segnata e il fuorigioco fosse applicato solo negli ultimi 16 metri. La sua organizzazione si deve ad un manager italiano, Gigi Peronace, che nel 1969 volle far sì che lo Swindon Town potesse disputare un torneo internazionale; la vittoria nella “English Football League Cup” avrebbe dato allo Swindon il diritto di disputare la Coppa delle Fiere, ma la partecipazione a questa era riservata alle squadre di “First Divsion” e lo Swindon nel 1969 disputava la “Third Division”.

Seguirono varie edizioni alternate da qualche interruzione e per un periodo la partecipazione venne riservata a squadre semi-professionistiche. L’edizione vinta dal Brescia fa parte dell’ultimo periodo, quando tornò ad essere appannaggio di squadre professionistiche ed il torneo intitolato al fondatore Peronace.

La strada che portò il Brescia a scrivere il suo nome nell’Albo d’Oro non è affatto banale; il regolamento prevede due gironi misti di squadre Italiane ed Inglesi nei quali però si incontrano solo squadre di diverse nazionalità, le migliori classificate per nazione in ogni girone disputeranno le semifinali. Il Brescia deve quindi far meglio di Ancona, Pisa ed Ascoli nelle tre partite contro Bolton, Charlton, Notts County. Con tre vittorie ed un pareggio il Brescia chiude al primo posto e disputa così la semifinale con il Pescara a sua volta vincitore del suo girone, qualificatasi grazie alle reti in trasferta (1-0 a Brescia, 3-2 a Pescara). L’obiettivo di disputare la Finale a Wembley è così raggiunto, ed i 2.000 tifosi che raggiungono Londra si toglieranno lo sfizio di vedere la loro squadra alzare il Trofeo nel tempio del calcio per eccellenza.

Una partita finita 1-0 con gol di Ambrosetti al 64′ ispirato da un assist del rumeno Sabau che, dopo aver saltato il portiere avversario arpionando il pallone lo porge all’attaccante.

Non è probabilmente un caso che tra le altre fu proprio il Brescia ad aggiudicarsi il torneo nel periodo in cui questo era riservato alle squadre di Serie B. Il Brescia è il club Italiano con il maggior numero di partecipazioni al Torneo Cadetto, ne ha 18 consecutive tra il 1947 ed il 1965. Nel 1994 è già il Brescia di Lucescu ed Hagi, che frequenta costantemente la Serie A e si appresta a vivere il suo periodo d’oro dei primi anni 2000 con varie partecipazioni consecutive alla “Massima Serie”, un ottavo posto, una semifinale di Coppa Italia ed una Finale di Coppa Intertoto.

Difficile dire quanto la vittoria di Wembley influì nei successivi fasti delle Rondinelle, forse poco o nulla, ma volendo credere ad un Dio del Calcio non è un caso che abbia voluto regalare questa soddisfazione al club lombardo. Un club che dalla sua fondazione ha costantemente frequentato i quartieri più alti del calcio italiano raggiungendo il 14º posto nella graduatoria della tradizione sportiva italiana della FIGC.

Continue Reading

Il Calcio Racconta

16 marzo 1969 – Viene a mancare Giuliano Taccola. L’On. Roberto Morassut ce ne racconta la storia (Video)

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – In occasione della partita contro la Spal ricorderemo Giuliano Taccola, morto nel 1969. Io lo ricordo molto bene perché, oltre ad essere tifoso, quell’anno entrai nella Roma. Lui è stato una persona di riferimento e mi colpì molto la sua morte.

Sono queste le parole pronunciate da Claudio Ranieri nell’ultima conferenza stampa dove ha annunciato che sabato pomeriggio allo Stadio “Paolo Mazza” la Roma ricorderà Giuliano Taccola, l’attaccante giallorosso scomparso il 16 marzo 1969, cinquanta anni fa, all’età di 25 anni, indossando una maglia speciale in sua memoria.  

Anche noi abbiamo voluto dedicare un servizio speciale allo sfortunato calciatore giallorosso, incontrando l’On. Roberto Morassut che ha dedicato molte risorse alla ricerca della verità in merito a questo triste accadimento. Morassut ha studiato tutti gli atti processuali e ha intervistato alcuni protagonisti dell’epoca. Ha poi raccolto il tutto nel libro “La punta spezzata”. Lo abbiamo raggiunto e vi proponiamo la Video-intervista dove parleremo di cartelle cliniche macerate, analisi e controlli medici non fatti, e pasticche …
Ma sopratutto ricorderemo un ragazzo che stava diventando un campione … Giuliano Taccola

Buona visione

Gli Eroi del Calcio

Continue Reading

Il Calcio Racconta

Memorie del Trap

Published on

Giovanni Trapattoni domenica compirà ottant’anni e voltandosi a guardare indietro “… vedo la bellezza di un quadro nel suo complesso” afferma nell’intervista rilasciata a Repubblica e pubblicata oggi, “…Nessun rimpianto o rammarico. Ogni particolare ha contribuito al risultato finale sulla tela. Non potevo sperare di meglio e mi considero molto fortunato per il mio percorso di calciatore, allenatore, uomo, marito, padre e nonno. Sono credente, ringrazio Dio per questa vita che mi ha donato. Per la partita che mi resta da giocare io non me la sento di chiedere proprio niente. Ho già avuto tantissimo. Diciamo che è come se i due tempi regolamentari si fossero conclusi. Ora inizia il golden goal e sicuramente non sono uno che si arrende”.

Che fosse un personaggio che non si arrende lo sapevamo… tanti i successi in carriera a conferma di ciò. Un Palmares da fare invidia anche a tanti idolatrati giocatori: due scudetti, una Coppa Italia, due Coppe dei Campioni, una coppa delle Coppe e una Coppa Intercontinentale. E da allenatore? … sette scudetti, due Coppe Italia e una Supercoppa in Italia. Ma ha vinto il campionato anche in Germania, oltre a due coppe nazionali, uno in Portogallo e ancora uno in Austria. Sempre da allenatore poi ha conquistato tre Coppe Uefa, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Uefa, una Coppa dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Insomma stiamo parlando dell’allenatore italiano più vittorioso a livello di club nonché uno dei più titolati al mondo.

“Come allenatore”, ribadisce nell’intervista a Repubblica, “ho sempre cercato l’equilibrio con la E maiuscola e il gioco che si adattasse meglio agli uomini che avevo a disposizione. Juve, Inter, Bayern, Salisburgo, sono squadre in cui sono riuscito a concludere il campionato con il miglior attacco e la miglior difesa. Ho prediletto un gioco concreto, orientato al risultato, privo di fronzoli non necessari».

Definisce il Milan come la prima famiglia, la Juve come una lunga storia d’amore e l’Inter una inarrestabile emozione, “Facendo un paragone con la vita, il Milan è stato l’adolescenza, la Juve il matrimonio, l’Inter il cambiamento della mezza età». Torna anche su Byron Moreno e la partita contro la Corea del Sud… “Dall’arbitro ci si aspetta un comportamento super partes. Lui ha commesso una grande ingiustizia e ha colpito tutta l’Italia […] se proprio dovesse esserci una partita che rigiocherei, sarebbe Italia-Corea”.

Riferendosi poi a una delle migliori nazionali azzurre di sempre, da Argentina ’78 a Spagna ’82, che presentavano il suo “blocco” Juve dice: “Non era solo una squadra, ma un gruppo eccezionale, affiatato, che aveva trovato il suo equilibrio strutturale dentro e fuori dal campo. Ognuno era complementare ai suoi compagni. Ma il merito non lo reputo assolutamente come mio, è di Enzo Bearzot, l’uomo che è riuscito ad unire alla perfezione quel gruppo, come fosse una famiglia, infischiandosene delle critiche”.

Continue Reading

Newsletter

più letti

WP-Backgrounds Lite by InoPlugs Web Design and Juwelier Schönmann 1010 Wien
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: