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Calcio, Arte & Società

Torna a Milano l’OFFSide Football Film Festival

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Milano – Il 13 e 14 settembre, nel corso della Milano Movie Week, torna in Italia OFFSIDE, il festival cinematografico sul calcio ideato nel 2004 in Spagna e realizzato in altri 10 Paesi del mondo. L’appuntamento è a Milano presso il Teatro Leonardo in Via Ampère 1, per una due giorni che vedrà la proiezione di otto film. Calciatori ribelli, ultras che combattono le dittature, poeti che attraverso il calcio provano a cambiare la società: questo e molto altro al centro dell’edizione 2019 che avrà come filo conduttore “Fenomeni e rivoluzioni”.

OFFSIDE è un progetto nato oltre dieci anni fa in Spagna con l’intento di raccontare il calcio come fenomeno sociale e culturale, non solo agli appassionati ma anche a un pubblico eterogeneo. Attraverso cinema e letteratura sportiva, OFFSIDE narra la vera anima del calcio, in grado di dare vita a passioni, illusioni, vittorie e sconfitte, non solo agonistiche. Uno strumento capace di generare emozioni senza eguali e di abbattere qualsiasi disuguaglianza.

Proprio per questo motivo OFFSIDE è diventato rapidamente un festival atteso e seguito da tutti gli appassionati di questo sport e non solo: sono più di quaranta le edizioni organizzate in tutto il mondo, tra New York, Rio de Janeiro, Atene, Parigi e tante altre capitali europee e mondiali.

Usare il linguaggio più popolare del mondo per diffondere messaggi universali, fondere lo sport con la cultura e l’intrattenimento e utilizzare lo sport per diffondere iniziative e temi sociali sono solo alcuni degli obiettivi che si sono dati anche gli organizzatori italiani di questo Festival mondiale.

Nel corso dei tre giorni saranno in gara 8 docu-film, per la maggior parte inediti per il pubblico italiano. Si parte venerdì 13 settembre, dalle ore 19, con l’apertura ufficiale la proiezione di La Ultima Final e Istanbul United, per continuare con Class of ‘92. Il Festival prosegue sabato 14 settembre dalle ore 17.00 con Gigi – il documentario, The Numbers Game, Our Girls, L’ultima partita di Pasolini e Kaiser. Tutti i film saranno introdotti da ospiti d’eccezione e partner internazionali, tra cui giornalisti, blogger, autori e registi.

Il Programma:

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Azzurri Legends, scende in campo la Nazionale delle Leggende Azzurre

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I calciatori che hanno scritto pagine indimenticabili della storia di calcio della Nazionale torneranno a giocare insieme. Il 7 ottobre infatti la ‘Azzurri Legends’ farà il suo esordio il 7 ottobre sfidando selezione tedesca DFB-All-Stars. L’incontro, organizzato in collaborazione tra FIGC e la DFB è in programma allo stadio “Sportpark Ronhof” di Fürth alle ore 18.00.

Italia e Germania, oltre ad aver scritto pagine passate alla storia, sono anche tra le nazionali più vincenti: 8 Mondiali, 14 Finali, 4 Europei, 1 Olimpiade e 1 Confederations Cup.

Le gare più importanti hanno visto spesso trionfare i nostri colori, di seguito le gare più importanti e significative:

– Italia – Germania 4-3 (Mondiali 1970, semifinale)
– Italia – Germania 3-1 (Mondiali 1982, finale)
– Italia – Germania 2-0 (Mondiali 2006, semifinale)

“La Partita del Secolo” forse la più suggestiva, mentre la vittoria del 1982 ci ha regalato la possibilità di salire sul tetto del mondo con la banda Bearzot. Nel 2006 la vittoria ci spalanca l’accesso alla trionfale vittoria contro la Francia.

Già confermate le prime cinque Leggende: Cannavaro, Pirlo, Zambrotta, Gattuso e Totti, i  Campioni del Mondo nel 2006.

La Nazionale tedesca può contare sulla presenza, sino ad oggi, di 4 campioni del mondo 1990, Jürgen Klinsmann, Thomas Berthold, Guido Buchwald e Uwe Bein.

 il campione d’Europa 1996 Thomas Helmer; Torsten Frings e Jens Nowotny, due reduci della sfida di Dortmund 2006.

Ci saranno gli Azzurri del Mundial ‘82 in Spagna o quelli delle “Notti magiche” di Italia ‘90, fino ai più recenti protagonisti di Mondiali e Europei degli anni ‘90 e 2000.

Fonte FIGC

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Un francobollo ricorda Gianni Brera

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In occasione dei cento anni dalla nascita del grande Gianni Brera è stato ieri un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “lo Sport” dedicato appunto al giornalista.

Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. e il bozzettista è Fabio Abbati.

La vignetta raffigura, in primo piano a sinistra, un ritratto di Gianno Brera con la sua macchina da scrivere; sullo sfondo sono ripetute a tappeto una serie di righe orizzontali tra le quali si incastonano le icone rappresentative del ciclismo, del calcio e dell’atletica leggera, sport di cui Brera era particolarmente appassionato.

Completano il francobollo la leggenda “GIANNI BRERA”, le date “1919 1960”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

 

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Caserta, 8 settembre 1969: “La rivolta del pallone”

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – 8 settembre 1969: Caserta è sconvolta da disordini di piazza senza precedenti! Perché? Cosa sta succedendo? La Casertana, dopo aver conquistato sul campo la promozione in Serie B, viene “retrocessa” d’ufficio con un provvedimento della giustizia sportiva. A seguito di questa decisione in città scoppia l’inferno.

Già nel precedente campionato, nella stagione 1967/68, i rossoblù avevano visto sparire il sogno della B per un solo punto di distacco dalla Ternana. Per questo motivo il presidente Moccia è quindi ben deciso ad allestire una rosa di qualità e portare la squadra sempre più in alto e gareggiare per il salto di categoria e raggiungere finalmente la serie cadetta. Aldo Olivieri passa da allenatore a Direttore sportivo e la panchina viene affidata a Tom Rosati, colui che due stagioni prima aveva condotto la Salernitana in B. Moccia si rende protagonista del mercato, e arrivano gli attaccanti Taccetti e Fazzi, il portiere Piloni, il centrocampista Di Maio, il difensore Gatti e l’attaccante Migliorati.

Il campionato è esaltante e la squadra sale in vetta subito. Alla fine del girone di andata è “Campione d’inverno” anche dopo lo stop casalingo con il Taranto, la vera rivale promozione. Infatti, alla ventesima giornata, i pugliesi sono ad una sola lunghezza dai casertani. Salgono allora i malumori e iniziano le contestazioni sedate dal presidente Moccia che rassicura la piazza. La squadra ricomincia a vincere. Il 25 maggio del 1969 al Pinto di Caserta va in scena lo scontro tra le prime della classe: Casertana e Taranto. La contesa termina 0-0 e i padroni di casa mantengono il punto di vantaggio. Vantaggio che aumenta e arriva a due punti all’ultima giornata: la Casertana batte il Messina davanti a 15.000 spettatori, pari ad un quarto della popolazione di Caserta, e il Taranto non riesce ad andare oltre il pari a Barletta. La città di Caserta esce dalla prigionia del sogno, la B è ora realtà. Un’intera città si abbandona ai festeggiamenti.

La società inizia a lavorare per allestire la squadra che dovrà “combattere” in cadetteria… ma si comincia a diffondere la notizia che la Casertana avrebbe manipolato un risultato comprando una partita. È il Presidente del Taranto Michele Di Maggio ad accusare la società campana rea, a suo dire, di aver combinato le sorti di un incontro. L’accusatore ha ovviamente un interesse diretto nella vicenda visto che, un eventuale provvedimento di penalizzazione della Casertana, avrebbe la conseguenza di “regalare” la promozione al Taranto stesso.

Trapani-Casertana è l’incontro incriminato, giocato il 18 maggio precedente e terminato con una rete di Sandro Minto all’83° che ha permesso ai rossoblù una vittoria di misura importantissima a sole cinque giornate alla fine del torneo.

L’8 luglio l’inchiesta muove i suoi primi passi ufficiali. I due maggiori indiziati della presunta combine vengono ascoltati e messi a confronto: il rossoblù Renzo Selmo e il difensore del Trapani Renato De Togni dal cui errore è nata la rete incriminata. Il casertano nega le accuse e il trapanese conferma la corruzione. C’è il rinvio a giudizio per la Casertana.

Il 21 agosto a Firenze viene presentata una dichiarazione di De Togni con la quale il difensore ritratta tutte le accuse. La Commissione Disciplinare della Lega di serie C giudicherà non veritiera e non spontanea la nuova versione fornita da De Togni.

Il Pubblico Ministero il 6 settembre presenta le sue richieste: penalizzazione della Casertana di sei punti in classifica da scontarsi nel campionato di C conclusosi ormai da tre mesi. L’aria è pesante a Caserta e si attende il verdetto finale che arriva due giorni dopo, l’8 settembre.

Un verdetto spietato: confermata la penalizzazione a carico della Casertana come richiesto e squalifica a vita per Selmo e De Togni. Penalizzazione che significa di fatto retrocessione al secondo posto in classifica e promozione in serie B del Taranto.

Della sentenza viene dapprima informata la questura di Caserta, poi vengono inviate sul posto forze di polizia provenienti da Napoli, Nettuno e Foggia. Solo dopo viene dato l’annuncio per Radio, alle 10,30.

Tutta Caserta si riversa per le strade e, ad appesantire la situazione qualora ce ne fosse bisogno, arriva anche una delibera della Giunta comunale guidata dal Sindaco Salvatore Di Nardo con la quale si invita “la cittadinanza a manifestare con tutti i mezzi consentiti lo sdegno e la protesta più viva avverso il grave e farsesco provvedimento di cui si chiede l’annullamento”.

Inizia la “Rivolta del pallone”.

La città viene messa a ferro e fuoco: iniziano i blocchi stradali e vengono presi d’assalto gli uffici del Corpo Forestale, così come le banche e i negozi in Via Cesare Battisti. Alcuni devastano la stazione dove viene dato alle fiamme anche un carro merci. Intorno le 14:00 i manifestanti bloccano il casello autostradale di Caserta Nord. Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine non si contano.

Il giorno successivo l’ira funesta non si placa e viene assaltato il palazzo degli Uffici finanziari e il Provveditorato agli Studi, le redazioni dei giornali, gli sportelli degli istituti di credito. Ci sono scontri con le forze di polizia nelle strade del centro città.

Caserta è isolata: manca il pane, il latte e i negozi di generi alimentari sono chiusi anch’essi in segno di protesta. I dimostranti occupano la stazione e l’autostrada.

È il Presidente Moccia, sempre lui, a riportare la calma parlando ai manifestanti riuniti sotto la sede sociale. Li convince dicendo che nulla è ancora definitivamente perduto e che esiste ancora la CAF (Commissione d’Appello Federale) che può cancellare la sentenza precedente. Il 10 settembre la situazione torna lentamente alla normalità.

Termina la rivolta, rimangono gli arrestati, sono circa 90, e i danni che sono ingenti.

La Commissione d’Appello Federale, il 19 settembre conferma la sentenza della Disciplinare respingendo il ricorso della società rossoblù. Le forze dell’ordine presidiano la città e nulla accade, ormai è metabolizzato il triste evento.

Ancora oggi la sentenza lascia molti dubbi e zone d’ombra, ma questa rivolta, La Rivolta del pallone, ha segnato in maniera profonda la storia di questa città che, ancora oggi, ritiene di aver subito un torto che li ha privati di un sogno, di un grande sogno. Un evento che oggi definiremmo “mediatico” vista l’eco sia nazionale e internazionale che ebbe. Un caso che deve essere inquadrato in un più ampio e vasto ragionamento che vedeva, in quegli anni, un forte vento di ribellione soffiare in tutta Europa: il vento della protesta giovanile. Il calcio, a torto o ragione, stava assumendo sempre più i connotati di fenomeno di massa e donava senso di appartenenza; non a caso in questo periodo si sviluppa il fenomeno degli Ultras. La rivolta del pallone di Caserta è una ribellione che anticipa sul piano antropologico, anche se in altri contesti, eventi simili. Un evento che “concretizza” la ribellione e il dissenso con un nuovo modo di protestare.

Il “sogno” per i casertani sarà realtà il 14 Giugno 1970, quando la Casertana finalmente riconquisterà il diritto a poter giocare in serie B.

Questo nostro articolo con la sua foto di copertina partecipa al progetto ESPERANTO – Fenomeni & Rivoluzioni, Mostra fotografica itinerante e multimediale a cura di Offside.
Tutte le opere, tra cui quelle che trovate nelle foto, sono state infatti affisse liberamente nella città di Milano (anziché in un museo) allo scopo di dimostrare come il Calcio possa essere un linguaggio universale, in grado di comunicare a chiunque, anche tra culture diverse, e quindi unire i popoli.

🖊 Decisivo è stato l’apporto degli 8 autori che si sono prestati a questo esperimento e che con i loro scritti hanno contribuito alla realizzazione di queste 8 composizioni.

🔥Le 8 composizioni originali saranno in mostra durante OffSide | Football Film Festival mentre se volete leggere le storie che queste foto raccontano potete proseguire qui: https://www.offsidefestitalia.com/esperanto/

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