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Il nuovo “Albo degli Agenti Sportivi”: ne parliamo con Andrea Manfredonia, Agente e CEO della MCDR Sport Management

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Il 4 Maggio u.s. con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di quanto stabilito dalla Legge di Bilancio prima e dal D.P.C.M. poi, è stato introdotto il “Registro nazionale degli agenti sportivi”. L’iscrizione all’Albo è possibile solo dopo aver superato un esame ed è obbligatoria per tutti coloro che pongono “in relazione due o più soggetti operanti nell’ambito di una disciplina sportiva riconosciuta dal Coni ai fini della conclusione di un contratto di prestazione sportiva di natura professionistica, del trasferimento di siffatta prestazione o del tesseramento presso una federazione sportiva professionistica”. La “deregulation” voluta da Blatter nel 2015 viene definitivamente “mandata in soffitta”.

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Andrea Manfredonia e Marco Tumminello durante il rinnovo del contratto con l’AS Roma

Abbiamo raggiunto Andrea Manfredonia, agente di molti calciatori nonché CEO & Founder della MCDR Sport Management; a lui abbiamo rivolto alcune domande per fare il punto su questo momento storico per il calcio e lo sport in generale.

La normativa prevede nuove modalità di accesso alla professione di Agente Sportivo, come cambia la professione rispetto al passato?

La Legge di Bilancio 2018 ha reintrodotto l’esame abilitativo per poter svolgere la professione di Agente di calciatori. Nel mese di Settembre infatti ci sarà la prima data utile per poter sostenere il nuovo “doppio” esame. Sono estremamente favorevole a questo “ritorno al passato” senza dubbio porterà più competenza e professionalità da parte degli attori in gioco.

Quali sono le competenze tecniche che deve avere oggi chi vuole intraprendere questa professione?

Le competenze tecniche migliorano nel tempo, con l’esperienza, “girando” e vedendo tante partite, dalle categorie giovanili ai campionati professionisti. Credo che la migliore scuola sia sempre il campo, più si studia, più si è curiosi e di conseguenza migliora anche l’occhio per poter valutare un giocatore.

Quali invece le caratteristiche personali e umane necessarie, e quali i consigli che si possono dare a chi intraprende questa strada?

Ci vuole tantissima passione e sacrificio, soprattutto nei primi anni. Non bisogna mai abbattersi alla prime difficoltà ma temprarsi in esse e farne tesoro per il futuro. È necessario conoscere e vivere la realtà dei propri assistiti, creare un rapporto solido e di estrema fiducia. La passione per il proprio lavoro è la benzina per renderlo vivo giorno per giorno, non bisogna avere come obiettivo imminente il guadagno. Se il proprio mestiere viene fatto con passione, sacrificio e professionalità, il guadagno sarà una conseguenza spontanea.

La MCDR Sport Management organizza dei corsi per affrontare le prove di esame. Quali sono le caratteristiche di questi corsi e quali gli obiettivi?

Attraverso una dettagliata analisi dei principali argomenti, riguardanti tesseramenti, trasferimenti e normative nazionali ed internazionali, forniamo la possibilità di conoscere l’attività svolta ogni giorno da un Agente. Inoltre faremo in modo che vengano acquisite, e perfezionate, tutte le necessarie nozioni inerenti il Diritto Sportivo. Tutto ciò grazie anche ai nostri ospiti, professionisti che vivono il calcio quotidianamente, pronti a trasferire le necessarie conoscenze ma anche a “regalare” consigli e esperienza maturata negli anni sui campi. Le tematiche saranno affrontate attraverso una didattica interattiva, alla quale seguiranno quattro simulazioni d’esame che permetteranno di arrivare pronti ai fatidici test finali.

Un grazie ad Andrea Manfredonia

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Classe ’68, appassionato di un calcio che non c’è più. Collezionista e Giornalista, emozionato e passionale. Ideatore de GliEroidelCalcio.com. Un figlio con il quale condivide le proprie passioni. Un buon vino e un sigaro, con la compagn(i)a giusta, per riempirsi il Cuore.

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Fiorentina – Milan, storie di ex … in pillole

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GLIEROIELCALCIO.COM (Antonio Capotosto) – Anche Fiorentina-Milan è un viaggio nel tempo che tocca ogni settore del campo. Enrico Albertosi e Giovanni Galli rimettono in gioco per Sergio Battistini e Saul Malatrasi. Dopo quattro stagioni rossonere, il ‘Professore’ svedese Gunnar Gren indossò la casacca gigliata per due campionati. Quattro annate con la maglia viola e una con quella del Diavolo per Romeo Menti: a Campo di Marte fu compagno di squadra anche di Carlo Piccardi, il quale vestì per la prima volta i colori milanisti proprio in una partita a Firenze. In rossonero venne allenato da Giuseppe Bigogno, ex giocatore ed ex tecnico della Viola. A Milanello Malatrasi ritrovò Kurt Hamrin, due stagioni e tre trofei con il Diavolo. Quando nel 1969 il Milan festeggiava la Coppa Campioni, la Fiorentina celebrava lo scudetto: tra i protagonisti di quel tricolore gli ex rossoneri Amarildo e Mario Maraschi. Senza dimenticare Luciano Chiarugi, il quale vestirà la casacca rossonera per quattro stagioni. Centrocampista in viola (anche) Daniele Massaro si trasferiva a Milanello nel 1986 e nel Diavolo diventò centravanti. Ha chiuso la carriera con la Fiorentina Aldo Maldera, il quale realizzò nove reti nel campionato del decimo scudetto rossonero. Roberto Baggio ha vinto uno scudetto con il Milan e sfiorato una Coppa Uefa in maglia viola (nell’ultima stagione a Campo di Marte). Nereo Rocco ha allenato la Viola per un campionato, uno in meno di Nils Liedholm. Da giocatore Giovanni Trapattoni è ricordato come un pilastro del Milan e proprio con il Diavolo ha iniziato la carriera da allenatore; il tecnico dell’ultima Fiorentina sul podio (terza nella stagione 1998-’99). Ha guidato il Diavolo e la Viola anche Gigi Radice, ex calciatore rossonero. Dopo aver conquistato il terzo trofeo (la Coppa Italia) con la maglia gigliata, nel 2001 Manuel Rui Costa si trasferiva al Milan.

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“Per sempre nei nostri cuori”… il Milan ricorda Nereo Rocco

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Il 20 febbraio 1979, dopo una breve malattia, si spegne Nereo Rocco.

Il suo nome è legato in maniera particolare alle sue vittorie e al Milan. Esponente di successo di quel calcio che va a privilegiare la fase difensiva, detto Catenaccio.  Nereo Rocco vince in rossonero due scudetti, tre Coppe Italia, due Coppe dei Campioni, due Coppe delle Coppe e una Intercontinentale… numeri da capogiro.

E’ il primo allenatore a vincere la Coppa dei Campioni con una squadra italiana nella famosa finale di Wembley contro il Benfica di Eusebio.

Attraverso il suo account Twitter, il Milan ha voluto ricordare il Paron nella ricorrenza  della sua scomparsa: “Sotto la sua guida abbiamo fatto risplendere i colori rossoneri in Europa e nel Mondo: Nereo Rocco per sempre nei nostri cuori “.

 

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Mondiali Uruguay 1930: l’ottimismo degli organizzatori, date, indennizzi e spese

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GLIEROIDELCALCIO.COM – Ci si prepara ai mondiali del 1930 in Uruguay, i primi mondiali della storia, gli unici senza qualificazioni: tutti i paesi affiliati FIFA ricevono l’invito. Altissimo il livello di interesse da parte dei paesi americani, mentre gli europei disertarono la competizione per motivi inerenti distanza e costi della traversata oltreoceano.  A tal proposito risulta quindi coerente, e certamente interessante, questo trafiletto comparso sulla Gazzetta dello Sport del 28 Febbraio 1930, qualche mese prima dell’inizio della competizione mondiale, con la quale si riportano le comunicazioni dell’associazione uruguaiana che cerca di sottolineare lo sforzo del paese organizzatore e al tempo stesso sollecitare le singole federazioni… leggiamolo insieme:   “Montevideo 18 notte – Il Comitato Esecutivo per il Campionato mondiale di Calcio ritiene che le informazioni le quali lasciano credere che un buon numero di federazioni europee non parteciperà al Campionato, siano per lo meno premature. Il Campionato si effettuerà dal 13 al 27 luglio.La finale d’Europa si disputerà il 20 luglio. (Qui si ritiene ci sia un errore sulla finale che deve essere mondiale e non europea e la data che deve essere 30 e non 20)L’Associazione uruguaiana farà pervenire alle Federazioni partecipanti, oltre ai biglietti ferroviari dal luogo di riunione dei giuocatori fino al porto di imbarco, i biglietti di prima classe per i vapori che saranno scelti tra quelli di lusso. Per sopperire alle spese di soggiorno in Montevideo, l’Associazione Uruguaiana consegnerà ad ogni federazione un indennizzo giornaliero di 75 dollari mentre durante il viaggio ad ogni giocatore sarà corrisposto un indennizzo di mezzo dollaro al giorno per le piccole spese. L’Associazione assume a suo carico tutte le spese di trasporto delle équipes dagli alberghi al campo di giuoco. L’Associazione si assume pure le spese di rimpatrio delle federazioni”. Nonostante ciò le nazionali europee che si presentano alla competizione saranno solo quattro, Belgio, Jugoslavia, Francia e Romania. Il 30 luglio l’Uruguay ha la meglio sull’Argentina per 4-2 e si laurea Campione del Mondo.

Gazzetta dello Sport del 28 Febbraio 1930

 

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