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Calcio, Arte & Società

Gli albori del calcio e il filo che lega nonno e nipote in due docufilm

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GLIEROIDELCALCIO.COM – Loris Davide Fiore, in arte Victor Vegan, ci regala due suoi film e li rende disponibili gratuitamente su YouTube il 27 dicembre e il 14 gennaio. Partiamo con ordine…

L’obiettivo dei due film, e in generale di questa iniziativa di renderli gratuiti seppur per un periodo predefinito, è quello di permettere al regista di entrare nelle nostre case per onorare i campioni del passato, in particolar modo i pionieri. Uomini spesso dimenticati o di cui non si conoscono in maniera approfondita le vicende particolari e che tanto invece sono stati determinanti per lo sviluppo del calcio nel nostro paese. Inoltre il regista ripercorre e ricostruisce la storia di suo nonno Angelo Fiore, sovrapposta alle musiche swing del Trio Lescano, calciatore del Casale scomparso nel 1981.

Partiamo con ordine. Il 27 dicembre alle ore 21 (e sino alle 11 della mattina successiva) si avrà la possibilità di godere del film “Da dove tutto ebbe inizio”. 

Nel film si racconta come è nato il football nel nostro paese. Il perchè di questi regali di Victor è presto detto. Recentemente, a Milano, Luigi La Rocca, storico del Milan, insieme a Pierangelo Brivio ed al Dott. Tosi sono stati i promotori vincenti dell’iniziativa che ha portato all’intitolazione ad Herbert Kilpin, papà del Milan, la rotatoria ex Gattamelata dinanzi a Casa Milan, in via Aldo Rossi n. 8 proprio lo scorso 16 dicembre. Victor ha ottenuto per il film due riconoscimenti: il primo in Colombia al Tercer Tiempo Film Festival e il secondo al “World Film” in Australia, in un contest svoltosi online, dove riceve l’alloro per il suo docufilm. Il fine ultimo, come già anticipato, è il desiderio di far conoscere queste storie. Se si segue il calcio non si può ignorare la storia di Herbert Kilpin, primo mentore inglese del calcio italiano già con il Club Internazionale del Foot-ball 1889 di Torino. Così come lo svizzero Edoardo Bosio, primi veri precursori di tutto quanto accaduto dopo. Anche la città di Torino potrebbe intitolargli una via o comunque una targa a perenne ricordo, magari dopo aver conosciuto la sua storia.

Il docufilm di Victor Fiore, “Dove tutto ebbe inizio | Where it all began” narra, come già anticipato, degli albori del calcio nostrano. Un lungo viaggio tra Italia, Inghilterra e Svizzera, passando – anzi partendo – proprio da Torino. La storia del calcio italiano, e della squadra del Torino in particolare (come d’altronde quella di molti altri sport che hanno trovato origine sulle sponde del Po: il canottaggio, la scherma, ecc.), inizia proprio nella città della Mole grazie ad Edoardo Bosio (Torino, 1864 – Davos, Svizzera, Canton dei Grigioni, 1927). Suo nonno Giacomo Bosio, di origini svizzere, aveva fondato nel 1845 un birrificio a Torino per produrre la birra “Cervisia” con un processo tradizionale tipico del genovesato, che sull’etichetta riportava il motto «Bona Cervisia lætificat cor hominum». Quella Birreria era la notissima Birreria Bosio (che aveva sede in Via della Consolata, e che poi si trasferì in Via San Donato), poi diventata Bosio e Caratsch.

Edoardo (Edward) Bosio, dopo essersi diplomato ragioniere, non entrò nell’azienda di famiglia, ma si fece assumere dalla Thomas & Adams di Nottingham, ditta operante nel campo dei tessili: fu in Inghilterra che entrò in contatto con gli ambienti inglesi del football dove aveva imparato molto bene a praticare quel nuovo gioco di squadra. Ritornato nel 1887 a Torino, impiantò in Val di Susa il Cotonificio di Sant’Ambrogio che alimentava i propri telai con l’acqua della Valle (allora definita “carbone bianco”), e precisamente dal canale Cantarana, derivato dalla Dora Riparia. Vista la sua passione per gli sport, Bosio si avvicinò anche al canottaggio. Divenne così socio della gloriosa Società Armida (di cui in seguito fu nominato Direttore Tecnico). Dall’Inghilterra aveva importato in Italia però, soprattutto, la passione per il football. Si portò con sé in Piemonte qualche pallone di cuoio, non facilmente reperibili all’epoca nei negozi torinesi, e si propose di fondare un Club a Torino appositamente attrezzato per la pratica del calcio, con un campo adeguato dove poter praticare e promuovere questo sport.

Fu così che, con i colleghi d’oltre Manica della filiale torinese della Thomas Adams, fondò il Football & Cricket Club Torino, società sportiva che praticava il canottaggio d’estate e il football d’inverno. Si ha anche notizia del look e dei colori dell’abbigliamento usato dai calciatori: i giocatori indossavano una camicia a righe rossonere con il colletto bianco, un berretto in testa e calzoni lunghi. La storia poi continua facendoci conoscere i meriti di Herbert Kilpin in un susseguire di emozioni.

Molto ampio il cast degli attori: tra i personaggi del film c’è anche Marco Morelli, nipote di Vittorio Morelli di Popolo, Carlo Capirossi e Nicolò Maimone interpretano Edoardo Bosio ed Herbert Kilpin. Nel cast, la ragazza di Edward junior è l’attrice Milena Garreffa; poi c’è Daniele Costelli, e tanti altri ancora. Tutti si muovono con disinvoltura, bravura e realismo.

Nel film appare anche il nipote di Guido Castoldi, che fu presidente del Torino tra il 1911 e il 1914 e che è mancato nel 1963. Castoldi junior, conservando il ricordo e l’operato del nonno, cerca di trasmettere gli autentici valori sportivi di allora ai giovani d’oggi, partendo dal suo nipotino. Nel suo colloquio con Marco Morelli, spicca una frase, ancor oggi, purtroppo attualissima: “I troppi soldi rovinano il calcio. Gli autentici valori sportivi devono andare ben oltre il denaro”. Parlando del Grande Torino, Morelli ci ricorda inoltre che le imprese straordinarie della Squadra degli Immortali-Invincibili hanno le loro radici nell’albero della storia del Football Club Torino, e nelle virtù morali e sportive di chi ha indossato la maglia granata nei sessant’anni che precedettero la tragedia di Superga. Luigi La Rocca interpreta se stesso ed insieme al dott. Tosi ed a Pierangelo Brivio per magia erano presenti nel 1899 quando nacque il Milan. Insomma, detto anche dallo scrittore Sergio Donna, Presidente Ass. Monginevro Cultura è un film davvero edificante, didattico e documentatissimo dal punto di vista storico, che ci fa meditare sugli autentici valori dello sport, oggi quasi del tutto dimenticati.

Ricordate quindi che il 27 dicembre alle ore 21, sino alle 11 del giorno successivo, potrete vedere il film al seguente link

Il 14 gennaio invece è la volta di “Firmamento Nerostellato-Notes of Passion”.

Victor Vegan ha voluto, scritto e sceneggiato questo film. Poi lo ha anche interpretato per raccontarci di due figure, a lui particolarmente care, dimenticate troppo presto. Il primo è Angelo Fiore, nonno di Victor Vegan, classe 1907 che giocò nel Casale nel 1928. I giocatori di questa squadra, dal passato glorioso, erano detti “nerostellati” per via della maglia nera con una stella bianca. Angelo Fiore è anche convocato dalla Nazionale Militare ed è iscritto anche al C.O.N.I. per gare sia di corsa che di salto.

Per cercare di avvicinarsi alla sua città natale, Chivasso, per amore della sua amata Rina Buson e per raggiungere il padre in non buone condizioni di salute, tenta con un provino di giocare nel Torino. Proprio in questa occasione si infortunerà seriamente e tornerà poi a giocare nelle categorie inferiori. In seguito, negli anni ’40 apre una selleria dove ripara borse e tendoni ma anche palloni per i suoi amici che giocano nel Torino. Diventa una sorta di mascotte ufficiale per i granata e l’allenatore Leslie Lievesley lo invita ufficialmente a seguirli nell’amichevole a Lisbona con il Benfica del 3 maggio 1949. Fiore rinuncia perché il papà non è in buona salute salvandosi così la vita in quella che sarà la tragedia di Superga.

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La seconda figura che il regista voleva ricordare è Maria Bria, di Chivasso, amica della nonna Rina Buson. Maria Bria diventò la sostituta di Caterinetta Lescano per la tournèe del Trio Lescano in Sudamerica. Il regista intende quindi immortalare il trio olandese nel panorama internazionale della musica swing e della canzone italiana, documentando la loro vera storia relativa anche al presunto arresto durante il periodo fascista. Una sorta di fusione tra calcio e swing nel ricordo del nonno Fiore.

Nel film compaiono anche altri volti noti del panorama musicale italiano e non solo come Lidia Martorana, Renzo Barzizza, figlio del grande Pippo, Carla Maroso, vedova del giocatore del Grande Torino, e Franco Barbero che iniziò a lavorare con Erminio Macario.

Il 18 dicembre il Casale Calcio ha compiuto i suoi primi 110 anni, una ragione in più per non perdere la visione del film, girato in parte proprio a Casale Monferrato.

Il link per vedere il film il 14 gennaio 2020 alle ore 21 sino alle ore 11 del giorno successivo è:

Buona visione

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“On My Shoulders”, il film sulla storia del Calcio Padova

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“Il Padova al cinema. Il 3 aprile prossimo uscirà nelle sale “On my shoulders”, l’ultima fatica del regista padovano Antonello Belluco che ha voluto raccontare la Padova del primo dopoguerra e la figura di padre Leopoldo. Moltissime le location familiari ai padovani, tra cui anche il mitico stadio Appiani, ricostruito con l’ausilio della grafica digitale per riproporre qualche spezzone della partita Padova – Juventus 2-1 del 4 gennaio 1925. Tifosi vestiti alla moda degli anni ’20, maglie da gioco “vintage”, i pali delle porte e il pallone del calcio dei pionieri. Tutto ricreato con grande cura e amore da Belluco, che da giovane ha trascorso molte domeniche proprio all’Appiani tifando per i colori biancoscudati. Ad impersonare il mister del Calcio Padova, un grandissimo ex in un cameo indimenticabile. Lo riconoscete?

TRAMA – Le storie di due famiglie e alcuni personaggi di spicco della città di Padova [persone realmente esistite le cui vite sono state rigorosamente documentate] che attraversano la tragedia del primo conflitto mondiale e proseguono, nei difficilissimi anni del dopoguerra, affrontando piccoli e grandi sacrifici e fronteggiando i grandi dolori della vita proprio grazie all’aiuto di padre Leopoldo. La famiglia Benussi vede il suo primogenito Andrea, interventista e volontario, contro il volere del padre scatenando tensioni familiari che si trascineranno per anni. La famiglia del dottor Guido Filangeri vede invece la giovane figlia Diletta impegnata nel sostenere il padre vedovo che perde l’unico figlio in guerra. Andrea e Diletta si incontreranno quando Andrea intraprenderà una coraggiosa avventura commerciale (la creazione di un’impresa produttrice di componenti per le prime radio). Il loro rapporto, tra alti e bassi, sempre in bilico, si rafforzerà grazie alla figura di padre Leopoldo che porterà la giovane coppia a ritrovare una serenità impensata dopo un evento drammatico che potrebbe distruggere le loro vite ed il loro amore”.

(fonte Padovacalcio.it)

vedi il trailer del film

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Storie di Matteo Marani, il nuovo docufilm Sky: “1990, il caso Baggio”

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GLIEROIDELCALCIO.COM – Un nuovo appuntamento su Sky Sport con la storia del calcio, firmato da Matteo Marani. Sono trascorsi trent’anni dal contestato trasferimento del Divin Codino dalla Fiorentina alla Juventus. Questo appuntamento porterà alla luce nuovi avvenimenti e inediti documenti per svelare i retroscena e i misteri che hanno avvolto il trasferimento di uno dei migliori talenti che il nostro calcio abbia mai espresso.

“Questa è la città di Lorenzo il Magnifico e della più grande corte artistica che l’Europa abbia mai conosciuto. È la città in cui lavorarono Brunelleschi, Donatello, Leonardo, Michelangelo, Raffaello”, precisa il comunicato sul sito Sky presentando il docufilm, “È la città che inventò le banche, che coniò il fiorino e che con Niccolò Machiavelli scoprì che pure la politica poteva essere un’arte. Fra l’Arno e l’incanto delle sue colline rinascimentali, questa è la città che per cinque anni ha ospitato Roberto Baggio, l’artista del calcio. Vi arrivò nel 1985, quando la carriera sembrava già compromessa dopo la rottura del ginocchio. A Firenze spuntò invece un nuovo giglio, anche dopo un secondo infortunio che lo tenne fuori mesi. Nell’antica capitale del Granducato, che per i fiorentini tale è rimasta malgrado siano passati secoli, Baggio diventò adulto, sposò Andreina, abbracciò il buddismo, raggiunse la Nazionale, fu l’idolo di un’intera tifoseria e stregò la Juventus, disposta a fare follie per lui. Baggio divenne Baggio in quei cinque anni stupendi e irripetibili. Nel 1990, quando il Mondiale italiano bussava ormai alle porte, e del quale proprio il Codino sarebbe stato un protagonista assoluto, scoppiò in primavera – una primavera diversa da quella dolce del Botticelli – il caso più eclatante mai vissuto sino ad allora dal calcio italiano: il caso Baggio.

Migliaia di persone scesero in piazza a contestare il suo passaggio in bianconero. Da una parte gli scontri, i lacrimogeni, le cariche della polizia, dall’altra la guerra scatenata sul mercato dai maggiori club per lui. Feriti, arresti, miliardi, presidenti in fuga, altri pronti a entrare. Una storia, il passaggio di Baggio dalla Fiorentina alla Juventus, che sarebbe potuta appartenere – per restare a Firenze – alle novelle di Boccaccio o alla congiura dei Pazzi. Baggio non fu soltanto una questione di calcio, 30 anni fa. Fu un fatto sociale, politico e di costume. “

Il docufilm “1990, Il caso Baggio” andrà in onda stasera 21 febbraio alle 19.15 (e alle 23.30) su Sky Sport Serie A e alle 22.15 su Sky Sport Uno.

Vai al sito Sky e alla presentazione integrale del docufilm

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“Serie A – Operazione nostalgia” … il 6 giugno il raduno al Granillo di Reggio Calabria

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GLIEROIDELCALCIO.COM – FINALMENTE CI SIAMO.
Rompiamo l’attesa.
È arrivato il momento di svelare la data e il luogo del prossimo raduno.
Il raduno di Operazione Nostalgia è dedicato a tutti i veri amanti del nostro calcio, l’atmosfera sugli spalti è unica, vedere migliaia e migliaia di persone, una a fianco all’altra, con magliette di colori di fede diverse è il nostro segreto.
Il calcio deve essere di tutti.
La passione per il calcio deve unire, non dividere.
Dopo gli ultimi raduni organizzati a Parma e a Cesena, ci sentivamo in dovere di ritornare al Sud Italia.

SABATO 6 GIUGNO ci aspettiamo calore, passione e voglia di sognare.
SABATO 6 GIUGNO TUTTI A REGGIO CALABRIA.
Quest’anno avremo l’onore di aprire uno stadio storico come l’Oreste Granillo.

È il momento di taggare tutti i fan e le persone che ci seguono da Reggio Calabria e da tutto il Sud, quest’anno sarà ancora più incredibile.
Preparatevi psicologicamente.
Parola di Operazione Nostalgia”

Così i responsabili della famosa pagina Facebook “Serie A – Operazione Nostalgia”, creata e gestita da Andrea Bini e Luca Valentino, comunicano a tutti i propri fans l’appuntamento di sabato 6 Giugno presso lo stadio Oreste Granillo di Reggio Calabria per il consueto appuntamento del raduno annuale.

La famosissima pagina, che conta ormai oltre un milione di seguaci, segue un filo romantico e di amarcord relativo agli anni ’90 sino ai primi 2000. Anche quest’anno, come ogni anno, gli organizzatori propongono il raduno annuale, un raduno che lo scorso anno ha coinvolto 12.000 persone, allo stadio Manuzzi di Cesena, dove hanno sfilato, tra gli altri, campioni come Frey, Zaccardo, Aldair, Fuser, Marcolin, Agostini, Del Piero, Tommasi, Fiore, Chevanton, Recoba, Carbone, Davids, Hubner, Serginho, Zambrotta, Hierro, Mendieta, Morientes, Garcia, Capdevila, Amavisca, Ivan Campo, Edmilson, Karembeu, Coco.

Quindi preparate la maglietta nostalgica e cominciate a scegliere i compagni di viaggio.

Ci vediamo al Granillo.

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