Connect with us

Gli Eroi del Collezionismo

22 settembre 1929 – 22 settembre 2019: la maglia Viola della Fiorentina compie 90 anni. Massimo Cervelli, Museo Fiorentina, ai nostri microfoni

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – È il 22 settembre 1929, nello Stadio Velodromo Libertas di via Bellini a Firenze i neo Viola ospitano la Roma. Le due società si sono accordate per due gare amichevoli da disputarsi dapprima a Firenze e poi a Roma il sabato successivo come preparazione ai rispettivi campionati: la serie A per coloro che vivono intorno al Tevere e la B per chi ha fondato la città sulle rive dell’Arno. Le due squadre vivono momenti diversi. I giallorossi nutrono grandi aspettative e in squadra hanno campioni quali Ferraris IV e Fulvio Bernardini. I toscani invece sono alle prese con una rinascita dopo la fusione delle sezioni calcio della Libertas e del Club Sportivo. È necessario un radicale cambio di rotta di cui il Marchese Ridolfi si rende interprete e protagonista: via i rappresentanti delle vecchie società, nuovo allenatore, l’ungherese Feldmann e nuovi arrivi in rosa quali Galluzzi, Renzo Magli, Neri e Pizziolo. Obiettivo? Fare esperienza in cadetteria e puntare poi alla promozione l’anno successivo.

Nella gara i giallorossi s’impongono in maniera netta sugli avversari con un secco 0-3, ma c’è un motivo per i toscani per essere fieri comunque: il colore della maglia indossata dalla Fiorentina… il viola!

Per celebrare i 90 anni della maglia Viola il Museo Fiorentina e “La Nazione” hanno organizzato due iniziative:

– un sondaggio on line per scegliere, tra una selezione di 23 casacche “storiche”, la maglia viola del cuore;

– un incontro martedì 24 settembre alle 17 all’Auditorium “Attilio Monti” sulla storia della maglia viola con l’esposizione temporanea delle 23 maglie.

Noi abbiamo raggiunto una nostra vecchia conoscenza, Massimo Cervelli Vice Presidente del Museo Fiorentina.

“Si oggi è una giornata importante”, ci dice Cervelli, “sono novant’anni da quella prima volta, da quando si adottò in maniera ufficiale, seppur in amichevole, il Viola. In realtà la maglia fu indossata già un paio di giorni prima in una gara mista della Fiorentina e l’Empoli, ma non aveva i crismi dell’ufficialità. Tante le leggende anche pittoresche circa la scelta di questi colori, a partire da una improbabile “scoloritura” delle maglie biancorosse… leggende senza fondamento. La verità “vera” era la profonda voglia di imprimere un segnale preciso, forte e marcato del cambiamento impresso dal marchese Ridolfi a tutte le componenti della società, maglie e colori compresi. Anzi, il cambiamento nasce proprio intorno alla maglia, questa è la cosa incredibilmente romantica. Una svolta cromatica a guidare il cambiamento come tratto distintivo”.

La maglia della Fiorentina è tutto” prosegue il nostro interlocutore come a rispondere ad una domanda che in realtà non abbiamo fatto, “E’ ciò che ti fa dimenticare i pensieri della vita quotidiana. Pensieri che si azzerano appena vedi quel viola della maglia sul verde del campo da gioco. Un amore naturale che fa parte della “casa”. Quella maglia è al pari di tua sorella o tuo fratello… c’è la Fiorentina, bisogna andare. Anche chi non la segue in maniera viscerale chiede informazioni, chiede se ha giocato, se ha giocato bene. Ognuno ha la propria elaborazione di questo sentire ovviamente, ha il proprio vissuto e i propri eroi particolari. La maglia è la riduzione di tutto ciò”.

Una spiegazione sentimentale, poetica, romantica. Massimo fa un respiro profondo, come coloro che rimettono i piedi a terra dopo aver volato nei sentimenti. Torna su argomenti più pratici…” Questa iniziativa condotta insieme a La Nazione, di scegliere le maglie e mostrarle poi all’Auditorium è, per noi del Museo Fiorentina, una occasione per mostrare ciò che sarebbe possibile far vedere tutti i giorni se avessimo una vera sede espositiva permanente. Questa è una occasione per restituire alla città parte del patrimonio, della storia, delle testimonianze che abbiamo. Tante collezioni, tanti cimeli e non solo maglie, da poter mostrare, che raccontano la nostra storia, quella di una squadra di calcio ma anche della città e delle sue persone. Noi confidiamo che con la nuova proprietà si possa, più avanti, coronare questo nostro sogno. Un sogno di tutta la città: il Museo della Fiorentina”.

Grazie Massimo

Nb: se volete esprimere il vostro parere votando la maglia preferita potete farlo seguendo questo link:

Vota la maglia della Fiorentina

Classe ’68, appassionato di un calcio che non c’è più. Collezionista e Giornalista, emozionato e passionale. Ideatore de GliEroidelCalcio.com. Un figlio con il quale condivide le proprie passioni. Un buon vino e un sigaro, con la compagn(i)a giusta, per riempirsi il Cuore.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gli Eroi del Collezionismo

Gli Eroi del Collezionismo… un viaggio “Live” nella storia del Calcio – 5° Episodio

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM – Continuano gli appuntamenti con il Collezionismo e i suoi protagonisti, ieri siamo arrivati al quinto incontro. Sarebbe dovuto essere l’ultimo dei cinque che avevamo preventivato ma, in considerazione dei messaggi che abbiamo ricevuto, si  è deciso di arrivare sino a metà giugno.

Nella diretta Facebook di ieri abbiamo avuto ospiti il consueto Marco Cianfanelli accompagnato dai suoi gagliardetti, l’amico Emanuele Bellingeri che ci ha introdotto nelle “Animalie” di Carlin e Giuseppe Montanino che ci ha spiegato come si è arrivati alla costruzione del San Paolo di Napoli e alla sua inaugurazione.

Se non avete visto la diretta di ieri eccola qui…

Continue Reading

Gli Eroi del Collezionismo

Il museo della Nazionale italiana compie 20 anni

Published on

Il Museo del Calcio di Coverciano compie 20 anni, è stato infatti inaugurato il 22 maggio del 2000. Con oltre 800 cimeli ripercorre la storia della nostra Nazionale, dai trionfi sportivi degli anni Trenta al titolo europeo del ’68, dal successo di Madrid nel 1982 fino alla quarta stella mondiale del 2006. Una nazionale che proprio alcuni giorni fa, il 15 maggio, ha festeggiato i 110 anni.

“Il Museo del Calcio è un patrimonio dello sport italiano, un luogo che custodisce una straordinaria collezione di cimeli tale da renderlo uno dei principali musei tematici in tutta Europa. Qui sono conservati con cura e dedizione esemplari originali unici, capaci di suscitare ogni volta ricordi ed emozioni, contribuendo a fare del calcio un elemento importante della cultura del nostro Paese. Il calcio è un gioco che nel corso della sua storia ha assunto caratteri ben più ampi e grazie al Museo, da venti anni, abbiamo l’opportunità di avere un luogo che ci proietti in questa dimensione del ricordo della Nazionale”, sottolinea il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, in un comunicato presente proprio sul sito della Federazione.

Un percorso cominciato in occasione dei Mondiali di Italia ’90, quando l’allora direttore del Centro Tecnico Federale di Coverciano e attuale presidente della Fondazione Museo del Calcio, Fino Fini, ebbe l’idea di far costruire un luogo che potesse conservare la memoria della Nazionale italiana.

“I vent’anni del Museo del Calcio”, dichiara il vice presidente dell’omonima Fondazione, Matteo Marani,  “costituiscono un traguardo prestigioso e confermano quanto questo luogo di cultura e storia del pallone sia diventato, nel corso del tempo, un punto fermo per la Federazione, per i visitatori, per le migliaia di studenti che ogni anno lo frequentano e per chi trova qui un solido riferimento per la ricerca storica applicata al calcio … Sarà un Museo del Calcio sempre più multimediale, incrociato con la società, rivolto ai giovani e alle scuole, ma fermo nella strada intrapresa anni fa dal fondatore Fino Fini. Un museo per tutti e pronto a parlare con i nuovi linguaggi, pronto a unire cioè la sua bellissima storia con una visione moderna del modo di produrre cultura, storia e identità”. 

