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La Penna degli Altri

Ottavio Bianchi: “Mi salvano i ricordi”

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ILMATTINO – Ottavio Bianchi, come tutti, è alle prese con la quarantena forzata e da Bergamo rilascia una intervista a Il Mattino, di seguito alcune delle sue dichiarazioni:

[…] “Ho già vissuto questa paura di non farcela. Il primo anno a Napoli andai in coma per tre giorni perché non mi avevano curato bene una appendicite che si tramutò in una peritonite perforante. E in quel letto non pensavo mai a cosa avrei fatto una volta che sarei tornato a giocare, ma solo a tornare a vivere alla svelta e a cosa avrei fatto se fossi riuscito a salvarmi».

Come è il mondo visto dalla sua casa di Bergamo?
«È triste. Non solo per quello che vedi. Non c’è nessuno in giro. Ma anche per quello che senti. Tutto intorno sei circondato solo da notizie di morte, di emergenze, di situazioni disperate, di ospedali strapieni che rischiano di non riuscire a curare tutti quelli che vanno lì. Di terapie intensive che scoppiano di persone bisognose. […]

E lei come vive?
«Uscivo a prendere i giornali in edicola rispettando le distanze, evitando contatti ma da qualche giorno Camilla e Tommaso, i miei figli, me lo impediscono. Fanno tutto loro, compresa la spesa. Stanno attenti a me, come tanti figli in questi giorni con i loro genitori vecchietti ed evitano che possa correre anche il più piccolo dei potenziali pericoli. Poi, chiaro, c’è un po’ di fatalismo. Ma non il fatalismo del premier britannico. Quella è follia pura che non capisco come gli inglesi possano tollerare. Bisogna rispettare la salute degli altri e rispettare i provvedimenti delle autorità. Così ognuno di noi fa il proprio dovere».

Il tempo è fermo?
«Mi salvano i ricordi. Quelli di una vita intera. Da tre anni sono vedovo e qualche volta anche il calcio mi aiuta a regalarmi un sorriso. Chissà perché col passare degli anni dimentichi i momenti brutti e ti vengono in mente solo quelli gioiosi. Lo scudetto, la Coppa Uefa con il Napoli. Incredibilmente mi vengono in mente più adesso che nel passato. Napoli mi è rimasta nel cuore, spero che con la creazione della zona rossa la città sia riuscita a non precipitare nella tragedia come qui».

Maradona, lo sa, anche lui vive in isolamento in Argentina per timore del Coronavirus.
«Giusto essere prudenti, non correre rischi, non sfidare la sorte. Con Diego ho vissuto anni straordinari. Passerà indenne anche lui questo momento drammatico della nostra storia». 

[…] La spaventa il dopo?

«Negli anni del dopoguerra vedevo gente arricchirsi in maniera spropositata mentre la maggior parte delle persone comuni soffriva la fame. Non vorrei che quando tutto questo sarà finito ci sia che si approfitti degli altri. Questo non deve succedere». 

 

 

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Udinese – Spal del 6 Giugno 1954: la prima partita dello spareggio a tre

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(UDINESE.IT – Foto UDINESE.IT)

Il sito ufficiale dell’Udinese racconta il 6 Giugno del 1954, quando i bianconeri giocarono la prima partita degli spareggi a tre per non retrocedere in B.

[…] Il 6 giugno 1954 l’Udinese è impegnata nel primo incontro degli spareggi a tre, con Spal e Palermo per evitare la retrocessione in B.

[…] L’Udinese il 6 giugno è di scena a Milano contro la Spal. […] L’undici friulano allenato da Giuseppe Bigogno va in vantaggio quasi subito con un tiro cross calciato da Virgili da destra che inganna il portiere Bertocchi.

[…] Nel secondo tempo la Spal è più intraprendente, più pericolosa, ma l’Udinese non si fa sorprendere e porta in porto senza particolari patemi l’importantissima affermazione.

 

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Il 6 Giugno del 1937 il Bologna diventava Campione d’Europa

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(TUTTOBOLOGNAWEB.IT di Manuel Minguzzi – Foto BOLOGNAFC)

Lo sapevate che il Bologna è stato anche Campione d’Europa? Lo racconta il sito Tutto Bologna Web.

[…] Successe il 6 giugno 1937 quando i rossoblù vinsero una sorta di Champions League ante litteram: il trofeo dell’Esposizione Universale. A Parigi, in quel giugno e in concomitanza con l’Expo, si disputò un torneo di calcio di stampo europeo con 8 big dell’epoca, tra queste anche il Bologna. Le partecipanti furono: Austria Vienna, secondo in Austria e vincitore della Coppa Europa Centrale 1936, appunto il Bologna, campione d’Italia, il Lipsia, vincitore della Coppa di Germania, l’Olympique Marsiglia, campione di Francia, il Phobus Budapest, quarto in Ungheria, lo Slavia Praga, campione di Cecoslovacchia, e il Chelsea, ottavo in Premier League (allora First Division).

[…] In finale, dunque, i rossoblù affrontarono i maestri inglesi che, da sempre ritenutisi superiori, mandarono a questa competizione il Chelsea ottavo in campionato e non il Sunderland vincitore dell’allora First Division.

[…] Nell’ultimo atto a Parigi, […] fu uno show di Reguzzoni, tripletta, unito al gol di Busoni.

 

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Redondo ed il Milan, una storia d’amore sfortunata

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(GOAL.COM di Paolo Camera – Foto FANPAGE)

Il sito Goal.com descrive, in un dettagliato articolo, la sfortunata avventura di Fernando Redondo al Milan. Ecco un estratto.

[…] Il centrocampista argentino, arrivato in rossonero nell’estate del 2001, dopo pochi giorni si rompe il legamento crociato del ginocchio destro in allenamento. Ne segue un interminabile calvario, che lo costringe a stare lontano dai campi per 2 anni. Rientra a metà stagione 2002/03, riuscendo a dimostrare il suo valore in Coppa Italia. Vince da comprimario anche Champions League e Supercoppa Europea, prima di dare l’addio al Milan e al calcio il 16 maggio 2004 a San Siro.

[…] Il giocatore firma un ricco triennale a circa 8 miliardi di Lire a stagione, 2 in più di quelli che percepiva in Spagna.

[…] Quello che è certo è che l’argentino si rompe il legamento crociato del ginocchio destro, ma sulle modalità non c’è uniformità di racconto. Molti dicono che la causa sia il piede messo in un buco del terrenodi Milanello, reso pesante dalle piogge. Altri, fra cui il Milan, sostengono che l’incidente sia invece avvenuto mentre correva sul tapis-roulant.

[…] Redondo, dimostrando grande onestà, e guadagnandosi la stima dei tifosi rossoneri, chiede alla società di sospendere il pagamento del suo stipendio fino a quando non avrebbe ripreso a giocare.

[…] La prima prestazione importante di Redondo in rossonero arriva il 18 dicembre 2002, quando la squadra di Ancelotti strapazza 5-1 a San Siro l’Ancona nel ritorno degli ottavi di finale. […] Ma la gioia più grande a livello personale è la Coppa Italia vinta da protagonista con 2 grandi prestazioni nelle due finali con la Roma.

[…] Il saluto ai tifosi del Milan e al calcio giocato Redondo lo dà a San Siro il 16 maggio 2004 nella sfida contro il Brescia, passata alla storia perché è in quella gara che anche Roberto Baggio si ritira. L’argentino entra al 60′ al posto di Andrea Pirlo, giusto in tempo per festeggiare il 17° Scudetto del Milan e salutare nel modo migliore i suoi tifosi.

 

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