Connect with us

Il Calcio Racconta

3 giugno 1964 – Scompare Renato Dall’Ara, il Presidentissimo del Bologna

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM – “Il Comm. Renato Dall’Ara, da trent’anni presidente del Bologna, è deceduto verso le 17,30 per infarto cardiaco nella sede della Lega nazionale e precisamente nella saletta del presidente dott. Giorgio Perlasca”. Così il Corriere della Sera del 4 Giugno apre l’articolo in ricordo del presidente del Bologna scomparso il giorno precedente.

Ma chi è Renato Dall’Ara? Dalla città natale Reggio Emilia si trasferisce a Bologna nel primo dopoguerra e avvia una azienda di maglieria che lo rende un facoltoso imprenditore.

Nel 1934 Gianni Bonaveri, uomo di Arpinati, lascia il Bologna Calcio nelle mani di un commissario straordinario, appunto Renato Dall’Ara.

Ha quarantadue anni, un viso rubizzo, l’inclinazione naturale alla battuta greve, ma di cui bisogna fare attenzione a prendere sottogamba. Emiliano doc (è nato a Reggio Emilia il 10 ottobre 1892), dal niente è diventato florido industriale della maglieria. Ha il bernoccolo per capire le cose e le persone. Gli piace soprattutto il gentil sesso, gli piace vivere bene, non risulta si intenda di sport. Sembra quasi di passaggio, lì per lì, invece diventerà un’istituzione” (da www.storiaememoriadibologna.it).

Nei suoi primi anni di presidenza tra il 1934 e il 1941, la squadra dei felsinei, guidata sino al 1938 dal tecnico ungherese Arpad Weisz, conquista quattro scudetti ed il Trofeo dell’Esposizione a Parigi nel 1937, trofeo di assoluto prestigio per l’epoca. Tutti successi che fecero diventare il Bologna “lo squadrone che tremare il mondo fa“.

Poi seguì un periodo meno radioso ma, nei primi anni sessanta, quando arrivò Fulvio Bernardini sulla panchina, si cambia registro e al modo di giocare si attribuisce un nuovo slogan: “così si gioca solo in paradiso .

L’apice lo si tocca nel campionato del 1963-64, quando il Bologna, dopo un campionato avvincente vince lo spareggio/scudetto di Roma contro l’Inter, che si disputò il 7 giugno 1964, per 2-0. Purtroppo il Presidente Dall’Ara, quattro giorni prima dell’incontro, il 3 giugno appunto, viene a mancare.

Nel 1983 la città di Bologna gli dedica lo stadio comunale.

Sotto la sua presidenza il Bologna vince quindi cinque campionati, una Coppa Europa, il Torneo di Parigi e la Coppa dell’Europa Centrale.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il Calcio Racconta

19 settembre 1999 – La magia di Vieri

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM – “Ci vorrebbe Omero per tradurre in versi il poema di Vieri, il suo impatto sulla partita… il suo gol assolutamente strepitoso… (17’: tocco di Sousa, spalle alla porta, torsione fulminea, sinistro a giro, nell’angolino) … Omero, soltanto lui…” (Cit. La Stampa, 20 settembre 1999).

È il 19 settembre 1999, siamo al Meazza, si gioca Inter-Parma. Ronaldo e Baggio sono out causa infortunio, ma ci pensa Christian Vieri a non farli rimpiangere e sale in cattedra. Una partita superlativa, tre assist-gol trasformati da Zamorano, ben due, e Moriero. Una prestazione impreziosita da un gol splendido, voluto e cercato, all’incrocio dei pali. Risultato 5-1.

Una lunga ovazione per lui a fine gara… meritata. Allora riguardiamoci la prodezza…

 

Continue Reading

Il Calcio Racconta

Domenico e il “Caso” del Centromediano metodista

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM – Nella prima giornata del Campionato 1979/80, disputata il 16 settembre 1979, l’Inter batte il Pescara per 2-0. Nei giorni seguenti le pagine dei quotidiani sportivi s’interrogano sulla figura di Domenico Caso, alla prima stagione con l’Inter, il cui allenatore Bersellini ha detto che a tratti Caso ha giocato da centromediano metodista. Fulvio Bernardini, che ha avuto Caso tra i suoi giocatori dice: “Ma secondo me Caso non può stare tanto in mezzo per esprimersi al cento per cento. Io lo vedo bene sulla linea laterale… Non ha il lancio lungo. Lancia la palla sulla destra o sulla sinistra per chi viene avanti, ma non mi pare in grado di fare il centromediano metodista… non ha elevazione assoluta e gioco di testa… e queste doti occorrono” (Cit. La Gazzetta dello Sport, 18 settembre 1979).

E il diretto interessato che ne pensa? “In linea generale io sono un tornante… Domenica ad esempio ho fatto soprattutto la mezzala… personalmente non ho mai visto giocare il centromediano metodista e non posso fare paragoni…” (Cit. La Gazzetta dello Sport, 18 settembre 1979).

Allora, sempre dalle colonne della Gazzetta arriva il parere più che autorevole, quello di Edmondo Fabbri…

Sembra tornato in voga il centromediano metodista. O meglio, se ne parla sempre più frequentemente. Soprattutto quando un uomo di centrocampo finisce per avere incarichi particolari nelle zone arretrate della sua squadra. Cos’è, in realtà, il centromediano metodista? Nel passato, diciamo negli anni pre-bellici, quando si attuava il metodo totale, era un ruolo pressoché fisso. Tanto per fare qualche esempio, i vari Andreoli, Todeschini e Olmo, raramente lasciavano la loro difesa perché non erano protetti dal libero. Anche con l’avvento del sistema il centromediano, o meglio lo stopper, non si produceva in avventurosi arrembaggi. Ricordate il grande Rigamonti? Ebbene, non si può dire che fosse un costruttore. Solo col mezzo sistema negli anni Sessanta e Settanta, uomini come Bulgarelli, Juliano, De Sisti, Capello, Pecci e qualche altro venivano considerati dei centromediani metodisti (ma la definizione era impropria) per il loro modo di giocare, di liberarsi nelle loro retrovie per proteggere il compagno che si sganciava o per preparare l’azione offensiva Adesso abbiamo l’interista Caso. Hanno parlato di lui come un nuovo centromediano metodista. Lo fa, ma in maniera diversa per le sue caratteristiche tecniche ed atletiche. Perché, a differenza dei suoi predecessori, è più mobile, rapido, e può garantire una copertura intelligente a Oriali e Pasinato proprio davanti allo stopper, cioè nella zona centrale del campo”.

Soddisfatti della spiegazione?

 

 

Continue Reading

Il Calcio Racconta

17 settembre 1989… in piedi per Baggio

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM – Spesso ci siamo ritrovati in piedi per il “Divin Codino”. Spesso abbiamo battuto le mani alle sue gesta, anche quando lo abbiamo avuto davanti da avversario… la classe non ha “colore”.

Il 17 settembre 1989, esattamente 30 anni fa, in un San Paolo gremito, che vuole ridare il benvenuto a Diego Armando Maradona, si esibisce in un “Coast to coast” il nostro Baggio. Al 22′ infatti il Divin Codino “aggancia una palla vagante a metà campo e scende in picchiata, dribblando avversari come paletti di uno slalom. Al terzo si ferma e, con un gesto alla Meazza, chiama a sé il portiere, per poi evitarlo con un ultimo delizioso scarto e infilando in rete. Il pubblico del San Paolo si riconcilia con il tifo da stadio esibendosi in un applauso ammirato” (Cit. Stampa Sera, 18 Settembre 1989).

Per la cronaca la partita tra Napoli e Fiorentina terminerà 3-2… , beh, dopo trenta anni ci meritiamo di rivedere quell’azione…

Continue Reading

Newsletter

più letti

WP-Backgrounds Lite by InoPlugs Web Design and Juwelier Schönmann 1010 Wien
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: