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Gli Eroi del Collezionismo

L’UnionCollezionisti Calcio 1979 raccontata dal Presidente Lavarello

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IOGIOCOPULITO.IT (Federico Baranello) – Molti di noi, durante il periodo infantile o adolescenziale, hanno iniziato a collezionare qualcosa: francobolli, cartoline, schede telefoniche, figurine, lattine, bottiglie etc. Spesso il “triplice fischio finale” è arrivato poco dopo. Altri invece hanno continuato a immergersi nell’arte di raccogliere e catalogare seppur impegnati a correre dietro alla vita. Hanno sacrificato risorse economiche e tempo libero per arrivare al pezzo mancante o desiderato. Una volta ottenuto si sono dedicati alla contemplazione dello stesso…ma qualche istante dopo il nuovo obiettivo era già nel mirino.

Cercare, catalogare, possedere…è tutto razionale o c’è un pizzico d’irrazionalità? Piacere o ossessione? Che cosa spinge quindi l’uomo verso il collezionismo? C’è qualcosa in più se l’oggetto del desiderio riguarda il mondo del calcio? Inizia oggi un viaggio nella mente e nell’inconscio del collezionista. Inizia un viaggio che ci porterà nelle “raccolte” dell’Italia calciofila. Entreremo nelle storie di uomini innamorati di un gioco e cercheremo di trovare una breccia nella loro passione. Uomini forse nostalgici di un calcio che non c’è più, dove ciascuno ha trovato, e continua a trovare, il suo modo di fermare il tempo per proseguire a viverlo e assaporarlo. Vedremo come queste raccolte private diventano patrimonio della collettività durante le esposizioni o addirittura in veri e propri musei, anche quelli virtuali. I collezionisti hanno quindi il merito di conservare, a proprie spese e con grande sacrificio, materiale che neanche le società interessate possiedono. Anzi, spesso, quest’ultime proprio ai collezionisti privati devono rivolgersi per avere qualche “pezzo storico” da esporre. Infine avremo la grandissima opportunità di poter ammirare parte delle collezioni dei più importanti e blasonati collezionisti. E lo faremo insieme sfruttando una grande, grandissima dote del collezionismo: la sua forte capacità aggregativa, tra passione e cultura.

La prima tappa del nostro viaggio non può non partire dalla “Centesima Riunione Nazionale dell’Unioncollezionisti Calcio 1979”, avvenuta sabato 8 aprile u.s. a Genova, l’associazione che da trentotto anni riunisce i collezionisti di materiale inerente al mondo del calcio. L’associazione, di cui fanno parte a oggi circa una novantina di collezionisti, è presieduta dal genovese Gianni Lavarello, Presidente dal 1983. Il sodalizio si prefigge fondamentalmente di pubblicizzare e diffondere il collezionismo di materiale calcistico favorendone gli scambi, combattendo la diffusione di materiale falso, dando la possibilità ai soci di incrementare le proprie collezioni. Inoltre si pone l’obiettivo di allacciare rapporti con Club e Associazioni similari all’estero con le quali instaurare altresì rapporti d’interscambio di materiale.

Raggiungiamo il Presidente Lavarello: “Trentotto anni fa nasceva la nostra Associazione” ci racconta “Ero un ragazzo. Quanti ricordi. Ho conosciuto tantissimi collezionisti appassionati nel corso degli anni. Con qualcuno siamo diventati veri e propri amici”, poi con tono sconsolato e voce bassa … “Qualcuno ci ha anche lasciato prematuramente”. “Siamo alla Centesima Riunione Nazionale”, continua Lavarello, “Un grandissimo traguardo. Era il 10 marzo 1979 quando a Milano si costituì la Federazione Italiana Collezionisti Materiale Calcio (F.I.C.M.C.). Da allora tantissimi incontri: a Lugano, a Milano presso il Castello Sforzesco nel 1980, dove vennero collezionisti da Belgio, Francia, Germania, Spagna e Svizzera. Nell’82, l’anno dei Mondiali di Spagna, per la prima volta, grazie ai dirigenti del Little Club Genoa, riuscimmo a organizzare in uno stadio, il vecchio “Luigi Ferraris” di Genova il cui terreno di gioco venne letteralmente preso d’assalto dai molti collezionisti e curiosi presenti”.

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“Ulteriore lustro alla manifestazione lo diede poi la visita di Daniele Moruzzi. All’epoca era l’ultimo genoano in vita che vinse gli scudetti del 1923 e del 1924″.

collezione

“Nel marzo 1984, in occasione della Riunione Nazionale che si tenne presso i locali di Villa Piantelli, lato distinti dello stadio “Luigi Ferraris”, fummo onorati della presenza di un “mostro sacro” del calcio: Bobby Charlton”. Una storia leggendaria quella del campione inglese: tra i pochi superstiti del disastro aereo di Monaco di Baviera, che nel 1958 decimò il Manchester United, sino al gradino più alto con la conquista della Coppa del Mondo con l’Inghilterra del 1966 e relativo Pallone d’Oro. Ma anche una Coppa d’Inghilterra, quattro Charity Shield, tre campionati inglesi e una Coppa dei Campioni. Vera bandiera dei Red Devils. “Un’emozione unica averlo alla nostra Riunione e un grande, grandissimo onore poter consegnare al fuoriclasse inglese una nostra targa ricordo”.

“Nel corso degli anni abbiamo avuto il piacere di annoverare tra gli iscritti anche Walter Zenga e Maurizio Iorio. Poi ci sono venuti a trovare o comunque sono stati coinvolti in varie iniziative Giampiero Scaglia, Ivano Bordon e Dino Maggi lo storico massaggiatore del Brescia scomparso lo scorso anno: grande uomo, grande professionista e grande collezionista. Anche Aldo Serena nell’Ottobre 1986 fu ospite di una nostra riunione di scambi organizzata a Torino”.

 “Abbiamo avuto anche una presenza femminile come collezionista”, ci dice il Presidente Lavarello. Una donna che segue il calcio e se ne innamora al punto da diventarne collezionista… nasce in noi il desiderio di contattarla. “Sono sempre stata appassionata di calcio”, ci racconta Patrizia Giuffrè, “E collezionavo cartoline raffiguranti gli stadi. Un giorno, tra gli annunci presenti sul Guerin Sportivo relativi agli scambi tra collezionisti, si diceva appunto che a Genova ci sarebbe stato un incontro. Non ci pensai molto, presi il treno e mi recai verso il capoluogo ligure. Fu una bellissima esperienza e decisi di ritagliarmi un ruolo attivo nell’Associazione e diventai Segretario Regionale per il Lazio. Scrivevo a macchina il Bollettino con le notizie dell’associazione, poi andavo in copisteria a fare le fotocopie. Il giorno dopo in posta per spedirlo agli associati. Che “lavorone”, ma che divertimento e che grande soddisfazione. Organizzai anche la riunione a Roma del Marzo dell’83. La locandina è ancora appesa in casa mia. Sono ancora tanto appassionata degli stadi e ancora oggi in qualsiasi città mi reco lo stadio è per me un’attrattiva imprescindibile”.

La voce narrante, quella di Lavarello, ritorna protagonista tra ricordi ed emozioni: “Siamo passati anche attraverso una scissione dalla quale, nel 1990, viene costituito il Club Collezionisti Calcio ’90 (C.C.C.’90). Poi nel novembre 2001 si è sottoscritto un accordo che riunisce di nuovo le due Associazioni facendo confluire la F.I.C.M.C. nel C.C.C.’90 dando così vita all’attuale Unioncollezionisti Calcio. Devo dire, in maniera molto onesta, che prima c’era più partecipazione e il numero degli iscritti era superiore alle duecento unità. Tra la seconda metà degli anni 80 sino ai primi anni 90 il nostro movimento raggiunse l’apice. Oggi non c’è la stessa partecipazione pur essendo comunque una passione molto diffusa. Le piattaforme di scambio e vendita con l’avvento di Internet si sono moltiplicate. Inoltre i giovani hanno oggi anche tanti interessi diversi rispetto alla nostra generazione. Manca un certo ricambio generazionale dal punto di vista della passione per il collezionismo. Mi auguro ci possa essere una ripresa. Per raggiungere quest’obiettivo andrebbero coinvolti i giovani probabilmente anche a livello scolastico. Insomma una cultura del collezionismo a salvaguardia della memoria storica. Anche in Europa la situazione non è molto diversa”.

