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La Penna degli Altri

Italia-Germania 3-1 Campioni del Mondo!

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PERIODICODAILYSPORT.COM (Luca Ridolfi Mantero) – […] La storia dei Mondiali di Spagna del 1982 ricalca quella del Paese, che non era delle più facili. Un’estate sconvolta dallo scandalo della P2, dal crollo del Banco Ambrosiano, dal suicidio-omicidio del banchiere Calvi a Londra e da una forte inflazione. […] … «dall’Atlantico al Mediterraneo i venti di almeno tre guerre lambivano le coste iberiche in quei giorni, contribuendo a condizionare il clima sportivo del mundial. Alla cornice della Guerra fredda si aggiungevano, infatti, il conflitto tra Argentina e Inghilterra per il possesso delle isole Falkland-Malvinas e, a partire da giugno, l’attacco israeliano al Libano».

Il campionato del 1982, dodicesima edizione che si è svolta in Spagna, ha segnato l’atto di nascita del calcio come business. […]

La Nazionale Italiana arriva al mondiale di Spagna sommersa dalle critiche: la Nazionale non è assolutamente amata, le polemiche condizionano l’ambiente e i giocatori non sono affatto sereni. L’Italia è inserita nel girone 1 assieme a PoloniaPerù e Camerun. Gli Azzurri giocano sempre a Vigo ma l’inizio non è dei migliori. Facciamo 0-0 contro la Polonia, 1-1 contro il Perù e 1-1 pure contro il Camerun. […] Biscardi, dopo il pareggio con il Camerun, annuncia il passaggio del turno dell’Italia grazie alla differenza reti, definendo deprimente, stucchevole e a tratti penosa la partita sul piano del gioco. Dopo Italia-Camerun le polemiche si sprecano. L’Italia non parla più, ricorrendo al silenzio stampa.

[…] Prima sfida al Sarrià di Barcellona contro l’Argentina. Primo tempo bloccato, nella ripresa l’esplosione: gol di Tardelli e Cabrini. […]

Il 5 luglio è il giorno della verità: bisogna battere il Brasile per arrivare alla semifinale. Nessuno crede in noi. Il più delle volte quando l’Italia risulta sfavorita occhio che avviene il miracolo… Socrates, Falcao, Zico, Junior ed Eder fanno paura. Bearzot studia ogni mossa: affida a Gentile di incollarsi a Zico, a Oriali affida Eder e spera che Paolo Rossi, il centravanti su cui ha puntato tutto, finalmente si svegli.

Minuto 5 del primo tempo: Conti porta palla, allarga a Cabrini sulla sinistra, il quale, in corsa, trova Rossi sul secondo palo che, tutto solo, porta in vantaggio l’Italia con un bellissimo colpo di testa. Ora è il Brasile che deve rincorrere l’Italia. Il pareggio brasiliano non si fa attendere: Zico trova con un filtrante diagonale Socrates che supera Zoff con un tiro sul primo palo, ma ancora Rossi la mette dentro al 20′. Nella ripresa un colpo di genio di Falcao fa 2-2, ma quella era la giornata di Paolo Rossi che con una tripletta inattesa porta il risultato sul 3-2. Ora è finita, siamo in semifinale!

La tripletta di Rossi riaccende l’entusiasmo e sembra riunire un Paese spaccato. E’ sempre di Rossi a decidere la semifinale contro la Polonia con una doppietta e siamo in finale. L’altra semifinale, giocata a Siviglia, vede i tedeschi vincere ai rigori contro la Francia.

L’11 luglio, al Santiago Bernabeu di Madrid, ci troviamo contro la Germania Ovest di Rummenigge, […] Nel primo tempo Cabrini sbaglia un calcio di rigore, ma l’Italia non si abbatte. Il primo gol è di Paolo Rossi di testa, poi Tardelli, dopo un controllo di esterno sinistro, segna in scivolata un gol da cineteca. A chiudere la partita ci pensa Altobelli che si fa trovare in area e che, servito da un fantastico Conti, porta l’Italia su un 3-0 che sa di vittoria. La Germania accorcia con Breitner, ma non basta a riprenderci.

Nando Martellini- telecronista della finale – urlava: “Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo!”. […] 

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Quando Pak-Doo-Ik ha ammutolito l’Italia

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QUATTROTRETRE.IT (Diego Mariottini) – E’ il 19 luglio 1966 quando l’Italia perde contro la Corea e viene eliminata dal mondiale inglese. Passerà alla storia come la “Caporetto” del nostro calcio.

[…] La guida degli Azzurri è Edmondo Fabbri, l’homo novus del calcio italiano, il tecnico che in cinque stagioni ha portato il Mantova dalla serie D alla A. Non giocherà un calcio spregiudicato, il nuovo CT, ma non pratica nemmeno quel catenaccio plumbeo che sembra l’icona visiva di un po’ tutto il pallone nostrano.

[…]L’Italia affronta il Cile, la squadra che l’aveva eliminata nel Mondiale precedente, al termine di un incontro che sarà passato alla storia come la “battaglia di Santiago” per via dell’impunita violenza dei sudamericani. Stavolta la partita è tranquilla e i valori tecnici fanno la differenza. Vince l’Italia grazie alle reti di Mazzola e Barison […] È il 16 luglio e al Roker Park di Sunderland l’Italia trova sulla sua strada l’Unione Sovietica. Squadra muscolare e solida ma di non eccelsa fantasia, l’URSS chiude gli Azzurri e domina la partita. Complice la tattica rinunciataria adottata da Fabbri, vincono i sovietici per 1-0, rete di Čislenko nella ripresa. La battuta d’arresto pesa, ma il passo falso non è ancora irreparabile. L’ultimo avversario sulla strada della qualificazione ai quarti di finale è la Corea del Nord. Una squadra di giocatori dai nomi quasi impronunciabili e di “Ridolini”, come li descrive in quel momento Ferruccio Valcareggi, assistente di Fabbri.

[…] Il 19 luglio all’Ayresome Park di Middlesbrough, i ventidue di Italia e Corea del Nord scendono in campo per la terza e decisiva partita del girone. In Italia sono le 19,30 di un martedì sera che a modo suo farà la storia del nostro calcio. Edmondo Fabbri decide ancora una volta di cambiare, ma commette un errore grave, che di fatto regala un uomo agli avversari. Viene schierato in campo Bulgarelli, sia pure con un ginocchio malandato, in un’epoca in cui non esistono sostituzioni, se non quella del portiere. […] I minuti passano e i coreani, che all’inizio sembravano in balia degli avversari, iniziarono a prendere coraggio e a far valere il loro dinamismo, unito a una tecnica che non si rivela poi così limitata, come era sembrata all’inizio. Poco a poco, lo stadio di Middlesbrough si trasforma in un luogo apertamente ostile agli italiani, incapaci di arginare la velocità con cui i coreani fanno girare la palla e la testa a presunti campioni inarrivabili.

Al 35’ del primo tempo, il ginocchio di Bulgarelli cede nel contrasto con un avversario, lasciando la sua squadra in dieci. Siamo ancora sullo 0-0 ma la tegola suona come un fosco presagio. Passano 7 minuti, nei quali sono ancora i coreani – in superiorità numerica – a giocare meglio, e al 42’ finisce di fatto il Mondiale degli italiani. Su un rinvio della difesa asiatica la palla giunge a Pak Doo-Ik, che dal limite dell’area, leggermente decentrato, incrocia alla destra del portiere avversario. Albertosi fa quel che può su quella conclusione forte e profonda, ma la passa finisce in fondo alla rete.

Il telecronista Nicolò Carosio rimane quasi senza parole nel descrivere l’azione. […] La conseguenza della sconfitta è la chiusura delle frontiere ai giocatori stranieri. Chi già gioca in Italia senza avere passaporto italiano può anche restare, ma da quel momento l’imperativo categorico della Federazione sarà quello di valorizzare soltanto i talenti indigeni. Certe figuracce non devono accadere più, si dice ai piani alti del Palazzo. I calciatori stranieri torneranno a giocare in Serie A soltanto nell’estate del 1980, al termine di un’autarchia calcistica lunga 14 anni […]

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L’anima della Coppa delle Coppe in sette partite

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QUATTROTRETRE.IT (Alec Cordolcini) – Vent’anni fa chiudeva i battenti la Coppa delle Coppe, tra quelli Uefa il trofeo internazionale invecchiato peggio. Il progressivo allargamento della Champions League aveva finito con l’erodere lo spirito di una competizione nata come sfida tra le vincenti delle coppe nazionali, sempre più spesso cooptate dalla coppa maggiore. In attesa del ritorno della terza competizione europea per club, ribattezzata provvisoriamente Europa League 2, abbiamo scelto sette partite che hanno rappresentato le diverse anime della Coppa delle Coppe.

Magdeburgo-Milan 2-0 (1973/74)

[…] L’unica squadra di Stasilandia che riuscì a vincere un trofeo internazionale fu il Magdeburgo, ottimo laboratorio di calcio creato da Heinz Krügel, tecnico capace di lavorare alla grande soprattutto con i giovani, tanto da vincere nel 1972 il campionato della DDR con la squadra dall’età media più bassa di sempre nella storia del calcio tedesco.

In Europa, però, lo status è sempre quello di underdog, tanto più in una finale contro un Milan detentore del trofeo che in campo può schierare Rivera, Schnellinger, Anquiletti, Bigon e Benetti. Dalle squadre a cui i pronostici concedono pochissime chance ci sia aspetta un approccio ultra-difensivo, invece il Magdeburgo sorprende fin da subito i rossoneri con pressing e ritmi alti. Una rapida ripartenza dei tedeschi provoca l’autogol di Lanzi e spezza l’equilibrio, con l’inerzia della partita che scivola lentamente a favore di Sparwasser, Hoffmann e compagni. A un quarto d’ora dal termine Seguin infila Pizzaballa sul suo palo e chiude i giochi. Per ironia della sorte, il Magdeburgo avrebbe dovuto disputare la Supercoppa Europea contro una tedesca dell’Ovest, il Bayern Monaco, vincitore della Coppa Campioni, in quella che per diversi giocatori avrebbe dovuto essere la rivincita del derby delle due Germani e al Mondiale ’74. Le partite (andata e ritorno) non furono mai disputate. Motivazione ufficiale? Il calendario troppo fitto.

Anderlecht-West Ham 4-2 (1975/76) […]

Dinamo Tbilisi- Carl Zeiss Jena 2-1 (1980/81)

Una finale così, oggi, attirerebbe legioni di football hipsters da tutto il mondo. Ma agli inizi degli anni ’80 nessuno, o quasi, si poteva appassionare a club di nicchia, semplicemente perché ne ignorava l’esistenza, salvo imbattersi casualmente in essi durante qualche turno di coppa e magari uscirne con gli occhi strabuzzati, come accaduto ai tifosi della Roma quando videro il 3-0 della loro squadra rimontato 4-0 in casa del Carl Zeiss Jena in quell’edizione di coppa; oppure a quelli del Liverpool quando, la stagione precedente, i Reds vennero demoliti 3-0 dalla Dinamo Tbilisi in Coppa Campioni.

Se a questa assenza della componente neutrale si aggiungono poi le difficoltà (logistiche, burocratiche, normative) dei tifosi delle rispettive squadre nel superare la Cortina di Ferro per recarsi a Düsseldorf, non deve stupire che quella tra i sovietici e i tedeschi dell’Est sia stata la finale Europea con il record negativo di spettatori: 4.750. […]

Porto-Wrexham 4-3 (1984/85) […]

Mechelen-Ajax 1-0 (1987/88) […]

Tromsø-Chelsea 3-2 (1997/98) […]

Lazio-Maiorca 2-1 (1998/99) La crescente bulimia della Champions rappresenta uno dei fattori che inducono la Uefa a cancellare la Coppa delle Coppe, basti pensare che nell’ultima edizione disputata prende parte una squadra, l’Heerenveen, nemmeno arrivata in finale nella sua coppa nazionale. La seconda competizione europea finisce così in archivio, terminando come era iniziata, ovvero con il successo di una squadra italiana: la Fiorentina nel 1961, la Lazio nel ’99 […]

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Lo scudetto della Fiorentina e la Coppa dei Campioni del Milan …: 1969 un anno di sport spettacolare

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Lo scudetto della Fiorentina e la Coppa dei Campioni del Milan, ma anche Ignis Varese e Benvenuti sul ring: 1969 un anno di sport spettacolare. L’uomo “sbarcava” sulla luna, Chiarugi e Maraschi trascinavano i viola davanti al Cagliari di Scopigno e Riva capocannoniere. La nazionale inoltre si qualificava ai mondiali di Messico ’70 e a Rivera andava il Pallone d’Oro.

REPUBBLICA.IT (Fabrizio Bocca) – […] A metà maggio 1969 la Fiorentina vince il secondo scudetto della sua storia. 45 punti (il campionato è a 16 squadre), quattro in più del Cagliari di Scopigno, Albertosi e Riva e del Milan di Rocco, Rivera e Prati. C’era un calcio allora in cui non vincevano sempre e solo i soliti. Squadra indimenticabile, di gran classe, da figurine Panini con Superchi, De Sisti (capitano), Merlo, Amarildo e Chiarugi.

[…]  Per la seconda volta nella sua carriera Gigi Riva, attaccante del Cagliari, vince la classifica dei cannonieri con 20 gol. La vincerà per la terza volta anche l’anno successivo col Cagliari scudetto.
[…] Dopo aver vinto gli Europei 1968, la nazionale si qualifica ai Mondiali 1970, vincendo il girone con Germania Est e Galles. Riva (6 gol) decisivo. Il ct è Ferruccio Valcareggi.

[…] Il Milan vince la seconda Coppa dei Campioni della sua storia battendo in finale l’Ajax 4-1 il 28 maggio al Santiago Bernabeu di Madrid. L’Ajax non è ancora la formidabile squadra che rivoluzionerà il calcio e vincerà tutto, ma in panchina c’è Rinus Michel e in campo l’allora 22enne Johann Cruyff. Trionfa dunque (4-1) il calcio all’italiana di Nereo Rocco, tre gol di Pierino Prati e uno di Sormani, prestazione sontuosa di Gianni Rivera

[…] Gianni Rivera è il primo italiano a vincere il Pallone d’Oro, ad eccezione dell’oriundo italo-argentino Omar Sivori (1969).

[…] La Roma vince la Coppa Italia alla fine di un torneo lungo (11 partite), faticoso e dalla formula strana, senza una finale, ma con un girone a 6 a chiusura. Presidente Alvaro Marchini, la Roma ha in panchina Helenio Herrera, alla sua prima stagione in giallorosso, in squadra Ginulfi, Pizzaballa (quello mitico delle figurine Panini), Santarini, Bet, Spinosi, Capello, Cordova, Peirò. In attacco la Roma aveva da poco perso Giuliano Taccola che purtroppo proprio quell’anno (16 marzo 1969) era morto in circostanze mai del tutto chiarite[…]

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