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La Penna degli Altri

As Roma, arriva l’album 2015/2016. Tutta la cronistoria delle ‘figurine giallorosse’

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LAROMA24.IT (Federico Baranello) – È arrivato anche quest’anno l’appuntamento con l’album delle figurine interamente dedicato all’AS Roma. Dal 2011 è ormai un appuntamento fisso con la raccolta in coedizione tra la Galata Srl e la Erredi Grafiche Editoriali Snc. In occasione della gara vincente di sabato contro l’Empoli (3-1) è avvenuta la consueta distribuzione allo stadio Olimpico degli album “omaggio”. L’occasione è ghiotta per ripercorrere insieme la storia degli album dedicati esclusivamente alla As Roma.
Primo, in questa speciale graduatoria, è “Roma Roma Roma” edito nel 1996 dalla SVIMA Comunicazione Srl, società con sede a Roma.

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L’album, venduto a Lire 5.000, ripercorre la storia dell’As Roma affidandosi “alle immagini dei fatti e dei protagonisti della storia giallorossa”.

L’opera ripercorre la storia della compagine capitolina dai tempi della fondazione, i primi campionati, Campo Testaccio, il primo Scudetto, gli anni infelici e l’onta della serie B, le prime vittorie in campo europeo, la squadra “Magica” del secondo Scudetto, sino al 1996.
Non manca una sezione dedicata al “Tifo” con foto di coreografie storiche e striscioni che hanno fatto epoca.
Da quest’opera della Svima, peraltro molto ricercata dai collezionisti, se ne ricava una piccola enciclopedia giallorossa considerando che è pur sempre un album di figurine.
La bustina delle figurine di quest’album è un capolavoro e, dopo la modifica del logo storico con conseguenti critiche non ancora placate, diventa ancora più importante e denso di significato.

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edigamma album

Per la stagione 1997/98 è la società editrice Edigamma Srl, anch’essa di Roma, a tentare l’avventura dell’album di figurine dedicato, il titolo è un urlo: “Solo la Roma”.

Un giovane Totti, Konsel, Buno Conti, la Curva Sud e capitan Balbo sono la copertina dell’Album stesso.
L’album è focalizzato sulla rosa della Roma del campionato 1997/98 con qualche richiamo al passato: una sezione della squadra che conquistò il secondo scudetto, due pagine dedicate alla “Curva più bella del mondo” oltre ad una sezione dedicata ai calciatori considerati “Indimenticabili”.
Costo dell’album Lire 3.000 ma consegnando il coupon seguente si poteva ritirare la copia omaggio.

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Anche la più famosa Panini di Modena lancia l’album dedicato al sodalizio giallorosso inaugurando, di fatto, la stagione degli album con il bollino “Prodotto Ufficiale”: AS ROMA 2000.

Delvecchio, Montella e Totti compaiono in copertina sotto la famosa coreografia del “Ti Amo” del derby del 23 ottobre 1983 (2-0 con reti di “Picchia” Sebino Nela e Bomber Pruzzo).
L’album si sofferma sulla rosa del campionato 1999/2000, fa poi riferimento alle maglie storiche per poi soffermarsi sulle foto di alcuni giocatori in particolare degli anni ’80 e ’90.
Costo dell’Album lire 3.500.

panini 2000panini roma

 

 

 

 

 

 

L’anno successivo, quello che sarà poi l’anno Tricolore, la Panini ripropone un album, e ancora con lo stesso nome di quello della Svima del 1996: Roma Roma Roma! Ancora Montella e Totti in copertina, insieme all’acquisto più importante: Gabriel Omar Batistuta, il Re Leone!!!
Il prezzo dell’Album è fissato con la doppia dicitura in Lire (3.000) ed in Euro (1,55).
Oltre alle foto di tutta la rosa del campionato 2000/01, l’album si arricchisce di immagini che ripercorrono maxi figuil campionato, che risulterà poi vincente, sino a Parma Roma del 4 febbraio 2001, ultima di andata. Altre 6 figurine compongono l’albo d’oro!!
Dobbiamo attendere ben 5 anni per vedere ancora un Album con i nostri colori, e precisamente il 2006, quando la Uno Publishing Srl di Roma pubblica l’ ”Album ufficiale di Maxifigurine 2005/06”.

L’album si compone di figurine di grandi dimensioni (10×15 cm) e, per ogni giocatore, troviamo una foto in primo piano e una durante un’azione di gioco.
Arriviamo nel 2008 quando, dal sodalizio della Preziosi Collection e dell’AS Roma, nasce una raccolta dedicata interamente al nostro numero 10, al leggendario Capitano della Roma: FRANCESCO TOTTI IL CAPITANO!!

La raccolta ripercorre la carriera del numero 10 giallorosso dagli esordi, i migliori goal (da lui stesso selezionati), una sessione dedicata alla tecnica del gioco del calcio e per finire una sessione che vede Totti impegnato nel sociale.
Dalla stagione 2011/12 l’appuntamento annuale è con gli album che nascono dalla collaborazione di due aziende di Genova: la Galata Srl e la Erredi Snc.totti

Gli album, oltre a presentare la rosa completa della squadra, ripercorrono le “gesta” storiche dei nostri eroi giallorossi, attraverso i grandi campioni che hanno indossato la nostra maglia.
Nell’album distribuito sabato scorso c’è una sessione dedicata agli stadi in cui ha giocato la Roma e due pagine per quella che sarà la futura “Casa della Roma”.
Tra un “ce l’ho” e un “mi manca”, tutti abbiamo collezionato le figurine. Quanti ricordi, quante emozioni. Il profumo della colla che si sprigiona all’apertura del pacchetto. Le trattative per gli scambi. Poi quella sensazione di soddisfazione nell’attaccare la figurina che permette di completare l’album. Una soddisfazione mista a malinconia, perché completare un album significa terminare l’emozione, in attesa della stagione successiva: “E la cosa stupenda è che questo si ripete continuamente, c’è sempre un’altra stagione….. E che male c’è in questo? Anzi, è piuttosto confortante se ci pensi….“(Cit. Nick Hornby, Febbre a 90°).

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Dino Zoff: “… un Mondiale spettacolare come quello del 1982 è irripetibile”

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IL TEMPO (Simone Pieretti) – Dino Zoff, campione indimenticabile vincitore non solo con la Juventus ma anche con la maglia della Nazionale: Campione d’Europa nel ‘68 e Campione del Mondo nell’82, ha rilasciato un’intervista a Il Tempo. Di seguito alcune sue dichiarazioni:

Relativamente alla Rai che in questi giorni ha riproposto alcune partite della Nazionale che lo hanno visto protagonista dice… “Non sto vedendo queste partite […] Sono molto autocritico, per questo evito di rivedere partite nelle quali sono stato protagonista”. 

Su Italia-Haiti del 1974, in cui Sanon mise fine al suo record dice: “Era un record importante, 1143 minuti senza subire reti, (dal 20 settembre 1972 al 15 giugno 1974, a oggi è ancora il record assoluto per quanto riguarda le squadre Nazionali ndr) ma in quella partita d’esordio al Mondiale l’importante era il risultato finale. E alla fine vincemmo». […]

“Difficilmente potremo rivedere un Mondiale come quello del 1982, un torneo del genere sarà difficile da ripetere: al di là dei primi turni, in tutto il resto del torneo, vennero realizzate tante reti, e tutte su azione. Se vediamo altri Mondiali, ci sono state partite combattute e vissute, e vinte con grandi meriti. Nessuno vuol dire niente, ma un Mondiale spettacolare come quello del 1982 è irripetibile […]

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Pruzzo: “Viola? Lungimirante. Liedholm? Se si incavolava …”

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L’ex bomber giallorosso, Roberto Pruzzo, ha rilasciato una lunga intervista a “Il Corriere dello Sport”. Di seguito un estratto:

Su Viola: “… è stato lungimirante. Prima da Roma in giù arrivavano grandi giocatori solo a fine carriera. Il mio acquisto diede la svolta, non so quanto voluta, cercata, ma ha dato il là […] Parlavo direttamente con lui, ero entrato nelle sue grazie e non era da tutti. Ho avuto la fortuna nei rapporti, con lui e con Liedholm, ero un privilegiato”.

Su Liedholm: Il primo giorno che l’ho visto pensavo che mi conoscesse da sempre. Mi aveva studiato in qualche cassetta, non era mai casuale quando puntava su un calciatore. Avrei fatto qualsiasi cosa per lui, riusciva a mettermi nelle condizioni di esprimermi al massimo, con il piacere di farlo. Ma se si incavolava era un casino, io ho rischiato un paio di volte, ho avuto la fortuna di non essergli troppo vicino. Ero uno che faceva fatica a stare zitto, rompevo le scatole a tutti. Lui qualcuno per il collo l’ha preso. Ma è prevalsa l’omertà tra giocatori”.

Su Di Bartolomei: Ho un ricordo bellissimo, avevamo la stessa età quando arrivai a Roma, poi c’erano giocatori più esperti come Santarini, De Sisti e Paolo Conti. Noi eravamo gli emergenti. E’ sempre rimasto uguale, un ragazzo per bene, un grande professionista, un amico. Esternava raramente la sua bontà d’animo”

Su Falcao: “Quel rigore gli resterà nella pelle tutta la vita (ride, ndr). La verità di quella finale di Coppa dei Campioni finita ai rigori non la saprà mai nessuno. Hanno scaricato le responsabilità anche su di me, che ero stato sostituito […] Mi ricordo benissimo che qualche minuto prima di fare gol un difensore arrivando da dietro, mi colpì con la punta dello scarpino le parti basse. Non sono più riuscito a respirare regolarmente”

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Bruno Neri, il calciatore partigiano

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MEDIAPOLITIKA.COM (Marco Milan) – […] Bruno Neri, terzino successivamente trasformato in mediano di spinta, nato a Faenza il 12 ottobre 1910 e debuttante fra i professionisti quando ha soltanto 16 anni nella squadra della sua città, prima di essere acquistato dal Livorno e, nel 1929, dalla Fiorentina che lo paga 10 mila lire […] corsa, sudore e grinta sono le caratteristiche di questo ragazzo che appare diverso dagli altri calciatori: lui legge, scrive, ama la poesia, visita spesso musei e mostre d’arte, si incontra sovente con poeti, scrittori, persino qualche attore con cui condivide la passione per le arti.

[…]  gioca con la Fiorentina per 7 stagioni collezionando 187 presenze ed una rete, ma entrando soprattutto nella storia d’Italia per quanto accade il 13 settembre 1931 […] è in programma l’inaugurazione dell’impianto in un’amichevole tra la Fiorentina e la squadra austriaca dell’Admira Vienna; quasi 15 mila spettatori in un pomeriggio caldo nel capoluogo toscano, in tribuna diverse autorità del Regime Fascista, sul campo i 22 calciatori schierati sulla linea mediana per il consueto saluto. Gli 11 giocatori della Fiorentina sono rivolti verso gli spalti, 10 di loro tendono il braccio in onore del Fascismo, magari qualcuno lo fa pure di controvoglia, però lo fa. Uno di loro, tuttavia, resta fermo, le braccia lungo i fianchi, lo sguardo fiero di chi dice “io non mi presto“. Un gesto pericoloso e rischioso, certamente notato dagli stati generali del Regime, ma sul quale il governo preferisce soprassedere […] Le cronache parlano di un calciatore generoso, di un lottatore tenace e carismatico, forse dalla tecnica non sopraffina ma del quale in campo si sente costantemente la presenza. Neri si guadagna così l’ingaggio da parte del Torino […] chiude la carriera agonistica a trent’anni nel 1940 dopo tre stagioni in granata, 219 presenze e 2 reti in serie A […]

Smessi i pani dell’atleta dopo una brevissima esperienza di allenatore alla guida del Faenza, Neri tenta l’avventura imprenditoriale, rileva un’officina meccanica grazie ai soldi messi da parte con l’attività di calciatore e […] ora dirige l’officina, dimostrandosi persona più che assennata, in barba a chi pensa che i calciatori siano tutti ignoranti e superficiali. Del resto, lui ha studiato, ha letto, ha una cultura diversa rispetto a molti suoi coetanei […] Ma proprio quando tutto sembra volgere per il meglio, ecco lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e l’ingresso dell’Italia nel conflitto. Bruno Neri, trentatreenne […] si arruola nel 1943, imbraccia le armi e trasforma la sua storia da quella di un ex atleta ormai imprenditore a quella di un combattente.

[…] ora un altro ruolo, è il comandante del Battaglione Ravenna nella Resistenza Partigiana. Porta il soprannome di Berni, è uno dei più apprezzati comandanti della Resistenza, […] Nel 1944 torna perfino a giocare a calcio nel campionato Alta Italia con la maglia del Faenza, chiudendo così il cerchio e indossando per ultima la maglia della sua città natale con la quale aveva debuttato ad appena 16 anni. Il 10 luglio 1944 nei pressi di Marradi, vicino Firenze, Bruno Neri assieme all’amico Vittorio Bellenghi si sta recando a Gamogna dove sul monte Lavane c’è da recuperare un aviolancio degli Alleati. I due percorrono la strada e, come sbucati dal nulla, ecco 15 soldati tedeschi dietro di loro […] La successiva testimonianza di un colono che, nascosto dietro una cascina aveva assistito al breve scontro a fuoco […] Dirà anche che, seppur colpito alla testa ed ormai crollato a terra, Bruno Neri rotolando verso la morte avrebbe sparato ancora qualche colpo verso il nemico. E’ forse questa l’ultima immagine dell’ex calciatore: un estremo intervento difensivo per evitare il successo dell’avversario, costi quel che costi, che sia calcio o guerra. A Bruno Neri è oggi intitolato lo stadio cittadino di Faenza.

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