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Il Calcio Racconta

Il Lanerossi Vicenza e il torneo anglo italiano 1970 e 1972 nei ricordi di Roberto De Petri

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Anna Belloni) – Ci sono delle partite magiche e irripetibili che restano impresse per sempre nei ricordi dei tifosi. E‘ stato esaltante assistere al fantastico campionato del Real Vicenza del secondo posto in serie A e nessuno di noi ha certamente dimenticato la notte del 29 maggio 1997, quando Capitan Lopez alzò la Coppa Italia al cielo, o l’anno dopo l’urlo di gioia collettivo al gran goal del principe Zauli nella porta di Sua Maestà il Chelsea.

A fronte di tanta gioia, qualcuno dei tifosi più “grandi” (vietato usare la parola “vecchi!”) ricorderà la partita della vergogna per antonomasia.

Per parlare di questo incontro e di molto altro mi sono permessa di disturbare uno dei giocatori che sono scesi in campo in entrambe le edizioni della Coppa Anglo-Italiana. Roberto De Petri, un grande difensore, che una volta sarebbe stato definito un arcigno terzino sinistro. Mi fa un certo effetto poter parlare oggi con lui, seduta in un tavolino di un bar del centro, come due vecchi amici. Sono passati cinquant’anni anni da quando lui era in campo e io in curva sud. Ho sempre provato una certa soggezione per quello spilungone biondo (era il più alto della squadra) ma sapete, quelli erano altri tempi. Non come adesso che i giocatori sono persone normali. Io provavo un vero timore reverenziale quando li incontravo per strada, non mi sarei mai sognata di fermare Carantini, Bardin, Sormani o Vitali, tanto per capirci. Li avevo elevati tutti alla categoria di semidei viventi solo per il fatto di indossare la sacra maglia del Lanerossi Vicenza ….

Roberto De Petri

Questa chiacchierata è stata un po’ come entrare nella stanza dei segreti, poter sbirciare le cose da dentro. Un privilegio che mi ha regalato un’emozione indescrivibile.

Roberto De Petri mi racconta la sua storia, ragazzo friulano cresciuto nel vivaio del Lanerossi, ma con una serie di strane coincidenze che lo legano alla squadra del Cagliari. Debutta in prima squadra nel 1967, guarda caso nella gara Lanerossi vs Cagliari terminata 0 a 2 con doppietta di Gigi Riva. Indimenticabile il suo gol partita segnato il 19 ottobre 1969 al Menti contro la Juve, un missile terra/aria da 30 metri, cui nulla può opporre il portiere bianconero Tancredi e che regala un’importantissima vittoria ai biancorossi. Nel gennaio del 1970, nella partita casalinga sempre contro il Cagliari, entra nella storia del calcio, opponendosi vanamente alla “rovesciata del secolo” di Gigi Riva, con il pubblico del Menti che tributa al campione rossoblù un’indimenticabile standing ovation. Chissà se Pedro si sarà mai chiesto … ma perché proprio a me? In fondo aveva ben marcato i più forti attaccanti dei meravigliosi anni settanta, e sapete chi è stato quello che lo ha fatto tribolare di più? Beppe Savoldi. Da giovane aveva praticato il basket e De Petri ben ricorda che nel gioco aereo Savoldi saltava sempre più alto di tutti, restando per qualche attimo in sospensione mentre gli altri già scendevano. Assolutamente immarcabile. Comunque, al termine della stagione 1970/1971 troviamo ancora lo zampino del Cagliari fresco di scudetto, che lo acquista per rinforzare la difesa anche in vista della partecipazione alla Coppa dei Campioni. Purtroppo una serie di infortuni gli impediscono di giocare una stagione regolare e nel campionato 1971/1972 torna a indossare la maglia biancorossa.

Correva appunto l’anno 1972 e il Lanerossi Vicenza, al termine del solito campionato sofferto con una salvezza agguantata – ormai questa era la nostra specialità – proprio sul filo di lana, partecipò al Torneo Anglo-Italiano. Ma che cos’era e da dove veniva il Torneo Anglo-Italiano?

