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Gli Eroi del Collezionismo

Una collezione, una ragione di vita: Fabio Celani e la maglia dell’Ascoli

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Ascoli, una città le cui origini sono circondate dal mistero; di certo si è registrata la presenza umana durante quella che viene comunemente definita l’età della pietra, abitata certamente nell’epoca neolitica. Una storia tra misteri e leggende come quella che narra che venne fondata da un gruppo di Sabini instradati da un “picchio”, uccello sacro a Marte. Dall’unione dei Sabini con le altre popolazioni autoctone nacquero i Piceni.

Ascoli, i Piceni e il Picchio… tutti elementi racchiusi nei simboli che raccontano la storia anche dell’Ascoli Calcio e di quel grande attaccamento alla maglia che Costantino Rozzi andava professando e ricercando tra le varie doti di chi era chiamato a dare il suo contributo alla causa bianconera.

“Prima di tutto c’è l’Ascoli, poi c’è l’Ascoli e poi ancora l’Ascoli” amava ripetere il Presidentissimo, e deve averlo preso davvero alla lettera il nostro amico Fabio Celani, che dell’Ascoli ha fatto la sua vera passione creando una collezione di assoluto valore storico dedicato alla maglia “Bianconera”.

Fabio ha trentatré anni, convive con Sara, e svolge la sua attività professionale nella “Carbon valley” di Ascoli. Un passato di calciatore in Prima Categoria con squadre locali, segue il suo Ascoli spessissimo anche in trasferta, mentre in casa non manca davvero mai.

“La mia passione per l’Ascoli nasce all’età di 3 anni”, ci racconta Fabio “ … quando mio padre mi portava allo stadio. Da lì è nato un amore folle per questi colori, un amore folle per questa maglia. Ricordo perfettamente gli anni della Serie C a metà anni ’90, anni bui. Anni che comunque hanno fortificato la mia fede per questi colori. Per me l’Ascoli oggi rappresenta un pezzo della mia vita che con il tempo cresce sempre di più”… Amen.

Nella poesia l’amore occupa certamente un posto privilegiato e si manifesta in molti modi… “Divento collezionista già in tenera età, da piccolissimo. Ho sempre avuto un amore per le maglie, addirittura da piccolo compravo quelle da bancarella, alle fiere o ai mercati, che costavano 10 mila lire. Con il tempo poi, in coincidenza con i primi lavori e i primi soldi guadagnati, ho iniziato a comprare maglie “buone”. In realtà all’inizio collezionavo tutte le maglie, poi con il tempo mi sono specializzato solo su quelle dell’Ascoli. Ora ne ho oltre 200, qualcuna appesa nell’armadio, alcune in un baule, altre in delle scatole”.

“Non penso ci sia qualche maglia che reputo migliore di altre”, prosegue Fabio “per me tutti i pezzi sono unici, anche una semplice maglia di stagioni recenti. Chiaramente le maglie in lanetta anni 60/70/80 hanno un fascino diverso, ma per me sono tutte importanti”… sostanzialmente è come se avessimo chiesto ad un papà a quale figlio vuole più bene… ma c’è un però … ”I pezzi cui sono più legato sono quelli che riesco a prendere personalmente in trasferta, le conservo ancora sporche. La maglia più costosa credo sia una della “Del Duca Ascoli”, mentre quella più particolare per la modalità con cui ne sono entrato in possesso è una Adidas con sponsor “Olio San Giorgio”, appartenuta a Dirceu. È una maglia molto rara, davvero difficile da trovare e l’ho trovata su eBay. Ero al matrimonio di un mio caro amico e vidi quest’annuncio con un prezzo veramente ridicolo. Ho pensato fosse falsa ma ho rischiato, mi tremavano le mani nel fare il classico “compralo subito”.

Fabio non è appagato da quanto ha in collezione: “Cerco ovviamente tutte le maglie Ascoli che mancano alla collezione, in modo particolare una “Pop 84” con sponsor giallo. Sono molto rare, mi piacerebbe averla”.  

Fabio ha anche parole carine per la sua compagna: ”Sara s’interessa della mia collezione e anche lei mi aiuta, come i miei amici del resto, a trovarne qualcuna. Anzi, dopo un po’ che eravamo fidanzati andammo a casa sua e mi disse di aprire un baule dove sicuramente c’erano delle maglie dell’Ascoli…trovai quattro maglie anni ’70 e ’80, dei modelli rari indossate con la Roma e con l’Inter, Cocif ed Ennerre. Spettacolo vero!”

(Le quattro maglie che Sara ha regalato a Fabio)

“Collezionare mi trasmette una sensazione unica” ci confessa Fabio, “avere certi pezzi storici in casa che ti fanno compagnia tutte le sere, è veramente bello. Le guardo, le ammiro, mi fermo in contemplazione”.

Fabio prima di salutare ci lascia un consiglio: Chi si vuole avvicinare al collezionismo non si deve far prendere dalla smania di avere le maglie e spendere tanti soldi senza senso. Le maglie arrivano quando meno te lo aspetti e anche a prezzi bassi…”

Prima di tutto c’è l’Ascoli, poi c’è l’Ascoli e poi ancora l’Ascoli. Grazie Fabio.

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Classe ’68, appassionato di un calcio che non c’è più. Collezionista e Giornalista, emozionato e passionale. Ideatore de GliEroidelCalcio.com. Un figlio con il quale condivide le proprie passioni. Un buon vino e un sigaro, con la compagn(i)a giusta, per riempirsi il Cuore.

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Museo del calcio di Coverciano: presentato il nuovo archivio digitale. I cimeli sono ora in rete

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GLIEROIDELCALCIO.COM – Si è tenuta oggi, Presso la Sala Stampa del Centro Tecnico Federale di Coverciano, la presentazione del nuovo archivio digitale della Fondazione Museo del Calcio, realizzato in collaborazione con DM Cultura rappresentato per l’occasione dal Direttore Generale Alessandro Lorica.

Il segretario generale Marco Brunelli, presente all’evento,  ha sottolineato come “Tra le cose importanti e belle che hanno fatto la storia della FIGC c’è la custodia della memoria e del patrimonio inestimabile di valori del calcio italiano. Il museo in generale, questo in particolare, è un luogo affascinante, bello da visitare fisicamente, con una delle collezioni più ricche del mondo, quasi 900 cimeli, oggetti, cose rappresentative di pagine importanti della storia del calcio italiano e non solo, da oggi si arricchisce e si completa un percorso che consentirà una loro fruizione a distanza, interattiva, di questo enorme e ricchissimo patrimonio di cimeli e di ricordi. Oggi il Museo ha un catalogo ed un archivio digitale che consente di sapere a distanza cosa c’è, che cosa rappresenta quello che c’è e di entrare e visitare in qualche modo il museo pur non potendolo visitare fisicamente. Questo è il primo passo di un progetto che stiamo cominciando ad articolare, in linea con quello che succede in tutte le esperienze museali nel mondo, non solo quelle legate allo sport e al calcio. L’idea che abbiamo è di portare sempre di più il Museo in giro e abbinarlo a eventi che organizziamo”.

Il vice presidente del Museo del Calcio Matteo Marani, che ha anche mostrato la maglia verde indossata da Celestino Celio il 5 dicembre 1954 in occasione di Italia-Argentina, ha dichiarato: “Siamo molto fieri di quello che oggi presentiamo perchè finalmente è un passo importantissimo nella catalogazione in primis del Museo del calcio che contiene un patrimonio straordinario di cose, quasi 9000 pezzi, che racconta tutto il secolo. Voglio ringraziare la FIGC per l’investimento fatto in cultura. All’interno del Museo ci sono pezzi unici, che fanno parte del patrimonio della FIGC, grazie al lavoro fatto in questi anni da Fino Fini. Un patrimonio di cultura che da oggi è interattivo, moderno, e contemporaneo. Stiamo spingendo per far sì che questo museo diventi il punto di riferimento anche della ricerca storica”.

Il patrimonio culturale della Fondazione Museo del Calcio è un patrimonio particolarmente significativo, articolato in diverse tipologie di contenuti (maglie da gioco, scarpe, palloni, biglietti dello stadio, targhe, statue) che può contare oltre 1000 cimeli. Inoltre il patrimonio fotografico ammonta a 99.290 pezzi.

Per vedere i cimeli clicca qui

fonte: figc.it

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Gli Eroi del Collezionismo

Grande Torino: in vendita su Facebook il cartellino di Mario Rigamonti

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Facebook, un mare di opinioni, foto e commenti di tutti i tipi: trash, volgari, offensivi. Poi qualche post ha una luce che altri non hanno, e la tua attenzione è catturata, si ferma… ragiona… osserva: Cartellino Calcistico ORIGINALE Di Mario Rigamonti Grandissimo giocatore italiano morto nella strage di Superga, con tutta la squadra del Grande Torino, quasi tutte le cose inerenti sono andate perdute ma questo cimelio sportivo di grande valore è ancora intatto in ottimo stato”.

Averoldi Andrea, così si chiama l’autore del post, aggiunge che per informazioni è necessario contattarlo in privato. La nostra grande curiosità relativa a certi “pezzi” non riesce solo a guardare e allora lo abbiamo contattato.

“Collaboro con la Galleria d’Arte di Mabesolani a Collebeato in provincia di Brescia”, ci dice il nostro interlocutore, ”Questo magnifico pezzo era già in possesso della Galleria da diversi anni e negli ultimi tempi abbiamo catalogato e inventariato una serie di cimeli sportivi. A questo punto, per una serie di motivazioni e ragionamenti, abbiamo pensato fosse il momento buono di metterlo sul mercato”. Il prezzo…? “dodicimila euro è la richiesta” ci comunica Averoldi.

Perché un pezzo come questo dovrebbe “transitare” su un social network… “Inizialmente non avevamo deciso di inserirlo su Facebook, infatti lo avevamo inserito su alcuni siti di aste e di annunci online. Abbiamo constatato un buon interesse ma non al punto che noi desideravamo. Allora abbiamo pensato che Facebook potesse essere il veicolo giusto per questo “pezzo” carico di storia, appartenuto ad un calciatore purtroppo perito a Superga. Al momento non è presente su altri siti di vendita, e la scelta sembra corretta visto l’enorme interesse suscitato”.

Il cartellino di iscrizione alla Figc, contraddistinto con il numero 03375, è riferito al suo periodo con l’Associazione Calcio Brescia, infatti, sul retro, sono riportate le stagioni 1938-39, 1939-40, 1940-41.

Rigamonti era nato a Brescia il 17 dicembre 1922, e proprio con le “rondinelle” muove i primi passi per poi arrivare, appena diciannovenne nel 1941 nelle giovanili del Torino. Torna a Brescia in prestito dove disputa il torneo bellico nel 1944 e, nelle file del Lecco, il Torneo lombardo del 1944/45. È un difensore “tosto” e coraggioso. Nel dopoguerra torna con i granata dove gioca 140 partite contribuendo alla conquista di quattro scudetti. Nel maggio del 1947 Vittorio Pozzo gli consente anche l’esordio in Nazionale dove conterà tre presenze. Perderà la vita nella tragedia di Superga il 4 maggio 1949, con i suoi compagni, lo staff e l’equipaggio.

Questo cartellino ci ha dato la possibilità anche di ricordare, seppur brevemente, la storia di un uomo e di un calciatore mai dimenticato, come tutti quelli del Grande Torino.

Grazie Andrea per averlo inserito su Facebook.

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Gli Eroi del Collezionismo

La presentazione dell’Almanacco dell’Udinese di Antonello Shiavello

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GLIEROIDELCALCIO.COM – Una nostra vecchia conoscenza, Antonello Schiavello, colleziona tutto ciò che riguarda l’Udinese; noi lo avevamo intervistato lo scorso anno ad ottobre (qui puoi trovare l’intervista). Domani, alle ore 13.00 nell’Auditorium della Dacia Arena, nel pre partita di Udinese Bologna, presenterà il suo enciclopedico Almanacco dell’Udinese Calcio. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente e ci ha lasciato la seguente dichiarazione:

“L’emozione è grande perché so di entrare nel mio piccolo nella storia dell’Udinese con questa pubblicazione”, ci ha detto Antonello, “Credo in una buona risposta da parte degli sportivi che sono certo non mancheranno di acquistare l’almanacco anche perché, per quanto mi riguarda, vedrà gli introiti devoluti in beneficenza ad un istituto che assiste i bambini malati terminali di Udine. Il libro è stato scritto a quattro mani, le mie e quelle di Carlo Fontanelli, che ne è anche l’editore. I proventi a me spettanti andranno interamente a sostegno di questo istituto. La fatica la sto ancora sentendo perché non è stata una passeggiata ma forse domani, al traguardo, svanirà lasciando spazio alla giusta, credo, pura soddisfazione”.
Grazie Antonello

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