Un grande plauso quindi a chi possiede il merito di conservare questa memoria storica altrimenti perduta. Come i tanti appassionati di sabato scorso a Genova, presso i locali della A.G.O.M.S., a conferma di come il movimento degli italici collezionisti sia ancora vivo, in attesa di un ricambio generazionale.

Classe ’68, appassionato di un calcio che non c’è più. Collezionista e Giornalista, emozionato e passionale. Ideatore de GliEroidelCalcio.com. Un figlio con il quale condivide le proprie passioni. Un buon vino e un sigaro, con la compagn(i)a giusta, per riempirsi il Cuore.

Gli Eroi del Collezionismo

FIGURINE FOREVER la 2^ edizione a Bologna

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GLIEROIDELCALCIO.COM – Domani 12 gennaio a Bologna torna “Figurine Forever”, la manifestazione giunta alla sua seconda edizione. L’appuntamento per gli appassionati delle figurine è presso il grande spazio dell’Estragon Club, al Parco Nord. Lo scorso anno l’edizione fu caratterizzata, e non poteva essere diversamente, dai mondiali di calcio, mentre quest’anno il calcio sudamericano e la Panini d’oltreoceano sono i protagonisti.

Abbiamo raggiunto Gianni Bellini, il più grande collezionista al mondo di figurine dedicate al calcio e ideatore, insieme a Emiliano Nanni, di Figurine Forever:

“In primis è un’occasione per incontrarsi”, esordisce ai nostri microfoni Gianni Bellini, “…incontrarsi mentre intorno c’è una mostra, un mercatino, un luogo per scambiare i doppioni ma anche la possibilità di giocare a Subbuteo. La mostra riguarda gli album Panini dedicati alla Copa America, ma si potranno ammirare anche album dei vari campionati dei paesi latinoamericani come Brasile, Argentina, Cile, Messico, Uruguay, Perù, ecc., tutti provenienti dalla mia collezione. Ci sarà anche una parte dedicata al calcio femminile e in particolare alle Azzurre, qualificate ai mondiali di Francia 2019. Sarà poi presente un’Area espositori composta dai migliori professionisti del settore oltre ad una parte dedicata al libero scambio tra collezionisti di figurine e cards nuovi o del passato, non solo calcistici. Inoltre, la grande novità di questa edizione di Figurine Forever, ci sarà l’area dimostrativa Subbuteo che, grazie alla collaborazione con Bologna Tigers, permetterà di apprezzare durante tutta la giornata la magia di questo gioco con partite ed esibizioni del club felsineo. Alle ore 11:30 avrà inizio un talk show condotto da Giorgio Comaschi, che vede tra i partecipanti gli ex calciatori Eraldo Pecci e Franco Colomba, l’attore Andrea Santonastaso e Carlo Alberto Cenacchi autore del libro ENEAS. Insomma un fitto programma per una giornata speriamo indimenticabile”.

Gianni è davvero emozionato e preso dall’evento e ci tiene a farci una precisazione: “Questa manifestazione è nata intorno ad un tavolo di un Bar e piano piano sta diventando importante. Come importante è la collaborazione con l’Istituto Ramazzini, infatti l’intero ricavato della giornata sarà devoluto alla ricerca e alla prevenzione del cancro. Venite, divertiamoci e facciamo anche un’opera buona. Mi sembra giusto”.

Allora se domani siete a Bologna…

Grazie Gianni

 

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A Ostia arriva il “Viaggio con la storia del calcio”

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Dal 12 di Gennaio a Ostia, presso il Litus Roma Hostel, avrà luogo la mostra itinerante denominata “Viaggio con la storia del calcio”. Il percorso, giunto alla tredicesima tappa, è un’esposizione di cimeli della storia dei Mondiali dal 1930 ad oggi, dove è possibile “incontrare” le maglie dei campioni del passato che consentiranno di ripercorrere oltre novant’anni di storia del calcio nazionale e internazionale. Tra gli oggetti esposti, oltre duemila reliquie, è possibile ammirare il pallone usato in Scozia-Inghilterra del 1872, prima partita internazionale giocata, i palloni e gli scarpini utilizzati nel primo Mondiale di calcio del 1930 oltre le maglie autentiche di “Campioni senza tempo” quali Cruijff, Maradona, Pelé e Falcao. Tutto il materiale esposto racconterà, come già accaduto nelle altre sedi dove la mostra ha fatto tappa, la storia del calcio ma anche quella del “Bel Paese”. La mostra sarà inaugurata il 12 gennaio alle ore 11,00 alla presenza del Presidente Nazionale Aics Bruno Molea, del Presidente del X Municipio Giuliana Di Pillo e dall’Assessore allo Sport e cultura Silvana Denicolò e resterà aperta sino a domenica 27 gennaio. Inoltre per l’occasione la mostra vedrà ulteriori due sezioni dedicate alla Lazio e alla Roma grazie alla collaborazione di Lazio 100 e all’Unione Tifosi Romanisti che esporranno ulteriori cimeli delle due compagini romane.

 

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Gli Eroi del Collezionismo

“Football Memorabilia”: Internet Live il 13 Dicembre. Giulio Filippo Bolaffi, A.D. dell’omonima casa d’aste, racconta la terza vendita all’incanto in questo settore

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Anche quest’anno, il terzo di seguito, i collezionisti, gli appassionati di calcio e della sua storia, i tifosi ma anche “semplici” investitori, avranno la loro asta dedicata ai cimeli del calcio sul sito Astebolaffi.it. Infatti, la famosa e prestigiosa casa d’aste decide di investire ancora, e in maniera più convinta e decisa, nella memorabilia del gioco più bello del mondo. Il calcio, che muove interessi e sentimenti, si conferma ancora una strada che la casa d’aste ha intenzione di continuare a percorrere e esplorare. Un viaggio che cerchiamo di capire e scoprire con l’Amministratore Delegato, nonché Presidente, della stessa casa organizzatrice della vendita all’incanto, Giulio Filippo Bolaffi.

