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Gli Eroi del Collezionismo

Teramo, presentato il progetto per il Museo. Ai nostri microfoni il Presidente del “Club Biancorosso”

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Sabato scorso, il 10 aprile, presso la sala polifunzionale della Provincia di Teramo, è stato presentato il progetto per la creazione del Museo del Teramo Calcio. Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, il Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, il gestore dello stadio Sabatino Cantagalli, l’autore della “Storia del calcio teramano” Elso Simone Serpentini, l’architetto che curerà la realizzazione dello spazio Stefano Corona, Gianni Gebbia dell’Associazione amici del calcio teramano e il Presidente del Club Biancorosso Giuseppe Bracalenti.

Noi de Gli Eroi del Calcio abbiamo raggiunto Bracalenti per farci raccontare lo stato dell’arte di questo che, sino a poco tempo fa, sembrava un qualcosa destinato a rimanere tra i sogni… “Si, un sogno che diventa (quasi) realtà”, ci dice il Presidente del Club Biancorosso, “dobbiamo lavorarci ancora molto, ma la strada ora è quella giusta. Lo merita la nostra storia, centosei anni di calcio… possiamo affermare che a Teramo si fa calcio da sempre. Una storia che ha toccato il suo apice nel 2015 con la conquista della serie B. Purtroppo, per i noti fatti (ndr ci si riferisce alla retrocessione in Lega Pro e penalizzazione di 6 punti per responsabilità diretta del presidente Campitelli reo di aver concordato con il Savona la vittoria), ci è stata preclusa questa possibilità. Fu un momento bellissimo per la città tutta, siamo rimasti tutta la notte in piazza a festeggiare. Un sogno… e poi ci siamo svegliati bruscamente. Ma da quel momento, vissuto in quel modo così intenso, è nata l’idea del Museo che abbiamo portato avanti in maniera determinata. Possiamo contare su tanta passione: quella di questa piazza che ama la propria squadra. Sappiamo che tanti collezionisti conservano cimeli, documenti, foto e filmati che raccontano la storia di questa città e della sua squadra di calcio. Il gestore dello stadio, Sabatino Cantagalli, ci ha concesso in comodato d’uso gratuito uno spazio all’interno dello stadio stesso che diventerà quindi un’esposizione permanente. Avremo anche una sala convegni e auspichiamo davvero che possa essere la sede di importanti presentazioni di libri e momenti di discussione interdisciplinari. L’idea è quella di creare un percorso multimediale e raccontare il binomio calcio/città con un approccio socio-cultural-economico; un percorso che definisco didattico. Questi aspetti sono quelli che ho veramente a cuore…” … Giuseppe, a questo punto mi permetto di dargli del tu, fa una pausa, segno davvero che questi temi lo coinvolgono molto. Respira… e riparte…” Teramo città e la squadra di calcio hanno quasi sempre vissuto in una relazione inversamente proporzionale. Quando la città ha attraversato periodi floridi e di fermento economico, la squadra non è mai andata particolarmente bene. Al contrario, quando la città ha attraversato momenti di difficoltà, la squadra ha conseguito buoni risultati, come se fungesse da traino alla ripresa. Comunque questa è una piazza ad alta vocazione sportiva: oltre al calcio, che vede anche altre società più piccole in città, sono ampiamente e ben rappresentati il Basket e la Pallamano”.

Poi, con una certa soddisfazione ci dice: “Abbiamo ricevuto anche il patrocinio del Comune, della Provincia e speriamo ora in quello della Regione Abbruzzo, sarebbe davvero importante. Abbiamo anche coinvolto l’Università di Teramo, un ateneo davvero importante per il Centro Sud e non solo. In particolare abbiamo un ottimo rapporto con la Facoltà di Scienze della Comunicazione: sarà importante nel percorso di ricostruzione dell’aspetto storico sportivo. Al nostro fianco abbiamo fortemente voluto l’Associazione Amici del Calcio Teramano, che già nel 2013 hanno curato l’esposizione del centenario. Un’esperienza che abbiamo a bordo”.

Tempi? Risorse economiche? … “Il progetto è già operativo praticamente. Costituiremo un comitato che si occuperà delle varie operazioni di realizzazione e ci divideremo in gruppi di lavoro con compiti specifici. E’ un progetto complesso e dobbiamo considerarlo necessariamente a medio-lungo termine, sarebbe impossibile pensare di fare tutto in poco tempo. Se proprio mi devo sbilanciare su una data direi non prima di un anno, forse qualcosa in più. Sappiamo dove trovare il materiale, ma bisogna contattare i singoli collezionisti, siglare accordi, inventariare il materiale. CI saranno tante persone che lavoreranno a questo nostro sogno e ognuno apporterà la sua forza lavorativa e organizzativa, mosso solo dalla passione per questi colori e questa città. Dal punto di vista economico ci saranno alcuni sponsor, ci sarà una raccolta fondi anche tramite il lancio di una campagna di Crowdfunding. Io ci credo”.  

Auguriamo il massimo a questo progetto, sperando che anche la società, oggi assente, faccia suo il progetto.

“Si parlava di passione”, prosegue Bracalenti, “è per questo che il coinvolgimento delle scuole è importante: chi conosce la storia, la sua storia, ama ancora di più la sua città e la squadra di calcio che la rappresenta. Sogno bambini che “girano” in città con la maglia del Teramo e non con le maglie delle squadre più blasonate. Il senso di appartenenza è importante e faccio mio il motto “Tifa la squadra della tua città”.

Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori,
sulla Luna e sulla Terra
fate largo ai sognatori!
(Gianni Rodari)

 

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Classe ’68, appassionato di un calcio che non c’è più. Collezionista e Giornalista, emozionato e passionale. Ideatore de GliEroidelCalcio.com. Un figlio con il quale condivide le proprie passioni. Un buon vino e un sigaro, con la compagn(i)a giusta, per riempirsi il Cuore.

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Museo del calcio di Coverciano: presentato il nuovo archivio digitale. I cimeli sono ora in rete

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GLIEROIDELCALCIO.COM – Si è tenuta oggi, Presso la Sala Stampa del Centro Tecnico Federale di Coverciano, la presentazione del nuovo archivio digitale della Fondazione Museo del Calcio, realizzato in collaborazione con DM Cultura rappresentato per l’occasione dal Direttore Generale Alessandro Lorica.

Il segretario generale Marco Brunelli, presente all’evento,  ha sottolineato come “Tra le cose importanti e belle che hanno fatto la storia della FIGC c’è la custodia della memoria e del patrimonio inestimabile di valori del calcio italiano. Il museo in generale, questo in particolare, è un luogo affascinante, bello da visitare fisicamente, con una delle collezioni più ricche del mondo, quasi 900 cimeli, oggetti, cose rappresentative di pagine importanti della storia del calcio italiano e non solo, da oggi si arricchisce e si completa un percorso che consentirà una loro fruizione a distanza, interattiva, di questo enorme e ricchissimo patrimonio di cimeli e di ricordi. Oggi il Museo ha un catalogo ed un archivio digitale che consente di sapere a distanza cosa c’è, che cosa rappresenta quello che c’è e di entrare e visitare in qualche modo il museo pur non potendolo visitare fisicamente. Questo è il primo passo di un progetto che stiamo cominciando ad articolare, in linea con quello che succede in tutte le esperienze museali nel mondo, non solo quelle legate allo sport e al calcio. L’idea che abbiamo è di portare sempre di più il Museo in giro e abbinarlo a eventi che organizziamo”.

Il vice presidente del Museo del Calcio Matteo Marani, che ha anche mostrato la maglia verde indossata da Celestino Celio il 5 dicembre 1954 in occasione di Italia-Argentina, ha dichiarato: “Siamo molto fieri di quello che oggi presentiamo perchè finalmente è un passo importantissimo nella catalogazione in primis del Museo del calcio che contiene un patrimonio straordinario di cose, quasi 9000 pezzi, che racconta tutto il secolo. Voglio ringraziare la FIGC per l’investimento fatto in cultura. All’interno del Museo ci sono pezzi unici, che fanno parte del patrimonio della FIGC, grazie al lavoro fatto in questi anni da Fino Fini. Un patrimonio di cultura che da oggi è interattivo, moderno, e contemporaneo. Stiamo spingendo per far sì che questo museo diventi il punto di riferimento anche della ricerca storica”.

Il patrimonio culturale della Fondazione Museo del Calcio è un patrimonio particolarmente significativo, articolato in diverse tipologie di contenuti (maglie da gioco, scarpe, palloni, biglietti dello stadio, targhe, statue) che può contare oltre 1000 cimeli. Inoltre il patrimonio fotografico ammonta a 99.290 pezzi.

Per vedere i cimeli clicca qui

fonte: figc.it

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Gli Eroi del Collezionismo

Grande Torino: in vendita su Facebook il cartellino di Mario Rigamonti

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Facebook, un mare di opinioni, foto e commenti di tutti i tipi: trash, volgari, offensivi. Poi qualche post ha una luce che altri non hanno, e la tua attenzione è catturata, si ferma… ragiona… osserva: Cartellino Calcistico ORIGINALE Di Mario Rigamonti Grandissimo giocatore italiano morto nella strage di Superga, con tutta la squadra del Grande Torino, quasi tutte le cose inerenti sono andate perdute ma questo cimelio sportivo di grande valore è ancora intatto in ottimo stato”.

Averoldi Andrea, così si chiama l’autore del post, aggiunge che per informazioni è necessario contattarlo in privato. La nostra grande curiosità relativa a certi “pezzi” non riesce solo a guardare e allora lo abbiamo contattato.

“Collaboro con la Galleria d’Arte di Mabesolani a Collebeato in provincia di Brescia”, ci dice il nostro interlocutore, ”Questo magnifico pezzo era già in possesso della Galleria da diversi anni e negli ultimi tempi abbiamo catalogato e inventariato una serie di cimeli sportivi. A questo punto, per una serie di motivazioni e ragionamenti, abbiamo pensato fosse il momento buono di metterlo sul mercato”. Il prezzo…? “dodicimila euro è la richiesta” ci comunica Averoldi.

Perché un pezzo come questo dovrebbe “transitare” su un social network… “Inizialmente non avevamo deciso di inserirlo su Facebook, infatti lo avevamo inserito su alcuni siti di aste e di annunci online. Abbiamo constatato un buon interesse ma non al punto che noi desideravamo. Allora abbiamo pensato che Facebook potesse essere il veicolo giusto per questo “pezzo” carico di storia, appartenuto ad un calciatore purtroppo perito a Superga. Al momento non è presente su altri siti di vendita, e la scelta sembra corretta visto l’enorme interesse suscitato”.

Il cartellino di iscrizione alla Figc, contraddistinto con il numero 03375, è riferito al suo periodo con l’Associazione Calcio Brescia, infatti, sul retro, sono riportate le stagioni 1938-39, 1939-40, 1940-41.

Rigamonti era nato a Brescia il 17 dicembre 1922, e proprio con le “rondinelle” muove i primi passi per poi arrivare, appena diciannovenne nel 1941 nelle giovanili del Torino. Torna a Brescia in prestito dove disputa il torneo bellico nel 1944 e, nelle file del Lecco, il Torneo lombardo del 1944/45. È un difensore “tosto” e coraggioso. Nel dopoguerra torna con i granata dove gioca 140 partite contribuendo alla conquista di quattro scudetti. Nel maggio del 1947 Vittorio Pozzo gli consente anche l’esordio in Nazionale dove conterà tre presenze. Perderà la vita nella tragedia di Superga il 4 maggio 1949, con i suoi compagni, lo staff e l’equipaggio.

Questo cartellino ci ha dato la possibilità anche di ricordare, seppur brevemente, la storia di un uomo e di un calciatore mai dimenticato, come tutti quelli del Grande Torino.

Grazie Andrea per averlo inserito su Facebook.

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La presentazione dell’Almanacco dell’Udinese di Antonello Shiavello

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GLIEROIDELCALCIO.COM – Una nostra vecchia conoscenza, Antonello Schiavello, colleziona tutto ciò che riguarda l’Udinese; noi lo avevamo intervistato lo scorso anno ad ottobre (qui puoi trovare l’intervista). Domani, alle ore 13.00 nell’Auditorium della Dacia Arena, nel pre partita di Udinese Bologna, presenterà il suo enciclopedico Almanacco dell’Udinese Calcio. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente e ci ha lasciato la seguente dichiarazione:

“L’emozione è grande perché so di entrare nel mio piccolo nella storia dell’Udinese con questa pubblicazione”, ci ha detto Antonello, “Credo in una buona risposta da parte degli sportivi che sono certo non mancheranno di acquistare l’almanacco anche perché, per quanto mi riguarda, vedrà gli introiti devoluti in beneficenza ad un istituto che assiste i bambini malati terminali di Udine. Il libro è stato scritto a quattro mani, le mie e quelle di Carlo Fontanelli, che ne è anche l’editore. I proventi a me spettanti andranno interamente a sostegno di questo istituto. La fatica la sto ancora sentendo perché non è stata una passeggiata ma forse domani, al traguardo, svanirà lasciando spazio alla giusta, credo, pura soddisfazione”.
Grazie Antonello

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