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La Penna degli Altri

10/5/1981: il Taranto a San Siro

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DODICESIMOUOMO.IT – Il giorno di San Cataldo del 1981 il Taranto giocò per la prima ed unica volta in campionato al “Meazza”. Stagione di serie B 1980-81, terminata con la retrocessione in C1 dopo 12 anni consecutivi in B, anche a causa della pesante penalizzazione di 5 punti inflitta agli ionici per il totonero.

Per la stessa vicenda, famosissima per gli arresti in diretta tv su alcuni campi di serie A di giocatori di altissimo livello, Milan e Lazio furono retrocessi in B.

Il Taranto, dopo un inizio di stagione entusiasmante culminato col 3-0 proprio ai rossoneri nella gara di andata, fu travolto dalla crisi societaria che era iniziata per la verità già con l’abbandono di Carelli alla fine dell’annata precedente.

L’addio di Seghedoni, dimessosi dopo una sconfitta in casa col Rimini, segnò un punto di non ritorno. La squadra aveva ormai la testa altrove e la tifoseria, abituata a ben altre situazioni, era in feroce contestazione contro società e giocatori. La retrocessione fu logica conseguenza ma il -5 iniziale si rivelò comunque decisivo.

La partita di Milano resterà nella storia in quanto unico precedente a San Siro per i rossoblu (l’altro incontro contro il Milan in coppa Italia nel ’78 si giocò sul campo neutro di Modena, mentre contro l’Inter si contano solo due precedenti in coppa Italia al Salinella/Iacovone).

La gara fu senza storia con i rossoneri che vendicarono lo 0-3 dell’andata infliggendo un secco 4-0 ai rossoblu. Non tutto in verità era perduto per il Taranto, ma nelle ultime cinque gare la squadra riuscì ad ottenere una sola vittoria col Pescara.

A fine stagione il Milan salì in A con Cesena e Genoa, mentre il Taranto retrocesse con Monza, Vicenza e Atalanta… tutta un’altra storia.

Milan-Taranto 4-0

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2 Giugno 1962: la “battaglia” di Santiago

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(ONEFOOTBALL.COM di Mario De Zanet – Foto ILPOST)

Riprendiamo un bell’articolo del sito Onefootball.com che ripercorre la battaglia di Santiago tra Italia e Cile nel Mondiale del 1962.

[…] Il 2 giugno 1962 si disputò la Battaglia di Santiago. Una sfida stupida, spaventosa, sgradevole e vergognosa. 

[…] L’Italia è inserita nel girone dei padroni di casa: li affrontiamo alla seconda giornata e scivoliamo dentro un ambiente a dir poco ostile.

[…] Sarà Ken Aston ad estrarre due cartellini rossi agli azzurri, sarà Ken Aston a chiudere ben due occhi ai tre (almeno) pugni volati sul rettangolo di gioco. […] Siamo intorno al 40esimo. Sánchez scende sulla sinistra e incontra l’arcigno David. Il difensore entra duro su Sánchez. Scalcia il pallone, difeso con tenacia dal cileno, seduto dall’intervento di David. Un primo calcio alla sfera. E poi, ancora, un secondo: scomposto, violento. Sanchez si sfoga. E sgancia il secondo pugno, dritto alla spalla di David.

[…] È rosso, diretto.

 

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Napoli – Lazio del ’73 e le scaramucce tra Chinaglia e Vavassori

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(STORIEDICALCIO.ALTERVISTA.ORG – Foto CALCIOWEB)

Il sito Storiedicalcio racconta la partita tesa tra Napoli e Lazio nell’ultima giornata del campionato 1972/73. Ecco un estratto dell’articolo.

[…] Campionato ‘72-73, ultima giornata. 

[…] Ma perché a Napoli la squadra di Chiappella giocò (giustamente) alla morte contro la Lazio, battendola 1-0 con gol di Damiani? 

[…] La folla del San Paolo, in visibilio per la (platonica) eccezionale esibizione dei propri beniamini, ne pretese a fine partita un giro d’onore del campo.

