Connect with us

Il Calcio Racconta

Angelo Peruzzi, il portiere che nacque due volte

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM (Eleonora D’Alessandri) – Esiste una leggenda che narra di un giovane Angelo Peruzzi allenare la presa ferrea delle sue mani afferrando i pesci nei ruscelli del suo paese natale di Blera in provincia di Viterbo.

Ma, la sua vera abilità la mostrerà solo quando sceglierà il ruolo meno amato dai bambini che iniziano a giocare a calcio: nasce così il portiere Angelo Peruzzi.

Angelo nasce il 16 febbraio 1970. Inizia il suo percorso nella squadra del suo paese e nel tempo, migliorando, viene notato dagli osservatori della Roma, che lo portano nella capitale. I suoi maestri a Trigoria saranno Negrisolo e Superchi, il primo dei quali, per allenarlo, lo convincerà a diventare romanista nonostante la sua fede laziale.

Non fa in tempo a farsi notare nella squadra Primavera che, a soli 17 anni il 13 dicembre 1987 è già in campo a San Siro con la prima squadra per un Milan – Roma rimasto nella storia. Alla fine del primo tempo, infatti, Tancredi si accascia a terra colpito da un petardo, così Liedholm manda il giovane Peruzzi nella ripresa. Verrà battuto solo su rigore calciato da Virdis, ma la partita verrà poi assegnata a tavolino 2-0 per i giallorossi dal giudice sportivo.

L’anno successivo si ritroverà a soli 19 anni, al posto di Tancredi disputando 12 partite con la Roma e debuttando con la nazionale under 21 di Maldini.

Solo nel 1989 Peruzzi diventa ufficialmente professionista e mandato in prestito a Verona, dove sarà regolarmente in campo seppur in un contesto di un campionato che finirà con la retrocessione.

L’ormai imminente ritorno alla Roma sembrava preannunciare l’anno del definitivo salto di qualità e invece coinciderà con l’anno peggiore della sua carriera.

Dopo la partita Roma – Bari, infatti, fu trovato positivo al controllo antidoping.

In un’intervista sulla RAI dirà: «È stata la peggior stronzata che ho fatto nel mondo del calcio: il Lipopill me lo diede un compagno, perché venivo da uno stiramento e non volevo farmi di nuovo male, ma quando la Roma mi disse di fare ricorso dissi di no. Ho sbagliato, ho pagato con un anno di squalifica ed è stato giustissimo. Poi ebbi un paio di discussioni con i dirigenti della Roma e solo il presidente Viola mi difese».

Fu una vera e propria mazzata, ma anche l’anno della rinascita che portò Peruzzi alla Juventus.  Nel luglio 1991 riuscì a giocare le prime amichevoli, ma solo nel febbraio 1992 giocò la prima partita da titolare in uno Juventus – Inter di Coppa Italia.  Poi il 18 aprile in Roma – Juventus, Angelo esordisce come numero uno con un’altra prestazione da applausi con la quale conferma di non aver perso nessuna delle sue qualità durante la lunga sosta.

Arriverà così la consacrazione grazie alla dichiarazione di Trapattoni che lo preferirà a Tacconi nominandolo titolare. Con la Juventus resterà 8 stagioni nelle quali colleziona 301 presenze, tre scudetti, una Coppa Italia, una Champions League, una Coppa Uefa, una Coppa intercontinentale, una Supercoppa Europea e due Italiane, entrando nella Hall Of Fame dei portieri bianconeri.

Nel 1999 si trasferisce all’Inter, richiamato da Lippi ma la sua esperienza nerazzurra dura solo un anno e va alla Lazio l’anno dopo.

Data la prestanza fisica e muscolare era ed è soprannominato Tyson o più scherzosamente Cinghialone. Tecnicamente era un portiere per lo più completo, aveva un’ottima presa, riflessi prontissimi, grandissime doti acrobatiche, il punto di forza nelle uscite basse e sapeva dare sicurezza alla sua difesa nonostante la sua pacatezza.

Spesso è stato accostato a Dino Zoff e ritenuto il miglior portiere al mondo negli anni ’90.

Con la maglia biancocelesti prende il posto di Marchegiani e disputa 226 partite in sette anni vincendo la Supercoppa Italiana nel 2000 contro l’Inter e la Coppa Italia nel 2004 contro la Juventus.

Si ritirerà dopo la gara Lazio – Parma del 20 maggio del 2007.

Dal Giugno 2008 tornerà a vestire la maglia della nazionale ma come membro dello staff tecnico di Marcello Lippi e nell’ottobre 2010 diventerà vice allenatore dell’under 21 di Ciro Ferrara e preparatore dei portieri per la Figc, ruoli che porterà avanti fino al 2012. Dopo una breve esperienza alla Sampdoria sempre con Ciro Ferrara, dal 2016 diviene dirigente della Lazio con il ruolo di club manager.

Romana e romanista di nascita, trasferita in Friuli Venezia Giulia per sbaglio. Una laurea in scienze della comunicazione, un lavoro come responsabile marketing e un figlio portiere mi riempiono la vita. La mia grande passione è il calcio, la sua storia e tutto quello che ne fa parte.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il Calcio Racconta

Ezio Vendrame e la figurina… sbagliata

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Ezio Vendrame ieri è venuto a mancare. Tutti coloro che hanno a cuore il calcio, in modo particolare quelli come noi che amano le storie vintage e particolari, lo hanno ricordato, descritto, elogiato, sottolineandone anche gli eccessi. Forse proprio per quest’ultimi così amato. Il suo essere controcorrente è stato il leitmotiv della sua vita, il suo modo di rapportarsi con il mondo. Nessun giudizio. Lui era così. Punto.

A 13 anni era arrivato nelle giovanili dell’Udinese per poi passare alla Spal per quella che era la sua prima stagione da professionista. Il suo carattere particolare mal si conciliava con il Patron della società di Ferrara che lo cedette alla Torres e successivamente al Siena.

Ma proprio in questa prima stagione da professionista a Ferrara, prima delle cessioni, c’era una pratica da dover svolgere, una pratica che esiste ancora oggi: le foto per l’album di figurine.

Ovviamente Vendrame non è tra i titolari e quindi non è nemmeno così scontato che lui debba farla. Prendete allora l’album della Panini della stagione 1967-68, ovviamente alle pagine dedicate alla Spal:

A sinistra trovate i due portieri, Mattrel e Cantagallo, al centro, tra di loro, il classico “scudetto” con l’emblema del club. Poi i quattro “arretrati”, il terzino destro Pasetti, il terzino sinistro Tomasin, il libero Massei e lo stopper Bozzao. Al centro una storia sintetica della società a completare la prima pagina. Andiamo ora ad analizzare la seconda pagina, leggermente più ricca di foto, nove contro sette della precedente.

Si parte con la figurina di Bertuccioli, mediano di spinta, poi il centrocampista Parola, solo omonimo del più celebre e famoso per la rovesciata divenuta iconica, e Lazzotti mezzala di punta. Completano i titolari Reif, ala destra, Bigon centravanti e Brenna ala sinistra.

Arriviamo poi a quelli che vengono definiti genericamente “altri titolari”: a sinistra il terzino Pomaro, al centro Edoardo Reja e infine a destra Gildo Rizzato.

Qui finiscono le figurine dedicate alla Spal, ma prosegue un elenco sotto la dicitura “Completano i quadri”: Stanzial, Cipollini, Rozzoni, Boldrini, Bean e Righetti.

Bene, di Vendrame nemmeno l’ombra, nemmeno tra coloro che “Completano i quadri”… verrebbe da dire. Invece ecco … guardate bene l’ultima figurina, quella di Gildo Rizzato…

Siamo certi si tratti esattamente di Gildo Rizzato? La didascalia riporta “Nato a Montagnana (PD) il 2 -2-1948. Centravanti cresciuto nel Legnago è passato alla Spal nel 1965-66. Esordiente in serie A. Altezza 1,70 Peso Kg. 66 Celibe”.

Beh, i dati corrispondono a Rizzato. Ma la foto? Forse non abbiamo bene in mente il volto di Rizzato, ma in quella figurina, guardandola bene, si scorgono dei connotati familiari ai più… siamo di fronte a Ezio Vendrame: molto giovane, ovviamente, e senza la barba.

Insomma uno degli errori della Panini e, visto l’anno, forse il primo in assoluto. Errori che fanno sorridere. Un modo diverso oggi di ricordare Vendrame. Con il sorriso appunto. Così avrebbe voluto.

Ciao Ezio

(Tutte le foto sono tratte dalla preziosissima “Collezione Gianni Bellini”, che ringraziamo per la solita grande collaborazione)

Continue Reading

Il Calcio Racconta

L’ultimo gol di Bigon in Serie A

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM (Antonio Capotosto) – La ventiseiesima giornata del torneo 1979-’80 andava in scena sabato 5 aprile, vigilia di Pasqua. Il Milan era di scena a Udine e i friulani vinsero in rimonta 2-1, dopo il vantaggio rossonero siglato al quarto d’ora da Bigon. Nell’ultima stagione da calciatore nella massima serie per il futuro allenatore del secondo scudetto partenopeo. La decima annata di Albertino con il Diavolo. Era arrivato a Milanello dal Foggia, che nel 1971 era retrocesso in B. Soffiato alla Roma, rappresentò una scommessa subito vinta perché nel primo campionato con la casacca milanista andò a segno 14 volte in 29 partite. Nei due lustri con la maglia rossonera ha disputato tutte le finali del Diavolo: quattro di Coppa Italia e quella della Coppa Coppe del 1973. Nel giorno della ‘fatal Verona’ siglò l’ultimo gol e nella stagione del decimo scudetto milanista realizzò 12 reti. Con il tempo si era trasformato da attaccante in ala o anche in seconda punta, in base alle esigenze. Il 5 aprile di quarant’anni fa Albertino Bigon andava a segno per l’ultima volta in Serie A.

Continue Reading

Il Calcio Racconta

Addio a Ezio Vendrame, il nostro George Best

Published on

“Si è spento poche ore fa, Ezio Vendrame all’età di 72 anni, nella sua casa a Conegliano Veneto.

Genio, icona e simbolo di un calcio che non esiste più. Considerava Vicenza la sua seconda casa e aveva sempre nel cuore i tifosi biancorossi che aveva conquistato e deliziato con le sue giocate, per tre stagioni in Serie A dal 1971 al 1974. Con la maglia biancorossa infatti registrò 46 presenze in campionato ed una rete siglata proprio in un derby contro l’Hellas Verona, nel quale fu mattatore perché oltre al gol, servì un assist e fu fermato solo dalla traversa che gli negò una storica doppietta. Cresciuto nelle giovanili dell’Udinese, aveva militato tra le altre nel Napoli, nel Padova e nel Pordenone. La società LR Vicenza si unisce al dolore per la scomparsa di Ezio e desidera esprimere ai suoi cari le più sentite condoglianze”. Questo il messaggio di cordoglio dalle pagine del sito ufficiale del Vicenza, accompagnato da un’opera disegnata dal noto illustratore vicentino Osvaldo Casanova (Vai al comunicato ufficiale)

Anche il Padova dal proprio sito ha dato comunicazione della triste notizia: “Si è spento all’età di 72 anni Ezio Vendrame. Nato il 27 novembre 1947 a Casarsa della Delizia (Pordenone), Vendrame, soprannominato il “Best Italiano” ha vestito le maglie di Spal, Torres, Siena, Rovereto, Lanerossi Vicenza, Napoli e Pordenone. Ha vestito la maglia del Calcio Padova dal 1975 al 1977 realizzando 8 reti in 57 incontri in Serie C. La Società Biancoscudata si stringe attorno ai familiari e agli amici di Ezio in questo momento di dolore” (Vai al comunicato ufficiale).

Continue Reading

più letti

WP-Backgrounds Lite by InoPlugs Web Design and Juwelier Schönmann 1010 Wien
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: