24 FEBBRAIO 1991 – Tancredi torna e bacia la Lupa

LAROMA24.IT (Federico Baranello) – Nell’estate del 1990 Franco Tancredi si trasferisce al Torino per quella che sarà la sua ultima stagione da calciatore. L’estremo difensore saluta il sole della Capitale e approda all’ombra della Mole dopo tredici anni, trecentottantacinque presenze tra i pali, uno Scudetto e ben quattro Coppe nazionali. Nella sua ultima stagione colleziona solo sei presenze in campionato ma il suo ruolo è fare da chioccia a Luca Marchegiani. Inevitabilmente Roma e Torino si affrontano in campionato. La prima da ex si consuma a Torino: la Roma esce sconfitta di misura proprio nella giornata in cui le controanalisi confermano l’esito positivo nella vicenda che diventerà “il caso Lipopill” con protagonisti, in negativo, Carnevale e Peruzzi. Il 24 febbraio 1991 torna da avversario in quella che è stata casa sua per tanti anni, davanti alla sua gente. E la sua gente, a dimostrazione che Franco Tancredi occupa, ancora oggi, un posto importante nel cuore dei tifosi romanisti, la Sud gli dedica due striscioni: Ieri, oggi e domani Franco nel cuore degli ultrà” e Ciao Franco, ben tornato a casa”.

Proprio contro il Torino inizia la leggenda di Tancredi “pararigori” e in questo momento forse il suo pensiero è alla finale di Coppa Italia del 17 maggio 1980 in cui trascina la Roma alla vittoria neutralizzando tre rigori. Oppure a quella dell’anno successivo dove, ormai portiere titolare della Roma, e ancora con il Torino in finale di Coppa Italia rende inefficaci due rigori diventando ancora protagonista.

“Sotto la curva, Tancredi sotto la curva” grida la Sud. Lui ovviamente raccoglie l’invito e mentre si dirige verso i suoi tifosi che lo acclamano, si ferma davanti un raccattapalle al quale bacia il lupetto della sua tuta. La Curva è in visibilio. Lui è emozionato, si commuove. Applaude. Poi si accomoda in panchina; ormai non è più un numero “Uno”, ormai è un “Dodici”.

Durante la partita si emoziona nel guardare e sentire la curva. I cori sono anche per l’allenatore del Torino Mondonico, cui la Sud chiede gentilmente “Fai entrà Tancredi, Emiliano fai entrà Tancredi”. Dirà l’ex numero uno giallorosso: “Per fortuna non se n’è fatto niente, non so proprio come avrei potuto reagire”.

A fine partita si aggira per la sala stampa e, mentre i compagni sono sconsolati per aver perso 2 – 0 (Aldair e Voeller con cucchiaio su rigore), lui commosso dichiara: “Sono la persona più felice del mondo, alla faccia di chi ci chiama mercenari. Invece anche noi calciatori siamo capaci di legarci per sempre ad un gruppo, a una bandiera. Peccato che a questa festa sia mancato proprio lui, il Presidente (riferendosi ovviamente a Viola scomparso il mese precedente)………. A Settembre vado in pensione e mi ritroverete qui con la bandiera della Roma” (Cit. Stampa Sera, 25 febbraio 1991).

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