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Gli Eroi del Collezionismo

La Seleçao e i suoi “gagliardetti”…

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Marco Cianfanelli) – Il collezionismo è fatto di tante storie. Passione, sacrifici, dedizione ed irrefrenabile impegno nel sapere e conoscere. Ed è proprio la passione e la curiosità di apprendere, ed in questo caso approfondire la storia di calcio, che rende nobile il “folle” e oscuro lavoro di tanti appassionati. Perché solo “pura follia” può spingere a cercare di dare una ragione ad un disegno di una piantina di caffè abbinato al simbolo di una federazione oppure scoprire che, la stessa nazionale, per la Coppa del Mondo utilizzò gagliardetti praticamente ideati quasi esclusivamente per quella competizione. Ebbene sì quanto sopra è vero e se poi viene associato alla nazionale brasiliana tutto diventa molto più interessante.

L’ultimo arrivo in collezione, mi consente un approfondimento legato alle varie tipologie di gagliardetti utilizzati dalla Seleçao nel corso degli anni. Quest’ultimo gagliardetto, infatti, fa parte di una nuova realizzazione che è stata avviata nel corso del 2019 a partire dall’amichevole di giugno con il Qatar e presenta il nuovo scudetto della CBF, scudetto che dal 2020 sarà presente anche sulle maglie da gioco.

GAGLIARDETTO DEI QUARTI DI FINALE COPPA AMERICA 2019 BRASILE – PARAGUAY

Contrariamente agli storici gagliardetti dei verde-oro tutti interamente ricamati, questo è un modello stampato, tipologia che il Brasile ha iniziato ad utilizzare dall’amichevole con il Messico nel giugno 2015, abbandonando lo storico modello di gagliardetto a forma di scudo prodotto dalla Ditta “Rei das Faixas” di Rio de Janeiro.

La collaborazione della Federazione Brasiliana con questa Società è stata davvero storica basti pensare che già agli inizi degli anni 60 venivano prodotti da “Rei” i gagliardetti per la nazionale verde-oro (allora “Rei da Faixas” aveva la denominazione “Arnaldo” dal nome del suo fondatore). Negli anni 50 e precedenti, eccetto rare occasioni come la “Copa Roca” o la “Taça Bernardo O’Higgins”, il Brasile utilizzava gagliardetti prevalentemente triangolari riportanti al centro il logo a croce della stessa federazione, la CBD “Confederação Brasileira de Desportos”, il produttore anni 50′ era “Superball”.

Si parla di CBD, perchè la CBF “Confederação Brasileira de Futebol” fu creata nel 1979 in sostituzione della vecchia CBD, che riuniva sotto un’unica sigla tutti gli sport. La CBF “Confederação Brasileira de Futebol” nel 1982 fece una modifica al proprio simbolo nello scudetto, la croce in uso fino a quel momento venne sostituita (dopo un concorso in Brasile) dalla Coppa Rimet (simbolo delle tre vittorie al mondiale) con sopra in bianco le tre lettere C – B – F. Questo nuovo scudetto rimase in voga fino al 1991, quando la CBF adottò nuovamente la croce antica. Altra curiosità fu l’introduzione all’interno accanto alla coppa del simbolo del caffè (Instituto Brasileiro do Café – IBC) simbolo che dalle maglie fu poi tolto per ordine FIFA ai mondiali in Messico nel 1986, ma nei gagliardetti rimase anche durante parte del 1987.

GAGLIARDETTO IN USO NEL 1981

 

Come accennato precedentemente, nel periodo CBD, la “Flâmula” (gagliardetto) triangolare è talvolta sostituita, in modo eccezionale, come nel bellissimo gagliardetto a scudo commemorativo della “Copa Roca” Argentina – Brasile giocata nel 1957. Alcune curiosità dei gagliardetti del Brasile, sono anche per la Coppa del Mondo 1962 in Cile, dove il Brasile nella prima fase a gruppi aveva il gagliardetto grande a scudo, poi nella fase finale, invece, scambiava il gagliardetto triangolare classico.

Anche nel 1968, una eccezione, per l’amichevole contro una Selezione della FIFA il Brasile ebbe un gagliardetto a scudo grande con il logo CBD e il logo FIFA separati da una fascia in diagonale. Nel 1970 e nel 1974 nel corso dei mondiali il Brasile utilizzò dei gagliardetti riportanti una figura di fantasia anziché lo stemma CBD della federazione. Nello specifico quello del 1970 fu usato anche in amichevole pre-mondiale, quello del 1974, venne utilizzato solo nel periodo del mondiale, quindi in ambo i casi furono gagliardetti realizzati in pochi esemplari, ciò conferisce a tali pezzi un’estrema rarità e valore storico.