a nascita di questa competizione ha degli interessanti risvolti storici e ha inizio dopo lo sbarco degli Alleati in Sicilia nella famosa “Operazione Husky”. Gli Americani erano scesi a terra a Gela e Licata, gli inglesi a Pachino e, avanzando verso nord, avevano raggiunto la Calabria. Luigi Peronace era un ventenne molto intraprendente di Soverato, che si divertiva ad organizzare incontri calcistici tra militari inglesi e club calabresi. Nell’anno 1944/1945 Gigi giocava come portiere nella Reggina, squadra che partecipava al campionato di prima divisione. Per i militari britannici queste partite rappresentavano un diversivo alla disciplina militare e un tentativo di rendere più sopportabile la lontananza da casa, quell’Inghilterra patria indiscussa del football. E furono partite vere, combattute fino all’ultima goccia di sudore. Poche sono le notizie che ci sono arrivate di questi incontri e del più importante in particolare, una clamorosa vittoria italiana per 6 a 0, di cui si conosce solo il risultato. Per l’esercito inglese fu un oltraggio pesantissimo: il Sergente di Fanteria Tom Harrison volle subito riscattare l’onta subita e organizzò insieme al Comandante di Marina (nonché giocatore del Bolton) Ray Westwood, la rivincita, fissata per il 10 settembre 1944. Nonostante gli sforzi, la squadra inglese non riuscì ad andare oltre lo 0-0, risultato ottenuto anche grazie ad alcune strepitose parate di Gigi Peronace. Sono questi gli inizi di una lunga carriera professionale, totalmente dedicata al calcio: Peronace divenne un vero e proprio talent scout, antesignano del mestiere di procuratore, che a quei tempi in Italia non esisteva ancora e si trasferì in Inghilterra.

Si dice che il grande scrittore italoamericano Mario Puzo – mentre scriveva il suo celeberrimo romanzo “il Padrino” – abbia tratto ispirazione proprio dalla figura di Gigi Peronace per uno dei suoi personaggi principali. Indovinate quale ……

Peronace era famoso per la sua ostentata eleganza …. indossava abiti di Cerruti, camicie su misura e scarpe di Gucci così lucide che ti ci potevi addirittura specchiare. Personaggio istrionico, parlava sempre a voce alta, con un sigaro grosso come la gamba di una sedia che gli penzolava dalle labbra.

’idea della Coppa Anglo-Italiana venne a Peronace nel 1969. Quell’anno lo Swindon Town, piccolo club del Wiltshire, vinse contro tutti i pronostici, in una memorabile finale contro l’Arsenal, la Coppa di Lega Inglese. Un vero miracolo, se si pensa che i Railwaymen (soprannominati così per la presenza in città delle grandi Officine Ferroviarie della Great Western Railway) giocavano addirittura nella terza divisione inglese. Con la vittoria della Coppa la squadra avrebbe dovuto automaticamente partecipare alla Coppa delle Fiere (oggi Coppa Uefa), ma il regolamento lo permetteva solamente alle squadre delle massime serie europee. Lo Swindon Town restò così ingiustamente escluso, senza alcuna possibilità di rappresentare la sua nazione in Europa e di dimostrare davanti a una platea internazionale di aver degnamente battuto il colosso Arsenal. Ed è in questo momento che Peronace venne folgorato da un’idea grandiosa: il club avrebbe potuto giocare in una competizione di valore europeo, creata per l’occasione. Il trofeo vedeva opposte sei squadre italiane a sei squadre inglesi, con partite da disputarsi in incontri di andata e ritorno, nei rispettivi stadi.

Alla prima edizione 1969/1970 partecipano club di grosso calibro. Per l’Inghilterra

Sheffield Wed., Swindon Town, Middlesbrough, West Bromwich Albion, Sunderland, Wolverhampton … mentre per l’Italia Napoli, Juventus, Fiorentina, Roma, Lazio e il nostro Lanerossi Vicenza. Il torneo é romanticamente vinto dalla Cenerentola della competizione …. lo Swindon Town.

Sabato 2 maggio 1970, ore 15,00

Il Lanerossi Vicenza fa il suo esordio allo stadio “The Hawthorns” contro il West Bromwich Albion. Il Vicenza si presenta in campo con la tradizionale maglia a strisce verticali biancorosse e pantaloncini bianchi (seconda maglia a disposizione “all white”)

Ecco le formazioni delle squadre:

West Bromwich Albion: John Osborne, Lyndon Hughes, Graham Williams, Doug Fraser, John Talbut, Alan Merrick, Tony Brown, Asa Hartford, Colin Suggett, Len Cantello, Bobby Hope

Allenatore: mister Alan Ashman

Lanerossi Vicenza: Pietro Pianta, Gianfranco Volpato, Roberto De Petri, Giorgio Biasiolo, Sergio Carantini, Mario Calosi, Giuseppe Damiani, Nevio Scala, Alessandro Vitali, Sidney Cunha, Carlo Facchin

Allenatore: signor Ettore Puricelli

Spettatori: 18.000

Arbitro: signor Renzo Torelli di Milano

Zero a zero è il giusto risultato per una partita decisamente b