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Calcio, Arte & Società

Libri: “L’altro Calcio – Anni ottanta e novanta” intervista all’autore Giovanni Fusco

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GLIEROIDELCALCIO.COM – Per la rubrica “Calcio, Arte & Società” abbiamo raggiunto Giovanni Fusco, autore del libro “L’altro Calcio – Anni ottanta e novanta” edito da Ultra Sport. Il libro racconta le storie di alcuni protagonisti di quegli anni. Un doppio appuntamento, oggi l’intervista e nei prossimi giorni un estratto. Abbiamo incontrato l’autore per permettere a tutti noi di meglio comprendere il contenuto del libro.

“Tutto nasce nel 2015 quando ho creato la pagina “Altro Calcio Anni ’80 – ‘90” su Facebook proprio perché nauseato dal calcio moderno”, ci dice l’autore Giovanni Fusco, “La pagina ha avuto un buon successo da subito, facendo avvicinare anche alcuni ex calciatori. Ad un certo punto ho avuto l’idea di portare in un libro ciò che stavo facendo in rete. Tutto è avvenuto per caso, anche la creazione della pagina, d’impeto senza un progetto vero e proprio. C’era solo, alla base, la difficoltà di riconoscersi in un tipo di calcio, quello moderno, e la voglia di far conoscere alle nuove generazioni quello che era una volta il campionato più bello del mondo”.

“Il libro è costituito da 11 interviste ad altrettanti calciatori”, prosegue l’autore, “Si parte viaggiando attraverso le loro carriere e raccontando soprattutto avvenimenti e aneddoti non conosciuti al grande pubblico. Storie di calciatori che hanno “vissuto” il calcio nel periodo che va dalla metà degli anni ’80 sino alla fine degli anni ’90. Si racconta la vita degli spogliatoi dove c’era sicuramente più semplicità rispetto ad oggi. Gli allenatori erano diversi da quelli attuali che puntano tutto o quasi sull’immagine. Prima puntavano più sulla sostanza e si presentavano alle interviste con le loro tute di allenamento, allergici al politicamente corretto. Il libro, dove tra le altre cose troverete dei simpatici aneddoti su Carlo Mazzone, rappresenta per me un punto di partenza. Spero che dopo questa pubblicazione altri ex calciatori si avvicinino alla pagina. Io sono alla ricerca di quei calciatori un po’ nell’ombra, quelli in cui ognuno di noi si chiede…. “…ma che fine ha fatto?”. Mi piacerebbe intervistare, e avvicinare ai tifosi, quei calciatori un po’ spariti e fuori anche dai circuiti dei media dove incontriamo più o meno sempre gli stessi”.

“Andrebbe assolutamente letto dai nostalgici”, prosegue Fusco, “e da chi si riconosce ed è cresciuto in quegli anni. Ma lo consiglio anche a quei ragazzi appartenenti alle nuove generazioni che vogliono avvicinarsi alle storie di questo periodo del calcio. È chiaro che il calcio di oggi è il frutto della società in cui viviamo dove purtroppo conta il Dio denaro e l’apparire più che l’essere. Ed è chiaro quindi che uno sport popolare come il calcio non poteva non esserne contaminato da queste questioni. Anche quel calcio che noi amiamo e raccontiamo non è stato immune dagli scandali, come il totonero, ma comunque era ancora un calcio più semplice e genuino. Questa semplicità e genuinità oggi si è persa, spero con il libro e con la pagina Facebook di riportare i lettori a quella semplicità di un tempo”.

Qui se vuoi acquistare il libro

 

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“On My Shoulders”, il film sulla storia del Calcio Padova

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“Il Padova al cinema. Il 3 aprile prossimo uscirà nelle sale “On my shoulders”, l’ultima fatica del regista padovano Antonello Belluco che ha voluto raccontare la Padova del primo dopoguerra e la figura di padre Leopoldo. Moltissime le location familiari ai padovani, tra cui anche il mitico stadio Appiani, ricostruito con l’ausilio della grafica digitale per riproporre qualche spezzone della partita Padova – Juventus 2-1 del 4 gennaio 1925. Tifosi vestiti alla moda degli anni ’20, maglie da gioco “vintage”, i pali delle porte e il pallone del calcio dei pionieri. Tutto ricreato con grande cura e amore da Belluco, che da giovane ha trascorso molte domeniche proprio all’Appiani tifando per i colori biancoscudati. Ad impersonare il mister del Calcio Padova, un grandissimo ex in un cameo indimenticabile. Lo riconoscete?

TRAMA – Le storie di due famiglie e alcuni personaggi di spicco della città di Padova [persone realmente esistite le cui vite sono state rigorosamente documentate] che attraversano la tragedia del primo conflitto mondiale e proseguono, nei difficilissimi anni del dopoguerra, affrontando piccoli e grandi sacrifici e fronteggiando i grandi dolori della vita proprio grazie all’aiuto di padre Leopoldo. La famiglia Benussi vede il suo primogenito Andrea, interventista e volontario, contro il volere del padre scatenando tensioni familiari che si trascineranno per anni. La famiglia del dottor Guido Filangeri vede invece la giovane figlia Diletta impegnata nel sostenere il padre vedovo che perde l’unico figlio in guerra. Andrea e Diletta si incontreranno quando Andrea intraprenderà una coraggiosa avventura commerciale (la creazione di un’impresa produttrice di componenti per le prime radio). Il loro rapporto, tra alti e bassi, sempre in bilico, si rafforzerà grazie alla figura di padre Leopoldo che porterà la giovane coppia a ritrovare una serenità impensata dopo un evento drammatico che potrebbe distruggere le loro vite ed il loro amore”.

(fonte Padovacalcio.it)

vedi il trailer del film

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Storie di Matteo Marani, il nuovo docufilm Sky: “1990, il caso Baggio”

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GLIEROIDELCALCIO.COM – Un nuovo appuntamento su Sky Sport con la storia del calcio, firmato da Matteo Marani. Sono trascorsi trent’anni dal contestato trasferimento del Divin Codino dalla Fiorentina alla Juventus. Questo appuntamento porterà alla luce nuovi avvenimenti e inediti documenti per svelare i retroscena e i misteri che hanno avvolto il trasferimento di uno dei migliori talenti che il nostro calcio abbia mai espresso.

“Questa è la città di Lorenzo il Magnifico e della più grande corte artistica che l’Europa abbia mai conosciuto. È la città in cui lavorarono Brunelleschi, Donatello, Leonardo, Michelangelo, Raffaello”, precisa il comunicato sul sito Sky presentando il docufilm, “È la città che inventò le banche, che coniò il fiorino e che con Niccolò Machiavelli scoprì che pure la politica poteva essere un’arte. Fra l’Arno e l’incanto delle sue colline rinascimentali, questa è la città che per cinque anni ha ospitato Roberto Baggio, l’artista del calcio. Vi arrivò nel 1985, quando la carriera sembrava già compromessa dopo la rottura del ginocchio. A Firenze spuntò invece un nuovo giglio, anche dopo un secondo infortunio che lo tenne fuori mesi. Nell’antica capitale del Granducato, che per i fiorentini tale è rimasta malgrado siano passati secoli, Baggio diventò adulto, sposò Andreina, abbracciò il buddismo, raggiunse la Nazionale, fu l’idolo di un’intera tifoseria e stregò la Juventus, disposta a fare follie per lui. Baggio divenne Baggio in quei cinque anni stupendi e irripetibili. Nel 1990, quando il Mondiale italiano bussava ormai alle porte, e del quale proprio il Codino sarebbe stato un protagonista assoluto, scoppiò in primavera – una primavera diversa da quella dolce del Botticelli – il caso più eclatante mai vissuto sino ad allora dal calcio italiano: il caso Baggio.

Migliaia di persone scesero in piazza a contestare il suo passaggio in bianconero. Da una parte gli scontri, i lacrimogeni, le cariche della polizia, dall’altra la guerra scatenata sul mercato dai maggiori club per lui. Feriti, arresti, miliardi, presidenti in fuga, altri pronti a entrare. Una storia, il passaggio di Baggio dalla Fiorentina alla Juventus, che sarebbe potuta appartenere – per restare a Firenze – alle novelle di Boccaccio o alla congiura dei Pazzi. Baggio non fu soltanto una questione di calcio, 30 anni fa. Fu un fatto sociale, politico e di costume. “

Il docufilm “1990, Il caso Baggio” andrà in onda stasera 21 febbraio alle 19.15 (e alle 23.30) su Sky Sport Serie A e alle 22.15 su Sky Sport Uno.

Vai al sito Sky e alla presentazione integrale del docufilm

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“Serie A – Operazione nostalgia” … il 6 giugno il raduno al Granillo di Reggio Calabria

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GLIEROIDELCALCIO.COM – FINALMENTE CI SIAMO.
Rompiamo l’attesa.
È arrivato il momento di svelare la data e il luogo del prossimo raduno.
Il raduno di Operazione Nostalgia è dedicato a tutti i veri amanti del nostro calcio, l’atmosfera sugli spalti è unica, vedere migliaia e migliaia di persone, una a fianco all’altra, con magliette di colori di fede diverse è il nostro segreto.
Il calcio deve essere di tutti.
La passione per il calcio deve unire, non dividere.
Dopo gli ultimi raduni organizzati a Parma e a Cesena, ci sentivamo in dovere di ritornare al Sud Italia.

SABATO 6 GIUGNO ci aspettiamo calore, passione e voglia di sognare.
SABATO 6 GIUGNO TUTTI A REGGIO CALABRIA.
Quest’anno avremo l’onore di aprire uno stadio storico come l’Oreste Granillo.

È il momento di taggare tutti i fan e le persone che ci seguono da Reggio Calabria e da tutto il Sud, quest’anno sarà ancora più incredibile.
Preparatevi psicologicamente.
Parola di Operazione Nostalgia”

Così i responsabili della famosa pagina Facebook “Serie A – Operazione Nostalgia”, creata e gestita da Andrea Bini e Luca Valentino, comunicano a tutti i propri fans l’appuntamento di sabato 6 Giugno presso lo stadio Oreste Granillo di Reggio Calabria per il consueto appuntamento del raduno annuale.

La famosissima pagina, che conta ormai oltre un milione di seguaci, segue un filo romantico e di amarcord relativo agli anni ’90 sino ai primi 2000. Anche quest’anno, come ogni anno, gli organizzatori propongono il raduno annuale, un raduno che lo scorso anno ha coinvolto 12.000 persone, allo stadio Manuzzi di Cesena, dove hanno sfilato, tra gli altri, campioni come Frey, Zaccardo, Aldair, Fuser, Marcolin, Agostini, Del Piero, Tommasi, Fiore, Chevanton, Recoba, Carbone, Davids, Hubner, Serginho, Zambrotta, Hierro, Mendieta, Morientes, Garcia, Capdevila, Amavisca, Ivan Campo, Edmilson, Karembeu, Coco.

Quindi preparate la maglietta nostalgica e cominciate a scegliere i compagni di viaggio.

Ci vediamo al Granillo.

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