 

Altra caratteristica è il retro dei gagliardetti brasiliani, quanto meno quelli realizzati da Arnaldo e Rei da Faixas. Tali materiali infatti presentavano sempre nel retro l’etichetta rettangolare con il nome del produttore nonché sul lato destro due sottili righe orizzontali riportanti il giallo ed il verde della bandiera brasiliana. Tali dettagli hanno subito variazioni nel corso del tempo, l’etichetta del produttore (Arnaldo – Rei das faixas) è stata presente fino al 2007, dal 2008 è scomparsa. Le strisce (verde e gialla) hanno mutato spessore e ordine, talvolta presentandosi invertite, inoltre sono state presenti sempre sul lato destro, eccetto nell’anno 2011, quando sono passate a sinistra, per poi scomparire e lasciare il retro completamente bianco fino all’anno 2015. Attualmente il nuovo modello di gagliardetto, invece ha il retro nella stessa colorazione del fronte, blu.

      

Molto usato dalla nazionale brasiliana era lo scambio dei cosiddetti gagliardetti da giocatore. Di dimensioni molto ridotte ed analogo a quello più grande che veniva consegnato al Capitano della squadra avversaria, questo vessillo era usualmente consegnato ai giocatori avversari prima degli incontri nelle competizioni ufficiali come il Mondiale e la Coppa America.

GAGLIARDETTO MODELLO PLAYER IN USO NEL 1973

Infine, oltre ai due tipi utilizzati nel corso dei mondiali, il Brasile ha anche utilizzato per brevissime occasioni dei gagliardetti che costituiscono un vero oggetto del desiderio collezionistico. Due esempi su tutti. Il gagliardetto relativo al 70° anniversario della costituzione della Federazione Brasiliana, ricorrenza immortalata su di uno stupendo gagliardetto consegnato al capitano della formazione inglese per l’amichevole giocata nel 1984, e in altre partite di quell’anno. Oppure un fantasioso gagliardetto riportante le maggiori vittorie della Seleçao Brasileira che fu utilizzato in pochissime partite nel 1973.

Si può certamente dire che al Brasile non manca certamente la fantasia e l’attenzione che viene riposta nella produzione dei propri gagliardetti ufficiali.

 

Originario di Ariccia, nel bel mezzo dei Castelli Romani. Impegnato nel mantenere viva la memoria del calcio studiandone “i colori” che lo contraddistinguono. Studioso di Araldica. Tra i più grandi collezionisti al mondo di gagliardetti. Un sito, www.pennantsmuseum.com , per condividere con i calciofili, italiani ed esteri, il fascino intramontabile dei gagliardetti.

Gli Eroi del Collezionismo

Museo del Potenza: riprodotta la maglia del 1966/67

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – L’Associazione Culturale Museo del Potenza Calcio aveva indetto un sondaggio per far scegliere ai tifosi la maglia storica da loro preferita. I tifosi hanno risposto e scelto la maglia a strisce verticali rosse e blu risalente alla stagione di serie B del 1966/67.

Abbiamo raggiunto Stefano Iasilli, Presidente del Museo del Potenza Calcio, per farci raccontare come nasce questa splendida iniziativa.

Presidente, un sondaggio e poi una maglia… come è nata l’idea?

“L’idea nasce dal fatto che volevamo realizzare un qualcosa di veramente unico ed emozionante per i tanti nostalgici del passato. Dopo la mostra realizzata nel 2017 con oltre 150 maglie originali (vedi qui il nostro articolo) si è pensato di realizzare questo sondaggio portando l’attenzione su tremaglie storiche, anni ’40, di colore blu con il primo stemma sul petto, una “P”, anni ’60, classica maglia strisce verticali rossoblù, e infine anni ’70, tutta grigia con fascia orizzontale rossoblù sul petto”

La maglia vincitrice è stata quella della stagione 66/67, una delle cinque stagioni in b, era inevitabile fosse una di quelle? 

“Forse sì, un po’ perché era la classica maglietta con le strisce verticali rossoblù, poi certo era anche il campionato di Serie B disputato per il 4° anno consecutivo dal Potenza Sport Club”

La riproduzione delle maglie… quanto sono fedeli?

“Molto secondo noi. Abbiamo cercato di creare per l’appunto una maglia fedele a quelle storiche, anche nei materiali utilizzati, materiali di assoluto pregio. Nel caso specifico si è utilizzato un 100% cotone effetto lanetta. Abbiamo contattato diverse aziende specializzate. Tra tutte abbiamo scelto un maglificio di Novara che ci ha convinto anche per le precedenti realizzazioni per altre squadre o associazioni come la nostra.
Abbiamo cercato di rendere i colori il più possibile simili a quelli dell’epoca, con tutte le difficoltà del caso.  Di grande fattura il numero 11 sul retro, realizzato in ecopelle bianca con lo stesso taglio e disegno dell’epoca. Perché il numero 11? Sta a significare gli 11 leoni in campo… quello che noi vorremmo sempre vedere.
L’unica nota diversa dall’originale è l’aggiunta di un leone dorato ricamato sul “cuore”, proprio per far sì che si capisca immediatamente che si tratta di una replica… Le maglie sono tutte taglia unica (L) e con soli 100 pezzi realizzati al costo di 85€ per l’intero kit che comprende una scatola, la maglia, il certificato e una foto della squadra di quella stagione. La vendita sta andando bene, a oggi sono rimasti ancora pochi, pochissimi pezzi disponibili presso Life Style Potenza dall’amico Andrea. Al Presidente Caiata abbiamo riservato la 001/100. Se la merita, ci sta facendo vedere un futuro roseo”

Con il ricavato quale obiettivo si vuole raggiungere? 

“Il ricavato andrà a coprire le spese per la produzione delle stesse e poi andrà a finanziare il primo libro che è in corso di realizzazione. Dico il primo libro dell’Associazione Museo del Potenza Calcio, perché ci siamo concentrati nel voler narrare anno per anno tutta la storia calcistica potentina con statistiche, aneddoti, racconti, formazioni, marcatori e classifica”

Presidente, ci raccontava di un aneddoto…

“Sì, riguarda le famiglie di due ex calciatori, ormai purtroppo scomparsi, che hanno indossato quella maglia nel 1966/67. Si tratta delle famiglie Venturelli e Carioli, che hanno voluto acquistare la maglia come ricordo dei loro cari, sono andato di persona a consegnarle. Il fato ha voluto che tutto ciò accadesse in due date importanti: una nell’anniversario di morte di Ettore Venturelli, avvenuta nel 12 gennaio 2014, l’altra il giorno della nascita di Vittorio Carioli, 13 gennaio 1943. Con Luca Carioli poi, figlio di Vittorio, sono andato a portare un fiore sulla lapide, e la cosa più bella ed emozionante è stato constatare che sulla lapide c’era anche la foto da calciatore mentre indossava proprio quella maglia riprodotta. Una sensazione forte… bella. Volevo anche sottolineare che l’iniziativa della riproduzione della maglia è un’iniziativa che non rientra tra i progetti del “Centenario”, per il quale l’associazione Museo del Potenza Calcio, dopo varie ricerche, ha comunicato una data di fondazione del club diversa. Non vogliamo assolutamente andare controcorrente, semplicemente dalle nostre ricerche si è palesato un errore riconducibile a precedenti pubblicazioni senza documentazione alcuna. Anticipo quindi a tutti gli appassionati, tifosi e curiosi che il libro sarà un’ottima occasione per conoscere fatti e curiosità dei rossoblù”.

Grazie Presidente

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Gli Eroi del Collezionismo

“Una maglia… due colori… una storia”, le maglie storiche della Casertana in mostra

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – È il 1908 quando a Caserta il calcio comincia a diventare una cosa seria. Infatti tradizione vuole che, per iniziativa di Mimì Bluette, un cameriere del Circolo Nazionale, viene fondata la Robur Caserta. Il primo campo da gioco è quello della Reggia vanvitelliana, per poi passare al prato di Piazza d’Armi. Diffusione e passione per questo nuovo sport aumentano e nel 1912 viene costituita la US Volturno, e nel 1921 si trasforma in Associazione Sportiva Ausonia.  Infine il 7 agosto 1924 nasce l’Unione Sportiva Casertana. In origine la Robur adotta una divisa costituita da una camicia bianca e dei pantaloncini neri. Quando assume la denominazione di Volturno Football Club invece la squadra fa proprie delle divise verdi e nere con uno scudetto rossoblù sul petto. Il più tradizionale connubio rossoblù diviene ufficiale a partire dal 1924, con la nascita ufficiale dell’Unione Sportiva Casertana.