[…] La partita era stata preceduta da incidenti di qualche peso.

[…] In particolare, il centravanti Giorgio Chinaglia, esasperato da ingiurie e offese di ogni genere, si era scagliato contro un presunto aggressore rivelatosi poi l’innocente figlio del viceallenatore delle giovanili del Napoli, […] Il presidente della Lazio, Umberto Lenzini, circondato da un gruppo di falsi cacciatori di autografi, era stato stordito da acclamazioni e applausi eccessivi.

[…] Napoli giocò alla grande, con lo stopper e futuro allenatore Vavassori nei panni del migliore in campo in assoluto. Tanto da essere lui, a un minuto dalla fine, a propiziare il gol del successo, con una incursione furibonda fino al limite dell’area avversaria

[…] cosa era accaduto all’andata per suscitare un simile incendio di cuori e garretti?

Il 21 gennaio 1973 all’Olimpico la Lazio (neopromossa) aveva giocato una partita semplicemente superba, castigando i partenopei con un perentorio 3-0. Tra i grandi protagonisti, Chinaglia, propiziatore del secondo e autore del terzo gol, sceso in campo animato da una rabbia particolare.

[…] Otto giorni prima lo stesso Chinaglia aveva giocato su quel terreno una poco felice partita in Nazionale.

[…] Così contro il Napoli Chinaglia si era sfogato e molti avevano notato le scaramucce con gli avversari.

[…] In sala stampa, messo alle strette, si sfogò: «Non so cosa sia passato per la testa a Vavassori; appena ho segnato il gol, Vavassori […] mi si è avvicinato e mi ha sputato in faccia; poi ha aggiunto: quando torni a Napoli, ti spezzo una gamba. Sarà stato nervoso, gli sarà seccato il fatto che avevo segnato, non lo so. Comunque ci sono rimasto molto male. Nel sottopassaggio, poi, si è ripetuto e questa volta è stato spalleggiato anche da Rimbano. […] Stimavo molto Vavassori, ma questi non sono atteggiamenti da professionista».

 

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Il passaggio di Maiellaro al Bari e la sofferta salvezza del Taranto

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(COSMOPOLISMEDIA.IT di Dario Gallitelli – Foto WIKIPEDIA)

Il sito Cosmopolismedia.it racconta il passaggio di Maiellaro dal Taranto al Bari e la successiva sofferta salvezza degli ionici in Serie B. Ecco un estratto.

[…] Pietro Maiellaro, […] lo Zar di Lucera che sino a quel giorno, correva il ventiquattro Luglio millenovecentottantasette, ha incantato la città dei due mari con la spada e col fioretto saluta tutti e se ne va.

[…] La Roma lo vuole e a Maiellaro l’idea di avere come compagni Giannini, Nela, Voeller e Bruno Conti mica dispiace. […] La chiamata arriva da un numero che di prefisso fa 080, dall’altro capo del telefono c’è Matarrese: “due miliardi più Gridelli e Roselli?”. Affare fatto.

[…] Tutto vero, il poeta va dai cugini, cambia colori e palcoscenico e lo fa nel peggiore dei modi, sposando la causa dei rivali e scegliendo come teatro quel “Della Vittoria” che imparerà ad amarlo proprio come ha fatto quella massa furibonda di tifosi che adesso, sotto la sede del Taranto Calcio chiede a gran voce spiegazioni.

[…] Ecco questo l’incipit di una stagione partita evidentemente col piede sbagliato. […] Fasano, il presidente, anzi l’ingegnere conferma grosso modo tutta la rosa dell’anno precedente, c’è Biondo, sono rimasti anche Beppe Donatelli e Silvio Picci ed ovviamente non si è mosso il “gemello orfano” Totò De Vitis.

[…] Come tradizione toccherà soffrire sino all’ ultimo o quasi. Stavolta sarà sufficiente tenere duro fino al dodici giugno, Taranto – Padova uno ad uno, penultima stagionale, salvezza centrata tra i fischi dello Iacovone, che esigente non può più accontentarsi di una Serie B “a salvarsi”.

 

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