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Calcio, Arte & Società

Genova, il Genoa, Boccadasse e Andrea Camilleri

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Massimo Prati) – Boccadasse è uno dei luoghi più pittoreschi della città di Genova ed è un angolo di rara bellezza. Nel vederla, dall’alto del sagrato della sua chiesa, anche all’ateo più inveterato verrebbe  da pensare che di lì c’è passato il buon Dio, perché solo lui avrebbe potuto essere in  grado di concepire un tale caos ordinato,  fatto  di case  che si addossano  una  sull’altra, quasi  a racchiudere  il mare,  con  i  tetti di ardesia e  le  facciate  dai  tenui  colori,  fino  a  formare  una   miscela  di  viuzze,  piazzette, terrazze, scogliere e una spiaggetta impreziosita dalla presenza di gozzi, di lance, palamiti e reti, che sembrano quasi ammassarsi su un lato della piccola baia.

Se poi, dall’alto di quel sagrato, si volge lo sguardo a levante, la vista riesce a spaziare fino al Golfo Paradiso, delimitato dal Monte di Portofino, uno dei tratti più suggestivi del nostro mare.

E così non c’è da stupirsi se questo magnifico borgo di mare, per certi aspetti appartato, ma al tempo stesso inglobato dallo sviluppo della metropoli, è entrato a far parte della storia, della poesia, del cinema e della letteratura.

Proprio nella piazzetta che sovrasta il borgo è infatti possibile leggere i versi in genovese che il poeta Edoardo Firpo ha dedicato a questo angolo della città e che, parafrasati in italiano, ci ricordano come, “scendendo a Boccadasse e uscendo dal subbuglio della città, si ha come l’impressione di tornare nella culla, o di cadere fra le braccia d’una madre. E così sembra che si sciolga un po’ l’ansia della nostra vita, sentendo come la pace e la tranquillità si siano fermate nella intimità della marina”

Questi versi, e più in generale questo luogo, non lasciarono indifferente Andrea Camilleri. Per questo motivo, il presente racconto vuole anche essere un rispettoso omaggio alla sua persona. Il celebre scrittore siciliano venne infatti per la prima volta a Boccadasse nel 1950. Il suo soggiorno di una settimana a Genova era legato alla consegna di un premio letterario e alla sua attività di giovane e promettente poeta. Ricordando in una recente intervista quei giorni lontani, passati a Genova, Camilleri precisava che, sin da subito, ebbe come “un colpo di fulmine” per la città e, per sua stessa ammissione, fu talmente colpito dalla bellezza di Boccadasse da farne in seguito il luogo del cuore di uno dei suoi personaggi: Livia, la compagna del Commissario Montalbano.

Del resto, il grande scrittore siciliano non è l’unico artista ad essere stato suggestionato dal fascino di questo spicchio di mare. Nel 1992, il regista, Massimo Guglielmi  girò a Genova “Gangsters”, film,  ambientato  in  un periodo che  va  dal 1943 al 1945, e  basato  su  una storia drammatica e controversa: un gruppo di partigiani incapaci di accettare l’orizzonte della Repubblica (anche a causa di una politica talmente indulgente nei  confronti  dei criminali di guerra da sconfinare nell’impunità), che si lascia andare ad una serie di vendette contro alcuni collaborazionisti dei nazi-fascisti e finisce per cadere nel banditismo. Il tutto ulteriormente complicato da un tradimento e da un tragico epilogo.
Alcune scene di quel film, il cui cast era composto da attori di grande livello: dal compianto Ennio Fantastichini a Isabella Ferrari, da Giuseppe   Cederna a Giulio Scarpati, da Ivano Marescotti a Claudio Bigagli, furono girate proprio nelle stradine di Boccadasse.

Tutto questo per dire che stiamo parlando di un luogo dal fascino indiscutibile, con una sua storia sociale, artistica e letteraria ed un suo valore altamente simbolico. E in un luogo simbolo della città di Genova non poteva e non può mai mancare una testimonianza d’amore per il Grifone.
Infatti, su uno degli   scogli di Boccadasse, c’è sempre una bandiera del Genoa, accarezzata dalla gelida brezza di tramontana, in inverno, oppure sferzata da venti di libeccio, prepotenti segni di fine estate.  La bandiera è lì da decenni, ed è divenuta   tradizione ormai consolidata e tratto distintivo di quello spazio di mare.

Per   dovere   di   cronaca, devo dire che, nel corso degli anni, anche molto recentemente, un paio di volte i rivali a strisce orizzontali, con incursioni notturne (un po’ come i ladri), hanno cercato di eliminare la presenza della bandiera.  Ma la gente del borgo fa buona guardia e, in generale, il vessillo del Grifo rimane al suo posto indisturbato.

Molto più temibili delle incursioni nemiche sono le mareggiate.  Infatti, sono proprio gli eventi estremi a costituire la causa più frequente che richiede la rimessa in loco della bandiera. Eventi meteo come quello dell’ottobre 2018, con la sua forza devastante, che distrusse il porticciolo a Rapallo, fagocitò la strada di Portofino, e non risparmiò neppure il litorale di Genova, tra Sturla ed Albaro.

Ma, tutto sommato, i giorni di assenza della bandiera del Genoa a Boccadasse sono più unici che rari, perché, dopo ogni mareggiata, l’asta viene nuovamente saldata allo scoglio. E su quell’asta viene nuovamente issata la bandiera del Genoa.

E queste note di colore, di rosso e di blu, su uno scoglio di Boccadasse sono la dimostrazione dell’amore della città per la sua massima espressione calcistica.  Un amore più forte delle piccole meschinerie dei rivali e della furia devastatrice della natura.

Classe 1963, genovese e Genoano, laureato alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Genova, con il massimo dei voti. Specializzazione in Scienze dell’Informazione e della Comunicazione Sociale e Interculturale. Vive in Svizzera dal 2004, dove lavora come insegnante. Autore di un racconto, “Nella Tana del Nemico”, inserito nella raccolta dal titolo, “Sotto il Segno del Grifone”, pubblicata nel 2004 dalla Casa editrice Fratelli Frilli; di un libro intitolato “I racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, edito nel 2017 dalla Nuova Editrice Genovese; di un lavoro di ricerca storica intitolato "Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano", Urbone Publishing, 2019. È anche autore di numerosi articoli, di carattere sportivo, storico o culturale, pubblicati su differenti blog, siti, riviste e giornali.

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“On My Shoulders”, il film sulla storia del Calcio Padova

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“Il Padova al cinema. Il 3 aprile prossimo uscirà nelle sale “On my shoulders”, l’ultima fatica del regista padovano Antonello Belluco che ha voluto raccontare la Padova del primo dopoguerra e la figura di padre Leopoldo. Moltissime le location familiari ai padovani, tra cui anche il mitico stadio Appiani, ricostruito con l’ausilio della grafica digitale per riproporre qualche spezzone della partita Padova – Juventus 2-1 del 4 gennaio 1925. Tifosi vestiti alla moda degli anni ’20, maglie da gioco “vintage”, i pali delle porte e il pallone del calcio dei pionieri. Tutto ricreato con grande cura e amore da Belluco, che da giovane ha trascorso molte domeniche proprio all’Appiani tifando per i colori biancoscudati. Ad impersonare il mister del Calcio Padova, un grandissimo ex in un cameo indimenticabile. Lo riconoscete?

TRAMA – Le storie di due famiglie e alcuni personaggi di spicco della città di Padova [persone realmente esistite le cui vite sono state rigorosamente documentate] che attraversano la tragedia del primo conflitto mondiale e proseguono, nei difficilissimi anni del dopoguerra, affrontando piccoli e grandi sacrifici e fronteggiando i grandi dolori della vita proprio grazie all’aiuto di padre Leopoldo. La famiglia Benussi vede il suo primogenito Andrea, interventista e volontario, contro il volere del padre scatenando tensioni familiari che si trascineranno per anni. La famiglia del dottor Guido Filangeri vede invece la giovane figlia Diletta impegnata nel sostenere il padre vedovo che perde l’unico figlio in guerra. Andrea e Diletta si incontreranno quando Andrea intraprenderà una coraggiosa avventura commerciale (la creazione di un’impresa produttrice di componenti per le prime radio). Il loro rapporto, tra alti e bassi, sempre in bilico, si rafforzerà grazie alla figura di padre Leopoldo che porterà la giovane coppia a ritrovare una serenità impensata dopo un evento drammatico che potrebbe distruggere le loro vite ed il loro amore”.

(fonte Padovacalcio.it)

vedi il trailer del film

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Storie di Matteo Marani, il nuovo docufilm Sky: “1990, il caso Baggio”

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GLIEROIDELCALCIO.COM – Un nuovo appuntamento su Sky Sport con la storia del calcio, firmato da Matteo Marani. Sono trascorsi trent’anni dal contestato trasferimento del Divin Codino dalla Fiorentina alla Juventus. Questo appuntamento porterà alla luce nuovi avvenimenti e inediti documenti per svelare i retroscena e i misteri che hanno avvolto il trasferimento di uno dei migliori talenti che il nostro calcio abbia mai espresso.

“Questa è la città di Lorenzo il Magnifico e della più grande corte artistica che l’Europa abbia mai conosciuto. È la città in cui lavorarono Brunelleschi, Donatello, Leonardo, Michelangelo, Raffaello”, precisa il comunicato sul sito Sky presentando il docufilm, “È la città che inventò le banche, che coniò il fiorino e che con Niccolò Machiavelli scoprì che pure la politica poteva essere un’arte. Fra l’Arno e l’incanto delle sue colline rinascimentali, questa è la città che per cinque anni ha ospitato Roberto Baggio, l’artista del calcio. Vi arrivò nel 1985, quando la carriera sembrava già compromessa dopo la rottura del ginocchio. A Firenze spuntò invece un nuovo giglio, anche dopo un secondo infortunio che lo tenne fuori mesi. Nell’antica capitale del Granducato, che per i fiorentini tale è rimasta malgrado siano passati secoli, Baggio diventò adulto, sposò Andreina, abbracciò il buddismo, raggiunse la Nazionale, fu l’idolo di un’intera tifoseria e stregò la Juventus, disposta a fare follie per lui. Baggio divenne Baggio in quei cinque anni stupendi e irripetibili. Nel 1990, quando il Mondiale italiano bussava ormai alle porte, e del quale proprio il Codino sarebbe stato un protagonista assoluto, scoppiò in primavera – una primavera diversa da quella dolce del Botticelli – il caso più eclatante mai vissuto sino ad allora dal calcio italiano: il caso Baggio.

Migliaia di persone scesero in piazza a contestare il suo passaggio in bianconero. Da una parte gli scontri, i lacrimogeni, le cariche della polizia, dall’altra la guerra scatenata sul mercato dai maggiori club per lui. Feriti, arresti, miliardi, presidenti in fuga, altri pronti a entrare. Una storia, il passaggio di Baggio dalla Fiorentina alla Juventus, che sarebbe potuta appartenere – per restare a Firenze – alle novelle di Boccaccio o alla congiura dei Pazzi. Baggio non fu soltanto una questione di calcio, 30 anni fa. Fu un fatto sociale, politico e di costume. “

Il docufilm “1990, Il caso Baggio” andrà in onda stasera 21 febbraio alle 19.15 (e alle 23.30) su Sky Sport Serie A e alle 22.15 su Sky Sport Uno.

Vai al sito Sky e alla presentazione integrale del docufilm

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“Serie A – Operazione nostalgia” … il 6 giugno il raduno al Granillo di Reggio Calabria

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GLIEROIDELCALCIO.COM – FINALMENTE CI SIAMO.
Rompiamo l’attesa.
È arrivato il momento di svelare la data e il luogo del prossimo raduno.
Il raduno di Operazione Nostalgia è dedicato a tutti i veri amanti del nostro calcio, l’atmosfera sugli spalti è unica, vedere migliaia e migliaia di persone, una a fianco all’altra, con magliette di colori di fede diverse è il nostro segreto.
Il calcio deve essere di tutti.
La passione per il calcio deve unire, non dividere.
Dopo gli ultimi raduni organizzati a Parma e a Cesena, ci sentivamo in dovere di ritornare al Sud Italia.

SABATO 6 GIUGNO ci aspettiamo calore, passione e voglia di sognare.
SABATO 6 GIUGNO TUTTI A REGGIO CALABRIA.
Quest’anno avremo l’onore di aprire uno stadio storico come l’Oreste Granillo.

È il momento di taggare tutti i fan e le persone che ci seguono da Reggio Calabria e da tutto il Sud, quest’anno sarà ancora più incredibile.
Preparatevi psicologicamente.
Parola di Operazione Nostalgia”

Così i responsabili della famosa pagina Facebook “Serie A – Operazione Nostalgia”, creata e gestita da Andrea Bini e Luca Valentino, comunicano a tutti i propri fans l’appuntamento di sabato 6 Giugno presso lo stadio Oreste Granillo di Reggio Calabria per il consueto appuntamento del raduno annuale.

La famosissima pagina, che conta ormai oltre un milione di seguaci, segue un filo romantico e di amarcord relativo agli anni ’90 sino ai primi 2000. Anche quest’anno, come ogni anno, gli organizzatori propongono il raduno annuale, un raduno che lo scorso anno ha coinvolto 12.000 persone, allo stadio Manuzzi di Cesena, dove hanno sfilato, tra gli altri, campioni come Frey, Zaccardo, Aldair, Fuser, Marcolin, Agostini, Del Piero, Tommasi, Fiore, Chevanton, Recoba, Carbone, Davids, Hubner, Serginho, Zambrotta, Hierro, Mendieta, Morientes, Garcia, Capdevila, Amavisca, Ivan Campo, Edmilson, Karembeu, Coco.

Quindi preparate la maglietta nostalgica e cominciate a scegliere i compagni di viaggio.

Ci vediamo al Granillo.

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