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Gli Eroi del Collezionismo

Emanuele Succi, una collezione da… primo posto

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GLIEROIDELCALCIO.COM – San Mauro Pascoli terra di Romagna e di passioni veraci. Luogo di nascita di Giovanni Pascoli grande poeta che con i suoi scritti caratterizzò la letteratura italiana alla fine dell’ottocento, nonché di Emanuele Succi, 34 anni, professione cuoco, collezionista di rilievo a livello nazionale ed anche internazionale di coppe, trofei e medaglie associate al calcio.

Una passione certamente fuori dal comune – non è molto diffuso infatti il collezionismo di memorabilia calcistico di questo genere – ma portata avanti da Succi con straordinario vigore, perizia ed entusiasmo. Lo abbiamo raggiunto per capire di più le origini ed i dettagli della sua collezione che comprende pezzi davvero di gran pregio, materiale appartenuto ad ex calciatori e di squadre di club e rappresentative internazionali.

Emanuele come nasce la tua passione per il calcio ed il collezionismo di trofei?

“In generale la passione per il calcio ed i trofei nasce nell’adolescenza quando ammiravo le coppe e le medaglie vinte dai miei cugini che spesso trionfavano in competizioni calcistiche regionali. Erano loro, insieme a mia zia, che provvedevano a regalarmi taluni dei trofei conquistati e ricordo ancora la gioia di ogni regalo da loro ricevuto. Oltre a questo vivevo con ammirazione i momenti immortalati dalla televisione e riguardanti la consegna di un trofeo ai vincitori. Assistevo quasi in contemplazione a quei momenti di gioia dei calciatori immaginando chissà forse un giorno potrò avere anch’io quella bella coppa. Dai primordi e dal fascino verso tutti i trofei, passo a raccoglierli con convinzione nei primi anni del 2000, iniziando da coppe e medaglie in realtà di poco valore e rarità in quanto semplici repliche. Ben presto però capisco che è utile allargare la collezione aggiungendo pezzi di pregio. Allora diversifico i miei interessi ed inizio a raccogliere coppe e medaglie di calcio di pregio relative non soltanto a competizioni nazionali ma anche a tornei internazionali di rappresentative maschili, femminili e giovanili. Per me collezionare è pura passione non tanto competizione con altri appassionati con cui condivido gli stessi interessi. E’ la passione, infatti, che mi spinge a questa “sana follia” che porta a risvegliare il sopito senso di fanciullo che ben si abbina con il collezionismo in generale”

Quali sono i pezzi che reputi migliori nella tua collezione?

“Scelta difficile quella di mettere in fila i miei pezzi più pregiati. A tre, tuttavia, sono maggiormente legato. La riproduzione (non nelle misure dell’esemplare consegnato al calciatore) del Pallone d’oro vinto dall’asso brasiliano Ronaldo nel 2002, un esemplare della Coppa UEFA (opera in argento dell’altezza di 30 cm) consegnata alla Juventus in occasione della vittoria di tale competizione nella stagione 1992-1993 nonché la coppa Intercontinentale (anch’essa in versione miniaturizzata) appartenuta ad un ex calciatore dell’Atletico Madrid. Questi fantastici pezzi li ho ottenuti grazie anche alla molteplicità di contatti che al giorno d’oggi assicurano i social ma anche in virtù di amicizie e conoscenze. Sembrerà assurdo ma esistono anche persone che dopo avere ricevuto questi trofei non sanno cosa farne ed in talune circostanze se ne sbarazzano in maniera davvero veloce. Di contro i calciatori, che ricevono dai club le copie dei trofei vinti, custodiscono con maggiore cura quest’ultimi ed in questi casi è ben più difficile riuscire a portare a casa il trofeo agognato”

Il pezzo a cui sei maggiormente legato?

“Anche qui metterli in fila è impresa ardua ma, tuttavia, per questione campanilistiche (essendo tifoso della Juventus) sicuramente la riproduzione della Coppa Uefa, la coppa riprodotta e consegnata al club vincitore della Liga spagnola nella stagione 1999-2000 ed infine la medaglia in oro consegnata alla Juventus in occasione della vittoria del campionato di serie A nella stagione 2005-2006”

Il pezzo che ritieni di maggior valore?

“Tenendo conto di vari aspetti tra cui la difficoltà per reperire questa memorabilia, oltre che il loro costo posso indubbiamente dire la medaglia della Juve commemorativa dello scudetto 2005-2006. Insieme ad essa la riproduzione della Coppa Uefa, medaglie e trofei riconducibili ai mondiali (tra i quali una splendida riproduzione della Coppa del Mondo risalente ai mondiali tedeschi del 2006), medaglie appartenute al portoghese Vitor Bahia già estremo difensore del Barcellona ed infine la miniatura della Coppa Intercontinentale. In termini di valore è bene anche diversificare tra repliche e riproduzioni. In buona sostanza la riproduzione è un esemplare realizzato dalla Ditta licenziataria e produttrice ufficiale. Invece le repliche sono esemplari sicuramente di minor valore e realizzate in modo non fedele all’originale, utilizzando, peraltro, materiale diverso da quello che viene impiegato dal licenziatario ufficiale. L’Italia è una vera fucina di produzione di trofei sportivi. Un esempio su tutti la Società lombarda Bertoni da anni licenziataria di materiale fornito alle maggiori federazioni calcistiche mondiali”

Qualche aneddoto particolare di come sei arrivato a pezzi di particolare pregio?

“Nessun dubbio su questo. Cinque anni fa ho trovato in rete un annuncio in cui veniva posta in asta un modello della Coppa del mondo FIFA del 1982. Alle prime sembrava fosse un annuncio fake anche per il prezzo pressoché irrisorio. Dopo una serrata serie di contrattazioni, invece, sono riuscito a portarmi a casa un pezzo poi rivelatosi di grandissimo pregio per qualche decina di euro. Decisamente fortunato in questa circostanza, ma ben conscio che condizioni favorevoli come questa difficilmente si potranno replicare in futuro”

Cosa vorresti assolutamente avere?

“Da un punto di vista strettamente estetico la coppa assegnata alla Nazionale vincitrice della Confederations Cup, ha decisamente un fascino particolare. Vorrei decisamente riuscire ad aggiungerla alla mia collezione”

La tua compagna cosa dice della tua passione? E i tuoi amici?

“La mia metà è fin troppo comprensiva e fin dove possibile cerca di assecondare la mia passione, anche se, come nel caso dei miei amici, vengo considerato come un folle. Tutto però viene ripagato dagli apprezzamenti che ricevo dalle poche persone a cui mostro i miei “tesori” che, dalla stragrande maggioranza di loro, sono giudicati veri gioielli. Oltre a questo debbo aggiungere che la mia famiglia mi ha molto assecondato e supportato al punto di arrivare a regalarmi dei trofei. Uno speciale ringraziamento va a loro per aver capito ed agevolato questa mia immensa passione”

Collezionare cosa trasmette?

“La soddisfazione di raggiungere un obiettivo desiderato e che si persegue attraverso sacrifici e davvero tanta passione. Ad ogni memorabilia aggiunta oltre al personale vanto di esserci riuscito riscopro il fanciullesco Peter Pan che dimora in ciascun collezionista”

Un consiglio a chi voglia intraprendere una collezione come la tua?

“Collezionare solo con passione e non per fini personali di puro lucro. Purtroppo è sempre più vero il contrario nel collezionismo. Tutto sta a discernere le cose ed a farsi guidare da una viva e sana passione”

Grazie Emanuele per averci fatto sognare …

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“Una maglia… due colori… una storia”, le maglie storiche della Casertana in mostra

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – È il 1908 quando a Caserta il calcio comincia a diventare una cosa seria. Infatti tradizione vuole che, per iniziativa di Mimì Bluette, un cameriere del Circolo Nazionale, viene fondata la Robur Caserta. Il primo campo da gioco è quello della Reggia vanvitelliana, per poi passare al prato di Piazza d’Armi. Diffusione e passione per questo nuovo sport aumentano e nel 1912 viene costituita la US Volturno, e nel 1921 si trasforma in Associazione Sportiva Ausonia.  Infine il 7 agosto 1924 nasce l’Unione Sportiva Casertana. In origine la Robur adotta una divisa costituita da una camicia bianca e dei pantaloncini neri. Quando assume la denominazione di Volturno Football Club invece la squadra fa proprie delle divise verdi e nere con uno scudetto rossoblù sul petto. Il più tradizionale connubio rossoblù diviene ufficiale a partire dal 1924, con la nascita ufficiale dell’Unione Sportiva Casertana.

“Non potevamo non organizzare la mostra al Circolo Nazionale di Piazza Dante”, ci dice Massimo Iannitti con tono entusiasta e orgoglioso, “tutto nacque qui nel 1908. Questa è la sua location naturale, in pieno centro”.

Massimo è una nostra vecchia conoscenza, giornalista, scrittore, storico della Casertana, cofondatore di Casertanalive.com e, per non farsi mancare nulla, collezionista di maglie dei falchetti. Lo abbiamo raggiunto per farci raccontare le peculiarità dell’iniziativa ed entrare quindi in “clima partita”.

“Una mostra come questa è la prima volta che si organizza, quindi siamo di fronte ad una “prima” assoluta. Nasce dall’incontro di tre collezionisti: Michele Farina, Giovanni Fiorentino e il sottoscritto. Come storici e collezionisti abbiamo tante foto che ci hanno permesso di ricostruire la storia delle maglie, e non solo. E proprio grazie a questo che abbiamo incontrato Michele (Farina) che ci scriveva per collocare nel tempo alcune maglie facenti parte della sua collezione. Quando ho visto che le mail cominciavano a essere molte gli ho chiesto quante ne avesse…quando mi ha detto il numero ho capito che si poteva fare una mostra”.

“In realtà”, continua Massimo, “nel corso degli ultimi giorni, si sono aggiunte altre maglie grazie ai contributi di alcuni ex calciatori e altri appassionati che renderanno ancora più corposa e dettagliata la collezione che mostreremo al pubblico. Perché è proprio questo il valore di questa iniziativa, il coinvolgimento della città e dei tifosi intorno la storia e la maglia della Casertana. L’evento è gratuito proprio per permettere a tutti di entrare in contatto con la storia e poter ammirare le nostre gloriose maglie. Per alcuni, i più giovani, sarà la prima volta vedranno alcune “chicche”, ma per quelli con qualche anno alle spalle sarà un tuffo nel passato, verso la propria infanzia”.

Che cosa si potrà vedere quindi al Circolo Nazionale? “L’idea è raccontare con le maglie cinquant’anni di calcio rossoblù, dal 1970 ai giorni nostri. Poi in realtà avremo anche qualcosa di più datato, come una “vecchia” 1966/67 appartenente al settore giovanile. Ci saranno le maglie della Serie B, quella del 1970/71 e 1991/92, oltre a quella di Marco Fazzi, autentico mito con il suo record di 317 presenze e di 105 reti tra il 1968 e il 1978. Ovviamente poi sono ben rappresentati tutti gli anni successivi sino ai nostri giorni”.

“Ricordo a tutti”, conclude Massimo, “che Una maglia… due colori…  una storia è a ingresso gratuito ed avrà inizio sabato 18 gennaio alle ore 18,00. All’inaugurazione sarà presente il Sindaco di Caserta Carlo Marino e l’esposizione continuerà domenica 19 gennaio e terminerà lunedì 20 gennaio… giorno di festa a Caserta, è San Sebastiano”.

Grazie Massimo

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112 anni del Bari attraverso… la memorabilia

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GLIEROIDELCALCIO.COM – ‘Sappiate amare la Bari, sappiatela custodire e guardatela sempre da innamorati ‘ queste le parole pronunciate da Florian Ludwig il 15 gennaio 1908, subito dopo la nascita del Foot Ball Club Bari. Queste parole ce le ricorda Egidio Franco, esponente dell’Associazione Museo del Bari, che insieme al centro coordinamento Bari Club La Bari Siamo Noi, per celebrare l’importante traguardo dei 112 anni di storia, hanno organizzato una mostra di alcuni dei più importanti cimeli della storia biancorossa. L’esposizione, a ingresso gratuito, sarà disponibile fino al 19 gennaio nella sede de “La Bari siamo noi – centro coordinamento Bari club” in via Alberotanza 33, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 21.

“A piccoli passi in attesa a breve di avere una casa nel luogo più consono per tutto questo e cioè lo stadio San Nicola”, ci dice Egidio Franco, “…come associazione continuiamo non solo a raccogliere cimeli e maglie, quello che è lo scopo principale del Museo del Bari, ma soprattutto a cercare di rendere fruibile il tutto ai tifosi baresi, alla città e in particolar modo ai giovani ed alle scuole queste indiscutibili memorie storiche affinché tutti le possano conoscere e ricordare”.

Maglie storiche, fotografie, cimeli e memorabilia della Bari… un viaggio nei 112 anni di storia…

Non mancate.

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A Bologna la Terza Edizione di “Figurine Forever”. Ai nostri microfoni Gianni Bellini

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Danilo Sandalo) – Ci sono passioni che sono destinate a non tramontare mai e durare per tutta la vita. Attitudini che spesso intraprendiamo da bambini e che rendono per questo la nostra infanzia felice e spensierata, ma che poi a un certo punto lasciamo perché “il mondo dei grandi” non prevede e accetta tali circostanze. Eppure è abbastanza risaputo che per vivere una vita felice bisogna mantenere nel tempo la voglia, il desiderio e lo stupore che ha un bambino.
Uno dei giochi che accompagna la spensieratezza di ogni bambino e adolescente di ogni generazione è senza dubbio la “collezione di figurine”. Un gioco intramontabile che ha resistito alle mode generazionali che si sono susseguite nel corso degli anni e che ancora oggi rende felici non solo i più piccoli, ma spesso e volentieri anche i più grandi perché da semplice gioco è divenuta una delle attività da collezionismo tra le più ambite e ricercate.
A tal proposito sabato 11 gennaio presso l’Estragon di Bologna si è tenuta la Terza Edizione di “Figurine Forever”, un evento che ha chiamato a raccolta tutti gli appassionati di collezionismo e vista la grande affluenza si può tranquillamente affermare che sia stato un successone.
Oltre all’ esposizione di molti stand con figurine e gadget di ogni epoca, vi è stato un dibattito tra gli autori di quattro libri sul calcio, Gianni Galleri, Remo Gandolfi, Carlo F. Chiesa e Gianni Bellini che è considerato allo stato attuale il più grande collezionista mondiale di figurine!
Altro momento emozionante è stato quando nel pomeriggio sul palco è arrivato Beppe Signori, ex bomber di Foggia Lazio e Bologna, che ha dialogato con Giorgio Comaschi ripercorrendo la sua carriera dagli esordi, passando per il Foggia di Zeman fino al Bologna. L’ex centravanti rossoblù è stato insignito della tessera onoraria dell’associazione Figurine Forever ricevendo proprio la numero 11 in virtù del suo numero di maglia.

Insomma una manifestazione di grande spessore ed interesse che ha visto la presenza di vere star del mondo calcistico e affini, come la presenza di Gianni Bellini che, oltre ad essere una vera istituzione del settore del collezionismo di figurine, è insieme a Emiliano Nanni l’organizzatore della manifestazione. A lui abbiamo rivolto alcune domande per capire meglio da dove nasce questa magica idea e quali possono essere gli obiettivi nel medio e lungo periodo.

Gianni, come è nato questo evento e quali sono i progetti e gli intenti odierni e futuri?

Questa è la terza edizione di Figurine Forever nata da una amicizia con Emiliano Nanni. Abbiamo avuto la fortuna di coinvolgere Giorgio Comaschi, attore e comico bolognese, il quale ci ha aiutato dandoci una grande mano a livello organizzativo coinvolgendo gli ospiti. La novità di quest’anno è che l’intero ricavato della manifestazione sarà devoluto all’associazione sulla SLA e in contemporanea abbiamo adottato una squadra in Madagascar a cui sarà devoluto tutto il ricavato delle figurine che ci saranno donate e conseguentemente rivendute sul nostro sito.

Quindi è una manifestazione che si propone di avere un risvolto ed una sensibilità sociale?

Assolutamente si. Il nostro scopo principale infatti non è lucrare, ma rendere migliore la vita di chi è meno fortunato di noi e con queste iniziative speriamo di riuscirci.

Ciliegina sulla torta della manifestazione è stata la presenza di Beppe Signori, indimenticato ed indiscusso bomber di Lazio e Bologna.

Innanzitutto Beppe è un amico che ogni volta si è prestato in maniera umile, gentile e partecipe delle nostre iniziative presentandosi alla stampa con estrema cordialità e professionalità, nonostante non sia stato sempre trattato nel migliore dei modi dai media.

Per finire, visto il successo di oggi credi che ci possano essere i presupposti affinchè questa manifestazione possa nel tempo divenire itinerante e magari fare tappa in più parti d’ Italia?

Per organizzare una giornata come questa ci sono voluti mesi di lavoro. Da parte nostra c’è la piena disponibilità a fare tutto ma molto dipenderà dagli eventuali interlocutori perché non è semplice portare in giro per la penisola così tanta gente come quella vista oggi qui.

Complimenti e a presto.

Grazie a Voi e a presto!

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