“Non potevamo non organizzare la mostra al Circolo Nazionale di Piazza Dante”, ci dice Massimo Iannitti con tono entusiasta e orgoglioso, “tutto nacque qui nel 1908. Questa è la sua location naturale, in pieno centro”.

Massimo è una nostra vecchia conoscenza, giornalista, scrittore, storico della Casertana, cofondatore di Casertanalive.com e, per non farsi mancare nulla, collezionista di maglie dei falchetti. Lo abbiamo raggiunto per farci raccontare le peculiarità dell’iniziativa ed entrare quindi in “clima partita”.

“Una mostra come questa è la prima volta che si organizza, quindi siamo di fronte ad una “prima” assoluta. Nasce dall’incontro di tre collezionisti: Michele Farina, Giovanni Fiorentino e il sottoscritto. Come storici e collezionisti abbiamo tante foto che ci hanno permesso di ricostruire la storia delle maglie, e non solo. E proprio grazie a questo che abbiamo incontrato Michele (Farina) che ci scriveva per collocare nel tempo alcune maglie facenti parte della sua collezione. Quando ho visto che le mail cominciavano a essere molte gli ho chiesto quante ne avesse…quando mi ha detto il numero ho capito che si poteva fare una mostra”.

“In realtà”, continua Massimo, “nel corso degli ultimi giorni, si sono aggiunte altre maglie grazie ai contributi di alcuni ex calciatori e altri appassionati che renderanno ancora più corposa e dettagliata la collezione che mostreremo al pubblico. Perché è proprio questo il valore di questa iniziativa, il coinvolgimento della città e dei tifosi intorno la storia e la maglia della Casertana. L’evento è gratuito proprio per permettere a tutti di entrare in contatto con la storia e poter ammirare le nostre gloriose maglie. Per alcuni, i più giovani, sarà la prima volta vedranno alcune “chicche”, ma per quelli con qualche anno alle spalle sarà un tuffo nel passato, verso la propria infanzia”.

Che cosa si potrà vedere quindi al Circolo Nazionale? “L’idea è raccontare con le maglie cinquant’anni di calcio rossoblù, dal 1970 ai giorni nostri. Poi in realtà avremo anche qualcosa di più datato, come una “vecchia” 1966/67 appartenente al settore giovanile. Ci saranno le maglie della Serie B, quella del 1970/71 e 1991/92, oltre a quella di Marco Fazzi, autentico mito con il suo record di 317 presenze e di 105 reti tra il 1968 e il 1978. Ovviamente poi sono ben rappresentati tutti gli anni successivi sino ai nostri giorni”.

“Ricordo a tutti”, conclude Massimo, “che Una maglia… due colori…  una storia è a ingresso gratuito ed avrà inizio sabato 18 gennaio alle ore 18,00. All’inaugurazione sarà presente il Sindaco di Caserta Carlo Marino e l’esposizione continuerà domenica 19 gennaio e terminerà lunedì 20 gennaio… giorno di festa a Caserta, è San Sebastiano”.

Grazie Massimo

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112 anni del Bari attraverso… la memorabilia

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GLIEROIDELCALCIO.COM – ‘Sappiate amare la Bari, sappiatela custodire e guardatela sempre da innamorati ‘ queste le parole pronunciate da Florian Ludwig il 15 gennaio 1908, subito dopo la nascita del Foot Ball Club Bari. Queste parole ce le ricorda Egidio Franco, esponente dell’Associazione Museo del Bari, che insieme al centro coordinamento Bari Club La Bari Siamo Noi, per celebrare l’importante traguardo dei 112 anni di storia, hanno organizzato una mostra di alcuni dei più importanti cimeli della storia biancorossa. L’esposizione, a ingresso gratuito, sarà disponibile fino al 19 gennaio nella sede de “La Bari siamo noi – centro coordinamento Bari club” in via Alberotanza 33, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 21.

“A piccoli passi in attesa a breve di avere una casa nel luogo più consono per tutto questo e cioè lo stadio San Nicola”, ci dice Egidio Franco, “…come associazione continuiamo non solo a raccogliere cimeli e maglie, quello che è lo scopo principale del Museo del Bari, ma soprattutto a cercare di rendere fruibile il tutto ai tifosi baresi, alla città e in particolar modo ai giovani ed alle scuole queste indiscutibili memorie storiche affinché tutti le possano conoscere e ricordare”.

Maglie storiche, fotografie, cimeli e memorabilia della Bari… un viaggio nei 112 anni di storia…

Non mancate.

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