Nei prossimi giorni verrà ufficializzata la riapertura… attendiamo fiduciosi.

Vai al comunicato del Museo del Calcio

 

Continue Reading

Gli Eroi del Collezionismo

Antonio Zottola e la sua “speciale” collezione del Napoli

Published on

(GLIEROIDELCALCIO.COM di Andrea Gioia)

“Napoli è tante cose, e molti sono i motivi per cui la si può amare o meno, ma soprattutto Napoli è una grande capitale, ed ha una stupefacente capacità di resistere alla paccottiglia kitsch da cui è oberata, una straordinaria possibilità di essere continuamente altro rispetto agli insopportabili stereotipi che la affliggono. 

Elsa Morante definiva così questa città particolare.

Forse dimenticava che Napoli è passione, soprattutto “passione calcistica”.

La stessa di un collezionista molto particolare, un uomo di 47 anni che ha deciso di dedicarsi alla sua squadra del cuore da quasi 40 anni.

Antonio Zottola è un gentile signore che vive in provincia di Salerno; il suo paese d’origine, lo stupefacente Montecorvino Rovella, dista circa 80 km da quel capoluogo di regione tanto importante quanto bello. E’ sposato da venti anni, padre di due figlie di sedici e undici anni e svolge la sua attività di operaio nel territorio d’origine.

Abbiamo deciso di intervistarlo e di farci raccontare la storia della sua passione per il calcio e per il collezionismo.

La mia passione nasce nel bar del paese dove mio padre era solito portarmi (ma comunque ero spesso io a portare lui). Il titolare del bar era talmente tanto tifoso del Napoli da tappezzare la sua attività di cimeli e gadget della squadra partenopea.  Io li ammiravo e lui spesso mi regalava qualcosina”.

Quindi fu quella la scintilla che fece nascere l’amore per gli azzurri?

“Si. Fu proprio grazie a quei gadget e a quel bar che mi innamorai del Napoli e del suo azzurro comm ‘o cielo e comm ‘o mare”.

E l’amore per il collezionismo come nacque, invece?

“Era la stagione 80/81, avevo 7 anni e qualcuno mi regalò la mia prima bustina di figurine. Ne ricordo ancora il profumo, era diverso da quello di oggi. Fui sorpreso dal trovare la faccia del mitico Rudy Krol, che era l’idolo dei napoletani.

La vera passione nacque l’anno successivo quando mi regalarono un quaderno con lo stesso Krol sulla copertina; quel quaderno era troppo bello e io non volevo rovinarlo per farci i compiti.

Così mi venne l’idea di utilizzarlo solo per il Napoli e cominciai ad incollarci figurine della mia squadra e ritagli di giornale.

Era diventata una continua ricerca: ritagliavo e incollavo. Così come faccio ancora oggi”.

Quindi hai creato una sorta di memoria storica del Napoli?

“Diciamo che ho creato una sorta di enciclopedia del Napoli dal 1981 ad oggi, dove non manca nemmeno una partita. Ci sono tabellini, foto delle partite, date etc etc.

Questa mia speciale collezione comprende 300 tra quaderni e quadernoni, ottimamente conservati e gelosamente custoditi”.

                           

Complimenti. Insieme a questa enciclopedia che hai creato, collezioni anche altro?

“Colleziono almanacchi della Panini e di altri editori, nonché riviste sportive del periodo compreso tra l’anteguerra e gli anni ’70 (Guerin Sportivo, Intrepido etc)”.

Qual è l’aspetto migliore nel coltivare una passione come la tua?

“Io la definirei come un antibiotico contro gli anni che passano. E’ iniziata come un gioco e poi è diventata sempre più coinvolgente. La cosa più bella è sedersi con davanti la colla, i giornali e la forbice. In quel momento ritorno ad essere un bambino di 8 anni e blocco il tempo e i problemi dell’età adulta.

Grazie a questa passione riesco ancora a vivere un calcio pulito (almeno mentre taglio e incollo) e a cancellare quello che è diventato oggi, il calcio.

Senza, probabilmente nemmeno io lo seguirei ancora”.

                                                  

Continue Reading

più letti

WP-Backgrounds Lite by InoPlugs Web Design and Juwelier Schönmann 1010 Wien
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: