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Il Calcio Racconta

La “guerra dei milioni”

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GLIEROIDELCALCIO.COM – È la vigilia di Milan – Fiorentina del 21 dicembre 1969, una gara importante per la classifica che vede il Cagliari da solo in testa a 18 punti, Fiorentina, Inter e Vicenza 15 e il Milan a 14. I rossoneri hanno necessità quindi dell’intera posta in palio per rimanere nella scia del Cagliari e non hanno nessuna intenzione di concedere sconti ai Campioni d’Italia in carica.

Un pre-partita fatto di battute e frasi tra l’ironico e il provocatorio con Rocco che spera “che i campioni del mondo riescano a battere i campioni d’Italia” e Pesaola che fa sapere che i viola affronteranno i rivali “senza alcuna rinuncia alla possibilità di segnare”.

Insomma entrambi lanciano il guanto della sfida… Il match quindi, già importante di suo, si arricchisce di ulteriori spunti… durante la riunione del Consiglio direttivo della Lega, il Presidente del Milan, Carraro, attacca in maniera vigorosa e decisa il Presidente della Fiorentina Baglini, reo di aver “concesso all’allenatore Pesaola il rinnovo del contratto per la prossima stagione, a condizioni economiche da capogiro. Baglini avrebbe assicurato al suo tecnico, per la prossima stagione, un compenso globale di circa 90 milioni di lire e ciò ha fatto andare su tutte le furie Carraro, che è venuto a trovarsi in comprensibile imbarazzo nei confronti di Nereo Rocco, tacitato per il prossimo anno con un compenso di soli 30 milioni. Alle lamentele del presidente rossonero ha fatto eco il presidente della Federcalcio, Artemio Franchi, che ha parlato chiari, mirando palesemente contro la Roma. Il presidente romanista Marchini ad Helenio Herrera per il prossimo anno, ha assicurato addirittura un compenso di circa 200 milioni, e Franchi ha detto che la Federcalcio non potrà tollerare tali eccessi” (Cit. Stampa Sera, 20 dicembre 1969).

Il campo ha decretato la vittoria del Milan per 4-2, doppietta di Sormani (entrambe le reti su rigore), Rognoni e Maldera da un lato e Maraschi su rigore e Amarildo dall’altra. Mentre i milioni per gli allenatori sono lievitati sempre più…

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Vicenza vs Chelsea e quella notte magica del 2 aprile 1998

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Alessandro Lancellotti) – Era il 2 Aprile del 1998, un giovedì e a Vicenza era una giornata uggiosa.

Il Vicenza guidato da Francesco Guidolin e con giocatori di spicco come Mimmo Di Carlo, Fabio Viviani e Gigi Brivio era il detentore della Coppa Italia.

Dopo aver eliminato i polacchi del Legia Varsavia, gli Ucraini dello Shakhtar Donetsk e gli Olandesi del Roda quel piccolo grande Vicenza, miracolo di quel calcio italiano di fine anni novanta, aspettava allo stadio Romeo Menti la temibilissima squadra inglese del Chelsea per la gara valida per le semifinali di Coppa delle Coppe.

All’epoca i “blues” erano guidati da Gian Luca Vialli che era anche giocatore. In squadra vi erano anche altri due italiani Zola e Di Matteo, il forte Rumeno Dan Petrescu, l’Uruguaiano Poyet e il francese Frank Lebœuf che qualche mese dopo divenne campione del mondo con la Francia.

La febbre per il match era salita da tempo e nelle due settimane precedenti i botteghini erano stati presi d’assalto. Le vecchie biglietterie che si trovavano tra la tribuna e il settore ospiti registravano lunghissime code; con il biglietto veniva dato in omaggio un poster con al centro riprodotta una foto del Teatro Olimpico progettato da Andrea Palladio simbolo di “vicentinità”.  La febbre per la partita del secolo dei biancorossi continuava a salire.

La stampa locale parlava del possibile pericolo hooligan a Vicenza ma nei giorni prima della partita si vedevano per il centro di Vicenza turisti con maglia blu del team londinese che si comportavano tranquillamente facendo foto con macchine fotografiche con ancora la vecchia e amata pellicola Kodak.

Ed eccoci al 2 Aprile 1998, nella città bagnata dalla pioggia, già dal pomeriggio le persone si dirigevano verso lo stadio Menti, tutti col prezioso tagliano in tasca. I controlli delle forze dell’ordine cominciavano già da Piazza Matteotti, presso il ponte di ferro altro controllo e poi verso i settori.

L’atmosfera era incredibile! Adrenalina a “mille” condita da pioggia battente. All’epoca vi era ancora il famoso palo in tribuna che disturbava le dirette televisive così la troupe di Mediaset si mise nel settore distinti.

Al calcio d’inizio le due squadre scendevano con le seguenti formazioni:

Vicenza: Brivio, Belotti, Di Cara, Mendez, Ambrosetti, Ambrosini, Di Carlo, Schenardi, Viviani, Zauli, Luiso.

Allenatore: Francesco Guidolin

Chelsea: De Goey, Ckarke, Duberry, Le Saux, Leboeuf, Petrescu, Di Matteo, Newton, Wise, Vialli, Zola.

Allenatore: Vialli

In palio la finale della Coppa delle Coppe a Stoccolma contro la vincitrice di Stoccarda Lokomotiv Mosca.

Nei settori dello stadio tutto esaurito spiccavano gli impermeabili dei tifosi e le bandierine bianco rosse con il logo delle due squadre consegnate prima della partita. Dalla curva sud scendeva il grande bandierone con lo sponsor dell’epoca. Sulle note di 2001 odissea nello spazio, mentre si alzava una coreografia con un tricolore che riempiva tutta la curva sud e gli stendardi che componevano la scritta vincere, gli inglesi occupavano tutto il vecchio settore ospiti dello stadio. Anche i rivali storici del Vicenza i veronesi gemellati da anni con la squadra inglese erano presenti per tifare Chelsea.

In campo fu subito un attacco da parte degli undici di Guidolin e dopo 16 minuti Lamberto Zauli da Roma centrò la rete battendo il gigante olandese il portiere De Goy. L’esultanza durò un minuto, lo stadio scoppiò per la gioia dei ventimila del Menti.

Quella rete decise la partita di una squadra e di una città, una partita che passò alla storia, incoronando un momento e un giorno memorabile.

Al ritorno s’imposero gli inglesi ma quella è un’altra storia. Trasferta Londinese rimasta nella storia con 3.500 tifosi al seguito. La partita di ritorno divenne anche una canzone cantata dalla punk rock vicentina Derozer dal titolo Fedeli alla Tribù.

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La Coppa Italia Eccellenza del Campobasso

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Alessandro Lancellotti) – Il 2 Aprile del 2014 a Firenze per i tifosi rossoblù del Campobasso fu una data da incorniciare.

Nell’Aprile 2014 il Campobasso calcio guidato dal tecnico Farina aveva letteralmente divorato il campionato d’Eccellenza Molisano vincendo tutte le partite del campionato, alcune anche con punteggi tennistici, pareggiandone due e vincendo la coppa Italia regionale battendo in finale a Trivento il 2 febbraio 2014 il Fornelli.

Grazie alla vittoria della coppa il Campobasso si qualificò per i gironi nazionali della Coppa Italia d’Eccellenza. Nella prima gara eliminò gli abruzzesi dell’Avezzano poi fu la volta dei Sardi del Porto Corallo Villaputzu (nonostante la lontana trasferta i Lupi furono seguiti da moltissimi tifosi). Dalla Sardegna alla Sicilia a Mascalucia per sfidare il San Pio X Catania la squadra dei padri salesiani.

Una cavalcata che portò i Lupi Molisani a giocarsi a Firenze il 2 Aprile 2014 la finale per la coppa contro la squadra toscana del Ponsacco.

Quel giorno allo stadio Buozzi di Firenze c’erano circa 2.000 spettatori, più della metà venivano dal capoluogo Molisano partiti con sette pullman, furgoncini e auto per l’epica trasferta. Già dalla mattina i tifosi passeggiavano per le vie della città di Firenze.

Nel pomeriggio, con diretta su Rai sport, le due squadre si scontrarono, lo stadio era colorato di rosso e di blu colore d’entrambe le formazioni.

La gara si accese dopo venti due minuti di gioco quando Minadeo batté il portiere del Ponsacco Cappellini, al 45’ le squadre chiusero con i Molisani in vantaggio.

Al 62’ Pieroni pareggiò e quattro minuti dopo Lazzarini portò nuovamente in vantaggio i Lupi sanniti. Tre minuti dopo Vitelli entrato al posto di Palumbo portò la gara sul 3-1 per la gioia dei propri supporters. Il Ponsacco trovò al 71’ la rete del 3-2.

Gli ultimi minuti furono un assedio alla porta difesa da Cattenari, i Lupi tirarono fuori gli artigli difendendo l’area sino al termine, e al triplice fischio finale la grande gioia dei tifosi giunti dal Molise per una squadra che rappresentò la regione in Italia e che dopo un brutto periodo ritrovava la gloria.

Il tabellino della partita:

Campobasso: Cattenari, Scampamorte, Minadeo, Scudieri, Palumbo (50’ Vitelli), Pigantaro, Corradino, Volpecina, Cianci (74’ Mauriello), Fazio, Lazzarini (85’ Di Lallo).

Allenatore: Farina

Ponsacco: Cappellini, Lici, Lazzerini, Barsotti( 68’ La Bruna), Giacovelli, Tamberi, Bortoletti, Doveri, Pieroni, Brega(78’ Balestri), Granito.

Allenatore: Lazzini

Arbitro: Donda di Cosmos

Marcatori:: 22’ Minadeo, 62’ Pieroni, 66’ Lazzarini, 68’ Vitelli, 71’ Granito.

foto: sscittadicampobasso.it

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#scudetticontesi – 1915 è battaglia sui documenti della Figc

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GLIEROIDELCALCIO.COM – L’hashtag #scudetticontesi si arricchisce di nuovi episodi. Dopo il filmato pubblicato dal Bologna e relative “botte e risposte” con il Genoa per lo scudetto del 1925 di cui vi abbiamo dato conto anche con interviste con i diretti interessati, il focus si sposta ora sullo scudetto del 1915. Scudetto su cui pende da molto tempo una richiesta di ex aequo da parte della società Lazio. Un campionato mai terminato assegnato poi al Genoa. Nei giorni scorsi, il 31 marzo, in un comunicato dell’Avv. Mignogna, celebre per perorare la causa biancoceleste, possiamo estrapolare quanto segue: “… è emerso che nell’Annuario Ufficiale della Figc 1926-1927 (edito nel 1928), a pagina 36, risulta inequivocabilmente esplicato e pertanto dotato di prova ufficiale l’assunto che il Genoa, con delibera post-bellica, fu reso esclusivamente Campione Settentrionale 1914/15 e non anche Campione Nazionale della medesima stagione […] Coerentemente il suddetto Annuario Ufficiale della Figc, nella Sezione “Albo d’oro” qualifica il Campionato 1914/15 “sospeso”, così chiarendo, ove mai ce ne fosse stato bisogno, che quanto specificato a pagina 36 non poteva che riferirsi alla fase finale del Campionato Settentrionale”. Non solo, il comunicato annuncia anche ulteriori novità a breve… “ … sono all’esame dello scrivente ulteriori documenti, che a breve potrebbero spiegare come e perché l’assegnazione del titolo settentrionale al Genoa, medio tempore, fu strumentalizzata e/o quantomeno equivocata al punto da tramandare erroneamente per oltre un secolo che i rossoblù furono gli unici vincitori dello Scudetto 1915”.

È arrivata anche la replica di Giancarlo Rizzoglio, Comitato Storico Scientifico Museo del Genoa, dalle colonne de “Il Secolo XIX“ nell’edizione odierna: “I documenti vanno sempre letti per intero, senza omissioni ed evitando di commentare solo gli stralci più convenienti. L’Almanacco dice chiaramente che il campionato di 1ª Categoria, a sistema regionale, si è svolto fra le 36 squadre individuate tra quelle partecipanti nel Nord Italia divise in sei gruppi, e non si fa alcun riferimento ai campionati del Centro e del Sud. Questo prova ancora una volta che all’atto dell’assegnazione del titolo italiano, dopo la sospensione del campionato all’ultima giornata, si prese in considerazione esclusivamente il campionato del Nord Italia, per le note e comprovate ragioni di netta superiorità tecnica che questo aveva. Quando l’almanacco cita l’ultimo girone parla infatti di “girone finale” e non “girone finale settentrionale”». Nel dossier inviato alla Federcalcio da parte di coloro che “perorano” la causa dei liguri, si è sempre voluto evidenziare come la Lazio, a differenza del Genoa, non abbia mai ricevuto un atto formale dell’assegnazione del titolo di campione dell’Italia Centro-Meridionale. “C’è una delibera Figc”, prosegue Rizzoglio, “e solo Federcalcio può decidere di tornare sulla propria decisione assegnando l’ex aequo. Nel caso, però, dovrebbe assegnarlo anche all’Internazionale Napoli, che non esiste però più da tempo”.

Nolenti o volenti la storia si deve ancora scrivere.

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