Connect with us

Il Calcio Racconta

Palanca-Chimenti, la coppia funziona?

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM – Domenica 12 agosto 1979, “La Gazzetta Sportiva” riporta a pagina 3 un trafiletto con il seguente titolo: “Palanca-Chimenti la coppia funziona”. Nel sommario si legge poi che “La manovra del Catanzaro funziona già bene …”.

Il titolo sembra far presagire un articolo, a firma Michele Galdi, nella direzione dell’esaltazione della squadra calabrese.

Ci pensa l’incipit a rimettere tutti con i piedi per terra: “La premessa è d’obbligo; è avventuroso stilare giudizi o addentrarci In disquisizioni tecnico- tattiche. Le squadre di agosto, si sa, sono indecifrabili, si va avanti per intuizione”.

L’occasione è una amichevole precampionato del Catanzaro a L’Aquila con la rappresentativa locale, terminata 7-0. Tre le reti del neo acquisto Chimenti, due di Palanca a cui si aggiungono le reti di Orazi e Borelli.

Un Catanzaro che “piace e diverte. La sua non dovrebbe essere una stagione movimentata”, prosegue l’articolo.

Insomma una squadra con una buona rosa capitanata da Claudio Ranieri e guidata da Carlo Mazzone. Un mix di calciatori tra i quali Mattolini, Menichini, Sabatini, Majo, Orazi, Borelli, Bresciano oltre a Chimenti e Palanca… insomma una rosa esperta con alcuni giovani. I giallorossi sono alla loro seconda stagione consecutiva in Serie A, si erano classificati l’anno precedente in nona posizione raggiungendo anche la semifinale di Coppa Italia dove arrivò l’eliminazione con la Juventus. Ai nastri di partenza la squadra si presenta quindi con una rosa fondamentalmente invariata e con un attacco incrementato e potenziato dagli innesti di Bresciani e Chimenti. Come andò quindi la stagione delle “Aquile del Sud”? Non bene, anzi male. Diciamo malissimo. Ben presto la squadra s’impantana in quella palude che è la zona retrocessione. Chimenti non incide come si vorrebbe e come si spererebbe, ma in generale la squadra è l’ombra di quella della stagione precedente. Tra alti, pochi per la verità, e bassi, molti, alla venticinquesima giornata arriva anche l’esonero di Mister Mazzone in favore di Saverio Leotta. Le troppe sconfitte, in particolare nella fase finale del torneo, condannano i calabresi alla retrocessione con due giornate di anticipo.Questo sul campo… poi arriva il ripescaggio in seguito alle sentenze riferite al Totonero che sanciscono la retrocessione del Milan e della Lazio e la “riabilitazione” di Catanzaro e Udinese.Insomma una stagione che sembrava iniziare sotto delle buone stelle stava per trasformarsi in una stagione fallimentare. Fallimento sul campo a cui solo una sentenza ha imposto un esito diverso.

Quindi ricordiamolo sempre… “… le squadre di agosto, si sa, sono indecifrabili, si va avanti per intuizione”.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il Calcio Racconta

14 ottobre 1979 – Il Milan al Curi gioca con la maglia del Perugia

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM – È il 14 ottobre 1979, il Milan con la stella sul petto si reca a Perugia per affrontare i Grifoni. Chi è sugli spalti però vede entrare il Milan in campo con una maglia quantomeno dubbia, almeno per l’epoca, con una divisa blu. Non solo, la maglia blu ha anche il Grifone del Perugia sul petto. Perché? Cosa è successo…?

L’arbitro ha deciso che le due maglie classiche, rossa per il Perugia e la classica a strisce verticali rossonere per i Diavoli, possono dar adito a qualche confusione. Per questo chiede alla squadra ospite, come da regolamento vigente al momento, di cambiare la maglia. Il Milan però non ha con sé un “cambio” perché, riferisce l’allenatore in seconda Zoratti, la società “ha ricevuto una circolare della Lega sulla quale è specificato che il Perugia gioca abitualmente con le maglie bianche con bordi rossi” (Cit. La Gazzetta dello Sport, 15 ottobre 1979). Questo il motivo per il quale il Milan è partito da Milano senza portare la seconda divisa bianca. Per consentire quindi il regolare svolgimento dell’incontro, il Perugia presta ai suoi antagonisti la propria terza divisa, di color blu appunto.

Un Milan quindi inedito davvero, con il Grifo sul petto e senza lo scudetto con la stella.

Per la cronaca la partita finisce 1-1: al gol di Paolo Rossi al primo minuto risponde al 36’ il giovane Carotti subentrato a Bigon.

Una vicenda che sembra, e forse lo è, di un’altra epoca. Una vicenda che oggi fa sorridere e che avrebbe delle complicazioni e risvolti forse non risolvibili facilmente in considerazione dei diritti legati alle tante, troppe, toppe e sponsor sulle maglie.