“Questa terza asta è un logico proseguimento del cammino intrapreso tre anni or sono” ci dice Bolaffi, “Nella prima ci ritrovammo a sfruttare alcune circostanze contingenti che ci avevano portato, ai margini di una trattativa molto diversa, allo Statuto di fondazione del Milan del 1900. Riuscimmo a predisporre la prima vendita all’incanto del genere in Italia ma con pochi “pezzi” tra cui, oltre al già citato Statuto, la maglia di Gigi Riva dello storico scudetto sardo, la maglia di Zoff della stagione 1977/78. L’asta, che comunque fu un gran successo, conteneva una ventina di lotti circa: andarono tutti venduti. A quel punto ci abbiamo creduto e abbiamo pensato di continuare con la seconda asta lo scorso anno: 83 lotti, tra cui una collezione di gagliardetti appartenuti all’arbitro Daniele Tombolini, la maglia di Saadi Gheddafi, figlio del dittatore libico, alcune maglie appartenute ad Andrea Agostinelli, ex giocatore della Lazio e non solo, tra cui una maglia di Maradona. Inoltre anche la maglia di Riva dei “Mondiali” del 1974 e i guanti di Dino Zoff utilizzati durante il Mundial vincente di Spagna ’82, oltre alla splendida maglia del Brasile di Pelè indossata nel 1971. Insomma fu qualcosa di più strutturato rispetto alla prima. L’asta attuale, come poc’anzi detto, è l’asta del consolidamento, delle certezze ma anche delle speranze. Un campo in cui abbiamo investito creando un apposito dipartimento strutturato e con un responsabile. Insomma una sola asta annuale, al momento, ma scadenzata e nota al mercato e per la quale si lavora costantemente. Pian piano ci stiamo creando la nostra autorevolezza in questo settore e le persone ci contattano sempre più per affidarci le loro collezioni. Abbiamo infatti valutato nel corso di quest’ultimo anno molti più oggetti. Ovviamente, come anche negli altri settori, abbiamo svolto una cernita importante scartando oggetti non degni o di dubbia provenienza, oppure perché abbiamo ritenuto che non avessero “dignità collezionistica” o semplicemente erano rovinati o danneggiati. Insomma noi eseguiamo costantemente delle valutazioni in ambito qualità e autenticità. Poi capita anche che gli oggetti rispettino tutti gli standard da noi ritenuti imprescindibili ma semplicemente poi non si trovano gli accordi con i relativi proprietari. In questa asta proponiamo oltre 200 lotti composti da una grande varietà di oggetti”. Qui la voce di Filippo Bolaffi assume un tono pregno di soddisfazione…Abbiamo tra i nostri lotti il contratto, il primo da professionista, di un giovanissimo Boniperti, ceduto alla società F.C. Juventus dal club dilettantistico A.C. Momo, con le firme autografe del giocatore, dei rappresentanti dei due club e della F.I.G.C. Il contratto presenta due curiosi errori di battitura, uno sul nome di battesimo, Gianpiero anziché Giampiero, e l’altro sulla data di nascita, 14 luglio, anziché 4 luglio. Un documento che definirei romantico, di un calcio ormai purtroppo troppo lontano. Inoltre è presente anche una pittura ad olio di Gigi Meroni, grande genio calcistico del Torino. Il calciatore era famoso per la sua eccentricità fuori dal campo espressa anche con la pittura. Il quadro viene venduto accompagnato da numerose fotografie di Meroni nella sua vita privata e non, tra cui una con la sua famosa “gallina da passeggio”. Inoltre abbiamo importanti “pezzi” della Juventus anni ‘80 come la maglia di Michael Laudrup nella rara versione gialloblu, la maglia indossata da Gaetano Scirea nella stagione 1985/86 e la maglia di Platini della stagione 1984-85. Siamo poi entrati in possesso di una selezione di maglie del giocatore degli anni ‘60 Mario Trebbi, come quella del Benfica indossata dal difensore Raul Machado durante la finale della Coppa dei Campioni 1962-63 contro il Milan e scambiata proprio con Trebbi a fine gara. Un pezzo da Museo. Stessa provenienza per la maglia Crylor della Società Sportiva Monza 1912, rossa con banda bianca verticale e stemma del club, indossata da Mario Trebbi durante le stagioni 1969-73. Inoltre anche la seconda maglia del Napoli indossata da Maradona, nell’unica volta della sua carriera in cui giocò con il numero 9, avendo in quell’occasione ceduto la sua 10 all’erede designato, un giovanissimo Gianfranco Zola. Presenti anche altri cimeli quali fotografie autografate, programmi ufficiali e svariate maglie delle nazionali, tra cui alcune dell’Italia come quella di Albertosi”.

Insomma pezzi importanti, esclusivi che donano prestigio alla casa Bolaffi. Un’asta che ancora non muove i volumi di quelle in altri settori, ma …” l’asta fa parlare molto di se”, continua l’A.D., “anche se non è la più importante al momento in termini economici. È proprio questa la differenza con altre aste più consolidate, il calcio ha una cassa di risonanza enorme, riesce a far parlare di se in modo importante. Anche in azienda si respira un’aria diversa perché si entra in contatto con degli oggetti, come le maglie ad esempio, che suscitano a tutti delle emozioni, anche se non sei un collezionista. Inoltre anche in azienda capita di incontrare persone più o meno note nell’ambito del mondo del calcio e questo rende il settore e questa asta più “sexy” di altre. Non a caso anche le richieste di interviste si moltiplicano in questo periodo”. Poi una precisazione: “Il calcio si conferma come un mercato in cui vogliamo dire la nostra. Un mercato ancora poco conosciuto ma che crediamo possa crescere. E la crescita passa anche attraverso una “educazione all’asta”, perché si tratta di una modalità molto diversa dalle altre”.  

Ora non ci resta che attendere il 13 Dicembre. Manca poco.

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Qui puoi trovare il catalogo completo dell’asta

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