Continue Reading

Il Calcio Racconta

12 ottobre 1969 – Il Cagliari di prepotenza guadagna il primo posto in classifica

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM (Antonio Capotosto) – Domenica 12 ottobre 1969: nell’anniversario della scoperta dell’America, il Cagliari trova la vetta solitaria della classifica. È la quinta giornata e il ‘Casteddu’ arriva a Firenze da secondo della classe, una lunghezza dietro la Viola campione d’Italia.

“Giocando i fiorentini tutti sul centro, anche i cagliaritani, per seguire i loro diretti avversari, stavano ammassati in mezzo al campo in modo che a tratti pareva un incontro fra ragazzini, quando tutti corrono appresso al pallone” (Cit. La Gazzetta dello Sport, 13 ottobre 2019)

Una gara che vede la Fiorentina sbilanciata in avanti e un Cagliari che, come da copione, attende di colpire in contropiede. Tattica che avrebbe inflitto seri danni ai padroni di casa se Riva e Domenghini non fossero stati un po’ troppo egoisti.

“Al ’21 il giusto rigore per il fallo stupido di Rizzo che atterrava Zignoli con uno spintone plateale ben dentro l’area: calcia Riva, sulla sinistra di Superchi e segna” (Cit. La Gazzetta dello Sport, 13 ottobre 2019).

I sardi vincono quindi di misura e si ritrovano al comando in solitudine: vi rimarranno fino al 26 aprile, due settimane dopo la matematica conquista dello scudetto. Rombo di tuono sintetizzò così la vittoria di quello storico tricolore: “Quando arrivai nel 1963 ero un ragazzo e non riuscivo a capire dove ero capitato. Poi cambiò tutto. Trovavamo tifosi dovunque andavamo. Gente che veniva dalla Germania, dal Belgio, dalla Svizzera. Per molti la Sardegna era la terra dei banditi e dei pastori: ci chiamavano così, quando andavamo al Nord. E noi buttavamo in campo tutte le forze che avevamo in corpo. Quello scudetto fu eccezionale per tutti. Noi capivamo che stavamo contribuendo a creare qualcosa di nuovo. Ora dici Sardegna e pensi al paradiso del mare, alle vacanze. Ma in quegli anni l’isola era un luogo di punizione. Tutto cambiò, grazie anche al nostro tricolore”.

Se il 12 aprile 1970 il Cagliari ha completato l’opera, il 12 ottobre di cinquant’anni fa i rossoblù scrivevano un capitolo fondamentale di quel romanzo.

Continue Reading

Il Calcio Racconta

La maglia verde della Nazionale e quel precedente del ’54

Published on

GLIEROIDELCALCIO.COM – Tante le polemiche in questi giorni per il colore “verde” della divisa della Nazionale che questa sera affronterà allo stadio Olimpico la Grecia nel match valido per Euro 2020. Polemiche a parte non è la prima volta che la nostra Nazionale utilizza il verde. In questi giorni infatti si è parlato molto del precedente contro l’Argentina del 1954, vinto dai nostri azzurri per 2-0 con reti di Frignani e Galli. Era il 5 dicembre …

Il giorno stesso della partita, La Gazzetta dello Sport pubblica la seguente notizia in ultima pagina…

GIi italiani in maglia verde

Questa sera l’arbitro austriaco Steiner ha esaminato i colori delle maglie nazionali d’Italia e Argentina che domani giocheranno all’Olimpico. Avendo riscontrata la possibilità di confusione fra l’azzurro degli italiani e il biancoceleste dei sudamericani, l’arbitro ha invitato la Federazione italiana a mutare il colore delle maglie dei propri giocatori. In dipendenza di ciò la Segreteria della F.I.G.C, ha disposto che i giocatori italiani scendano in campo con la maglia verde”.

Quindi una decisione diretta dell’arbitro e non una volontà della Federazione di indossare delle maglie diverse dall’azzurro.

Ovviamente l’insolito color verde ha determinato commenti e sottolineature durante il racconto della partita, come:

“A passo di corsa, ecco gli “azzurri” o meglio i “verdi”, dato che per non creare confusione in campo l’arbitro ha disposto per il mutamento delle nostre maglie tradizionali…”… “In una compagine organica e organizzata quale oggi si è vista sotto le maglie verdi degli “azzurri”, ci sono i favoriti che hanno la parte bella e i sacrificati che debbono stare alla consegna”.

Insomma, maglie verdi o azzurre… Forza Italia.

 

 

La maglia numero 8 – custodita al Museo del Calcio- indossata da Celestino Celio il 5 dicembre 1954, alla “prima” in verde

 

Continue Reading

Newsletter

più letti

WP-Backgrounds Lite by InoPlugs Web Design and Juwelier Schönmann 1010 Wien
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: